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Tex FAQ
Frequently Asked Questions, ovvero: 55 domande, 55 risposte!
di Marco Migliori, Mauro Traversa


  1. Chi è Tex?
  2. Chi ha creato Tex?
  3. Perché il nome Tex?
  4. Perché il nome Willer?
  5. Perché il nome "Aquila della Notte"?
  6. Quando si svolgono le avventure di Tex?
  7. Dove si svolgono le avventure di Tex?
  8. Le avventure di Tex sono di genere Western?
  9. Chi sono i pards di Tex?
  10. Chi è Kit Carson?
  11. Chi è Kit Willer?
  12. Chi è Tiger Jack?
  13. Tex è stato sposato?
  14. Perché Tex sembra non interessarsi alle donne?
  15. Come è fatto fisicamente Tex?
  16. Quali sono le abilità di Tex?
  17. Come ha fatto Tex a diventare Ranger?
  18. Come ha fatto Tex a diventare Capo dei Navajos?
  19. Come ha fatto Tex a diventare agente indiano?
  20. Chi è Dinamite?
  21. Chi è Satan?
  22. Chi sono gli altri amici di Tex?
  23. Chi sono i nemici più pericolosi di Tex?
  24. Chi è il più grande nemico di Tex?
  25. Qual è il passato di Tex?
  26. Tex è mai stato ferito?
  27. Tex è mai stato sconfitto in un duello?
  28. C'è mai stata una storia che si è conclusa senza che Tex riuscisse a portare a termine la missione in cui era impegnato?
  29. Esiste nella serie qualche grossa incongruenza logica o temporale?
  30. Esiste nella serie qualche grossa incongruenza storica?
  31. Qual è il rapporto di Tex con gli indiani?
  32. Qual è il rapporto di Tex con le altre razze?
  33. Qual è il rapporto di Tex con l'esercito?
  34. Perché Tex, pur essendo un ranger, non vive in un comando agli ordini di qualche ufficiale del corpo?
  35. Qual è la "filosofia" che guida Tex?
  36. Chi scrive le storie di Tex?
  37. Chi disegna le storie di Tex?
  38. Perché tanti disegnatori, se all'inizio Galep faceva tutto da solo?
  39. Qual è la più lunga storia di Tex mai pubblicata?
  40. Quanti albi a colori sono stati pubblicati?
  41. Tex si è mai incontrato con altri personaggi della Bonelli?
  42. Perché la serie di Tex ha 50 anni, se con 450 albi, dovrebbe risalire al 1960?
  43. Quante sono le edizioni di Tex?
  44. Esistono storie fuori-serie?
  45. Perché Tex fu pubblicato a striscia?
  46. Quante sono le copertine di Tex?
  47. Chi è il copertinista di Tex?
  48. Da chi prendono spunto gli autori?
  49. Il successo di Tex fu immediato?
  50. Perché certi numeri "vecchi" hanno date e prezzi diversi?
  51. Perché si parla di censure in Tex?
  52. E' mai stato fatto un referendum ufficiale su Tex?
  53. Da dove vengono i soldi di Tex?
  54. Kit Carson è veramente esistito?
  55. Perché tante storie di Tex nei vecchi albi non sono firmate?

  1. Chi è Tex?
    Tex irrompe nelle edicole nel Settembre del 1948. La prima vignetta ce lo mostra già deciso, pistola in pugno: "Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?". Diversamente dagli eroi del tempo, Tex è un uomo tutto d'un pezzo. Non ha dubbi, con un solo sguardo in genere riesce a giudicare un uomo, non si rivolge ai bambini, ma ad un pubblico già più maturo. Il linguaggio di Tex è infatti molto duro, violento e ci mostra un Tex (nella versione non censurata) più "carogna" di quello che conosciamo oggi.
    In definitiva Tex è un giustiziere deciso, capace di agire anche al di fuori della legge se la situazione lo impone. Ranger del Texas, capo dei Navajos, agente indiano. Uomo temuto e rispettato, nel suo West è ormai una leggenda, sia presso gli indiani che presso i bianchi.
  2. Chi ha creato Tex?
    Nel 1948, la signora Tea Bonelli voleva ripartire con la sua casa editrice, creando nuove serie, per uscire dalla mera ristampa delle storie precedenti, che ormai avevano stufato il pubblico. Chiamò quindi Aurelio Galleppini (disegnatore per la Nerbini nell'anteguerra) a Milano, e affidò i testi al suo ex-marito, G.L.Bonelli, esperto sceneggiatore. I due realizzarono quindi due serie: Occhio Cupo (serie ambientata nel '700 nordamericano tra pirati e indiani), su cui puntava la casa editrice (e che durò meno di un anno), e Tex, un western come se ne facevano molti a quei tempi.
  3. Perché il nome Tex?
    G.L.Bonelli girando in auto a Milano, notò l'insegna di un negozio: "Tex Moda", e ne prese nota. Tutto qui :-).
  4. Perché il nome Willer?
    G.L.Bonelli voleva dare il nome Killer (in inglese "uccisore") al suo nuovo personaggio. Ma l'editore si oppose ad un nome così spregiudicato per quegli anni, e suggerì di cambiare la K con una V: Viller. Da cui il finale Willer.
  5. Perché il nome "Aquila della Notte"?
    E' il nome indiano di Tex. Nella storia in cui, per la prima volta, Tex entra in contatto con i Navajos, il ranger usò un abito e una maschera nera per non farsi riconoscere dai trafficanti d'armi di Durango. Questo fatto ispirò i Navajos che gli affibiarono il nome di Aquila della Notte.
  6. Quando si svolgono le avventure di Tex?
    Già nel primo numero, nella versione originale, G.L.Bonelli in una didascalia parla del 1898. Pochi albi dopo, ci parla della guerra di secessione. Nei primi tempi, in realtà, la documentazione era inesistente e si scriveva molto a fantasia. Per cui, tralasciando gli albi iniziali che a mio parere non sono affidabili per la cronologia di Tex, possiamo datare le avventure di Tex intorno al 1880 circa.
