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Pagine correlate:

  Il mercante francese
Codice: [335] 330pp
Rating:
scheda di Giorgio Loi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Fernando Fusco / Claudio Villa
    Lettering:
    Renata Tuis

    SERIE REGOLARE
    n508 "Il mercante francese" - 110pp - 03.02
    n509 "Snake Bill" - 110pp - 03.03
    n510 "Nel campo nemico" - 110pp - 03.04
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In due parole. . .

Tra i lussureggianti boschi del Montana un onesto mercante di pellicce, osteggiato dalla popolazione locale per aver sposato la figlia di un capo Shoshone, subisce le angherie di un concorrente francese che non si fa scrupoli a giocare sporco. Toccherà a Tex e ai suoi pards rimettere le cose a posto.


Note e citazioni

  • Ambientazione "nordica" per quest'avventura di Tex, un classico fra i canovacci bonelliani anche se non fra i più battuti. Non siamo in Canada ma c'è un collegamento rappresentato da Pierre Charbonne, che sembra difenda gli interessi di una potente compagnia di pellicce canadese.
  • Il Generale Davis non compare ma è lui che coinvolge Tex e soci in questa nuova lunga avventura (attirandosi per questo anche un bonario rimbrotto "a distanza" da Tex). Si conferma il comprimario più presente nella saga fra quelli ideati da Nizzi.
  • Tornano in azione i quattro pards, con un Tiger in bella evidenza durante la prigionia di Tex.
  • Jim Colter è un perfetto emulo di Tex. Bianco, sposato con la figlia di un capo indiano, di cui diventa il naturale successore dopo la morte.
  • Nizzi è sempre prodigo di spiegazioni, fin troppo, ma pensiamo che abbia stabilito un primato nella terza vignetta di pag.102 del n.509. In risposta al segnale di Tiger Tex sorride e stende le braccia in alto. Ci sembra che la cosa sia abbastanza chiara, ma per farcelo capire meglio Nizzi spiega la cosa anche nel pensiero di Tex e in una didascalia. Tre in uno. D'altronde, dicevano i Latini, melium abundare...
  • In riferimento al punto precedente, va detto a onore di Nizzi che l'espediente usato da Tex per rispondere a Tiger è verosimile, adatto alla situazione e al personaggio; in una parola: funziona. A questo punto ci chiediamo -perdonateci il piccolo esercizio dietrologico- come possa trattarsi dello stesso sceneggiatore che nel Texone n.16, in presenza di un analogo segnale, fa rispondere a Kit Willer con lo stesso verso... dall'interno di una cella!!!
Incongruenze
  • L'udito di Tex dev'essere di gran lunga peggiore di quello di Tiger, poiché quest'ultimo a pag.98 del n.509 afferma di essere in grado di sentire le voci dei Blackfoot pur stando nascosto nella boscaglia, mentre poche vignette dopo Tex non riesce a sentire niente nonostante si trovi più vicino (stando ai disegni).
  • "Non ho mai alzato la voce con te e non costringermi a farlo adesso". Così si rivolge a Tex al figlio a pag.88 del n.510. Una frase che potrebbe andar bene per un ragazzino adolescente e brufoloso, non per un tizzone d'inferno che ha sfidato la morte al fianco del padre innumerevoli volte. Almeno, così lo aveva creato G.L. Bonelli, ora non sappiamo più che pensare.
  • Il "flaconcino di compresse" che Shawea lascia al marito di Grossa Anitra a pag.30 del n.509 non ci pare granché verosimile.
  • Tex fa parlare un Blackfoot minacciando di sottrargli il sacchetto della medicina. E' un espediente già visto. Quel che non avevamo ancora visto era Tex minacciare un moribondo.
