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Pagine correlate:

  Mercanti di schiavi
Codice: [337] 224pp
Rating:
scheda di Michela Feltrin

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Manfred Sommer
    Lettering:
    Renata Tuis

    ALBO SPECIALE (Texone)
    n.17 "Mercanti di schiavi" - 224pp - 03.06
    (5k)


In due parole. .

Sulle tracce di tre bambini rapiti nel sud dell’Arizona, Tex e Carson si spingono fino in Messico, nel territorio della Sonora. Dopo essere sfuggiti ad un paio di agguati ed essere evasi da una caserma di rurales, i due pards scoprono l’esistenza di un traffico di giovani schiavi destinati alla miniera della Barranca, gestita dal losco Don Manuel Obregon e dal suo piccolo esercito. Raggiunta la miniera sotto mentite spoglie, Tex e Carson riusciranno a liberare i bambini rapiti e ad innescare una rivolta tra i minatori che porrà fine alla loro schiavitù e alla tirannia di Don Obregon.


Note e citazioni

  • La vignetta doppia di pag.153 sembra riprendere una scena tratta dal film "La maschera di Zorro", di Martin Campbell, con Antonio Banderas, Anthony Hopkins e Catherine Zeta-Jones. (segnalazione di Alberto Elisi). Ci pare evidente che Nizzi si sia ispirato a questo film, sia per l’idea di base (la miniera d’oro sfruttata con l’ausilio di schiavi e prigionieri), sia per un’altra scena di secondaria importanza (la visita in diligenza alla miniera da parte dei futuri investitori), sia per il finale (la rivolta, la liberazione degli schiavi e l’uccisione del tiranno). Detto questo, però, occorre precisare che Nizzi concentra tutto il finale in circa 30 pagine, sottraendo spazio e negando pathos a quella che avrebbe potuto essere l’unica scena epica di tutta la storia.
  • La figura di Justino Moncado, giornalista de "La Voz", il più importante quotidiano di Hermosillo (ma quanti giornali ci saranno stati, all’epoca, in un paesello come Hermosillo?) ricorda quella di Manuel Sanchez Pereira, "cronista, tipografo e proprietario dell’unico giornale" di Nogales ("La banda Durbin" n.257/259). Inutile precisare che mentre Pereira si limitava a fornire a Tex delle informazioni e ad accompagnarlo dal capitano dei rurales, con cui diceva di essere "in buoni rapporti", Moncado si intromette durante l’interrogatorio al quale i due pards sono sottoposti da parte di un panciuto caporale dei rurales (pag.135). Davanti alla minaccia di diventare lo zimbello del giornale, il caporale lascia andare Tex e Carson, la cui fama di celebri rangers e uomini d’onore evidentemente non basta più, da sola, a scagionarli dal sospetto di non aver agito per legittima difesa.
  • A pag.146 Padre Eliseo racconta a Tex e Carson di essere partito alla ricerca della miniera nella speranza di trarne "le sostanze necessarie" per risollevare le sorti della sua missione che altrimenti avrebbe rischiato la chiusura. La stessa situazione si verifica nella storia "Santa Cruz" n.215/217), dove però l’obiettivo della ricerca non era una miniera, bensì un leggendario tesoro nascosto. In entrambe le storie, inoltre, i fatti salienti del ritrovamento vengono narrati dal frate in un flash-back di alcune tavole. Ma, mentre Padre Eliseo si "confessa" a Tex tra le pareti del convento, il Padre Matias di "Santa Cruz", ucciso dai fratelli Cardenas al momento del ritrovamento del tesoro, si rivela al ranger in sogno, sotto forma di un’apparizione.
  • Pag.192: per infiltrarsi nella miniera, Tex e Carson rubano le divise a due dei soldati destinati alla guarnigione della Barranca. Non è la prima volta che i due pards si travestono, ma non possiamo non notare come questa situazione ricalchi quella dell’albo n.355 "Alcatraz!" (sceneggiato dallo stesso Nizzi), nel quale Tex e Carson, allo scopo di far evadere il capitano Barbanera Drake, indossano le divise delle guardie carcerarie della famosissima prigione.
  • A pag.24 Tex racconta a Carson di aver ritrovato il rapitore di A-tu-nah in una "casa malfamata di Tucson". Dopo essere entrato in un bordello per necessità d’ufficio nella storia di cui all’albo n.410 "Orrore!", ecco che Tex precisa di esserci ritornato, sempre in veste ufficiale. Oltre a questo particolare sulla "casa malfamata", perfettamente in sintonia con la realtà storica del West del 19° secolo, non possiamo non notare che in questa storia i due pards fumano come un tempo e bevono tequila. Meno male! Tex e Carson sembravano condannati per la vita a fumare solo il Calumet della pace e a bere birra e caffè ;-)