  7. Dove si svolgono le avventure di Tex?
    Tex, dopo pochi numeri, si ritrova a capo dei Navajos, e prende residenza stabile nell'Arizona. Il suo campo d'azione principale dovrebbe quindi essere il sud-ovest americano, con i suoi deserti infuocati e i piccoli insediamenti dei bianchi. In realtà, Tex compie frequenti incursioni fuori zona, negli ormai abituali Messico e Canada, senza tralasciare le città del tempo come San Francisco, New Orleans, Washington o luoghi di grande fascino come lo Yucatan. Occasionalmente, Tex può andare in tantissimi altri luoghi, come Boston, l'istmo di Panama o le sperdute isole della Melanesia nel Pacifico occidentale.
  8. Le avventure di Tex sono di genere western?
    Fondamentalmente, sì. Ma l'elemento fantastico fa ormai tradizionalmente parte della saga di Tex. Luoghi sperduti in cui misteriosamente si sono conservati mostri preistorici, una cittadella spagnola isolata dal mondo e risalente ai tempi dei conquistadores, vichinghi giunti nei secoli precedenti nelle Americhe; senza dimenticare la magia di Mefisto e la pericolosità dei seguaci del voodoo. Tex è anche questo, oltre ad altri elementi misteriosi, magici e fantascientifici che potete trovare meglio descritti nell'articolo apposito.
  9. Chi sono i pards di Tex?
    Sono tre e sono fedelissimi di Tex: Kit Carson, Kit Willer (suo figlio) e Tiger Jack, un indiano Navajo.
  10. Chi è Kit Carson?
    Già ranger ancor prima di Tex, è il suo più fedele compagno d'avventure. I due si conoscono alla fine della terza storia di Tex: "Sul sentiero della morte", contenuta nel 1° albo gigante. I due faranno coppia per la prima volta, nella 5ª avventura di Tex: "La banda di Kid Billy", contenuta nel 2° albo gigante. Più vecchio di Tex di una decina d'anni, viene ritratto nella sua maturità, con i capelli ormai grigi (qualcuno insinua bianchi), ma ancora arzillo e scattante. Carson rispetta l'autorità di Tex, che ha quasi sempre l'idea giusta e guida il gruppo. Naturalmente, se Tex è prigioniero e Carson lo deve liberare, quest'ultimo diventa astuto quanto Tex, mentre in sua presenza svolge spesso (negli albi più recenti) la funzione di spalla comica. Ovvero: Carson sa sparare quasi come Tex, sa ancora fare a pugni, ma spesso viene utilizzato per sottolineare l'intelligenza di Tex (nel fare piani o evitare agguati). E' anche ritratto come personaggio cinico e brontolone, soprattutto quando il quartetto è al completo.
  11. Chi è Kit Willer?
    Figlio di Tex e di Lilith. Il personaggio fu introdotto nella saga da G.L.Bonelli nel pieno dell'era degli eroi-bambini. Capitan Miki e Il Piccolo Sceriffo spopolavano e sembrava che ogni serie dovesse avere il suo piccolo protagonista. Da subito G.L.Bonelli ci dipinge Kit come un piccolo Tex che diventa sempre più furbo, audace e coraggioso, proprio come il suo illustre genitore. Ad un certo punto, Bonelli preparò anche qualche sceneggiatura per aprire una serie indipendente, legata proprio al nome di Kit Willer. Quel progetto però si perse nel nulla, proprio come il personaggio di Kit, su cui G.L.Bonelli diminuì presto, rispetto agli esordi, l'enfasi, a livello di personalità, all'interno del quartetto. D'altra parte era una mossa scontata: Tex e Kit avevano la stessa mentalità e non c'era posto per due personaggi così simili. Il ridimensionamento del personaggio viene completato da Nizzi che lo presenta raramente e in tono sempre minore.
  12. Chi è Tiger Jack?
    Un Navajo che diventa compagno di Tex nell'avventura "La banda dei Dalton", nel n.8. In seguito gli viene affidato la custodia del piccolo Kit Willer, preludio di una grande amicizia. Infatti, come Tex fa coppia con Carson, Kit fa coppia con Tiger. Il Navajo è taciturno, quasi invisibile, ma letale quando occorre. Questo era Tiger nelle avventure iniziali. In seguito il suo ruolo è sempre cresciuto e, in qualche occasione, ha meritato di fare coppia da solo con Tex, al posto di Carson. Il passato di Tiger viene abilmente descritto da Nizzi nell'avventura "Orgoglio Navajo".
  13. Tex è mai stato sposato?
    Sì, con Lilith. Figlia di Freccia Rossa (capo dei Navajos), e madre di Kit Willer, appare solo in poche avventure iniziali. Sposa Tex non per amore, ma solo per evitare la guerra con i bianchi mentre il ranger è legato al palo della tortura. Dopo pochissime apparizioni di Lilith, Carson capita al villaggio Navajo e, dal dialogo con Tex, apprendiamo che è morta. G.L.Bonelli si lascia alle spalle quest'avvenimento molto frettolosamente e, per molto tempo, il lettore di Tex si chiederà cosa è veramente successo. Lo stesso G.L.Bonelli ci risponderà con l'avventura che parte nel n.103. Drammatica, violenta e struggente storia che ripercorre la morte di Lilith ad opera dei soliti speculatori: il furore di Tex ci apparirà inarrestabile fino al compimento della sua vendetta, molti anni dopo la morte dell'amata moglie.
