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Pagine correlate:

  Il prezzo della vendetta
Codice: [?] 224pp
Rating:
scheda di Fernando Congedo

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Carlo Ambrosini
    Lettering:
    Marina Sanfelice

    ALBO SPECIALE
    g19 "Il prezzo della vendetta" - 224pp - 05.06
    (5k)


In due parole. . .

Colorado. Montagne Rocciose.
Gli Cheyenne di Lupo Rosso e i Mallory, una famiglia di coloni, si contendono un bimbo miracolosamente scampato sette anni prima al massacro della sua tribù. In realtà, indiani e bianchi sono le inconsapevoli pedine di un gioco perverso, ideato da un affarista di Durango intenzionato a impadronirsi dell'oro presente nella vallata in cui sorge la fattoria di Elias Mallory...


Note e citazioni

  • Carlo Ambrosini è l'ottavo autore bonelliano a firmare un Texone.
  • Per il papà di Napoleone si tratta di un ritorno al genere western: tra il 1980 e il 1984 disegnò alcuni episodi di Ken Parker.
  • Pag.10, dall'interessante articolo - "Isole nell'erba" - che Frediani dedica al ranch, "uno dei classici scenari dell'immaginario western": "il ranch, come ricordava poeticamente uno dei testi che accompagnavano la mostra intitolata 'La Ballata di Tex', 'è il sogno del pistolero che vuole cambiar vita, e comprarselo con i soldi dell'ultima rapina ( ma non ce la farà, una pallottola gli sbarrerà la via della redenzione ). E' la meta del pioniere che arriva dall'Est, e costruisce da solo la casa di tronchi, difendendola da banditi e indiani. E' il grande latifondo del ricco e spietato signorotto locale, le cui mandrie sconfinano rovinando il raccolto dei poveri coloni e i cui soprastanti scacciano a pistolettate i pacifici mormoni alla ricerca della Terra Promessa. E' un piccolo mondo a sé, uno staterello privato nello Stato dell'Unione, un microcosmo dove può succedere tutto e dove arriva a un certo punto un cavaliere solitario che potrà difenderlo o distruggerlo...'".
  • Pagg.69-71, Carson è il primo a intuire che non può essere esclusivamente la faccenda del bimbo conteso il motivo che spinge gli Cheyenne di Lupo Rosso a perseguitare i Mallory: tuttavia, è soltanto l'ipotesi formulata da Tex a chiarirgli ben bene le idee. E la reazione del vecchio pard - "Fulminacci!", "Razza di farabutto!" - alle parole del compagno, pur nel suo far tenerezza, lascia molto d'amaro in bocca e un grande senso di nostalgia per il vero Kit Carson.
  • Pag.86, vign.5, si vedono due abitazioni: in una c'è la luce accesa. Facile per il lettore immaginare dove si trovino Joe e Martin: non si avverte il bisogno di spiegazioni, è una situazione del tutto chiara. Non per Nizzi che ha ritenuto necessario farcire il disegno con la seguente frase: "Joe e Martin sono sicuramente nella baracca che ha la finestra illuminata". Per la serie: "come ti spiego l'evidenza".
  • Pagg.100-101, mentre Tex e i quattro banditi non fanno economia di piombo nello scontro a fuoco che li vede contrapposti, Carson - che pur ben sapeva quanto elevate fossero le probabilità che l'incontro con i trafficanti d'armi potesse avere un epilogo di tal genere - deve ancora estrarre... Capelli d'Argento? No. Capelli Bianchi.
  • Pag.174, lustri e lustri trascorsi a predicare la teoria Tex-centrica. Poi, d'improvviso, che ti combina Nizzi? Decide di stravolgere ( nell'occasione sbagliata ) il suo amato ( e logoro ) cliché, ponendo Aquila della Notte nella condizione di dover chiedere a Ben cosa fare per aiutare i Mallory. Quindi: Nizzi non soltanto presenta un Tex ridotto in un tale stato pietoso da aver bisogno di consigli su come sbrogliare la per nulla intricata matassa, ma addirittura lo umilia completamente ponendogli davanti in veste di oracolo il signor Hazel: ovvero colui che, avendo scoperto la verità sulla spedizione del maggiore Shelby, anziché correre immediatamente a informare Tex e Carson, pensa bene di rimandare tutto al mattino seguente e di prendersi una solenne sbornia. Risultato: i due pard lasciano il forte senza che il trapper, impegnato in una animata discussione col dio del sonno, gli abbia rivelato quanto saputo. E dire che a qualcuno il Non-Tex nizziano piace!
  • Pag.217, vign.3, "Gli indiani amano usare molte parole anche per esprimere il concetto più semplice e questo fa andare ogni colloquio per le lunghe...": parole davvero poco rispettose nei confronti degli uomini rossi: ed è grave, molto grave, che a pronunciarle sia Tex, il capo dei Navajos.
