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Pagine correlate:

  I fratelli Donegan
Codice: 220pp
Rating:
scheda di Michela Feltrin

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Miguel Angel Repetto / Claudio Villa
    Lettering:
    Marina Sanfelice

    SERIE REGOLARE
    526 "I fratelli Donegan" - 110pp - 04.08
    527 "Il segno del potere" - 110pp - 04.09
    (5k) (5k)


In due parole. . .

Nel villaggio minerario di Silvertown la giustizia é amministrata in modo molto sbrigativo dallo sceriffo Elias Donegan e dai suoi quattro fratelli che sempre più spesso si servono della legge per coprire omicidi e ruberie. Giunti in città per affiancare il ranger incaricato di indagare sull'operato dei Donegan, Tex e Carson si scontrano ben presto con gli avversari: la sorte dei due pards sembra più volte segnata, ma in loro aiuto accorrono diversi personaggi tra i quali spicca il capo Arapaho Ala di Corvo che, insieme ai suoi guerrieri, è alla disperata ricerca del nipote perduto cinque anni prima...


Note e citazioni

  • Sette: sono le situazioni "tragiche" in cui Tex e Carson si credono spacciati e definiscono la loro condizione disperata (vedi n.526, pag.100 e n.527, pag.55, 59, 90, 95) oppure considerano impari uno scontro contro venti avversari e pensano che "sarebbe una pazzia accettare lo scontro" (vedi n.527, pag.8 e 36).
  • Cinque: sono i fratelli Donegan, i principali avversari di Tex e Carson in quest'avventura. Vestono allo stesso modo, portano tutti baffi e barba e sono praticamente indistinguibili l'uno dall'altro. Se non fosse per il numero e per il colore degli abiti si potrebbe ipotizzare un trasferimento su Tex dei sette Kuknass Brothers sconfitti da Cocco Bill nella storia "Cocco Bill fa sette più" (vedi il volume n.38 de "I classici del fumetto di Repubblica"). E là non c'erano mucche o tribù indiane di passaggio ad aiutare Cocco Bill...
  • Quattro: sono le frasi tra parentesi che appesantiscono i già noiosamente prolissi dialoghi dei personaggi (vedi n.526, pag.38, 46, 74 e 113). Ripetiamo che stiamo parlando di incisi inseriti nel discorso diretto...
  • Tre: dopo il MaxiTex m6 "Figlio del Vento" e l’albo 517 "Il serpente piumato", per la terza volta Tex è costretto a indossare il segno del potere, vale a dire la fascia di Wampum, per farsi riconoscere dagli indiani, evidentemente sempre meno impressionati dai racconti delle gesta di Aquila della Notte. Tre sono anche gli uccellini che, spaventati dagli uomini di Ray Fletcher, inducono Tex ad alzare la guardia per quattro vignette (vedi il n.527, pag.39 e 40). Gli uccellini vanno ad aggiungersi ad altri animali - sempre più protagonisti nell'universo texiano - vale a dire le mucche di Ben Rogers, il topo del professor Doberado (vedi gli albi 515/517 "Il lungo viaggio") e il gatto del vicolo di Amarillo (vedi 519 "Agguato a mezzanotte").
  • Due: sono le situazioni in cui Aquila della Notte e i suoi amici vengono salvati dal fortunoso intervento di Ala di Corvo e in cui le parole onore e valore compaiono nei dialoghi tra i due capi indiani (vedi n.527, pag.71 e 97); peccato che nel primo caso non risalti affatto il valore di Tex quanto il fatto che Carson e Ben Rogers si tengono nascosti, mentre nel secondo caso sembra una presa in giro la dichiarazione di Ala di Corvo ("E' stato un onore conoscervi."). Infatti, dopo aver promesso a Tex di non intervenire, il capo Arapaho arriva giusto in tempo per proteggere l'ennesima disperata fuga del ranger, il quale non nasconde il suo sollievo dichiarando: "Grazie al cielo ha disubbidito all'ordine che gli avevo dato!". Due sono anche gli interventi risolutivi dello stalliere Ben Rogers che, dopo aver salvato Tex e Carson (con il fondamentale aiuto di una mandria di mucche) e averli avvertiti del piano dei Donegan, si rimette sulle loro tracce alcune ore più tardi per andare nuovamente ad avvertirli di essere "stato costretto a tradirli". Due sono inoltre le situazioni in cui compare l’uomo che origlia (vedi n.526, pag.70 e 114), anche se stavolta le relative scene vengono solamente raccontate, non mostrate. Il politicamente corretto è presente in almeno due occasioni, quando l'ex prostituta Madame precisa che il pastore Fulton non è mai stato suo cliente "com'è naturale, dato il suo stato di uomo di chiesa" (vedi n.526, pag.74), e quando Ben Rogers dice al giovane Jimmy di non bere alcolici perchè "ai giovani fa male" (vedi n.527, pag.23). Infine, due sono le circostanze in cui Tex arriva in ritardo per salvare qualcuno (vedi n.526, pag.21 e 56). D'altronde, considerato che da tempo Tex ha sempre bisogno d'aiuto per salvare sè stesso, è impensabile che riesca - tutto da solo - a soccorrere gli altri. È emblematica, a questo proposito, la frase pronunciata da Tex a pag.113 del n.527: "Ci si vede, Ben. Senza il tuo aiuto non saremmo mai riusciti a spuntarla."
  • Uno: l'unico elemento di novità, rispetto alle storie precedenti di Claudio Nizzi, è rappresentato dall'ultima vignetta a pag.114 dell'albo n.527, laddove Tex dice a Carson "E se vuoi un saggio consiglio, non fidarti della gente. Un giorno ti acclama e il giorno dopo è già pronta a voltarti le spalle.". Lasciamo che sia il lettore a decidere se leggervi o meno un messaggio dell'autore.
  • Copertina: la copertina del n.526 ritrae Tex e Carson nell'atto di tendere un agguato al loro salvatore Ben Rogers. Non che ci fosse grande scelta, quanto a momenti emozionanti e carismatici, ma magari si poteva evitare di immortalare Tex e Carson in una situazione come questa. La copertina del n.527, invece, mostrando gli indiani Arapahos (ai quali si era già fatto cenno a pag.79 dell'albo precedente), completa l'anticipazione del relativo preview, lasciando perciò poco o niente all'immaginazione del lettore.
Incongruenze
  • Per convincere i fratelli Donegan "a desistere dall'inseguimento" forse Tex avrebbe fatto meglio ad appiedarli tutti e cinque invece di limitarsi solo al fratello Nathan (vedi n.526, pag.16-21). Infatti, Tex fa appena in tempo a raggiungere l'inseguito e a constatarne il decesso che i Donegan gli sono subito addosso. E meno male che non viene arrestato o, peggio, costretto a slacciare il cinturone...:-(
