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TRAVOLTI
DA TEX!
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Travolti da Tex!
Bibliografia del cinquantenario
a cura di Moreno Burattini e Fabrizio Gallerani
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Seconda parte: le uscite in fumetteria

Moreno Burattini - Stefano Priarone - Antonio Vianovi
GUGLIELMO LETTERI & TEX
Glamour International Production

Prima edizione novembre 1998
Prefazione di Decio Canzio
brossurato - 158 pagine - lire 40.000

Quando a Giovanni Luigi Bonelli chiesero "lei, come si definirebbe?", la risposta (passata alla storia) fu: "Un romanziere prestato al fumetto e mai più restituito". Una piccola parafrasi permette di coniare una simile definizione anche per Guglielmo Letteri, accento aperto sulla seconda sillaba, un jazzista di grande successo passato dalla musica al pennello e mai tornato indietro. Dal 1945 al 1947, infatti, impegnato alla chitarra elettrica, fece parte del Crystal Trio insieme a Umberto Cesari e Carletto Loffredo: un terzetto jazz di chiara fama, che incideva dischi, si esibiva alla radio e suonava per le forze armate americane in Europa, facendo rivivere ai militari statunitensi le emozioni della grande musica d'oltreoceano. Letteri, in particolare, si ispirava a un grande jazzista degli anni '40, Charlie Christian, un vero innovatore del genere, un po' come Alex Raymond nel campo del fumetto.

Appunto i fumetti sono stati da sempre l'altra grande passione di Letteri. Non già per studi fatti in campo grafico o artistico: al contrario, l'autore veniva dal Liceo Classico e dalla Facoltà di Ingegneria. Però, il talento del disegnatore c'era e non poteva non manifestarsi, stimolato anche da una vita trascorsa, in gioventù, sempre in viaggio e dunque ricca di esperienze. Così, chiusa bruscamente la carriera jazzistica, nel 1948 Letteri si trasferì in Argentina. Aveva in tasca un'offerta di lavoro come dirigente in una distilleria italiana che aveva laggiù degli stabilimenti. "Ma quel posto non mi piaceva" - continua a ricordare il disegnatore - "e infatti mi consolavo suonando la chitarra anche là". Finché, nel 1949, avvenne l'incontro con Athos Cozzi, disegnatore molto influenzato dall'esempio americano. Fu lui, viste le prove del giovane Guglielmo, già di buon livello per quanto frutto di un lavoro autodidatta, a convincerlo a mollare tutto il resto e dedicarsi al disegno.

La prima storia texiana di Letteri è l'episodio "Agguato fra le rocce", contenuto negli albi giganti n.68 e n.69. Scrive Gianluigi Angeletti: "Il suo disegno, già in questa avventura, presenta un tratto sottilissimo e pulito, quasi una linea chiara, e ciò rende il suo stile assolutamente inconfondibile". L'esordio è eccellente e manifesta tutte le promesse che poi Letteri avrebbe mantenuto. Il primo a rendersene conto è lo stesso Sergio Bonelli, che accetta di buon grado, anzi pare incoraggiare, l'interpretazione di Tex e del suo mondo data da Guglielmo Letteri, sicuramente il primo a cui viene concessa la libertà di allontanarsi dall'impostazione di Galep. Il che non è cosa da poco, anzi, è una grande conquista. Letteri apre insomma la strada a Giovanni Ticci, Erio Nicolò, Fernando Fusco e tutti gli altri disegnatori che, in seguito, avrebbero potuto in piena legittimità offrire una propria versione del ranger. Letteri è il precursore, quello che riesce ad affiancarsi al grande Galleppini con uno stile personale, del tutto diverso, senza scatenare le ire dei lettori, al contrario, suscitando ammirazione e apprezzamento.

Questo volume, uscito in occasione della mostra dedicata a Letteri dal Salone di Lucca, presenta, una oltre ad una accurata biografia critica dell'autore (a cura di Moreno Burattini), un esame di tutte le sue storie opera di Stefano Priarone. Punto debole, la parte iconografica: Antonio Vianovi non ha scelto le immagini migliori, e la grafica è troppo sobria e poco fantasiosa.


