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Un grande diamante per una piccola storia recensione di Marco Migliori Si torna in Louisiana a New Orleans tra i riti Voodoo, paludi inesplorate, biscazzieri corrotti e la città rappresentata dallo sceriffo Nat Mac Kennet sempre in affanno. No, cancellate tutto. Siamo sempre in Louisiana, ma niente Voodoo o strani coccodrilli stavolta.
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Torna l'esotismo in Tex. Dopo la Tigre Nera, avremo di nuovo un bel personaggio esotico a pestare i piedi a Tex. E' questa la mia impressione dopo l'introduzione che ci parla del favoloso diamante appartenuto ad un marajah Indiano. Purtroppo le mie aspettative di un'emissario del Marajah che venga a rintracciare la pietra, movimentando la vicenda, vengono deluse dopo poche pagine. Freniamo la fantasia: questo episodio non è altro che un dignitoso riempitivo. L'unica cosa che torna è la New Orleans di Nat Mac Kennet. Ma torna in sordina, quasi in sottofondo, appena intravista tra una banchina portuale ed una nave di biscazzieri. E decisamente rimpianta nel secondo albo, in cui il "trio degli strozzini", fa quasi tenerezza rispetto ai passati avversari di Tex in quella città. I testi ci guidano quindi con molta tranquillità e perizia nei 2-3 cambi di proprietario del diamante del primo albo. Preludio al classico assalto alla Tex del secondo alla nave arenata. Il mix di azione e "parlato" appare abituale, con una leggera propensione per quest'ultimo in questa sorta di giallo fluviale. Da notare che a 5-6 metri di distanza, su un ponte frequentato di una nave in navigazione, lo scagnozzo di Patterman riesce a sentire distintamente la conversazione di Tex e Carson. Che del resto sono bovari e quindi magari urlano invece di parlare. Poi Patterman deve spiegare (al lettore) al suo stesso scagnozzo chi sono Tex & Carson, così famosi nella loro città. Tanto famosi che il suo uomo, tanto avvezzo a muoversi nella mala cittadina, ignora tutto di loro. Peccati veniali e abituali tutto sommato. Magari più grave che a fronte di un loro concorrente in difficoltà (sono criminali dopotutto), i padroni del gioco d'azzardo intervengano a sua difesa senza nulla chiedere.
Ahiahiai. Il tempo passa inesorabile per tutti e purtroppo mi sembra che anche Fusco sia in calare. In questo episodio i personaggi appaiono disegnati con minore sicurezza (ad esempio la donna in primo piano a pag.83 del primo albo), il tratto è più incerto. Seppur inconfondibili, i disegni non appaiono con lo stesso vigore di un tempo. Addirittura qualche vignetta sembra corretta da una mano diversa. L'unica cosa interessante che emerge sono le vignette verticali su due striscie (come a pag.32 o 75 del primo albo), perfettamente inquadrate nelle relative tavole. Poco per entusiasmarci. Questi dubbi non tolgono la validità del disegno, che consegue però solo un risultato discreto, ben al di sotto dello standard qualitativo di Fusco e dello staff.
In una serie come Tex, occorrono inevitabilmente anche questi episodi. E questo si difende con la sua dose di azione by Tex & Carson.
Molto più interessante appare il trailer del prossimo episodio in quarta di copertina del n.462. Ritorna Lena con sua figlia. E Carson e Kit hanno lasciato molte cose in sospeso alla fine de Il passato di Carson.
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