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"Satanassi e Tizzoni d'inferno"

di Stefano Borgogni


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Altri motivi ricorrenti
A) Fame e sete

Riprendendo l'ultima parte del paragrafo precedente, si può notare che un altro tema in cui il linguaggio tende costantemente all'esagerazione è quello della fame e della sete.

C'è una spiegazione: ai nostri eroi capitano di continuo avventure che ne sconvolgono i normali bioritmi giornalieri, e anche quando non succede niente di particolare, essi si trovano a cavalcare per intere giornate, spesso in zone deserte. É comprensibile, quindi, che nel momento in cui arrivano in un villaggio o in un posto di ristoro, la loro fame e la loro sete siano di proporzioni colossali. Per inciso, va segnalata una notevole monotonia nei gusti dei nostri eroi, che sembrano nutrirsi esclusivamente di bistecche e patatine fritte, secondo uno dei più classici stereotipi riguardanti gli abitanti del Nordamerica.

Ma, al di là delle buone ragioni dei quattro pards, c'è sempre la ricerca di un effetto comico nel trattare questo tema, che - inoltre - serve per la tipizzazione dei personaggi. Non è un caso che l'attore principale sia quasi sempre Kit Carson, al quale sono attribuite le modalità comportamentali tipiche della "spalla" dell'eroe, secondo schemi ricorrenti soprattutto nella commedia.

Vediamo, comunque, alcuni esempi riguardanti sia il vecchio Kit che altri personaggi:

  • "Vuoi che ti faccia portare qualcosa?" (TW) - "Se per qualcosa intendi tre bistecche alte mezzo metro e un secchio colmo di patatine fritte, la risposta è sì. E non dimenticare di far rotolare fin qui un barilotto di birra" (KC, n.188)
  • "Scaraventa in padella quattro monumentali bistecche, poi aggiungici una montagna di patatine" (TW) - "E intanto portaci quattro boccali di birra grandi come barili" (KC, n.345)
  • "Ho una tal fame che mangerei non solo un vitello, ma anche sua madre e tutta la cornuta famiglia" (KC, n.181)
  • "Gola secca nonno?" (KC) - "Il deserto di Gila al confronto è come certe valli di cui parla la Bibbia, dove le sorgenti scorrono tra prati in fiore e il miele gronda dagli alberi" (n.159)

    B) Denaro, furti, gioco

    Il tema del denaro è uno di quelli su cui è maggiore la divaricazione tra i quattro protagonisti e gli altri attori che compaiono nel fumetto: mentre la molla che spinge all'azione la gran parte dei personaggi è il desiderio di arricchirsi, possibilmente in fretta e senza troppa fatica, Tex e compagni non si curano assolutamente dei soldi.

    Da un lato rifiutano sistematicamente qualsiasi ricompensa per le loro azioni, dall'altro spendono a piene mani nel corso delle loro indagini, riuscendo ad ottenere molte informazioni utili grazie ai dollari di cui dispongono.

    Tornando alla narrazione, la situazione più frequente è quella in cui qualcuno tenta di far la pelle a Tex e ai suoi "pards" per intascare una ricompensa, più o meno ghiotta. In tali casi il denaro è quasi sempre oggetto di trasformazioni metaforiche, come nei due brani - sostanzialmente identici - che seguono:

  • "2.000 angioletti per voi se tornerete con la notizia che i due rompiscatole sono inciampati in una delle vostre pallottole" (n.273)
  • "Allungaci 2.000 angioletti e prima di domattina i due rangers sono già a scaldarsi le ossa all'inferno" (n.216)

    Il denaro, naturalmente, non è mai guadagnato onestamente; quando non si tratta di una taglia o di una ricompensa per l'eventuale uccisione di Tex e soci, esso si collega al motivo del furto. Anche in questo caso il discorso è infiorettato da perifrasi ed eufemismi, spesso assai gustosi, come nei seguenti brani:

  • "Ha in mente di esplorare da vicino le tasche dei due furboni" (n.180)
  • "Vi sono alcune simpatiche casseforti alle quali sento di dover fare una visita di cortesia" (n.180)
  • "Nessuno ti ha mai visto estrarre l'oro dal fiume. Forse preferisci estrarlo dalle tasche altrui?" (KC, n.407)

    Al denaro si collega indirettamente un altro motivo ricorrente, quello del gioco, e delle carte in particolare. Ciò è del tutto naturale considerando che nel saloon, il luogo di ritrovo per eccellenza del West, oltre a bere, i personaggi si giocano il frutto delle loro poco raccomandabili iniziative.