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Sogni, segni e disegni
   
Claudio Villa
SOGNI, SEGNI E DISEGNI
Edizioni Lo Scarabeo
- Collana I Libri Più Belli
Prima edizione maggio 1998
brossurato - 114 pagine - lire 38.000

Uscito in occasione di una mostra personale a lui dedicata durante l'edizione primaverile 1998 di Expocartoon a Roma, il volume ripercorre la carriera artistica di Claudio Villa, il copertinista di Tex e pertanto disegnatore-simbolo della Sergio Bonelli Editore. "I miei primi quarant'anni", potrebbe giusto intitolarsi, visto che l'autore è del 1959 e sta per toccare la soglia degli "anta". Una prefazione di Sergio Bonelli paragona Villa al grande Alex Raymond, una introduzione di Alberto Gedda ricorda alcuni aneddoti che servono a inquadrare Villa sia come disegnatore che come persona, dandone un ritratto umano e caratteriale attraverso il racconto delle sue piccole manie perfezioniste, dei suoi gusti musicali, della sua serenità nei rapporti famigliari e con gli amici. Poi è Franco Spiritelli a occuparsi dell'autore, con un lungo resoconto a metà fra la cronistoria e l'intervista, in cui Claudio Villa svela, attraverso la penna dell'amico biografo, tanti retroscena e aneddoti della sua vita. Scopriamo così quali furono le sue letture da bambino, e possiamo vedere, divertiti, alcuni dei suoi primi disegni, vergati con il rapidograph su fogli a quadretti (uno, realizzato a dieci anni, mostra proprio i quattro pard: uno schizzo profetico!).

Possiamo seguire la lenta evoluzione del suo tratto, la sua maturazione alla scuola di Franco Bignotti, le sue prime prove professionali, poi le tavole di "Enguerrand et Nadine" realizzate per il mercato francese. In più, studi di tutti i tipi, da quelli anatomici a quelli ritrattistici (uno è dedicato al Claudio Baglioni degli anni Settanta, e anch'esso è in qualche modo profetico). Diverte una sorta di "model sheet" pieno di donnine che farebbero la felicità di Antonio Vianovi, con fanciulle sexy ispirate chiaramente a Vampirella e a Zora (un filone che invece Villa non avrebbe più proseguito). E poi ecco le prime tavole per la Bonelli, con prove di vari personaggi, fino al primo, problematico approccio con Martin Mystere. Dai suoi racconti, Claudio appare ancora un giovane talentoso innamorato del fumetto che quasi si meraviglia di vedersi aprire le porte verso la professione dei suoi sogni. Infine, la sua "esplosione" artistica e il raggiungimento di una piena maturità con il passaggio a Tex.


a cura di Giuseppe Pollicelli
CINQUANTEX
Edizioni Lo Scarabeo
- Collana I Libri Più Belli
Prima edizione giugno 1998
brossurato - 130 pagine - lire 38.000

