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Pagine correlate:

  Congiura contro Custer
Codice: [322] 330pp
Rating:
scheda di Giorgio Loi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Giovanni Ticci / Claudio Villa
    Lettering:
    Monica Husler

    SERIE REGOLARE
    n.490 "Congiura contro Custer" - 110pp - 01.08
    n.491 "Le grandi praterie" - 110pp - 01.09
    n.492 "Little Big Horn" - 110pp - 01.10
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In due parole. .

Nel tentativo di darne un'immagine più veritiera e meno leggendaria, Tex racconta a un giornalista del suo incontro con George Armstrong Custer, prima nel corso di una missione nel cuore delle colline sacre dei Sioux (le "Black Hills"), poi durante la tragica battaglia del "Little Big Horn". Nonostante i forti contrasti caratteriali tra i due si instaurerà un fondo di reciproca stima. In entrambe le occasioni il ranger si troverà a dover proteggere il biondo e ambizioso generale, ma neppure Tex potrà, alla fine, cambiare la storia.


Note e citazioni

  • Tex incontra una figura storica, il generale George Armstrong Custer, passato alla storia (e alla leggenda) per la tragica morte che trovò in battaglia contro i Sioux insieme con il suo altrettanto famoso reggimento, il 7° Cavalleria, il 25 giugno 1876.
  • Quella di Claudio Nizzi non é che l'ennesima rivitazione della figura di Custer, approdata numerose volte sia sugli schermi cinematografici sia sulle pagine di romanzi e fumetti. La ricostruzione di Nizzi é accurata e obiettiva, quasi didascalica, non inquadrandosi né nell'ormai superato filone agiografico (quello che considera Custer un Eroe tutto d'un pezzo) né nell'altrettanto discutibile filone denigratorio (che vede in Custer un puro e semplice pazzo sanguinario, se non peggio). Se però un'esplicita citazione va fatta questa é, doverosamente, alla splendida ricostruzione che Gino D'Antonio fece nella sua Storia del West e verso la quale la storia di Nizzi ha più d'un debito. Ricordiamo, in particolare, l'episodio "Giorno di gloria" che ricostruisce l'intero episodio del "Little Big Horn".
  • La figura di Lupo-Che-Corre, guerriero Sioux supersite del massacro del Washita che, ritrovando coraggio e dignità, si vendicherà uccidendo Custer, è praticamente copiata da quella del Cheyenne Wapai ideata da D'Antonio. Per onestà e correttezza bisogna dire che quest'ultima è dotata di ben altro spessore e intensità drammatica rispetto alla più semplice e ingenua caratterizzazione di Nizzi.
  • Nel n.490, pag.74 fanno una breve comparsa tre pistoleri che, pur non identificati espressamente, non possono che essere i fratelli Earp, ovverosia Wyatt, Virgil e Frank, anche loro a metà fra storia e leggenda, ricordati fino ai giorni nostri per essere stati protagonisti del celebre scontro all'OK Corral, anch'esso oggetto di numerose trasposizioni cinematografiche.
  • Differenze di punti di vista: per Nizzi Custer trascina il 7° al massacro per rafforzare il suo prestigio al fine di mettere in difficoltà l'allora presidente Grant (al quale sperava di succedere), mentre per D'Antonio è Grant che, abilmente e cinicamente, sacrifica Custer. Probabilmente c'è del vero in entrambe le versioni.
  • Importantissima, anche se qui non particolarmente approfondita, è la figura di Toro Seduto, uno dei più carismatici capi degli indiani d'America, sia sul piano politico sia su quello guerriero. In particolare Nizzi mette in risalto il suo lato mistico, in quanto fortemente influenzato da visioni che aveva nel corso di particolari rituali evocativi. Semplicemente abbozzato, invece, l'altrettanto importante personaggio di Cavallo Pazzo che sarà, al pari di Toro Seduto, uno dei principali artefici della cocente sconfitta militare dell'esercito americano al Little Big Horn.
  • Nell'ultima vignetta della storia (n.492, pag.114) Tex sembra citare una famosa frase di Bertold Brecht: "Benedetto il popolo che non ha bisogno di eroi".
  • Sempre nell'ultima vignetta è mostrato il cadavere di Custer completamente denudato. E' la prima volta che in Tex compare un nudo maschile integrale.
Incongruenze
  • Gli organizzatori dell'attentato a Custer si comportano per due volte in modo assurdamente sciocco: la prima volta quando un ragazzino ascolta per filo e per segno tutto il piano e questi non si preoccupano di dargli la caccia (con una giustificazione risibile); la seconda volta quando, dopo aver eliminato Regan in qualità di testimone pericoloso, non si curano di accertare se questi avesse rivelato qualcosa ai due individui mascherati che lo avevano bloccato ("tanto saranno sicuramente stati compagni di bagordi che volevano rapinarlo"). Un simile comportamento fa a pugni con il buon senso: chi ha la coscienza sporca tende a vedere pericolo anche dove non c'è, a considerare chiunque una potenziale minaccia anche per un minimo sospetto; i cattivi di Nizzi, invece, sembra che tendano a minimizzare tutto con una facilità sconcertante!
  • Nel n.490, pag.44 i cospiratori fanno riferimento a un non meglio precisato "sfruttamento minerario"; a pag. 112 dello stesso albo Tex parla più esplicitamente della "bramosia dell'oro delle Black Hills" da parte dei bianchi. Entrambe le cose prima che la spedizione sia partita, ma è durante la spedizione che l'oro viene scoperto, o no?
  • D'accordo che Tex doveva solo evitare che la morte di Custer ricadesse sugli indiani, ma questo è un motivo sufficiente per lasciare che un grizzly inferocito arrivi a un palmo dal naso di Custer? (nota: dallo schizzo di sangue che sgorga dalla testa dell'animale il colpo mortale potrebbe essere stato esploso dalla posizione di Tex, il che suggerirebbe un intervento di Tex atto a salvare il generale; che la sceneggiatura prevedesse inizialmente un simile episodio per essere successivamente cambiata?)
  • Non essendoci ancora rassegnati a considerare Tex un perfetto imbecille, dobbiamo registrarla come incongruenza: ma è mai possibile che dopo aver individuato l'assassino di Custer, invece di sorvegliarlo giorno e notte Tex e Carson se ne vadano a dormire come angioletti per poi scoprire che una mattina questi si è alzato prima del solito per andare ad accoppare l'uomo che dovevano proteggere?!? (e il bello è che lo vanno anche a raccontare a uno che lo scriverà su un libro)
  • Sconcertante il comportamento del generale Davis e stupefacente l'ingenuità di Tex. Davis, forse il migliore dei comprimari ideati da Nizzi (almeno, così credevamo), incarna la figura del militare ragionevole, disposto sia a farsi carico delle ragioni dei pellirosse sia, se necessario, a strigliare a dovere i colleghi guerrafondai e intransigenti. Purtuttavia Davis ci era stato presentato come un militare integerrimo, dalla testa ai piedi, e ci sembra perciò assurdo che vada in segreto a rivelare a Tex e Carson piani militari riservati con il fine di favorire gli indiani (ossia: il nemico). Voleva evitare un "indiscriminato massacro"? Ma andiamo! Sarà un sentimento nobile quanto si vuole, ma se gli indiani si fossero invece serviti di quelle informazioni per massacrare a loro volta i soldati (cosa che poi, tra l'altro, avviene)? Che figura da pisquano ci fa Davis? E se questo già ci sconcerta, ci lascia assolutamente stupefatti che Tex lo racconti per filo e per segno a... un giornalista!!!
  • Protetto dalla sua fascia di Wampum (che d'ora in avanti sarà più nota come "fascia di invulnerabilità") Tex si lancia in mezzo a migliaia di indiani inferociti con la sua bella tenuta da bianco occidentale e con l'intento di salvare Custer. Come? Ma naturalmente intavolando una discussione con l'unico pellerossa che stava sparando sul "Generale" (mentre gli altri duemila stavano solo facendo un po' di carosello intorno, evidentemente) e beccandosi anche una sonora mazzolata sul cranio. Un solo commento: mah! (da una segnalazione di Vincenzo Oliva)
  • Se gli indiani non avevano riconosciuto Custer perché si era tagliato i capelli, come hanno fatto a rispettare l'ordine di Toro Seduto di non infierire sul suo cadavere?
La frase
  • "Siamo venuti qui per svolgere una missione di pace, e se prima abbiamo temuto per gli indiani, adesso, da come si sono messe le cose, comincio a temere per i soldati, e il diavolo mi porti se vedo in questo un motivo di scandalo"
    Tex, n.492, pag.26