    Ma il motivo del gioco spesso assume una valenza diversa: la "partita" è l'immagine metaforica del confronto tra i rangers e qualche banda di fuorilegge. Esempi:

  • "Al momento buono scopriremo le nostre (carte)" (TW) - "Carte di piombo, immagino" (KC, n.180)
  • "Ho un'idea che dovrebbe permetterci di arrivare alla fine della partita con tutti gli assi in mano" (TW, n.145)
  • "Visto che abbiamo in mano tutti gli assi, direi di allungare le mani sul piatto" (TW, n.150)
  • "Quel messicano era solo una pedina" (KC) - "Sì, ma una pedina che ci avrebbe forse permesso di dare scacco a tutta la banda" (TW, n.159)

    C) Il regno animale

    In "Tex" è frequentissimo il riferimento al regno animale, il che non stupisce, visto che in una realtà "semplice" come quella del vecchio West appare logico ispirarsi in primo luogo alla natura. Nella maggior parte dei casi gli animali vengono utilizzati all'interno di paragoni e similitudini, anzi in questo tipo di forme linguistiche essi costituiscono l'oggetto dominante.

    Naturalmente, non tutti gli animali hanno lo stesso rilievo; alcuni compaiono più spesso di altri sia perché appartengono all'esperienza quotidiana degli abitanti del West, sia perché tradizionalmente simboleggiano determinati difetti o caratteri negativi.

    A questo proposito meritano una citazione i coyotes e i serpenti, che riassumono entrambe le caratteristiche suddette:

  • "C'era tanto veleno nella sua voce che se avesse soffiato su un serpente a sonagli l'avrebbe fulminato" (n.167)
  • "Tipi come Balder non sono altro che il sottoprodotto derivato da numerosi incroci tra serpente a sonagli e coyotes" (TW, n.217)
  • "Occhi aperti pa', quello è un serpente" (KW) - "Gli strapperò i denti prima che abbia il tempo di mordere" (TW, n.281)

    Altri due tipi di animali molto "gettonati" per il loro immediato collegamento con la morte sono vermi e avvoltoi (talvolta anche i pesci, se l'azione avviene su un fiume), cioè quelli che mangiano i cadaveri. Esempi:

  • "Se cadessimo nelle sue mani, ne usciremmo sotto forma di bistecche per avvoltoi" (TW, n.64)
  • "Se aveste messo mano alla vostra ferraglia, a quest'ora gli avvoltoi starebbero già segnalando agli amici che è l'ora del pasto" (TW, n.217)
  • "Quel Willer è puro veleno" - "Ma tra poco andrà ad avvelenare i vermi" (n.345)
  • "Dovrò rassegnarmi a diventare cibo per pesci" (TW, n.29)

    Ma, tra tutti gli animali, quelli che giocano il ruolo di prim'attori sono senza dubbio i cavalli. E non potrebbe essere altrimenti, visto che tali quadrupedi costituiscono il principale (in molti casi l'unico) mezzo di trasporto utilizzabile per percorrere le grandi distanze che caratterizzano il West. Si può fare ben poco senza una buona cavalcatura; non solo, ma - considerando la frequenza delle fughe e degli inseguimenti - dalla velocità e dalla resistenza dei cavalli può dipendere la vita o la morte degli uomini che li montano.

    Non stupisce, quindi, che questi animali siano molto di più di un semplice mezzo di trasporto, ma finiscano per diventare compagni e amici inseparabili dei loro cavalieri, in particolare dei quattro protagonisti della narrazione. Ciò spiega l'uso di espressioni come "amico a quattro zampe" (la più frequente in assoluto) o "agnellino", mentre in altre occasioni i cavalli vengono insultati per la loro scarsa capacità di correre con termini come "brocco" o "mulo".