  14. Perché Tex sembra non interessarsi alle donne?
    Misogino. Questa è l'accusa. Dopotutto Tex ha sposato per un periodo brevissimo Lilith e poi più niente. Niente? Niente di niente, apparentemente. Sì, nelle prime storie le belle donne fanno capolino da tutte le parti e anche successivamente, sfruttando le peculiarità di qualche disegnatore, gli autori ne hanno inserite molte, senza alcun risultato visibile. Pensate che in una storia di G.L.Bonelli, Tex salva sette ragazze indiane bellissime e riconoscenti, ed è solo con loro su un monte: il suo unico pensiero è di riposarsi per la battaglia del giorno dopo :-). In realtà nessuno sa cosa succeda quando Tex sale per le scale di un saloon per parlare con l'informatrice di turno. O quando è ospitato magari da qualche giovane vedova in una camera ad affitto. Nessuno lo sa, ma ultimamente qualche sceneggiatore, solo di recente cimentatosi con Tex, ci ha fatto intuire che qualcosa succede. Non ci è mai stato mostrato niente, ma certi atteggiamenti lasciano presupporre che...
  15. Come è fatto fisicamente Tex?
    Secondo Claudio Villa, supera il metro e ottantacinque. Di corporatura molto robusta, gli viene ultimamente anche aumentata la muscolatura rispetto agli inizi. G.L.Bonelli, che da giovane fece anche il pugile, ce l'ha sempre descritto come un uomo molto forte e agile, capace di stroncare, a pugni o a braccio di ferro, anche l'avversario più temibile. Per il viso, Galep all'inizio si ispirò a Gary Cooper, per poi affinare il volto, prendendo spunto da altri attori, nonché da... se stesso.
  16. Quali sono le abilità di Tex?
    Forte. Sopra ogni cosa, Tex è un pezzo d'uomo, capace di buttare al tappeto chiunque. Poi è bravo e veloce, sia con la pistola, sia con il fucile (riesce a battere perfino Buffalo Bill). Poi è intelligente e astuto, come tutti gli eroi :-). Dagli eroi, prende la caratteristica fondamentale: non muore mai, al massimo viene colpito di striscio ;-). Avendo fatto il cow-boy, è abile col lazo e con i cavalli selvaggi. Carson non scommetterebbe mai con lui, che reputa un vero "tizzone d'inferno" fortunatissimo. Infine è pure bravo e fortunato a poker, anche se ha una leggera predisposizione a favorire la fortuna, barando spudoratamente. Per il trionfo della giustizia, questo e altro...
  17. Come ha fatto Tex a diventare Ranger?
    Nella 3ª avventura, "Sul sentiero della morte", Marshall, capo del West Department, offre a Tex la stella n.3 del Servizio Segreto dei Ranger. Ci saranno vari passaggi in cui Tex abbandona e riprende la stella, fino alla situazione attuale che lo vede come uno spirito libero, ranger sì, ma senza obblighi nel confronto del corpo.
  18. Come ha fatto Tex a diventare Capo dei Navajos?
    Avendo sposato Lilith, figlia di Freccia Rossa capo dei Navajos, Tex alla morte di quest'ultimo è il naturale candidato ad impugnare la sacra lancia dei capi Navajos. Sotto il comando di Tex, i Navajos prosperano in pace e saranno ben pochi coloro che oseranno attaccarli. Solo una volta il comando di Tex viene contestato: nell'avventura "Sinistri presagi", Tex n.70/72. Qui fa la sua comparsa Zhenda, ex squaw di Freccia Rossa. Zhenda afferma che ha avuto un figlio da Freccia Rossa e che, di conseguenza, il comando spetterebbe a lui: Sagua. La rivolta finirà male, tuttavia, perché tutti i Navajos delle terre calde (la maggioranza rispetto ai pochi delle terre alte) resteranno fedeli ad Aquila della Notte.
  19. Come ha fatto Tex a diventare agente indiano?
    E' una vicenda che non ci è ancora stata raccontata. In una delle prime vicende fondamentali per i Navajos ("Sangue Navajo" n.51/53), Tex è già Agente Governativo per la Riserva.
  20. Chi è Dinamite?
    Il cavallo di Tex. Appare fin dal primo numero e per tante avventure è un compagno fedele ed insuperabile. Veloce, resistente, ma anche tanto intelligente da riuscire a "scavare" con gli zoccoli attorno alla buca in cui Tex è sepolto e condannato ad una fine orrenda sotto il sole del deserto. Ad un certo punto, Tex smetterà di dire "Via Dinamite", e non sentiremo più parlare di lui.
  21. Chi è Satan?
    Un cane adottato da Tex nella stessa avventura in cui conosce Lilith. Farà coppia con lui in quella avventura. Questo accorgimento (dell'animale "spalla") ci richiama ad uno dei fumetti preferiti di G.L.Bonelli: Phantom, l'Uomo Mascherato in Italia.
  22. Chi sono gli altri amici di Tex?
    In Messico, Montales, sempre coinvolto nei periodici colpi di stato locali, ed El Morisco, curandero, scienziato e pure mago "bianco" a tempo perso. In Canada, Jim Brandon, ufficiale delle Giubbe Rosse, e Gros Jean, trapper gioviale ed irascibile, coinvolto in mille avventure. A San Francisco, il capo della polizia Tom Devlin. Qua e là, il maldestro gigante buono Pat Mac Ryan, sempre nei guai. Tra gli Apaches, il fratello di sangue Cochise, capo di tutte le genti Apaches. E poi tanti altri, come lo sceriffo di New Orleans, o Mac Parland della Pinkerton. Ma quelli citati sono i più presenti nella saga del ranger.
