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"Sono un romanziere prestato al fumetto e mai più restituito". La ormai mitica affermazione di G.L.Bonelli trova riscontro in tutta la sua opera. Qui comparata con l'indiscusso maestro italiano dei romanzi d'avventura.

Aquile e Tigri
tra la Malesia e il West

articolo di Stefano Borgogni

3 - NEMICI, SCONTRI, COMBATTIMENTI

3.1 I nemici
Ovviamente, i nemici dei due eroi non possono che essere assai diversi, visto l’ambito geografico di riferimento; presentano, però, alcune caratteristiche simili.
In particolare, lasciando da parte i semplici "tagliagole", i veri nemici di Tex sono solitamente personaggi ricchi e potenti, divenuti tali grazie al sopruso e all’inganno, se non all’assassinio; un discorso simile vale anche per Sandokan. Da ciò deriva il fatto che - come detto - sia Tex che Sandokan vengono raffigurati come "giustizieri".
Molto simile è anche la distinzione tra i nemici importanti e i "pesci piccoli", che se la cavano senza troppi danni; nel caso di Sandokan, spesso tali personaggi passano dalla parte del nostro eroe (e, magari, si scopre che erano finiti nelle file nemiche non per colpa loro).

Sulla "fine" che fanno i nemici, un elemento di corrispondenza è il ritorno di un avversario che tutti credevano morto. In "Tex" gli autori utilizzano spesso questo trucco per far riapparire qualche "cattivo" particolarmente interessante; basti citare il famosissimo Mefisto, recentemente tornato in vita (in un episodio, per la verità, oltremodo deludente). Anche Salgari ripresenta qualche nemico che Sandokan e i suoi pensavano di aver fatto fuori; ad esempio, il greco Teotokris, protagonista di "Alla conquista di un impero" e del successivo "Sandokan alla riscossa".

Ma, per la verità, tali colpi di scena sono abbastanza frequenti in tutti i libri o fumetti di avventura. Un elemento che, invece, mi sembra molto significativo è quello dell’improvvisa follia di un nemico in conclusione di un’avventura, che si ritrova pressoché identico in "Tex" e nell’opera salgariana. In particolare, in uno dei loro primi confronti, Mefisto - sconfitto dai rangers - impazzisce improvvisamente 16 ; la stessa cosa (e con modalità molto simili) succede al rajah dell’Assam in "Alla conquista di un impero". Inoltre, entrambi i personaggi vengono mandati a curarsi in manicomio.
Una similitudine davvero notevole.

3.2 Il combattimento

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i pirati di Mompracem
Gli scontri e i combattimenti - navali o di terra, con armi da fuoco o all’arma bianca, tra tanti o "uno contro uno" - sono elementi essenziali di qualsiasi testo d’avventura (e, dunque, non particolarmente significativi per il presente studio). Vi è, però, un episodio che merita di essere segnalato.
Si tratta del duello più importante dell’intera serie salgariana, quello tra Sandokan e il capo dei thugs, Suyodhana, che si svolge al termine dell’opera "Le due tigri". La "Tigre della Malesia" e quella dell’India (da qui il titolo) si affrontano con il coltello in uno scontro all’ultimo sangue che ricorda assai da vicino i duelli indiani in cui Tex si cimenta spesso e volentieri.

Una interessante variante sul tema è il combattimento uomo-animale. Salgari utilizza ripetutamente tale elemento in tutti i suoi libri; in "Tex" esso non è così frequente ma, considerando che ci sono molti meno animali "in circolazione", va considerato piuttosto significativo.
Cito solo due episodi (uno per parte) in cui cambiano gli animali, ma è molto simile la dinamica. Nel primo Sandokan uccide una tigre con un semplice kriss ("Le tigri di Mompracem"); nell’altro - che costituisce senza dubbio una delle scene più "salgariane" di "Tex" - il ranger si tuffa da almeno venti metri d’altezza nelle acque di un cenote Maya per affrontare, armato di solo coltello, un gigantesco anaconda 17.

Per inciso, aggiungo che Salgari ama molto anche il combattimento tra due animali 18, mentre in "Tex" tale elemento non compare.

3.3 La tortura
Nel corso degli scontri i nemici possono essere catturati e in tal caso si fa di tutto per farli "cantare": ecco, allora, entrare in ballo la tortura, un elemento ricorrente sia in "Tex" che nei libri di Salgari.
Vi è, però, una differenza sostanziale, derivante dal fatto che nel fumetto hanno un ruolo primario le immagini, mentre il libro si basa esclusivamente sul testo scritto. Ciò spiega perché in "Tex" la tortura sia solo "accennata" (si vedono talora gli inizi dell’interrogatorio oppure i "risultati" finali), mentre Salgari raccolta tali episodi in maniera abbastanza dettagliata
19.

Va aggiunto che c’è una corrispondenza tra Kammamuri e Tiger Jack nel ruolo di "torturatore ufficiale" del quartetto. Per la verità, Tiger è utilizzato assai più spesso come minaccia che come carnefice vero e proprio, in quanto, di fronte alla prospettiva che l’indiano gli "ricami" il corpo con il coltello (teniamo presente la fama che avevano i pellerossa americani in questo campo), il cattivo di turno confessa immediatamente.

A volte sono anche lo stesso Tex o Kit Carson (Kit Willer è evidentemente ancora troppo giovane) a far parlare un nemico, ma non si può parlare di vera e propria tortura: Tex usa di solito gli sganassoni, mentre Carson si limita, al più, ad accendere qualche cerino tra le dita dei piedi del malcapitato.

3.4 Fuga e inseguimento
Per concludere questo capitolo dedicato al combattimento e allo scontro, merita una breve analisi un tema strettamente collegato: quello della fuga e dell’inseguimento, che compare con grande frequenza sia in "Tex" che nel ciclo di Sandokan.
Più in particolare, vi sono diversi motivi ricorrenti in entrambi i testi: i cunicoli sotterranei (con rischio conseguente di annegamento), l’appostamento sugli alberi, l’utilizzo di un corso d’acqua per far perdere le proprie tracce, il fuoco appiccato a una prateria per sfuggire a un inseguimento, le cariche di grossi animali (rinoceronti o bisonti).
Insomma, non sono poche le corrispondenze, anche se va ricordato che alcuni degli elementi citati si possono trovare, con qualche variante, in qualsiasi libro o fumetto di avventura.

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