Incongruenze
  • Pag.18, vign.2, le dita della mano sinistra di Carson sono esageratamente lunghe. Stesso discorso per quelle della destra di Tex a pag.215, vign.6.
  • Pagg.26-27, pur intuendo ( era facile! ) che i quattro Cheyenne precedentemente messi in fuga possono tornare per vendicarsi, Tex decide di non spegnere il fuoco del bivacco perché Carson soffre di reumatismi (!) e si limita a stabilire dei turni di guardia. Una stupidaggine clamorosa: le fiamme illuminano allegramente i pard, offrendoli agli indiani - che Tex sapeva essere armati di fucili - come comodi bersagli immobili.
  • Pagg.28-33, la totale dappocaggine dei quattro Cheyenne - uno dei quali, armato di fucile, riesce nell'ardua impresa di mancare completamente un Tiger fermo e decisamente poco distante - permette ai nostri di uscire indenni dall'agguato. L'unico superstite tra gli aggressori fugge via: il capo dei Navajos pensa sia meglio non inseguirlo perché teme che lì attorno possano esserci "altri balordi della stessa razza". Ora: ammettendo - ma con molta buona volontà: se ci fossero stati altri indiani nelle vicinanze sarebbero già intervenuti per dare sostegno all'azione dei loro compagni. O no? - che tale timore abbia un fondamento, per quale oscuro motivo, allora, Tex continua a tenere acceso il fuoco? Aquila della Notte? No. Tordo della Notte! Che tristezza...
  • Pagg.28-29, quattro contro quattro: perché gli Cheyenne non fanno fuoco tutti insieme contemporaneamente, dividendosi i bersagli? Era la strategia più logica da seguire per rendere quasi scontato l'esito dell'agguato. Inizialmente, invece, è solo un indiano a sparare; per non parlare dell'eternità che separa il primo proiettile indirizzato contro Tiger dai successivi...
  • Pag.68, vign.1, Isaac invita a pranzo Tex e i pard: non ci siamo con i tempi. I nostri son partiti alla ricerca della fattoria dei Mallory all'alba e l'hanno trovata facilmente: pur considerando il tempo trascorso durante le discussioni con i padroni di casa e successivamente con Tompkins, non sembra assolutamente plausibile che possa già essere arrivato l'orario di pranzo.
  • Pagg.70-71, Tex afferma di aver subito sospettato che Tompkins stesse usando gli Cheyenne per eliminare i Mallory dalla strada che conduce all'oro. Viene quindi naturale porsi la seguente domanda: intuita la pericolosità dell'individuo, perché mai, poi, il ranger gli rivela la propria intenzione di recarsi a Fort Lewis, esponendosi così al rischio di finire in un'imboscata ( cosa che puntualmente avviene... )?
  • Pag.87, vign.4, "Era ora, accidentaccio! Cominciavo a pensare che qualcosa fosse andata storta": esprimendo indeterminatezza, il pronome indefinito andava concordato col genere maschile.
  • Pag.89, è realmente possibile che Joe e Martin non sentano Tex e Carson correre alle loro spalle? Prima di piombare loro addosso, i due pard - non esattamente due pesi piuma - un po' di strada la fanno...
  • Pag.106, vign.3, quanto dice Tex ( "Certo, ma se gli indiani sono male armati, per i Mallory sarà più facile respingerli, specialmente con l'aiuto di Kit e Tiger" ) non è esatto.
    Pag.52, vign.2, Nathan afferma che molti Cheyenne dispongono di buoni fucili. Di conseguenza, il mancato arrivo del carico d'armi intercettato dai nostri non renderà gli indiani male armati: più semplicemente impedirà la crescita del numero di quelli bene armati.
  • Pag.123, vign.4, Reynold, grazie al maggiore Shelby, sa che Tex e Carson sono in viaggio per Durango, intenzionati a incontrare Juffreau. Per l'affarista - ben conscio ( pag.114, vign.2 ) del fatto che i due ranger "sono più pericolosi della peste e del colera messi insieme" - eliminare quest'ultimo, unico anello di congiunzione tra sé e i pard ( visto che Tompkins ha già fatto perdere le sue tracce ), sarebbe stata la cosa più logica da fare. Invece no: decide di preparare un agguato. Puntualmente fallito...
  • Pag.120, vign.1, non è vero che Tex e Carson sono reduci da una notte insonne.
    Pag.96, sia pure per poche ore, i due - e Ben Hazel - hanno dormito.
  • Pag.131, vign.4-5, Tex e Carson, entrati nel perimetro del magazzino di Juffreau, intuiscono l'imminente pericolo, ma, anziché fermarsi, tornare indietro e chiedere ai due uomini visti lavorare vicino all'entrata di andare a chiamare il loro padrone, continuano ad avanzare: con l'ovvio risultato di subire un nuovo attentato.