Lo stemma del comune di S.Marco in Lamis in copertina rimanda alla mostra di cui questo libro è il ricco catalogo. Ciò non significa che ci troviamo di fronte a una pubblicazione complementare e accessoria a una manifestazione culturale, valida solo in relazione all'evento espositivo in sé. Al contrario, il libro curato da Giuseppe Pollicelli è uno fra i più validi esempi di saggistica texiana, riuscendo ad abbinare una ricca e coloratissima parte iconografica a una nutrita serie di interessanti interventi critici. "Cinquantex" dunque non resterà solo a documentare una mostra celebrativa di un anniversario, ma a fare il bilancio di dieci lustri di vita di un personaggio che ha fatto la storia del fumetto italiano. La bella cover opera di Ticci e la presentazione di Sergio Bonelli sono solo gli antipasti di un gustoso banchetto a base di disegni inediti o poco visti degli autori dello staff o di artisti diversi che hanno voluto tributare un loro omaggio a Tex in occasione del suo cinquantennale (fra questi, Zanotto, Lupatelli, Bianchi Carnevale, De Angelis, Nine), e articoli firmati da saggisti molto noti nell'ambito del comicdom e anche ben al di là. E' il caso di Goffredo Fofi, grande esperto di cinema, letteratura e cultura di massa, che dice di preferire la lettura di Tex a quella di uno scritto di Cotroneo. Particolarmente brillante l'intervento di Stefano Priarone che individua nella "correttezza politica" il più grande nemico di Tex. Marco Candellone parla dell'immagine di Tex da Galep a Villa; Ermanno Detti traccia un bilancio del successo pluridecennale del personaggio, cercando di individuarne le ragioni; Raffaele De Falco affronta l'argomento del collezionismo; Moreno Burattini si occupa del merchandising; Angelo Palumbo offre una disamina dei cartoni animati e del film dedicati ad Aquila della Notte; Gianni Brunoro ricerca l'altra metà del cielo nell'universo texiano. Il volume pubblica anche quattro episodi di un Tex apocrifo realizzato in argentina, con il nome di Colt Miller, da Julio Almada e Carlos Cruz (niente di eccezionale, ma resta il valore documentario). In appendice, una utile bibiliografia critica ragionata di Tex, opera di Daniele Bevilacqua e Giuseppe Pollicelli.


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Cavalcando con Tex
   
Moreno Burattini - Francesco Manetti - Giovanni Battista Verger
CAVALCANDO CON TEX
Little Nemo
- Prima edizione febbraio 1999
Presentazione di Sergio Bonelli
brossurato - 154 pagine - lire 30.000

Primo volume di una serie di cinque, più che di un vero saggio, si tratta di un dizionario emotivo dei personaggi e degli ambienti della saga di Tex Willer, e oserei aggiungere che si tratta soprattutto di un dizionario per immagini, più che per testi. E si tratta di immagini straordinarie perché mai viste prima, uscite dai cassetti di un incredibile collezionista di tavole originali che da anni fa realizzare su commissione disegni di soggetto texiano per il gusto di rivivere le emozioni suscitate in lui dalle avventure di Aquila della Notte fin da quando, ragazzo, ne scoprì il primo numero a striscia. Il collezionista è Giovanni Battista Verger, fortunato possessore di oltre mille disegni inediti realizzati per lui dai migliori disegnatori bonelliani (Aldo Capitanio, Fabio Civitelli, Raffaele Della Monica, Fernando Fusco, Francesco Gamba, Pietro Gamba, Guglielmo Letteri, Raphaël Carlo Marcello, Josè Ortiz, Giovanni Ticci, Andrea Venturi, Claudio Villa). Attraverso una tanto ricca iconografia tutta da scoprire, il volume permette di ripercorrere, avventura dopo avventura, gli incontri e gli scontri dell'intramontabile ranger. I testi di Moreno Burattini e Francesco Manetti aiutano nell'esplorazione dell'affascinante universo texiano ideato da Giovanni Luigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, e lo fanno dedicando un elzeviro a ciascuna storia e imperniandolo sul ritratto di uno dei protagonisti, talvolta il cattivo di turno, talvolta uno degli amici di Tex, talvolta una figura di contorno.