  23. Chi sono i nemici più pericolosi di Tex?
    Cominciamo da Mefisto e da suo figlio Yama che, inoltrandosi nel terreno della magia, sono quelli che hanno fatto sudare di più Tex per sconfiggerli. Poi l'inafferrabile Proteus, il rapinatore trasformista capace di interpretare qualsiasi parte. Il macellaio non per niente soprannominato El Carnicero, collezionista di scalpi. Lo scienziato geniale soprannominato Il Maestro. Poi tanti altri, alcuni dei quali si sono distinti in modo particolare, pur essendo apparsi in un'unica avventura. Due esempi per tutti: la banda degli Innocenti che terrorizzava l'intero Montana con le sue rapine, e il capo Apache Lucero, protagonista di una straordinaria avventura di G.L.Bonelli/Letteri.
  24. Chi è il più grande nemico di Tex?
    Se la domanda è rivolta a capire quale categoria Tex combatta di più, non possono esserci dubbi: speculatori, politici, intrallazzatori di ogni tipo. Tutti coloro che si fingono rispettabili, e poi magari agiscono dietro le quinte per massacrare una tribù indiana, troveranno Tex sulla loro strada. Un Tex che non ha riguardi nei confronti dei criminali in guanti bianchi. Ma se invece la domanda è rivolta a capire quale personaggio sia stato in questi anni l'arcinemico di Tex, non possono esserci dubbi nemmeno qui: Mefisto è quell'uomo. Le storie di Tex con Mefisto sono ormai entrate nella leggenda, anche se da ben 200 numeri non ne appare alcuna.
  25. Qual è il passato di Tex?
    Nel primo numero, Tex ci viene presentato già "on the road", intento a sfuggire agli uomini dello sceriffo (per chissà quale motivo) e già coinvolto in un'altra avventura. Nel n.83/84,"Il passato di Tex", G.L.Bonelli ci racconta come ha fatto Tex a diventare quello che è. Il nostro eroe è cresciuto in un ranch, vicino a Rock Springs, nel sud del Texas. Nel ranch lavoravano lui, suo padre Ken, suo fratello Sam e Gunny Bill (che addirittura avrebbe partecipato assieme a Sam Houston alla guerra contro il Messico ~1835). Proprio Gunny Bill insegna a Tex tutti i trucchi per sparare veloce e bene. La vita del ranch scorre nel suo tran-tran quotidiano, finché non saltano fuori i soliti razziatori che approfittano del vicino confine col Messico. Nella caccia a questi ultimi emerge la differenza di carattere tra Sam e Tex. L'uno è rispettoso della legalità e l'altro, che ha rispetto solo per la giustizia, non esita a sparare sui Rurales che lo inseguivano e avevano ucciso Gunny Bill. Tex lascia il ranch a suo fratello e comincia la vita avventurosa che lo porterà prima in un Rodeo, per circa tre anni, come domatore di broncos e tori brahma, e poi a Calver City (e qui incontra Coffin che ritroviamo proprio nel 1° numero della serie), per vendicare la morte di suo fratello, troppo rispettoso della legge, per poter sopravvivere nel mondo di G.L.Bonelli.
    Da notare che già in questa avventura in flashback, che rappresenta in assoluto l'esordio di Tex dal punto di vista cronologico, il nostro eroe è già un tiratore superlativo (8 uccisi negli scontri con Rurales e razziatori), un giocatore di poker impassibile e capace di scoprire i bari al primo colpo, un pugile dal pugno come dinamite, un cavaliere nato, un uomo in grado di giudicare un colpevole al primo sguardo. Come ultima annotazione, è qui che Tex doma "Dinamite", che diventerà, per tutti i primi numeri, il suo cavallo. Sempre come conseguenza dell'iniziativa che lo ha portato a vendicare suo fratello Sam, Tex diventa fuorilegge, ricollegandosi quindi al Tex dei primi numeri.
  26. Tex è mai stato ferito?
    Innumerevoli volte, ovviamente! E sempre di striscio :-). Nelle prime avventure, soprattutto, fa collezione di buchi e rammendi. In seguito le ferite vengono diradate un poco. Il colpo preferito è quello (inevitabilmente) di striscio al capo. In questo modo Tex cade e sembra morto, ma in realtà è soltanto svenuto e perfettamente integro.
  27. Tex è mai stato sconfitto in un duello?
    Nella storia "Silver Bell", Tex è stato sconfitto in un duello dal meticcio Ruby Scott. Va detto però che Ruby utilizzava una fondina speciale che gli aveva permesso di usare la colt senza estrarla e facendo ruotare la fondina stessa intorno al perno centrale. Tex è uscito malconcio dal duello riportando una ferita alla spalla destra e una, lieve, alla tempia. Ma la vittoria di Ruby è stata però di breve durata. Ripresosi velocemente dalle conseguenze dello scontro, Tex risfida il meticcio e, stavolta, lo batte in velocità.
  28. C'è mai stata una storia che si è conclusa senza che Tex riuscisse a portare a termine la missione in cui era impegnato?
    No. Anche se in numerose storie, in special modo quelle che riguardono gli indiani e i loro problemi di convivenza con i bianchi, la conclusione della storia non è stata quella auspicata da Tex. Del resto, nemmeno il grande Tex Willer può cambiare il corso della storia!
  29. Esiste nella serie qualche grossa incongruenza logica o temporale?
    Ce ne sono molto poche, in quanto la serie è ben strutturata. Tuttavia la più vistosa riguarda l'attività di Tex durante il periodo della guerra di secessione. Nelle storie degli anni 50 Tex è già un ranger che, in compagnia del figlio e di Kit Carson, aiuta le popolazioni dell'Ovest, non più protette dall'esercito impegnato nella guerra, contro banditi e indiani ribelli. Negli anni 70 vengono invece rievocati da G.L.Bonelli episodi della guerra di secessione in cui Tex, inizialmente un semplice cowboy, rimane coinvolto dagli avvenimenti bellici e finisce al servizio dell'esercito nordista. Nizzi, in tempi successivi, e Boselli, recentemente, hanno ripreso questo "mini-filone" bellico, aggiungendo nuovi episodi che vedono protagonista un Tex che funge da esploratore dell'esercito nordista. Comunque, c'è da dire che il periodo iniziale, secondo noi, non è rappresentativo per la cronologia di Tex, perché scritto molto di fantasia, senza la cura e la documentazione che verrà utilizzata in seguito.