  • Pag.140, iniziata la sparatoria, i due che fingevano di lavorare vicino all'entrata all'arrivo di Tex e Carson - lì collocati da Reynold per tagliare ai due ranger ogni possibilità di ritirata - pensano bene di dileguarsi. Fossero rimasti, avrebbero potuto rivelarsi decisivi: colpire alle spalle i nostri che entravano nel magazzino poteva essere per la coppia di balordi un gioco da ragazzi.
  • Pag.173, vign.3, alleati o nemici: nessuna differenza! Sia gli uni che gli altri si rivelano affetti da una innata, monumentale dappocaggine: Ben Hazel, conosciuta la verità sulla spedizione del maggiore Shelby, invece di correre immediatamente a informare Tex e Carson, decide di rimandare tutto al mattino seguente e si prende una solenne sbornia. Risultato: i due pard lasciano il forte senza che il trapper, impegnato in una animata discussione col dio del sonno, gli abbia rivelato quanto saputo.
  • Pagg.191-192, perché gli Cheyenne, dopo essere tornati dalla caccia e aver scoperto il massacro delle donne, dei vecchi e dei bambini, non tentarono di scoprire i colpevoli? Perché non tentarono di vendicare la strage? Perché si limitarono ad andarsene? Trattasi di indiani! Dove sono finiti la fierezza, l'animo indomabile, l'orgoglio che scorrono nelle vene di tutti gli uomini rossi? Dopo il Non-Tex, Nizzi presenta i Non-Cheyenne.
  • Pag.194, vign.3, perché Lupo Rosso attende sette anni prima di chiedere notizie sul massacro alle donne sopravvissute? Perché non lo fece subito dopo averlo scoperto? Ah, già: perché è un Non-Cheyenne...
  • Pag.194, vign.4-5, Tompkins - incaricato da Lupo Rosso di portare ai Mallory la richiesta riguardante la restituzione di Thomas - riferisce al capo cheyenne il falso ( l'uomo di Reynold non si è ancora recato al ranch del vecchio Elias ) rifiuto dei coloni. L'indiano, ignaro di essere stato ingannato, prende atto della situazione e dà il via a una serie di azioni contro gli uomini della fattoria. Da allora trascorre oltre un mese senza che Lupo Rosso sferri l'attacco decisivo. La circostanza è davvero molto strana se si pensa alla sua feroce volontà di riprendere con sé il bimbo e di vendicarsi di Nathan emersa nel corso del colloquio avuto con Tex.
  • Pag.197, Lupo Rosso rifiuta di accettare che Thomas possa restare con i Mallory e mostra di non temere neppure l'ipotesi di uno scontro con l'esercito. Tex, per risolvere la questione, propone l'idea di un duello tra il capo cheyenne e Nathan, spacciandola ( pag.238, vign.3 ) come l'unica possibile soluzione.
    Sarebbe stata sufficiente una scintilla dell'essenza, dell'autorevolezza, della grandezza, dell'autorità, del carisma del vero Tex per trovare una migliore via d'uscita ed evitare un epilogo così insensato.
  • Pag.200, vign.3, Tex, dopo la conversazione con Lupo Rosso, giudica quest'ultimo "un uomo duro e pieno di orgoglio": niente di più sbagliato! Come si può definire in tal modo un indiano che, scoperto il massacro della propria gente, non chiede immediatamente notizie sui colpevoli alle donne sopravvissute, non fa niente per tentare di vendicarlo e preferisce semplicemente cambiare aria?
  • Pag.228, vign.1-2, Nathan e Lupo Rosso si sono appena uccisi l'un l'altro e il volto di Tex è... divertito! :-(
  • Pagg.238-239, vign.3, Tex, al fine di dimostrare la non evitabilità del duello e quindi la bontà della propria idea, afferma che Nathan, conoscendo il vero motivo dell'odio che il capo cheyenne nutriva nei suoi confronti, sapeva che tra loro "la resa dei conti sarebbe stata ormai inevitabile". Tale argomentazione non sta in piedi e, dunque, non scagiona il ranger dalla grave colpa costituita dall'essere ricorso a una soluzione di comodo e, soprattutto - in quanto evitabilissima -, da evitare: occorre tener ben presente che nel momento in cui la propone, Tex è del tutto all'oscuro della vera causa ( l'indiano e il bianco erano innamorati della stessa donna, Fiore d'Acqua: ebbe la meglio il secondo ) della rivalità tra Lupo Rosso e il figlio di Elias Mallory.
La frase
  • "Gli indiani amano usare molte parole anche per esprimere il concetto più semplice e questo fa andare ogni colloquio per le lunghe..."
    Tex, pag.217, vign.3