    Un esempio emblematico di questa duplice possibilità è il seguente:

  • "Devi mostrarmi la differenza tra un vecchio mulo bisbetico e un cavallo di razza quale tu credi di essere" (KC, n.187)

    Un altro appellativo ricorrente è "ronzino", che può assumere una connotazione critica oppure essere una maniera affettuosa di rivolgersi al cavallo stesso.

    Vediamo ancora altri brani in cui sono nominati i cavalli:

  • "Gli ho dato un tal pugno (al cavallo) che il poco cervello che aveva gli dev'essere schizzato negli zoccoli" (KC, n.187)
  • "Per quella cifra ti porterò anche gli scalpi dei cavalli" (n.218)
  • "Se lo strizzi a dovere, dai suoi vestiti esce tanto sudore da riempire un abbeveratoio per cavalli" (n.217)

    Passando agli altri animali, segnalo una serie di brani molto simili poiché sono rappresentazioni diverse dello stesso motivo, la lotta predatore-preda:

  • "Hai l'aria di un gatto che ha appena acchiappato un tenero topolino" (TW, n.180)
  • "Piomberanno su quei poveracci come uno stormo di aquile su un gregge" (TW, n.276)
  • "Avremo le stesse probabilità di mosche incappate in una ragnatela" (TW, n.187)

    Ecco, infine, una carrellata di brani di stampo comico che vedono come protagonisti gli animali più disparati:

  • "Il giorno che un baro riuscirà a mettere nel sacco Tex, il sole tramonterà a mezzanotte e ai gatti spunteranno le ali" (KC, n.151)
  • "Tra dieci minuti vi servo un caffè così forte da accoppare un bufalo a cento metri di distanza" (KC, n.140)
  • "Non avete davanti i soliti polli, ma due vecchi e coriacei gallinacci dal becco più duro di quello dei corvi" (TW n.151)
  • "Ho la testa che sembra un grosso alveare pieno zeppo di api infuriate" (n.249)

    D) La scommessa

    Un tema ricorrente nei dialoghi di "Tex" è quello della scommessa. Di fatto, però, i personaggi si giocano al massimo qualche birra o qualche spicciolo; dunque, si può dire che le scommesse rimangono nella gran parte dei casi soltanto a livello verbale.

    Normalmente, ciò che si vuole esprimere è la sicurezza di qualche evento; anziché dire semplicemente "sono sicuro che..." si sviluppa lo stesso concetto nella forma "scommetto... contro... che...". Lo scopo di un tale modo di esprimersi è certamente quello di vivacizzare e rendere più colorita la narrazione, specialmente se - come quasi sempre accade - prevede una frase o un'espressione di tipo iperbolico.

    Le varianti su questo schema standard sono moltissime, ma nella maggior parte dei casi si possono ricondurre fondamentalmente a tre temi.

    I primi due, il denaro e i cavalli, presentano una struttura molto simile e seguono la falsariga dei seguenti brani:

  • "Un dollaro contro un bottone che li pesco con le mani nel sacco" (TW, n.72)
  • "Scommetto 100 dollari contro una moneta falsa che ci stanno preparando una festosa accoglienza" (TW, n.406)
  • "Il mio cavallo contro una sputacchiera che tra poco li vedremo tutti correre come topi in cerca di un buco" (KC, n.177)
  • "Il mio cavallo contro una pipa rotta che indovino chi sono" (n.263)

    Una leggera variante dei casi precedenti si ha quando compare il terzo elemento, quello del cibo. In tali situazioni lo schema tipo è una frase del tipo "se non succede questo, mi mangio...", seguita da qualcosa di esagerato. Ecco alcuni brani in proposito:

  • "Se questo non li tiene buoni fino al tramonto, mi mangio i mocassini, stringhe comprese" (KW, n.140)
  • "Se quelli non sono comancheros, mi mangio il cavallo crudo, coda, criniera e zoccoli compresi" (TW, n.171)
  • "Sono pronto a mangiarmi una scarpa se non raggiungiamo quella bella coppia" (n.168)

    Continua... continua con "Conclusioni"

     
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