  

|
Sog. e
Sce. Mauro Traversa
| |
|
Il duo di fresca costituzione (Nizzi/Civitelli) ripropone un soggetto di successo della saga Texiana: la rivolta di una parte dei Navajos al potere di Aquila della Notte.
Molti anni fa Bonelli aveva tirato in ballo un figlio segreto del vecchio capo navajo Freccia Rossa per mettere in discussione la legittimita` del comando di Tex e ne era nata una bella storia (n.70/72 "Sinistri Presagi"). Stavolta e` il navajo Orso Veloce che, istigato dalle visioni che gli proietta nella mente il vendicativo stregone Yanado, decide di trasgredire le leggi della riserva ed inizia a razziare i ranch della zona. Alla fine sara` un duello con Tex a porre fine alle ambizioni e alla vita di Orso Veloce.

la resa di Civitelli (c) 2000 SBE
|
Anche qui, come nella storia di Bonelli, ci sono di mezzo i mercanti d'armi che forniscono i ribelli e si rivelano strategici nel chiarire i punti oscuri della vicenda. Nizzi/Civitelli aggiungono due elementi importanti rispetto al soggetto del creatore di Tex. Il maggiore Wellman, che inizialmente appare come il classico ufficiale cinico a caccia di gloria, si rivela invece membro di un complotto che mira, una volta di piu`, all'oro dei Navajos. Tuttavia questo tema non viene ulteriormente espanso e Tex non si dedica allo smantellamento di questa nuova organizzazione criminale, cosa che ci si sarebbe anche potuti aspettare con una centinaio di pagine in piu`.
Il secondo elemento innovativo e` la vicenda di Alison Sydor a cui uccidono il marito e il suocero e che ha occasione di curare un Tex reduce da un poco piacevole bagno. Alison segue Tex nel villaggio centrale della riserva e rimane chiaramente affascinata dalla figura del capo dei Navajos. Questa e` forse una delle parti deboli della storia: Alison perde il marito e dopo due giorni si innamora gia` di un altro uomo. Forse qui si esagera.
Un altro aspetto interessante della storia e` la ben bilanciata distribuzione dei ruoli. Tex e` protagonista, ma non l'assoluto dominatore della scena. Carson, in particolare, neutralizza i mercanti d'armi usando tecniche texiane (pugni e gran botti) e di fronte al sorpreso capo dei Navajos, offre soluzione e colpevoli al comandante del Fort Defiance.
  

|
Fabio Civitelli
| |
|
Civitelli disegna con la solita maestria la "sua" storia.
Non e` scritto da nessuna parte, ma da sempre alla Bonelli si affidano le storie ritenute piu` belle ai disegnatori piu` rappresentativi della saga.
Questa regola sembra ancora confermata e Civitelli, incomparabile nelle ambientazioni cittadine, dimostra, ma lo sapevamo naturalmente gia` da tante altre storie, di essere perfettamente a suo agio anche negli esterni western, regno incontrastato di Ticci. Ottimo come sempre l'uso del bianco e nero, uno stile unico e inconfondibile nella saga.
  
Parlando delle copertine, abbiamo la solita qualita` di Villa. La migliore e` certamente quella dell'album "Il presagio" per l'atmosfera intensa che trasmette. Meno ispirate, come soggetto, le altre due. In particolare, in quella di "Sfida Selvaggia", Villa ha perso un'occasione per regalare ai lettori una copertina in cui i due duellanti sono impegnati in una fase dinamica dello scontro, esaltando cosi` i movimenti dei due corpi, cosa che il copertinista sa fare molto bene.
Abbiamo accennato in apertura che questa e` una prova significativa del fatto che il Tex tradizionale non e` ancora morto, ne` tanto meno sepolto. Senza volerci privare degli interessanti e ricchi soggetti di Boselli, che comunque arricchiscono e vivacizzano la collana, sostengo da tempo che non si deve rinunciare al Tex "veccho stile". Si tratta solo di continuare a crederci e di avere delle buone idee su cui lavorare.
Le buone idee non sono sembrate essere un punto di forza di Nizzi in questi ultimi anni e l'affiancargli qualcuno puo` essere una soluzione vincente. Speriamo che questo non rimanga un episodio isolato e auguriamoci di vedere ancora il nome di Civitelli non solo nel ruolo del disegnatore.
|