  30. Esiste nella serie qualche grossa incongruenza storica?
    Naturalmente sì, soprattutto in una serie così lunga e dagli inizi così privi di documentazione. Ad esempio:
    Già nel primo numero si parla di 1898, data totalmente incongruente con quanto seguirà.
    Verso il n.15, Tex e Carson sono già ranger, Kit è un adolescente e scoppia la guerra di secessione. Nel n.113, invece, G.L.Bonelli ci dice che durante la guerra Tex e Carson non si conoscevano ancora, Kit non era nemmeno nei pensieri di Tex e Lilith che dovevano ancora incontrarsi. In realtà i primi numeri non sono affidabili per la cronologia di Tex. Dal punto di vista storico, però, c'è da dire che i Rangers erano del Texas, e quindi non potevano agire in Kansas come fanno Tex e Carson.
    Anche i Rangers, così come sono descritti nelle avventure iniziali, non corrispondono a quelli reali: un corpo civile (e non militare) di polizia di frontiera.
    Nel titolo dell'avventura che comincia con il n.131, è scritto "Comance" senza la H.
    Nella copertina e nell'interno del n.450, è ritratto il Campidoglio al posto della Casa Bianca.
    Il personaggio di Kit Carson non ha niente a che vedere con quello reale (vedere domanda apposita).
  31. Qual è il rapporto di Tex con gli indiani?
    Di rispetto per le loro credenze e abitudini. Tex più volte ha avuto esperienze con uomini della medicina indiani, che sconfinano nel soprannaturale. Tex è poi rispettato dalla gran parte delle tribù come il "Gran capo bianco dei Navajos". Come tale, più volte ha preso le parti degli indiani (non solo Navajos), contro quelli della sua razza. La sua non è una difesa d'ufficio degli indiani: sempre valuta (con un'occhiata :-) da che parte sta il torto e la ragione, prima di intervenire. Ancora risulta importante per Tex il sacro Wampum: una cintura di pelle disegnata, donatagli da Freccia Rossa nel n.10, pag.11. Questa cintura garantisce a chi la porta buona accoglienza e il rispetto dovuto ai capi, presso tutte le tribù indiane del Nordamerica. Più volte Tex ha usato questa cintura per presentarsi come ambasciatore, presso una tribù ostile o quasi. Si tratta di un'invenzione di fantasia, senza rapporto con la realtà storica.
  32. Qual è il rapporto di Tex con le altre razze?
    In generale tratta sempre bene i buoni e male i cattivi, indipendentemente dal colore della pelle. Però quando si rivolge a negri o cinesi, spesso li chiama con appellativi tipo "palla di neve" o "faccia da limone", non del tutto politically correct. Più che razzista (alieno dal ranger), l'atteggiamento è paternalista: è lui a prendere sempre il comando e ad avere le idee giuste, e si aspetta che gli altri lo seguano. Per quanto riguarda i cinesi, c'è da sottolineare che, nella lunga saga di Tex, hanno sempre svolto il ruolo di cattivi. A parte qualche singola eccezione.
  33. Qual è il rapporto di Tex con l'Esercito?
    Un rapporto spesso difficile. Tex ritiene che molti ufficiali dell'esercito siano solo degli "scaldasedie", assolutamente incapaci di mettere in pratica una qualunque strategia efficace. Molti di questi sono, secondo Tex, solo imbottiti di regolamenti appresi all'accademia militare di West Point e quindi impreparati ad affrontare una qualunque situazione pratica, specialmente nel caso delle guerre indiane. In altri casi, Tex fronteggia autentici "cacciatori di gloria", personaggi rosi dall'ambizione e desiderosi solo di costruirsi una brillante carriera sulla pelle degli indiani. In entrambi i casi, Tex è riuscito sempre a ridicolizzare questi personaggi, dimostrando che un "buon cervello" può avere facilmente ragione di mille teorie apprese in un'accademia militare.
  34. Perché Tex, pur essendo un ranger, non vive in un comando agli ordini di qualche ufficiale del corpo?
    Il rapporto di Tex con le rigide strutture militari è sempre stato difficile. Più volte Tex, dal giorno in cui a Jill Point ha giurato fedeltà alla presenza di Marshall, il capo del servizio segreto dei Rangers, ha lasciato il corpo per poi rientrarvi in tempi successivi. Il motivo di fondo è sempre stato, oltre all'insofferenza verso strutture rigide, la necessità per Tex di riuscire a muoversi fuori dai vincoli operativi che hanno coloro che appartengono ad un corpo militare. Alla fine, la situazione di fatto che si è venuta ad instaurare tra Tex e il corpo dei Rangers è la seguente: Tex non è un ranger a tutti gli effetti, ma, come un "consulente" di oggi, si assume l'incarico di svolgere alcune missioni difficili per conto del corpo. A tale scopo conserva il distintivo del corpo e tira in ballo la sua autorità ogni volta che gli viene utile.
  35. Qual è la "filosofia" che guida Tex?
    Tex ci appare come un prepotente. Certo, opera a fin di bene, ma è evidente il suo atteggiamento da gradasso invincibile. Tex è senza dubbio un eroe positivo: uno che opera dalla parte del bene contro il male. Però, spesso (ultimamente meno che in passato) e volentieri, oltrepassa il limite imposto dalle leggi, se queste diventano un ostacolo ai suoi scopi. Non ha mai disdegnato (in passato) di accendere, per esempio, un fiammifero tra le dita del piede di un sospetto. E quando è stato toccato nel personale, come nel caso del rapimento di suo figlio, o dell'uccisione della moglie, la sua vendetta è stata terribile. Sempre quindi Tex antepone la Giustizia alla Legge dello stato. Tex inoltre ha ormai da tempo stabilito la sua linea guida nei confronti dei criminali: lasciar perdere i pesci piccoli, per mandare in galera (o sottoterra, se occorre) i mandanti, i criminali in guanti bianchi. Insomma, più che i singoli ladri e assassini, Tex odia coloro che li manovrano. Rancheros, speculatori, politicanti, ecc... sono il bersaglio preferito di Tex.
