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Pagine correlate:

  L'oro del Sud
Codice: [305] 261pp
Rating:
scheda di Giorgio Loi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Antonio Segura
    Disegni/Copertina:
    Jose Ortiz / Claudio Villa

    MaxiTex
    n.2 "L'oro del Sud" - 261pp - 99.10
    (6k)


In due parole. .

Nella stiva di un battello corazzato, abbandonato nel cuore di una sinistra e mefitica palude, giace un tesoro in lingotti aurei. Per impadronirsene, due uomini dagli ideali contrapposti (un alto ufficiale dello sconfitto esercito sudista e un losco seguace del Ku Klux Klan) compiono un difficile viaggio affrontando spartorie, agguati, evasioni e incidenti mortali. Ma le ambizioni di questi personaggi non fanno i conti con due implacabili rangers che li seguono su quella stessa pista. I loro nomi? Tex Willer e Kit Carson... (integrale dalla quarta di copertina dell'albo)


Note e citazioni

  • Segura fa uso di una tecnica inedita, mai vista in Tex, per rendere uno sparo simultaneo, a pag.231, ultima vignetta (ritengo si debba attribuire allo sceneggiatore e non al disegnatore).
  • Ortiz ricicla alcuni volti da precedenti avventure. Non è una novità per i disegnatori, che non possono certo avere in repertorio centinaia di facce diverse, ma in Ortiz si nota di più per l'estrema caratterizzazione dei suoi personaggi. Riconosciamo Iron in Jacob, Lynn nel più giovane dei tre cowboys che attaccano Tex ed Elmer Clayton (da "La grande rapina") in Jeff Hardin.
  • Nonostante Segura sia tra gli sceneggiatori di Tex quello ritenuto più lontano dal modello di G.L. Bonelli, emergono nella sua sceneggiatura diversi elementi bonelliani assenti in autori come Nizzi o Boselli. La storia sembra in vari punti governata dal caso e non pianificata (i tre soldati che si separano dal gruppo e mai più riappaiono, il breve incontro con i vagabondi che non ha sviluppi nella trama, i tre cowboys che compaiono alla fine quasi solo per riempire un po' di pagine). G.L. Bonelli a volte iniziava a sceneggiare le storie senza avere idea di come dovessero terminare, affidandosi puramente all'istinto; Segura riesce a ricreare lo stesso (piacevole) senso di improvvisazione. Inoltre, come Bonelli, dimostra una notevole misoginia, riducendo al minimo indispensabile le presenze femminili. Sviluppa con enfasi i temi dell'amicizia virile, dell'onore e del coraggio, esattamente come Bonelli padre. Se si tratta di una clonazione volontaria, bisogna dire è riuscita benissimo; ma se non è così, vuol dire che siamo davanti a un autore che "sente" l'avventura esattamente come G.L. Bonelli, e allora che aspettano ad assumerlo stabilmente nello staff di Tex? ;-)
  • Come nel precedente "Il cacciatore di fossili" Segura inserisce un elemento di fatalità, di lotta contro l'ineluttabile che aumenta l'intensità drammatica della storia. Prima era la ferita di Red Barnum che segnava il destino del pistolero fin dalle prime pagine dell'albo; ora è la "ferita" della nave, contro cui i sudisti lottano inutilmente ma senza risparmio, fino all'ultimo. Quanto a Portman, Segura riiserva un finale migliore: ucciso dal suo stesso odio. Ma con Bonelli si era già visto qualcosa di simile nel n.210.
Incongruenze
  • I soliti anacronismi delle armi, ai quali dovremmo essere abituati ma che diventano sempre più stridenti con il migliorare della qualità dei disegni e dell'aderenza storica delle avventure di Tex. La vicenda è ambientata "pochi anni dopo la guerra di Secessione", ancora con soldati sudisti detenuti nelle carceri militari. I soldati del forte sono dotati di carabine ad avancarica, le stesse usate durante la guerra, mentre Tex e Carson viaggiano equipaggiati con Winchester a ripetizione (ma questi, tutto sommato, potrebbero essere Henry del 1860) e Colt Peacemaker modello 1873. Come la mettiamo?
  • Portman a pag.205 e Tex a pag.231 sparano al primo colpo dopo che le pistole sono state a lungo sott'acqua. Molto, molto improbabile: le cartucce di allora non erano certo a tenuta stagna.
  • Forse il segno sporco di Ortiz m'inganna, ma sarei pronto a scommettere che nella 4a vignetta di pag.232 Tex ha una ferita di striscio alla spalla destra (chiazza scura di sangue e lieve sfilacciatura della camicia) che scompare subito dopo.
La frase
  • Tex (a Oakman):
    "Salvarti dalle sabbie mobili per poi impiombarti come un fagiano... Mi hai costretto a contraddirmi, dannato idiota!"

Personaggi

Tex Kit Carson Generale Bedford Grande Maestro del Ku Klux Klan Conrad Portman[+] membro del Klan, incaricato di ritrovare l'oro della Confederazione per finanziare una guerra contro gli invasori nordisti Capitano ?[+] comandante di Fort Smith, prigione per soldati Confederati Sergente Nelson[+] di Fort Smith, favorisce l'evasione di Buchanan e dei suoi uomini Franklin Buchanan[+] ex Capitano della marina militare confederata, l'uomo che conosce l'ubicazione dell'oro Isaia Washington caporale di Fort Smith, affiancherà i pard per buona parte dell'avventura Kendall[+] ex soldato confederato, esperto di macchine a vapore Hutchinson[+] ex soldato confederato, artigliere Ince[+] ex soldato confederato, esperto conoscitore del fiume Arkansas Storm[+] uomo del Klan, membro della banda di Portman Brasseur[+] uomo del Klan, membro della banda di Portman Oakman[+] uomo del Klan, membro della banda di Portman Farnum[+] uomo del Klan, membro della banda di Portman Hannibal anziano fattore e distillatore di whisky in proprio, aiuterà i pards nella loro caccia Jeff Hardin capo del villaggio fluviale di Van Buren Bud Maclane ex artigliere dell'esercito dell'Unione, maestro di scuola nel villaggio di Russelville Jacob erculeo abitante di Russelville

Locations

Bosco nei pressi di Pulaski Tennesee Fort Smith Arkansas Fiume Arkansas Wagone villaggio sul fiume Arkansas Palude nei pressi di Wagone Russelville villaggio sul fiume Arkansas Van Buren villaggio sul fiume Arkansas

Elementi

Oro confederato Guerra di Secessione Razzismo Cannone d'artiglieria pesante
 

 


 
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