  • Che questo Tex non si accorga dei soldi infilati da uno dei Donegan nella sella di Dean Coburn non stupisce ormai più di tanto; fa però specie che arrivi a dubitare delle qualità di osservatore del suo vecchio pard ("Peste! Sei sicuro?", pag.32), per una volta non attirato dal pensiero di bistecche e patate oppure non occupato a fare domande insulse.
  • È sufficiente che Madame affermi che lo sceriffo non le è simpatico perchè Tex mandi immediatamente all'aria la sua copertura e quella di Carson rivelandole il vero motivo della loro venuta in paese (pag.39 e 40). C'è però da dire che Madame dimostra di possedere un fiuto paragonabile se non superiore al proverbiale fiuto texiano se è vero che ha "sempre sospettato" che in realtà Joe Colby fosse "una specie di detective". Insomma, rassicurati dal fatto che Madame capisce "quando un uomo è onesto fino all'osso", Tex e Carson si confidano con lei arrivando a farsi consegnare un taccuino lasciatole in custodia dal defunto, evidentemente affascinato dalla capacità di ispirare fiducia di questa donna dal passato torbido.
  • Non capiamo bene se lo scopo della scena di pag.51-58 sia quello di mostrare la ferocia dei fratelli Donegan e il clima di terrore instauratosi a Silvertown oppure l'inettitudine di Tex e Carson che arrivano per ultimi sul luogo dell'impiccagione prendendosi tutto il tempo necessario per piazzarsi in prima fila tra gli spettatori, senza nemmeno sforzarsi di intervenire in qualche modo, ad esempio sparando alla corda (o almeno in aria, come va di moda attualmente). Quello che capiamo è che non sarebbe cambiato nulla nell'economia della scena se Tex fosse riuscito a salvare un probabile innocente, tranne il fatto che al ranger sarebbe stata risparmiata una delle solite pessime figure.
  • Nella scena di pag.60-69 Tex interroga a suo modo Jerry Linch, l'addetto al rilascio delle concessioni minerarie: peccato che questo Linch, per quanto corrotto e maneggione, sia solo un vecchietto. A quanto pare, gli avversari che di questi tempi Tex affronta di petto sono appunto dei vecchi (come l'avvocato Dillon del già citato n.520 "Agguato a Mezzanotte") o degli ubriachi che si lamentano per essere stati truffati (pag.33-34) oppure dei gregari impauriti con cui giocare alla roulette russa (vedi l'ultimo Texone g18 "Ombre nella notte"). Si noti inoltre che, nonostante le botte di Tex ("Non ti mollerò fino a quando non avrai ammesso di avere denunciato Joe Colby allo sceriffo..."), Linch non fa alcuna ammissione (pag.66), dimostrando di temere più i Donegan che Tex...
  • "Nessuno ci segue. Forse ce l'abbiamo fatta a eludere la sorveglianza degli uomini dello sceriffo" dice Carson mentre sta cavalcando nottetempo insieme a Tex per andare alla miniera di Martin Logan. Peccato che i Donegan, insospettitisi dopo l'interrogatorio di Linch, non stiano affatto sorvegliando l'albergo dei rangers ma si trovino già tutti e cinque alla miniera dell'ormai defunto Logan pronti a far scattare la trappola. Trappola che (ovviamente) fallisce per la (quasi) pronta reazione dei rangers che tuttavia, dopo essersi liberati di tre fratelli su cinque (e gli altri due che facevano?), se la danno a gambe rimandando lo scontro all'albo successivo.
  • A pag.107 ha inizio il carosello delle certezze riguardanti la direzione dei rangers in fuga e lo svolgimento del piano d'attacco dei Donegan. Si noti che ormai non ha più senso per nessuno (si tratti dei buoni o dei cattivi) inseguire le tracce dei fuggitivi: visto che si sa perfettamente dove andranno a rifugiarsi, c'è tutto il tempo per organizzare un infallibile agguato e perfino per occuparsi di un funerale (pag.108).
  • A pag.111 Ben Rogers, il vecchio stalliere che insieme alle sue mucche ha protetto la fuga di Tex e Carson, viene accolto dai due rangers con le colt spianate. Va bene volersi accertare dell'identità del cavaliere, ma ci sono modi e modi per farlo e questo è certo il meno texiano.
  • Sul tragicomico rimpallo di certezze e deduzioni tra i Donegan, Fletcher, Rogers e i rangers circa il piano d'attacco ("Noi attaccheremo dall'alto e voi dal basso...", "...solo da questa gola si può scendere verso il villaggio", arriveremo a "Summit Flat" non più dall'alto e dal basso, ma dai due versanti laterali...", "Non vi resta che filarvela verso il basso. La pista della valle è libera") stendiamo un velo pietoso. Facciamo però notare come questa pantomima sia la fotocopia di quella recitata a partire da pag.40 del già citato n.520 "Agguato a mezzanotte".
  • N.527, pag.16: Fletcher scopre che Rogers ha avvertito i rangers, ma, nonostante ciò, decide di tenerlo in vita perchè lo sceriffo "forse vorrà interrogarlo". Naturalmente Rogers viene lasciato al ranch Longford senza nessuno che lo sorvegli, permettendogli in questo modo di andare ad avvisare Tex e Carson per la seconda volta.
  • Malgrado i tre uccellini spaventati e il riflesso di un'arma ("Meglio stare in guardia... Attento!...", pag.39-40) Tex continua a percorrere placidamente la gola e decide di scostarsi solamente quando ben quattro spari esplosi dai fucili degli avversari mancano sia lui, sia Rogers, sia entrambi i cavalli (solita eccelsa mira degli avversari di Tex...).
  • Scoperta la presenza di Tex, Carson e Rogers, giunti di notte al ranch Longford per prendere Jimmy, Ray Fletcher non trova di meglio che sparare in aria un paio di colpi, giusto per dare la sveglia agli uomini del ranch, oltre che per offrire a Tex e agli altri un'occasione per scappare (di nuovo).
  • Giunto alfine il momento dello scontro finale coi Donegan (perchè Tex abbia aspettato fino a pag.98 del 2^ albo è un vero mistero), è triste vedere Tex fare affidamento sul "mucchio di testimoni" costituito dai cittadini di Silvertown per avere ragione di uno sceriffo corrotto e criminale e della sua banda. Ma Tex non era quel valoroso ranger che diceva spesso "Al diavolo le prove?" Per non parlare della supposizione secondo la quale lo sceriffo, davanti a tanta gente, "non oserà" tentare di eliminare lui, Carson e Rogers. Basta voltare poche pagine per trovare a pag.102 il solito agguato-destinato-a-fallire, con i soliti Tex e Carson intenti a fare congetture e i soliti avversari incapaci di piazzare un solo colpo.
La frase
  • Ala di Corvo:"Chi vi aiuterà nella lotta contro gli uomini che vi perseguitano?" Tex:"Sta' tranquillo. Siamo sempre riusciti a cavarcela e sarà così anche questa volta."
    n.527, pag.96