Insieme all'editore Sergio Pignatone e agli autori dei testi, Verger ha concepito l'opera come una galleria di personaggi, traendone uno da ogni storia ma scegliendoli senza rispettare l'effettivo peso nell'economia della narrazione, privilegiando piuttosto l'importanza della memoria. Magari c'è un vecchio ubriacone che in un racconto compare solo per venti vignette, e ottiene lo stesso spazio di un cattivo, un po' di maniera, che agisce per tre albi. E' giusto che sia così, perché le emozioni non vengono suscitate dal numero di pagine, ma dall'efficacia delle sequenze. E una singola vignetta può far rabbrividire più che una intera storia. I brividi, poi, non vengono solo dai personaggi, ma dagli scenari, dagli ambienti, dalle atmosfere. Come scollegare Esmeralda dal suo tempio, Zhenda dalla sua caverna, El Morisco dal suo studio, Montales dal suo Messico e Jim Brandon dal Grande Nord? E come non perdersi in certi disegni, anche se privi di protagonisti, in cui si vedano deserti assolati, mesas sconfinate, canyon dirupati, praterie sterminate, paludi miasmatiche? Ecco il perché di tante illustrazioni dedicate agli ambienti, accanto ai disegni inediti raffiguranti i pards, i loro amici e i loro nemici, o anche soltanto alcuni individui che hanno incrociato per caso la loro strada. Burattini e Manetti scrivono i loro testi utilizzando il linguaggio colorito del vecchio Bonelli, in modo che i loro elzeviri (tutti corredati di schede tecniche delle storie) si sposino non solo con le illustrazioni ma con lo spirito e le atmosfere delle storie prese in esame, che in questo primo volume vanno dall'albo n.1 all'albo n.50.


A cura di Pasquale Iozzino e Daniele Bevilacqua
HORRORTEX
Alessandro Tesauro Editore
- Prima edizione settembre 1998
brossurato - 80 pagine - lire 35.000

Pronto a cavalcare l'occasione del cinquantenario texiano pur nella limitatezza dei suoi mezzi, l'editore Alessandro Tesauro dà alle stampe uno smilzo brossurato venduto a caro prezzo, dalla grafica oltremodo scarna, e confezionato cucendo insieme brevi saggi e alcune illustrazioni inedite dedicate a Tex da disegnatori in gran parte esterni allo staff. Il trait d'union del collage è (o dovrebbe essere) l'elemento fantastico in Tex, ma solo in parte i testi e i disegni risultano in tema (in realtà solo l'articolo di Bevilacqua lo è), e il titolo si rivela in buona sostanza solo un pretesto. I brevi saggi, peraltro, sono opera di ottime penne, quali Giampiero Belardinelli, Daniele Bevilacqua, Sergio Climinti, Francesco Manetti, Giuseppe Pollicelli, a cui si aggiungono Ermanno Detti e Sergio Bonelli, con loro scritti ripresi da altre pubblicazioni. Manetti, Belardinelli e Climinti si limitano comunque a parlare, nell'ordine, degli sceneggiatori, dei disegnatori e della saggistica texiana e dunque non aggiungono niente a quanto già non si sappia. I disegni inediti sono omaggiati ad Aquila della Notte da Lina Buffolente, Luciano Bernasconi, Carlo Cedroni, Fabio Civitelli, Gianluigi Coppola, Francesco Gamba, Loredano Ugolini e, soprattutto, Lino Jeva. Pasquale Iozzino, curatore del volume (Daniele Bevilacqua non ha partecipato al confezionamento del volume se non per la parte del commissionamento e della supervisione dei testi in fase pre-editoriale), non ha purtroppo prestato tutta la cura necessaria. Tant'è vero che il libro, come si diceva, è pieno di disegni di Jeva (celebre disegnatore della Universo) e sistematicamente, ogni volta che il suo nome viene citato, è scritto "Lino Jena" :-). Né questa è l'unica pecca, visto che gli articoli avrebbero meritato una veste grafica e una scelta iconografica di commento assai migliore di quella, davvero scadente, offerta dalla pubblicazione. Perfino la copertina, che propone un disegno di Gianluigi Coppola non privo di efficacia, viene sciupata da una pessima stampa dai colori falsati verso il verde e da titoli che hanno un impatto visivo non dei più felici.