  • A pag.38 Padre Mateo dà a Tex una fotografia dei ragazzi rapiti. Ci è venuta in mente, chissà perché, una foto molto simile archiviata in un grosso volume della biblioteca della missione di San Xavier (n.152 "Odio senza fine"). In nessuno dei due casi la foto ha aiutato Tex nelle indagini, ma ci permettiamo di rilevare che, perlomeno, in quella vecchia storia, si era trattato di un particolare che, una volta inserito nella narrazione, era stato coerentemente sviluppato. Non è il nostro caso; Tex guarda la fotografia e la intasca, sicuro che gli servirà. Ma non sarà così.
  • L’agguato notturno, descritto alle pagg.73-79, è una variante in formato ridotto dell’agguato raffigurato nelle prime 15 tavole di "Snake Bill" (n.509). In entrambi i casi i pards, non avendo preso sufficienti precauzioni per coprirsi la retroguardia, si trovano costretti a reagire solo quando "sentono" arrivare da lontano gli inseguitori. Il formidabile udito di Tex o Tiger (dipende, a seconda delle circostanze) dà loro tutto il tempo necessario per preparare il comitato di ricevimento: l’unica differenza è che, mentre qui Tex e Carson hanno avuto modo di raccogliere delle pietre da sistemare sotto le coperte, in "iSnake Bill" erano addirittura riusciti a costruire una specie di pupazzo con le fattezze di Tiger. Dobbiamo tuttavia riconoscere a Nizzi che stavolta, perlomeno, non ci ha rovinato la sorpresa, mostrandoci al momento giusto, e non prima, Tex e Carson con i fucili spianati e pronti a far scattare la trappola.
  • Ennesima storia di Nizzi nella quale uno o più complici dei banditi sembrano farla franca. Ci riferiamo in particolare allo sceriffo di Nogales, che organizza l’agguato notturno ai danni dei due pards nella Sierra di Pinitos. Non si può certo escludere che, tra la prima e la seconda vignetta di pag.240, Tex abbia provveduto a dargli una lezione o a farlo arrestare. Ma non si può nemmeno escludere che il lettore avrebbe preferito esserne informato. Ma forse stiamo esagerando: d’altronde, a pag.81, Tex non è neanche sicuro del fatto che sia stato proprio lo sceriffo a seguire lui e Carson. Dunque, per quale motivo il nostro ranger avrebbe dovuto perdere tempo e spargere sudore nell’indagare più a fondo sullo sceriffo, per poi fargli subire la giusta e meritata punizione?
Incongruenze
  • I rapitori feriscono il conducente del carro ma non si preoccupano di accertarsi che sia morto (pag.22). Grosso errore, soprattutto da parte di un uomo come Pablo Mendez, riconoscibilissimo per via dell’occhio guercio. Se consideriamo poi il fatto che Xavier, il conducente sopravvissuto, ha avuto modo non solo di riconoscere nell’uomo dall’occhio guercio lo stesso individuo che aveva visto un mese prima in una cantina di Nogales, ma anche di ricordare di averlo visto parlare con il cantiniere e di averne sentito fare il nome (l’unico particolare che non si ricorda), possiamo concludere che Mendez avrebbe fatto meglio a non sbagliare mira oppure a sprecare qualche colpo in più per accertarsi di non essersi lasciato alle spalle un pericoloso testimone.
  • A pag.21 fa il suo ingresso in scena il "terzo uomo", ossia il vecchio conducente del carrozzone nel quale vengono trasportati i ragazzi rapiti. Sarebbe stato un ulteriore soggetto sul quale indagare, se solo Tex e Carson si fossero presi la briga di tornare sul luogo del rapimento per esaminare il terreno e cercare delle tracce utili. Certo, sono passate già due settimane dal giorno del rapimento, ma i nostri due pards, in tempi migliori, erano in grado di scovare una buona traccia anche a distanza di più tempo.
  • Sempre a proposito del "terzo uomo", notiamo che ricompare a pag.42, bellamente seduto all’esterno della cantina di Jacinto. Passi che i due pards non si accorgano della sua rapida fuga verso l’interno del locale per avvertire il padrone del loro arrivo; e passi pure il fatto che il suo ruolo nel rapimento dei bambini non venga mai alla luce; ma vederlo bere tranquillamente della tequila, offerta proprio dai due pards totalmente all’oscuro della situazione, ci lascia una sensazione di amaro in bocca.
