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" La morte nera"

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Nelle foreste del Montana si prepara una rivolta degli indiani Dakotas capeggiati dal misterioso Teschio, con la complicità di una banda di trafficanti di armi e dell'agente indiano della regione. Nulla che possa fermare Tex e Carson, però, assistiti dalla solita buona dose di fortuna più un aiuto insperato che risolve tutta quanta la vicenda. Un Nizzi su livelli più che dignitosi guida l'ispirato Ortiz ai pennelli.

Tex contro il Teschio
recensione di Andrea Bigi



TESTI
Sog. e Sce. Claudio Nizzi    

Devo essere onesto: non sono mai stato un grandissimo tifoso di Nizzi Nizzi. Un'opinione che negli ultimi anni ha avuto motivo di rafforzarsi non poco. Eppure la sua recente storia su Custer non mi è affatto dispiaciuta, e nemmeno questa, sia pure su livelli inferiori, mi sembra male. Mi spiego. Le premesse per l'ennesima minestra riscaldata, in cui si vanno a ricalcare senza alcun sforzo di originalità tutti i passi della liturgia texiana, c'erano tutte anche stavolta: la "classica" rivolta indiana, il cattivo misterioso che poi così misterioso non è, l'agente indiano corrotto, i trafficanti d'armi... Tre albi tre per questa storia nelle mani di Nizzi, pensavo, sarebbero stati molto, molto lunghi.

Eppure... eppure stavolta Nizzi riesce a rendere la vicenda niente affatto noiosa, se non proprio avvincente, mantenendo vivo l'interesse del lettore grazie alla presenza di un sacco di personaggi e a qualche trovata qua e là nei passaggi chiave. I "cattivi", innanzitutto, che per una volta sanno far funzionare il cervello quanto i due pards e, cosa davvero rara nella saga, godono anche di qualche colpo di buona sorte. Al punto che, a parte l'overdose di fortuna che salva Tex da una brutta fine, il personaggio chiave di tutta la storia risulta in pratica il Francese, bizzarra figura di trapper che svolge la funzione di vero e proprio deus ex machina. Anche se qualcuno dirà: un po' inverosimile che la canoa del trapper sia parcheggiata giusto a cinquanta metri dal covo dei nemici, oppure che il Francese si presenti sulla scena proprio un attimo prima che Tex e Carson vengano sbranati dai lupi. E' vero, ma rispettiamo se non altro il tentativo di proporre una soluzione un po' "diversa" dalle trame cui siamo abituati.

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Il covo del Teschio
di Ortiz (c) 2002 SBE

Anche la figura del Teschio, il villain di turno, è invero piuttosto sorprendente. E' facile sospettare fin dalle prime pagine la sua vera identità, ma in effetti ce lo si aspetta molto più terrificante di come poi alla fine non appaia, ovvero una sorta di commovente caso umano di cui Tex il pietoso ovviamente non può mancare di farsi carico. E' un notevole colpo di scena, quello in cui si apprende la vera storia del Teschio e chi è il responsabile di tutta quanta la vicenda.

In definitiva, Nizzi riesce a sbrogliare con mano sicura una vicenda che non era per nulla facile far digerire al lettore su una lunghezza di tre albi pieni. Anche i dialoghi non peccano di quella prolissità cui l'ultimo Nizzi ci ha fin troppo abituato. Va detto che il gran numero di personaggi e di "situazioni" che si susseguono nell'avventura ha di certo facilitato il compito dell'autore. Ma va bene così.


DISEGNI
Josè Ortiz    

Ortiz si conferma davvero alla grande in questa saga. Una mano gliela dà indubbiamente Nizzi, che gli confeziona una sceneggiatura dove il disegnatore spagnolo può mettere in risalto tutta la sua abilità nelle scene d'azione. A suo agio in ogni ambientazione, Ortiz si dimostra poi particolarmente bravo nelle scene notturne. Una su tutte: la fuga dei pards dal campo indiano, cui segue lo scontro a fuoco nella bufera e la "battaglia" finale con il branco di lupi.



GLOBALE
 

Con il numero 500 della collana che si avvicina, è assai incoraggiante leggere un Nizzi che, dal 2001 in poi, sembra tornato su livelli accettabili. Un recupero che reputo assolutamente fondamentale, quello di un professionista come Nizzi, che alla Bonelli svolge il ruolo di nume tutelare della tradizione texiana.

Ebbene, se Nizzi è colui che nel tempo saputo "standardizzare" l'avventura tipo di Tex, confezionando però via via prodotti sempre più imbolsiti, ora ci si augura che la convivenza con Boselli sortisca l'effetto di quell'indispensabile refolo di freschezza per far ripartire con slancio la cavalcata del nostro ranger preferito.


 

 


 
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