Maurice Horn
SOTTO IL SEGNO DI TEX
Alessandro Tesauro Editore
- Prima edizione dicembre 1998
brossurato - 146 pagine - lire 48.000

"La pubblicazione di questo lavoro, che per ora ha incluso solo oneri e difficoltà per l'editore, è finalizzata solo a scopi culturali, preghiamo quindi di essere tutti molto comprensivi". Che dire di un libro che comincia con questa premessa? Mah. Innanzitutto che non si tratta di un libro su Tex. L'editore si è limitato a recuperare e far tradurre un saggio vecchio di vent'anni di Maurice Horn sul fumetto western americano, infilandoci dentro malamente qualche ritaglio di illustrazioni in gran parte incongruenti, aggiungendo poi una appendice "italiana" dedicata appunto ad Aquila della Notte e ai suoi colleghi di casa nostra. Viene ripreso il "Tex - tutto di carta" di uBC e altri articoli già apparsi su varie riviste, ma a questi testi non è stata fornita la necessaria cura editoriale nel confezionamento del volume. Si tratta insomma del solito, vecchio problema dei testi consegnati a editori che non sempre sono in grado di valorizzarli. La brutta grafica degli interni è anticipata da una copertina davvero impressionante per la sgradevolezza della resa tipografica dei colori e della composizione, che deturpano il bel disegno di Galleppini.


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Cronaca di Topolinia - Speciale Tex
   
A cura di Salvatore Taormina
CRONACA DI TOPOLINIA - SPECIALE TEX
Cronaca di Topolinia
- Prima edizione settembre 1998
cartonato - 110 pagine - lire 35.000

Quando qualcuno dà alle stampe qualcosa che ha l'aspetto di un libro, con una bella copertina, una buona grafica, una ricca iconografia, una eccellente stampa, una ottima carta, una robusta rilegatura… beh, meglio sarebbe se gli desse anche un titolo con cui si possa registrarlo nelle schedature delle biblioteche. Invece, "Raccolta/Special Tex", che razza di titolo è? :-) Poi si legge all'interno e si capisce che più che un volume di saggistica è una sorta di numero speciale della fanzine Cronaca di Topolinia. I testi e i disegni vengono in parte da quanto è già stato pubblicato su quella rivista, ma almeno in altrettanta misura (se non di più) si tratta di materiale inedito, non di rado brillante e interessante. E non ci sono solo articoli di buone firme come Stefano Priarone (che parla del fantastico in Tex), Carlo Schluga (che esamina i diversi stili dei disegnatori) e Gianni Brunoro (che ricorda Galep), ma anche numerosi disegni inediti, alcuni anche a colori. Così come a colori ci sono le ottime riproduzioni di vecchie cover di Galleppini di strisce, raccoltine e Albi d'Oro che fanno la gioia degli occhi. Ci sono anche alcuni articoli di Salvatore Taormina, che da vero esperto parla della rarità degli albi da collezione, di quotazioni, e dello stato del mercato. Interessante la carrellata di interviste ai principali autori, corredate anche da molte fotografie. Peccato che lo spirito "fanzinesco" trapeli un po' troppo qua e là, soprattutto quando nei titoli dei capitoli interni l'estroso curatore inserisce punti esclamativi in quantità industriale. Tolti quelli, e trovando un titolo per la copertina, questa "Raccolta/Special" potrebbe perfino essere un buon libro.


Luigi Ballarini - Vito Sabia
DI TUTTO… DI TEX
Alessandro Tesauro Editore
- Prima edizione 1997
brossurato - 100 pagine - lire 29.000