  • A pag.23 inizia il lungo racconto della dolorosa storia di A-Tu-nah, una donna Navajo, rapita, sedotta e abbandonata. Non discutiamo sull’utilità o meno di questo intermezzo: è probabile che l’autore lo abbia voluto inserire per occupare un po’ di tavole con la narrazione di come si svolgeva la vita nelle missioni cattoliche delle regioni del sud-ovest. Ma la motivazione principale ci pare un’altra, e cioè quella di voler giustificare l’intervento di Tex, intervento che non poteva essere rifiutato a causa di "un debito da vecchia data" che il ranger aveva contratto con Padre Mateo. Ma che cosa significa tutto questo? Che se non ci fosse stato quel debito, Tex avrebbe potuto rifiutare il suo aiuto al Padre (come infatti si era affrettato a suggerire il vecchio Carson)?
  • Memoria difettosa? Tex e Carson giungono alla missione "due settimane dopo" il rapimento. Ma a pag.40, appena lasciata la missione di San Juan per recarsi a Nogales, Carson fa notare a Tex : "Dopo una settimana la pista sarà già fredda". A pag.45, poi, parlando col cantiniere, Tex accenna ad una persona che "un paio di settimane fa" lo aveva visto parlare con l’uomo dall’occhio guercio. Tex non può che riferirsi a Xavier, il testimone che ha assistito al rapimento, e che aveva raccontato di essere stato nella cantina di Jacinto. Circa "un mese" prima, però.
  • Dopo le rivelazioni di Xavier, ecco quelle di Estrella, la figlia del cantiniere. L’intraprendente ragazzina, che afferma di aver ascoltato i discorsi del padre e dell’uomo dall’occhio guercio senza che i due la vedessero, fornisce a Tex il nome del guercio e la sua attuale residenza. È’ il secondo aiuto che Tex riceve nel giro di poche pagine e senza fare troppa fatica. Notiamo inoltre come lo sceneggiatore non riesca proprio a rinunciare alla figura del personaggio che origlia di nascosto: in questa storia si tratta di una bambina, che finisce addirittura per ricevere del denaro da Tex come ricompensa per la sua "buona" azione.
  • Incredibile la dabbenaggine di Tex e Carson che non fanno nulla per accertarsi se sono pedinati dallo sceriffo, di cui pure sospettano. Ripartiti da Nogales, i due pards prendono la pista verso Nord, per ingannare lo sceriffo al quale avevano mentito circa le informazioni in loro possesso e al quale avevano detto di voler sospendere le indagini. Il bello è che, nello stesso momento in cui Tex dice che "è preferibile una precauzione in più che una in meno", lo sceriffo li sta seguendo e addirittura osservando da brevissima distanza. Il disegno di pag.64 ci mostra il panciuto sceriffo a cavallo, a poche decine di metri di distanza dai due rangers: non si sta tenendo al coperto, non sta seguendo i due pards da lontano tenendoli d’occhio con il binocolo. È proprio dietro di loro, a pochi passi. I due pards, che un tempo ne avrebbero sentito l’odore e che comunque avrebbero messo in atto le solite contromosse per accertarsi se i loro sospetti fossero fondati e per liberarsi dell’inseguitore, non fanno nulla. Lasciamo al giudizio del lettore la frase interrogativa pronunciata da Carson a pag.80, a conclusione dell’agguato notturno propiziato dallo sceriffo: "Com’è possibile, con tutte le precauzioni che abbiamo preso?".
  • Pur avendo deciso di cambiare pista per evitare di scontrarsi con gli eventuali compari del bandito sfuggito alla trappola notturna, Tex e Carson finiscono per imbattersi in una pattuglia di rurales (pag.85). L’udito buono di Tex non serve a molto, in questo caso: né lui, né Carson, né i cavalli si accorgono di nulla. Nonostante i due pards sapessero di trovarsi in una brutta situazione (a pag.82 Tex dice: "Qui ci è andata bene, ma la prossima volta potremmo non avere altrettanta fortuna."), nessuno dei due è rimasto di copertura o ha usato il binocolo per dare un’occhiata alla zona o ha preso qualche altra precauzione. I due pards non fanno alcuna resistenza all’arresto da parte dei rurales: anzi, si sganciano immediatamente i cinturoni! Il comportamento arrendevole