Personaggi

Tex, Carson Charles Longford [+] proprietario di un grosso ranch situato nei pressi di Silvertown Dean Coburn [+] ranger che agiva sotto il falso nome di Joe Colby i fratelli Elias, Nathan, Caleb, Rufus e Isaac Donegan [+] rispettivamente sceriffo e vice-sceriffi di Silvertown Ray Fletcher [+] soprastante del ranch di Longford Magde vedova di Longford e amante di Fletcher "Madame" proprietaria dell'albergo "Silver Horse" ed ex prostituta l'irlandese [+] innocente fatto impiccare senza processo dai fratelli Donegan Jerry Linch addetto al rilascio delle concessioni minerarie, ammanicato coi Donegan pastore Fulton Martin Logan [+] prestanome dei Donegan nell'acquisto di una miniera d'argento Ben Rogers vecchio stalliere di Longford Matt, Ringo, Steve, Bill e Harry [+] uomini al soldo di Fletcher Jimmy alias Piccolo Lupo giovane indiano Arapaho Ala di Corvo capo Arapaho, e i suoi guerrieri

Locations

Silvertown, Colorado "Silver Horse" albergo di Silvertown Ufficio dello sceriffo "Mining Bureau" ufficio di Jerry Linch miniera di Martin Logan campo minerario di "Summit Flat" ranch di Longford

Elementi

Città mineraria Ranger assassinato Uomini di legge corrotti Truffe immobiliari Assedio nella città morta Attacco indiano
 

 


 
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