  36. Chi scrive le storie di Tex?
    All'inizio è G.L.Bonelli. Sceneggiatore e romanziere, aveva già una lunga carriera alle spalle quando cominciò a scrivere Tex. Tex non fu la sua ultima creazione, ci furono anche I tre Bill, Yuma Kid e tanti altri personaggi. G.L.Bonelli giunse alla piena maturità artistica su Tex, con l'inizio della pubblicazione degli inediti sul Tex Gigante. Quel periodo (fine anni 60-metà anni 70) è unanimamente considerato il migliore di Tex. Nel 1976 esordisce il figlio Sergio (senza firmare la storia), che scriverà diverse avventure di Tex, senza mai potersene occupare pienamente, dati i suoi impegni di editore. Il vero successore arriva con l'esordio di Claudio Nizzi, nel 1983. Nizzi sostituisce nel giro di pochi anni, come sceneggiatore principale, G.L.Bonelli. Negli ultimi anni si tenta di nuovo la carta del ricambio, facendo esordire Decio Canzio (direttore generale della Casa Editrice e sceneggiatore in passato di diverse serie), Mauro Boselli, Michele Medda. Di questi, rimarrà il solo Mauro Boselli, per ora, con diverse ottime storie già pubblicate. Occasionali sono stati gli interventi di Giancarlo Berardi nel 1991 e Antonio Segura nel 1997, con storie entrambe pubblicate fuori dalla serie regolare.
    Vedi l'Index degli Sceneggiatori.
  37. Chi disegna le storie di Tex?
    Per tanti anni Galep si sobbarca tutta la fatica. Poi arrivano diversi disegnatori a dargli una mano, più o meno occasionalmente. Il più anziano rimasto è Guglielmo Letteri, che esordisce nel 1966. Poi uno dei più amati dai lettori: Giovanni Ticci, operativo dal 1968. E via via tutti gli altri, tra cui il compianto Erio Nicolò, Ferdinando Fusco, Vincenzo Monti, e i più recenti Fabio Civitelli, Claudio Villa, Carlo Marcello. E l'elenco non finisce qui.
    Vedi l'Index dei Disegnatori.
  38. Perché tanti disegnatori, se all'inizio Galep faceva tutto da solo?
    All'inizio Galep teneva in piedi addirittura due serie: Occhio Cupo e Tex, sia pur lavorando anche di notte. Poi il solo Tex, ma anche così l'impegno richiesto era enorme. Dopo diversi anni, fu una malattia di Galep ad aprire gli occhi a tutti, evidenziando che su Tex andava costituito uno staff di disegnatori. Tra l'altro, dovendo fare il disegno tutto da solo, Galep non aveva il tempo e il modo di sfruttare tutte le sue capacità, riservandosi di farlo solo per molte copertine. Basti guardare le storie di Galep disegnate negli anni 60-70, quando già diversi disegnatori lo affiancavano, per rendersene conto: rispetto agli inizi, il tratto è profondamente più accurato.
  39. Qual è la più lunga storia di Tex mai pubblicata?
    L'avventura "Ritorno a Pilares", scritta da Nolitta e disegnata da Letteri. Ben 586 tavole per la più lunga storia, non solo di Tex, ma di tutta la Bonelli.
  40. Quanti albi a colori sono stati pubblicati?
    Quattro nella serie regolare: i n.100, 200, 300 e 400. Poi c'è la ristampa allegata al Sabato della storia sulla "Valle della Luna", poi i cartonati Mondadori che ristampano alcune delle più belle avventure di Tex in grande formato a colori. In ultimo alcune iniziative amatoriali dell'ANAFI, o dell'Editoriale Mercuri. Agli inediti è da aggiungere la storia fuori serie uscita su Specchio nel 1998: "Il duello".
  41. Tex si è mai incontrato con altri personaggi della Bonelli?
    No. Anche se alcuni l'hanno visto all'opera o hanno sentito parlare di lui. In particolare in Ken Parker n.15 "Uomini, bestie ed eroi", Ken vede all'opera (in una rissa) i quattro pards. Zagor, nel n.357, sente una profezia su un grande capo bianco che proteggerà dal male la nazione Navajo. Per i vari team-up bonelliani, leggete l'articolo apposito.
  42. Perché la serie di Tex ha 50 anni se, con 450 albi, dovrebbe risalire al 1960?
    Perché prima che la serie attualmente in edicola esordisse col n.1, le avventure iniziarono ad uscire nel Settembre 1948 sugli albi a striscia. In seguito furono raccolte le rese degli albi a striscia nelle cosidette "raccoltine". Poi si procedette alla prima ristampa con l'Albo d'Oro. Le rese dell'Albo d'Oro furono raccolte in un esperimento di 29 numeri che costituisce la cosidetta 1ª serie Gigante. E solo nel tardo 1958, la 2ª serie gigante (quella adesso in edicola) iniziò col n.1. I primi numeri non erano mensili, e questo giustifica la numerazione attuale.
    Per maggiori dettagli vedi l'articolo Tex tutto di carta.