di Tex, pur cozzando con la psicologia e la tradizione del personaggio di G.L.Bonelli, è perfettamente in linea con quello assunto in occasione di un altro arresto, avvenuto nella recente storia di Nizzi "Ritorno a Culver City" n.511. Certo, le circostanze sono diverse: qui Tex si trova in territorio messicano e davanti a dei soldati che - lo scopriremo dopo - sono ignari di star eseguendo un arresto per conto del losco Torres, al quale il sergente della caserma si è venduto (pag.93). Ciò non toglie che non avremmo mai voluto sentire, pronunciate da Tex, frasi del tipo "No, aspettate! Vi abbiamo detto la verità!" oppure "No, un momento! Lasciatemi spiegare!".
  • Assolutamente incredibile e assurda la spiegazione rifilata dal secondino ai due pards a pag.97. Torres vuole liberarsi di Tex e Carson mettendo in atto la "Ley de fuga" e quale scusa inventa per indurli a cadere in trappola? Questa: "Un vostro amico che vuole restare anonimo mi ha pagato profumatamente per farvi evadere." No comment.
  • Ancora memoria corta? A pag.108 Carson prende il fucile al messicano tramortito. Strano che per ben due volte, a pag.116 e a pag.159, si senta il bisogno di ricordare che i Winchester da comprare (e poi acquistati) sono due. Questo particolare ci fa tornare in mente i 4 bracciali della storia di Mefisto, che non erano più 4 ma 3, e che erano scomparsi in uno dei tanti bauli della tenda di Tex, salvo poi ricomparire al momento opportuno senza alcuna ulteriore spiegazione.
  • Altra situazione illogica (pagg.109-123) : l’agguato dalla terrazza della locanda. Prevedendo che Mendez sia già stato avvertito dai suoi complici circa il fallimento della "Ley de fuga" e il loro imminente arrivo ad Hermosillo, Tex e Carson decidono prudentemente di non entrare in città dall’ingresso principale, ma di imboccare una via secondaria: Mendez potrebbe aver preparato un "comitato di ricevimento" in loro onore (pag.116). Fin qui, tutto bene. Ci chiediamo allora per quale motivo, nella pagina successiva, i due pards si siano convinti improvvisamente che Pablo Mendez abbia lasciato Hermosillo. Il fatto di non avere dovuto affrontare una sparatoria all’ingresso del paese esclude automaticamente che l’agguato sia stato predisposto altrove? Sta di fatto che Tex e Carson si avvicinano alla "Posada Paloma Blanca" con la guardia completamente abbassata, non sentendosi in dovere di prendere alcuna ulteriore precauzione.
  • Ancora sull’agguato dalla terrazza: Pablo Mendez si conferma un pessimo tiratore (forse anche a causa dell’occhio guercio). Dopo aver solamente ferito il povero Xavier, manca da pochissimi metri, e sparando con un winchester, i bersagli inerti di Tex e Carson. Il suo compare Matias non è certo da meno, ma consideriamo che fa fuoco con una semplice Colt. Nemmeno Tex e Carson ci fanno una bella figura: Tex estrae la pistola e risponde al fuoco solo dopo il quarto sparo, e Carson addirittura tra il settimo e l’ottavo. E meno male che il vecchio ranger aveva provato le pistole nuove mutilando un cactus, a pag.115!
  • A pag.133, Tex e Carson rischiano di venire nuovamente arrestati dai rurales, perché il baffuto caporale del Comando di Hermosillo non crede alla loro versione sullo svolgimento della sparatoria. Peggio: non crede alla loro parola. Anche in questa situazione Tex non reagisce e lascia campo libero alle accuse del caporale e persino a quelle del portiere della locanda. Deve intervenire un giornalista del posto, per cavare lui e Carson dai guai, visto che i due "celebri" rangers non sono in grado di far valere la loro autorità e la loro fama.
  • È perlomeno strano che Padre Eliseo, scopritore della miniera della Barranca e prigioniero sfuggito alle grinfie di Don Manuel Obregon, si stia nascondendo in un convento situato proprio a poche miglia di distanza dalla hacienda di Obregon. Ed è ancora più strano che gli uomini di Obregon, dopo aver ispezionato il Vescovado, non abbiano fatto irruzione nei conventi e nelle missioni dei territori sui quali Obregon "regna come un tiranno d’altri tempi".
