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" La pista degli agguati"

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Tex Willer

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Signori... Tex Willer!

Manfredi è rock, Repetto è fermo
recensione di Fernando Congedo



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

E' mia ferma convinzione che nessuno si sia illuso di poter rinvenire tra le duecentosettantacinque pagine dell'albo in oggetto la vis narrativa e - soprattutto - creativa dello scrittore di Senigallia estrinsecate nella loro assoluta pienezza.
Nell'occasione Manfredi si è accostato a Tex: a un personaggio da troppo tempo oltraggiato da un illogico, dogmatico immobilismo, pietrificato in una dimensione senza coordinate spazio-temporali e senza futuro da chi ha ereditato l'onore di gestirne e preservarne la grandezza.

Manfredi è stato chiamato a scrivere per Tex: è stato invitato nel tempio. Entrato, ha potuto muoversi nell'unico modo concessogli dai guardiani: senza toccare niente.

Se la cautela adoperata al fine di evitare gli allarmi sensibili allo sfioramento delle strutture portanti e del mai rinnovato arredamento della costruzione è stata madre di un'idea ordinaria - in alcuni segmenti artificiosa e malata di banalità - e di un avvio in cui i meccanismi comportamentali dei due pard e i loro rapporti di interazione sembravano riproporre i cliché nizziani, non ha tuttavia impedito al creatore di Magico Vento di firmare una storia western e di incrementare l'esiguo numero di avventure di Aquila della Notte edite negli ultimi tre lustri.

Tex Willer
Tex Willer
Disegno di Miguel Angel Repetto
(c) 2005 SBE
   
 
Calzati da una sceneggiatura viva, costantemente ben ritmata e trapunta di dialoghi del tutto simili ad abili ritrattisti, Tex e Carson corrono lungo la pista degli agguati come vele rese gravide da un vento asciutto e impetuoso.
Aquila della Notte è carismatico, duro, manesco, pronto, attento e astuto nel decidere, sveltissimo di mano - è fantastico nel momento in cui libera Rudy, usato come scudo da Bernie Lewis, centrando con impressionante velocità e precisione la testa di quest'ultimo con la "45" - e di lingua, abile nell'evitare le trappole, implacabile nell'inseguire e uccidere chi aveva tentato di eliminarlo.
Gli è accanto un Capelli d'Argento in gran spolvero, deciso e scaltro, impaziente di gettarsi nella rissa al Red Rose Saloon per poter soddisfare l'infinita sete d'avventura e la granitica volontà d'essere protagonista che invano tentano di celarsi dietro un metaforico prurito alle mani; un Vecchio Cammello vomitante piombo e ironia, dosata e intelligente, letale contro avversari che mai rientreranno tra le stelle nere dell'universo texiano ma aventi l'enorme pregio di saper agire secondo logica e, per questo, assolutamente degni della scena.

Un dubbio, alla fine, rimane: cosa sarebbe accaduto senza i guardiani?



DISEGNI
Miguel Angel Repetto    

In più di un'occasione Sergio Bonelli ha dichiarato di ritenere M. A. Repetto "una colonna dell'intera serie". L'affermazione, invero inquietante, è a suo modo utile: poiché consente ai texiani metodologicamente aristotelici la comprensione di alcune delle cause per le quali il tempio è in rovina.

Il disegnatore argentino si conferma incapace di animare e rinnovare i propri codici narrativi: in vetrina, le conosciute immagini piatte, odoranti di compitino portato a termine senza passione, macchiate di attori di quart'ordine gonfiati da un'enfasi eccessiva e fuori luogo, di personaggi soggiogati da un dinamismo febbrile che spesso articola assai goffamente volti e anatomie.



GLOBALE
 

Può un grande disegnatore non essere un grande copertinista?
, e la conferma arriva direttamente dalla copertina di questo Maxi Tex.

leggi la scheda della storia

 

 


 
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