Scrivono gli autori nella loro introduzione: ""Cosa? Ancora un libro su Tex? Ma è già stato scritto di tutto su di lui!". Sono frasi che immaginiamo usciranno dalla bocca dei collezionisti di opere sul nostro amato ranger. E' accaduto anche per altri volumi sull'argomento e non sorprende che accada anche per il nostro che andiamo a presentare. La cosa è scontata, ma non incrina la convinzione di aver fatto opera meritoria; anzi ci lusinga la speranza che i lettori lo apprezzino e, commentandolo dicano: "Però! E' diverso dagli altri; un lavoro del genere non pensavamo potesse mai venire alla luce, tale è la sua originalità!". Ci si perdoni l'immodestia, ma siamo veramente convinti di aver dato con quest'opera un contributo, anche se piccolo, alla conoscenza di Tex. Sì, perché a leggerla attentamente e a valutarla con sereno giudizio critico, quest'opera presenta delle connotazioni che la fanno apprezzare per la sua originalità e per la sua utilità. Essa è il frutto di uno scrupoloso lavoro di ricerca ed ha l'ambizione di documentare tutto quello che su Tex è stato scritto e detto, spaziando dai libri al merchandising inteso nel senso più ampio del termine". A parte la ridondanza un po' ampollosa con cui presentano il loro libro, Luigi Ballarin e Vito Sabia hanno proprio ragione: "Di tutto di...Tex" è un'opera nuova, originale, interessante e di cui davvero si sentiva la mancanza. Un vero e proprio catalogo del merchandising e dell'oggettistica ispirata a Tex o recante il suo marchio, oltre che di libri di saggistica e riviste di critica (ma anche di giornali non specializzati) che abbiano dedicato all'immarcescibile ranger la copertina o un pur breve articolo o saggio. In più c'è anche un elenco di edizioni straniere, di ristampe anastatiche, di albetti che contengano storie fuori serie dell'eroe. Il catalogo é ricco, forse non del tutto completo: gli autori chiedono di segnalare eventuali omissioni in vista di una nuova edizione rivista e corretta. L'aggiornamento è al novembre 1996. Peccato solo per cattiva qualità della grafica e delle foto (realizzate in modo a dir poco dilettantesco).


Pasquale Iozzino
L'UOMO DEL TEX
Alessandro Tesauro Editore
- Prima edizione 1997
brossurato - 100 pagine - lire 29.000

Il volume dedicato all'opera di Aurelio Galleppini. "Perché un nuovo libro su Galep e su Tex? Null'altro che un ennesimo omaggio al grande disegnatore, che realizzando graficamente il personaggio ha saputo dare ali alla fantasia di generazioni di lettori, strappandoli per qualche momento alle malinconie quotidiane. Aurelio, a nome di tutti questi lettori, grazie!". Così la presentazione di Iozzino, che riunisce in un volume numerosi omaggi a Galleppini. Molti, grafici: c'è una bella raccolta di tavole dedicate al grande Galep, tra cui non sfigura una dello stesso Iozzino, buon pittore e non disprezzabile illustratore. Ma vanno segnalati i disegni di Lina Buffolente, Giovanni Romanini, Giovanni Ticci, Francesco Gamba, Mauro Laurenti, Stefano e Domenico Di Vitto, Stefano Andreucci, Bruno Brindisi, Fabio Civitelli, Claudio Villa, Virgilio Muzzi, e altri di autori non bonelliani come Loredano Ugolini e Lino Jeva. A questa galleria si aggiungono alcuni inediti dello stesso Galep. Il volume contiene però anche alcuni interventi critici, la maggior parte dei quali non inediti, ma utilmente messi insieme dopo essere stati estrapolati da riviste, albi e fanzine. L'editore Tesauro non riesce a valorizzare il materiale a sua disposizione e lo confeziona con la solita povertà di grafica e di cura editoriale.


Domenico C. Mercuri
I MIEI PRIMI 50 ANNI
Editoriale Mercury
- Prima edizione 1998
cartonato - 168 pagine - lire 60.000

Due articoli di Domenico Mercuri e due di suo padre Stefano (direttore della mitica fanzine "La Striscia" e precursore del fanzinismo italiano) preludono a quello che è il vero oggetto del volume: la riproposta di tutte le copertine di Tex, a colori, striscia per striscia, nel formato originale. E poiché le cover sono centinaia, l'opera conterà almeno 8 volumi, di cui questo è il primo. I disegni di Galleppini sono straordinari, e meritano senz'altro di essere goduti in quadricromia e nelle dimensioni in cui li videro i primi acquirenti di Tex, dal 1948 in poi. Peccato che la qualità della carta penalizzi un poco la resa dei colori.

 

 


 
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