  • A pag.159, Tex pronuncia un’altra frase che speravamo di non dover leggere. L’indomito ranger si rallegra di essersi lasciato alle spalle Hermosillo. Aveva infatti "paura di fare brutti incontri" o, più precisamente, "paura di inciampare nei complici di Pablo Mendez". No comment.
  • Al posto di Tex e Carson, i "brutti incontri" li fa il giornalista Moncado. Egli viene minacciato nella sua casa da Torres e da due suoi sgherri, e viene costretto a rivelare tutti i particolari circa il suo incontro con i due rangers (pag.161). È’ proprio il giornalista a fare le spese del "dente più che mai avvelenato" dei complici di Mendez, mentre nel frattempo Tex e Carson lasciano il paese senza preoccuparsi dell’incolumità del loro confidente. Ma niente paura: anche il terribile Dago, dopo aver preso le misure facendo un taglietto sulla guancia del giornalista, riesce a sbagliare mira. Il buon Moncado sopravvive alla coltellata dell’energumeno e si ristabilisce in tempo per pubblicare in esclusiva la storia della Barranca e della fine di Obregon (pag.240).
  • A pag.177, i due pards giungono nel villaggio di Santa Clara: lo striscione posto sul palco dove suona la banda reca invece la scritta "Santa Rita".
  • Tex e Carson, pur temendo per la sorte dei 3 ragazzi (vedi pag.139), trovano il tempo di fermarsi nel villaggio di Santa Clara dove è in corso una "fiesta" (pag.178). Qui si intrattengono con un vecchietto chiacchierone, un certo Paco, che, mentre consiglia ai pards di non fidarsi di nessuno perché il paese è un covo di spie, si confida con loro senza ritegno parlando della Barranca e dei soldati che, in quel preciso momento, si trovano a casa sua in compagnia delle sue figlie.
  • Non possiamo fare a meno di rimarcare come i due pards, nonostante la loro apparente fretta, debbano essersela presa davvero comoda, se hanno potuto essere raggiunti a Santa Clara da Padre Eliseo, che a sua volta ha preceduto in paese Torres e i suoi uomini. Dev’essere stata davvero opera della "Provvidenza" - come suggerisce Padre Eliseo a pag.185 - considerato il fatto che il frate è partito dal Convento di Hermosillo in sella ad una mula, e ben 3 ore dopo la partenza di Tex e Carson!
  • Altra serie di incongruenze alle pagg.190-191: Tex tramortisce i due militari a letto con le ragazze (che non si accorgono di nulla) e poi ordina a Paco di tenerli nascosti nel magazzino per due giorni ("fino a dopodomani"). A parte il fatto che ci sembra assurdo che i due soldati, appena svegli, non facciano nulla per cercare di liberarsi (magari strisciando fuori dal magazzino), ci chiediamo perché proprio due giorni. Se Tex e Carson avessero voluto stare più tranquilli, avrebbero dovuto prendersi un vantaggio di almeno tre giorni (tanto dura il tragitto fino alla Barranca). Ma questi sono solo dettagli: il vero problema è che Tex non si preoccupa affatto della presenza in paese di Torres e dei suoi uomini e del fatto che, cercando lui e Carson, avrebbero potuto trovare i due soldati tramortiti e scoprire il piano dei due rangers. Come infatti accade.
  • All’arrivo di Torres, i due pards vengono avvisati (e quindi salvati) proprio da Juanito, uno dei bambini che erano venuti a liberare (pag.214). Il ragazzino procura loro gli indumenti e la polvere di carbone per confondersi tra i minatori. A questo punto Carson si chiede: "Come avrà fatto Torres a mangiare la foglia così in fretta?" e Tex risponde "Ho paura che sia stato Paco a tradirci, anche se avrei giurato che non l’avrebbe fatto." Mah!
  • Tramortite le sentinelle di guardia alla polveriera, Tex e Carson non si preoccupano di spostarle prima di dare il via all’esplosione (pag.224). Lasciano morire due uomini indifesi (in quel momento non contano le colpe di cui si sono macchiati e le frustate sulla schiena di Reinaldo ). Dopo aver visto Tex minacciare un moribondo ("Snake Bill", n.509, pag.23), ora lo vediamo anche macchiarsi di omicidio. Per omissione. O per mancanza di "texianità", verrebbe da dire.
  • Rientrato nella sorvegliatissima miniera nello stesso modo in cui ne era uscito, cioè nascosto in un carro, padre Eliseo salva Tex e Carson da un’imbarazzante situazione, lanciandosi in volo su Obregon che, insieme a Torres, si stava facendo scudo con i corpi di due bambini (pag.235). Anche stavolta, purtroppo, Tex e Carson reagiscono in ritardo.