  43. Quante sono le edizioni di Tex?
    Limitandoci alla serie regolare, questa è stata pubblicata, tutta o in parte, sugli albi a striscia (poi le rese furono riemesse sul mercato nelle raccoltine), poi sull'Albo d'Oro (le rese furono riemesse nella 1ª serie gigante), poi la 2ª serie gigante (in edicola attualmente con gli inediti), la serie 3 stelle, il TuttoTex e la Nuova Ristampa. In totale (saltando le raccolte delle rese) sono 6 edizioni.
    Per maggiori dettagli vedi l'articolo Tex tutto di carta.
  44. Esistono storie fuori-serie?
    Sì. Per un elenco (probabilmente non completo), vedi l'articolo Tex tutto di carta.
  45. Perché Tex fu pubblicato a striscia?
    Il formato a striscia nacque per iniziativa dell'editore Torelli. Uno dei vantaggi di questo formato, in quegli anni, era il fatto di essere facilmente maneggevole e si prestava ad essere letto anche di nascosto (come molti fumetti dell'epoca combattuti dal perbenismo imperante).Solo con il trionfare del formato gigante, che in seguito fu definito bonelliano, la serie a striscia fu abbandonata e le avventure inedite continuarono sulla serie gigante a partire dal 1968, n.95.
  46. Quante sono le copertine di Tex?
    973 copertine a striscia + 333 copertine delle raccoltine (sempre nel formato orizzontale a striscia). 205 copertine degli Albi d'Oro + 29 copertine della 1ª serie del Tex Gigante. E siamo già arrivati a 1540, tutte di Galep e quasi tutte inedite. Poi ci sarebbero le oltre 450 del Tex Gigante pubblicate finora. Però Galep è arrivato solo al n.400, mentre le successive sono di Villa. Inoltre i primi numeri del Tex Gigante (come anche molte della 1ª serie Gigante), non sono a stretto rigore delle copertine inedite, in quanto sono tratte dagli Albi d'Oro. Comunque a queste dobbiamo anche aggiungere le copertine realizzate per pubblicazioni varie, per i cartonati, per libri, per edizioni straniere, ecc..
    Insomma possiamo stimare le copertine di Galep a circa 2.000 per il solo Tex. Considerando anche quelle per edizioni straniere, Claudio Villa dovrebbe già avere passato il centinaio. Ce n'è qualcuna non realizzata da Galep e Villa, ma dal disegnatore del fumetto. Come nel caso dei Texoni, dove la copertina viene firmata dallo stesso disegnatore.
  47. Chi è il copertinista di Tex?
    Galep ha disegnato quasi tutte le copertine di Tex. All'inizio, anche le ristampe (e addirittura le raccolte delle rese!), avevano copertine inedite. Poi, con l'avvento della 2ª serie Gigante, la Casa Editrice era ormai in mano a Sergio Bonelli, sia editore che art director in una redazione striminzita. Per far risparmiare tempo a Galep, le copertine della 2ª serie Gigante furono quindi all'inizio tratte dagli albi d'oro con collage semi-artigianali. Non sono quindi a stretto rigore copertine inedite. Un'altra caratteristica, introdotta da Bonelli, è l'accentuare la figura dell'eroe in copertina, a scapito delle figure di contorno e degli sfondi. Molte copertine degli Albi d'oro erano belle, anche perché occasionalmente non ripetevano sempre il solito Tex, ma davano importanza ad altre figure, anche femminili. In alcune poi, addirittura Tex non c'è! Dal n.401 della serie regolare, il testimone delle copertine passa a Claudio Villa, degno successore di Galep. Triste particolare: Galep muore poco dopo aver firmato la sua ultima copertina.
  48. Da chi prendono spunto gli autori?
    Dai film western senza dubbio. Da quelli con Tom Mix, da attori come John Wayne e registi come John Ford. Dalla letteratura western, in particolare dai libri pubblicati nella Romantica Sonzogno, una collana che fece epoca in quegli anni. Dinamite e Satan, possono discendere dal Phantom di Lee Falk. "El Muerto" di Nolitta è un chiaro omaggio agli spaghetti western di Sergio Leone. In due avventure, Claudio Nizzi omaggia "Ombre Rosse", il capolavoro di John Ford. E tanti altri spunti. Nel complesso, però, l'universo Tex non è una mera copia di lavori altrui. Anzi, al contrario, costituisce un mondo originale, da far risalire pienamente alla fantasia di G.L.Bonelli.
  49. Il successo di Tex fu immediato?
    No. Negli anni 50 Tex arrivava a vendere 50.000 copie, mentre Capitan Miki e Il grande Blek (dell'editore Dardo) si attestavano sulle 200.000. E' solo con la 2ª serie gigante che Tex prende il volo. Le ragioni principali sono due: il formato indovinato, che veniva incontro alle mutate esigenze del pubblico; e le sceneggiature di G.L.Bonelli, che sentiva ormai completamente suo il personaggio, identificandovisi appieno. Molte delle storie più belle di Tex risalgono infatti al periodo 100-200, successivo alle striscie.
  50. Perché certi numeri vecchi hanno date e prezzi diversi?
    Quando l'editore cominciò la pubblicazione dell'ennesima ristampa di Tex (la serie Gigante che oggi pubblica le avventure inedite), la tiratura iniziale era naturalmente bassa. Questo formato si impose però rapidamente, venendo incontro all'esigenza di albi più corposi. Quindi si cominciò con il predisporre delle ristampe dei numeri ormai esauriti. Notate bene che le ristampe furono quasi immediate, a testimonianza di un successo crescente. Limitandoci al n.1, che fu originariamente pubblicato verso la fine del 1958 (non esistono date sugli albi originali), potete trovare alle fiere fumettistiche edizioni diverse per la pubblicità riportata in quarta di copertina (originariamente quella di "Il ragazzo nel Far West"), indirizzo diverso dell'editore (che proprio in quegli anni cambiò sede), autorizzazione diversa del tribunale. Insomma di Tex n.1, riportanti in copertina il prezzo di 200 lire, ne esistono una decina di edizioni, diverse tra loro, non solo per questi particolari, ma anche per le censure apportate o meno. Poi gli anni passarono, cominciò la ristampa del Tre stelle, e tutte le ristampe successive furono fatte sulla stessa edizione del Tre stelle (con la data del 1964 quindi), senza le stesse sulla costola della copertina. Dopo diversi anni, il prezzo degli albi Bonelli cambiò e fu aumentato. Ma le ristampe non si arrestarono e quindi ogni ristampa riportava in copertina il prezzo attuale e non quello originale di 200£. Quindi, oltre alle edizioni originali, che già erano molte, bisogna anche contare le ristampe successive, che portano in copertina un prezzo di 350£ o altro, fino anche alle 800£ (periodo 82-83).