Personaggi

Tex Willer Kit Carson Kit Willer Tiger Jack Mallory, Elias Capo della famiglia Mallory, padre di Nathan e Isaac Mallory, Nathan [+] Mallory, Isaac Mallory, Rachel Moglie di Isaac Mallory, Caleb Figlio di Isaac e Rachel Mallory, Thomas Figlio di Nathan Mallory e dell'indiana cheyenne Fiore d'Acqua. Dopo il massacro della sua tribù il bimbo, neonato, fu affidato da Nathan a Isaac e Rachel Rufus [+] Uomo al servizio dei Mallory ucciso dagli Cheyenne di Lupo Rosso Hazel, Ben Trapper amico di Nathan Mallory sergente Wash Jenkins Sceriffo di Durango Reynold, Gus [+] Affarista di Durango Tompkins, Juke [+] Uomo di fiducia di Reynold Bryan [+] Jason [+] Travis [+] Joe Martin Lonnie Uomini di Tompkins maggiore Shelby Militare corrotto, complice di Reynold Juffreau Commerciante, complice di Reynold Harold [+] Jacob [+] Denny Emil Uomini di Juffreau Lupo Rosso [+] Capo degli Cheyenne Orso Forte Piccola Scure Doppia Scure Due Orsi Cheyenne

Locations

Colorado Montagne Rocciose Fattoria dei Mallory Villaggio di Lupo Rosso Grotta Fort Lewis Miniera di Juke Tompkins Durango Casa di Gus Reynold Magazzino di Juffreau Ufficio dello sceriffo Jenkins Saloon Treno

Elementi

Cheyenne Oro Agguati Corruzione Sete di vendetta Duello indiano
 

 


 
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