Personaggi

Tex Kit Carson Xavier, conducente del carro Juanito, Josè e Leon, i bambini rapiti Pablo Mendez, l’uomo dall’occhio guercio, e Matias, i rapitori [+] Il terzo complice, il conducente del carrozzone nel quale vengono nascosti i bambini Padre Mateo, della Missione di San Juan A-tu-Nah, indiana Navajo madre di Juanito Jacinto, padrone della cantina di Nogales e complice dei rapitori Estrella, figlia di Jacinto Bradley, sceriffo di Nogales i quattro partecipanti all’agguato notturno [+] (l’unico sopravvissuto si chiama Garcia) i rurales che arrestano Tex e Carson e il sergente della caserma situata nel territorio della Sonora Liborio, secondino della caserma Caporale Valdez dei rurales di Hermosillo Justino Moncado, giornalista de ‘La Voz’ di Hermosillo Suor Jazmina, del convento de la Trinidad di Hermosillo Venustiano, portiere del convento Padre Eliseo, frate francescano, scopritore della miniera ed ex prigioniero sfuggito alle grinfie di Don Obregon dopo circa 10 mesi di prigionia Padre Felix, studioso di cartografia [+] Torres, braccio destro di Obregon [+] Don Manuel Obregon, proprietario terriero [+] Paco Fuentes e le sue due figlie Carlos Jimenez e Fernando Rochas, i due rurales ai quali Tex e Carson rubano le divise e prendono in prestito l’identità per entrare alla Barranca Marcos e Dago, uomini di Torres Sergente Fierro, della guarnigione della Barranca [+] Reinaldo e Martin, padre e figlio schiavi nella miniera I due banchieri americani intenzionati ad investire nella miniera.

Locations

Sud dell’Arizona Missione di San Juan Nogales Pista per Santa Rita (Messico) Sierra di Pinitos affluente del Rio Magdalena Caserma dei rurales nella Sonora Hermosillo Locanda "Paloma Blanca" a Hermosillo Convento "De la Trinidad" a Hermosillo Hacienda di Don Manuel Obregon, non lontana da Hermosillo Villaggio di Santa Clara Miniera della Barranca di Cerro Aguirre

Elementi

Rapimento Vecchia mappa Sceriffo e Rurales corrotti Signorotto che spadroneggia su un vasto territorio Sfruttamento minerario con impiego di schiavi Rivolta degli schiavi
 

 


 
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