Personaggi

Tex Carson Kit Willer Tu-Nah della tribù Navajo Thomas Farrell giornalista, autore di una biografia di G. A. Custer Toro Seduto capo dei Sioux Hunkpapa Cavallo Pazzo capo dei Sioux Oglala Jimmy ladruncolo che scopre il piano per assassinare Custer Mike Regan [+] trafficante d'armi e whisky Baxter titolare della "Western Mining Company" I fratelli Earp non direttamente menzionati Lupo-Che-Corre indiano Dakota che ucciderà Custer George Armstrong Custer [+] comandante del 7° Cavalleria con il grado di Colonnello (ma che conserva l'appellativo del grado più alto ricoperto, cioè di Generale) Henry Mason [+] scagnozzo di Baxter Libbie moglie di Custer Jim "Arikara" Berry [+] guida di Custer, tenterà di ucciderlo Thomas Reynolds [+] "il solitario", guida di Custer Generale Davis dell'esercito degli Stati Uniti, grande amico di Tex e Carson Generale Crook Generale Gibbons Generale Terry Maggiore Reno Capitano Benteen Mocassimo guida Arikara del 7° Cavalleria Giovanni Martini trombettiere del 7° Cavalleria Bouyer [+] scout Arikara del 7° Cavalleria Capitano Adams [+] del 7° Cavalleria

Locations

Monti navajos Villaggio centrale navajo West Star battello fluviale Fiume Missouri Fort Lincoln Bismark Villaggio di Toro Seduto presso le sorgenti del Powder Western Mining Office a Bismark Black Hills Albergo di Phoenix Sorgenti del Rosebud Little Big Horn

Elementi

Guerre indiane Vendetta Speculazione mineraria Visioni mistiche
 

 


 
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