  51. Perché si parla di censure in Tex?
    Negli anni 50 l'Italia era molto diversa da adesso. Persisteva una morale piuttosto ristretta di vedute. Per quanto riguarda i fumetti, in molti oratori erano banditi e additati alle famiglie come cattivo esempio. Senza dilungarci troppo (consultate l'articolo apposito), basti dire che le ristampe di Tex che cominciarono a uscire negli anni 50 furono modificate. Si cominciò con gli albi d'oro, ma è soprattutto con l'edizione definitiva di Tex (la serie Gigante ancora oggi pubblicata) sulla fine degli anni 50, inizio anni 60, che la censura (interna dell'editore) modificò tantissimo le storie. Una gonna allungata, scollature cancellate, ma soprattutto modifiche pesanti al linguaggio di Tex (che allora era comunque diverso, più "carogna" rispetto a quello di oggi).
  52. E' mai stato fatto un referendum ufficiale su Tex?
    Sì. Nel 1981 (n.244) apparve, in quarta di copertina di tutti gli albi Bonelli dell'epoca, un referendum chiesto dalla redazione per sentire il parere dei lettori. Le risposte apparvero in Tex n.264, 17mila lettere per Tex. Il referendum si concluse così:

    1) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti sono particolarmente piaciuti negli ultimi cinque anni
    - Tex 200, El Muerto, La piramide misteriosa, Ombre del passato, Il segno di Cruzado, Sasquatch
    2) Cita i titoli di almeno tre albi di Tex che ti hanno deluso negli ultimi cinque anni
    - Ombre del passato, Sasquatch, Il clan dei cubani, I due rivali, La piramide misteriosa, Il cowboy senza nome
    3) Fra i personaggi che appaiono nelle storie di Tex, amici o nemici che siano, quali vorresti vedere spesso?
    - Mefisto, Pat McRyan, El Morisco, Yama, Jim Brandon, Tiger Jack, Gros Jean, Kit Carson, Kit Willer, Montales e Cochise.
    4) Oltre che di Tex noi siamo gli editori di Zagor, Mister no, Piccolo Ranger, Comandante Mark e Ken Parker. Con l'esclusione di Tex, quali di questi eroi preferisci. Quale non ti interessa? E perchè?
    - Come interesse Zagor, Mark, Mister No. Come non interesse Ken Parker, Mister No, Piccolo Ranger.
    5) Nel caso volessimo iniziare una nuova serie di avventure a fumetti, tu preferiresti il western la fantascienza o il genere poliziesco? O altro?
    - Western sopra tutti, fantascienza, poliziesco. A molta distanza guerra, avventura in genere, comico.
    6) Se in uno dei prossimi albi, oltre al consueto numero di pagine, trovassi delle pagine in più dedicate alla pubblicità saresti ugualmente soddisfatto?
    - Vincono i sì per poco, ma sono tutti sì condizionati. I no sono invece decisi e assoluti.
  53. Da dove vengono i soldi di Tex?
    Come capo dei Navajos, Tex è custode e proprietario dell'oro delle montagne Navajo. Quest'oro lo rende ricco (quando ha bisogno di soldi, non ha esitato a spenderli), anche se ne approfitta solo nei momenti difficili. Diverse avventure sono state costruite su questa ambita preda. In particolare una delle migliori storie di Tex: "Il grande intrigo" n.141/145 disegnata dal bravissimo Nicolò.
  54. Kit Carson è veramente esistito?
    Sì. Kit Carson è uno dei personaggi più famosi del West, anche se G.L.Bonelli non si è rifatto tanto al personaggio reale, quanto al Kit Carson di Rino Albertarelli, fumetto italiano degli anni 30. Il personaggio reale fu considerato amico dagli indiani per lungo tempo e soprannominato "Lanciatore di lazo". Fu anche compagno e marito di due indiane, prima di sposare una messicana. Quando i Navajos si ribellarono, però, Carson fu uno dei protagonisti della loro sconfitta. In particolare contro i Navajos, fu guida e esploratore della Cavalleria, comandante di truppe irregolari e responsabile di diverse distruzioni di ciò che i Navajos avevano di più caro: agricoltura e pastorizia.
    Ultima nota: quando G.L.Bonelli visitò per la prima volta con i figli il sud-ovest americano,rimase molto deluso dal piccolo letto (segno di un uomo molto diverso da come lo immaginava) presente nella casa (conservata tuttora) di Kit Carson.
  55. Perché tante storie di Tex nei vecchi albi non sono firmate?
    Per lungo tempo, per i lettori Tex significò: "text by G.L.Bonelli" e disegni di Galep. L'editore era talmente consapevole di questo che, timoroso di reazioni, non segnalava correttamente i credits nelle vecchie edizioni. Questo fino ai primi anni '80, quando Nizzi si "impose" pretendendo (giustamente) la segnalazione del suo nome come autore della storia. La segnalazione corretta del nome del disegnatore è invece precedente di qualche anno a quella dello sceneggiatore. Le ristampe (da TuttoTex in poi) riportano i nomi corretti.


 

 


 
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