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" Terra di confine"

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Sfida nella sierra fra due diavoli di opposte fazioni: il crudele e malvagio yaqui Narvaez e l'invincibile giustiziere Aquila della Notte! Indovinate un po' chi avrà la meglio?

Diavolo bianco diavolo rosso
recensione di Andrea Bigi



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

Satanasso d'un Boselli. Prima sforna una serie di storie dichiaratamente innovative, tanto che alcune arrivano al punto di mettere in discussione il monolitico universo di Tex. E ora eccolo convertirsi alla tradizione, con un'avventura che, soprattutto nella sua parte finale,non solo non denota lo spirito "nuovistico" con cui Boselli ha intrapreso la sfida di Tex, ma stenta anche a proporsi come surrogato della più classica tradizione texiana.

Gli elementi "boselliani" sono concentrati nella prima parte della storia; in particolare, si nota ancora una volta la capacità di caratterizzare parecchi personaggi senza rubare a Tex il ruolo del protagonista. Per cui Boselli decide di dare spazio a personaggi come Novak,che in pratica in questa storia sostituisce Kit Carson, la bella Luna, e addirittura John, il figlio del compianto sergente Torrence, che si conquista in poche pagine la simpatia del lettore. E fin qui tutto bene. Anche perché i personaggi sono ben tratteggiati, soprattutto Narvaez appare come un villain con i controfiocchi.

Quanto alla seconda parte dell'avventura, invece, ossia alla vera e propria sfida nella sierra fra Tex e la banda di Narvaez, in pratica si replica il classico del "pochi contro tutti", laddove questa volta i pards del ranger sono Novak e Pat Mac Ryan. Il guaio è che l'autore semina qua e là spunti e suggestioni che hanno il difetto di rimanere tali. Emerge infatti che Narvaez è un brujo, ma nella storia non ce n'è alcun riscontro; emerge che la sierra è attraversata "da un punto all'altro" da una imprecisata "necropoli degli antichi", e anche qui è solo fumo che non si trasforma in un arrosto appetitoso (è solo un espediente di cui si serve Tex). Per non parlare della conversione di Ricardo, dove si "sprecano" tavole per poi risolvere tutto con il taumaturgico, abusato Wampum, o dell'affrettato duello conclusivo con Narvaez.

La cosa più paradossale è che man mano che la storia va avanti Tex si modella sempre di più sull'icona che gli è più consona, quella del "duro più duro del West" (simpatiche ma un po' esagerate le "dichiarazioni di guerra" che Tex lancia contro il nemico durante la fase dell'inseguimento), mentre Narvaez da cattivone di serie A finisce per fare più o meno la figura della mezza tacca, un tiranno sanguinario che non giustifica in alcun modo la sua carriera di malvagio. Insomma, l'impressione è che dopo una buona partenza la storia sia un po' "tirata via" sulla rotta della mediocrità.



DISEGNI
Carlo Marcello    

(11k)
primo piano di Narvaez
di Marcello (c) 1999 SBE
   
 
Il Tex di Marcello ha il pregio di mantenersi su standard più che buoni, anche se personalmente non apprezziamo in modo particolare la caratterizzazione del ranger.

Ottimi invece i comprimari: Narvaez su tutti, ma anche Novak e Pat sono resi assai bene, per non parlare di Luna, davvero sensuale. In generale, comunque,l'autore ci appare decisamente più a suo agio nel lavoro sui primi piani: anzi, c'è un vero e proprio salto di qualità fra i primi piani e il "resto".

Quanto agli ambienti, la qualità di Marcello resta buona ovunque, dalla riserva navajo al deserto alla Sierra Negra, alle scene notturne. Complimenti: anche da questo si capisce perché un disegnatore entra a far parte dello staff che lavora su Tex.



GLOBALE
 

E' una storia con cui Boselli pare mettere il freno a mano a quella "foga di innovazione" che ha caratterizzato molti suoi lavori precedenti per Tex, alcuni molto ben riusciti altri meno, tutti comunque su livelli nel complesso gradevoli. Anche qui il livello nel complesso è gradevole, e ha nel ritmo il suo punto di forza. Probabilmente un altro albo avrebbe permesso a Boselli di sfruttare quegli spunti lasciati perdere, ma a che prezzo in termini di efficacia della sceneggiatura?

Premesso che chi scrive è dalla parte del rinnovamento della serie, attendiamo con trepidazione un altro lavoro di Boselli per sapere verso quali lidi si sta dirigendo la sua ispirazione.

Non rimane che segnalare una delle note più ripetitive nelle recensioni di Tex: davvero splendide le copertine di Villa.
 

 


 
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