  • Snake Bill definisce Tex e Carson "i due più rognosi sbirri che abbiano mai infestato quelle contrade (l'Arizona, ndr)". Tuttavia si offre di eliminarli senza fare una piega, e non solo: è talmente sicuro di come si comporteranno che elabora un "piano" consistente nel tendere loro un agguato nel punto in cui lui è convinto che passeranno! Inutile dire che i quattro pards passeranno proprio in quel punto, e si salveranno grazie al "provvidenziale" nitrito di un cavallo. A noi resta una sola considerazione: se sono talmente prevedibili nelle loro mosse ci stupiamo di come Tex & C. siano sopravvissuti per 510 albi!
  • Non si capisce perché la Rupe dei Cento Falchi sia un salto che nessuno aveva mai osato tentare. E' una bella altezza, siamo d'accordo, ma non ci sono rapide, rocce affioranti, gorghi o quant'altro. Tanto è vero che i quattro pards, con relativi cavalli, ne escono senza un graffio e senza difficoltà. Da qui a bloccare di paura una torma di indiani urlanti e arrabbiati ce ne corre.
  • A pag.9 del n.510 Tiger rileva sagacemente che i tre pards "si bagneranno" nell'attraversare un fiume. Peccato che stiano andando a salvare la vita a Tex e che una frase del genere suoni poco meno che assurda (la risposta ironica di Carson stempera l'assurdità, ma che assurdità rimane).
  • Nel corso della stessa azione, attraversando il torrente, i tre uomini tengono correttamente i fucili fuori dall'acqua, dimenticandosi però di sollevare anche le pistole. Così, poche pagine dopo, non appena liberato Tex non hanno un'arma da passargli. Complimenti!
  • Ci erano giunte voci circa il fatto che il prestigio di Tex presso gli indiani fosse un po' appannato, ma non era ancora arrivato al punto di chiedere l'intermediazione di un mercante di pellicce per convincere due indiani a barattare i loro archi e frecce. Tra l'altro il suddetto mercante confessa candidamente di usare abitualmente fucili a ripetizione come merce di scambio con i pellirosse. Mah!
  • Tex sarebbe sicuramente morto se, alle pagg.49-50 del n.509, il tizio che lo minaccia con un fucile non fosse svenuto. Ci sembra che ultimamente il nostro ranger confidi un po' troppo su Madama Fortuna.
  • Alla fine della storia Charbonne e i suoi uomini fanno la (ormai solita) figura di furfanti di cartapesta, arrendendosi in blocco a quattro -dicasi quattro- uomini dopo aver opposto una debolissima resistenza. Abbiamo capito che le pagine erano arrivate alla fine, ma si poteva perdere un po' meno tempo da qualche altra parte! ;-)
  • Altro solito tormentone nizziano, ossia Tex che fa una figura da piccione. In questo caso rischia di farsi impiombare da Snake Bill che era riuscito a uscire dal forte "assediato" proprio sotto il naso di Tex, gli era girato alle spalle e lo stava tranquillamente prendendo di mira. La serie si sarebbe fermata al n.510 senza il fortunoso intervento di un Kit Willer disubbidiente e ferito. Fortuna che Tex non aveva "alzato la voce"! ;-)
La frase
  • Carson: "Per Giove! Se la battono come se avessero il diavolo alle calcagna."
    Tex: "E non è così, forse?"

    n.508, pag.26


Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger Pat McCoy mercante di pellicce alle dipendenze di Jim Colter Maggiore Evans comandante di Fort Lewis Pierre Charbonne mercante di pellicce disonesto, rivale di Colter Volto Sfregiato [+] capo dei Blackfoot, alleato di Charbonne Siksika Jim infiltrato di Volto Sfregiato a Fort Lewis Jim Colter proprietario della "Colter Fur Company" Snake Bill [+] sicario al soldo di Charbonne Alce Zoppo [+] capo degli Shoshones Shawea figlia di Alce Zoppo e moglie di Jim Colter

Locations

Fort Lewis Villaggio dei Blackfoot Rupe dei Cento Falchi Helena Villaggio dei Nez Percé Villaggio shoshone Fortino di Charbonne a Great Falls

Elementi

Guerra tra compagnie di pellicce Matrimonio misto Guerra fra tribù indiane
 

 


 
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