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" Il ritorno del Morisco"

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Elementare, Ahmed!
recensione di Marco Zucchi

Notte di luna piena, due archeologi uccisi, oggetti sacri rubati, due ragazzi rapiti, la reincarnazione di un negromante pronta a risvegliare una mummia mai ritrovata... Misteri fitti ma nulla di impossibile per El Morisco.



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

Tra mummie che tornano in vita ed antichi dei egiziani, Boselli ci spiega perché El Morisco se ne andò dall'Egitto: per evitare di incorrere nella vendetta de "I figli di Horus", seguaci di Akhran, la cui tomba fu profanata da Ahmed Jamal (il vero nome del brujo) insieme con altri due archeologi.
Lo sceneggiatore costruisce una trama pulita basandosi su temi classici (il sacrificio per risvegliare la mummia, antiche maledizioni per i profanatori di tombe, il salvataggio delle vittime predestinate all'ultimo minuto, il cattivo che diventa buono), inserendo qualcosa di nuovo (il passato di El Morisco) e facendo sì che l'incontro tra i pards ed il vecchio amico avvenga soltanto in corso d'opera (pag.33 del n.452, il terzo ed ultimo albo in cui è divisa la storia).

Movimenta la vicenda attraverso il passaggio di quattro fasi distinte: nella prima caratterizzata da tre filoni narrativi principali (la fuga di Raza, le vicende di Tex e Carson, gli incubi di El Morisco) che diventano uno nella seconda (l'incontro a Durango) per triplicarsi di nuovo nella terza (Tex nelle viscere della montagna, Carson e soci verso il luogo del sacrificio, il rituale del sacrificio) per ricongiungersi di nuovo nel finale.

Il tutto mettendo in risalto le figure di due personaggi di contorno ma non secondari, Jesse e Raza, antitetiche tra loro ma che, in base alla teoria degli opposti, finiscono per congiungersi.



DISEGNI
Guglielmo Letteri    

Il brujo disegnato da Letteri è quello che preferisco, nonostante le interpretazioni date da grossi calibri del fumetto, quali Galep, Villa e Marcello. Sicuramente perché ne è il creatore grafico ma anche perché il suo tratto è particolarmente adatto quando vi è la necessità di creare atmosfere misteriose, tendenti all'horror, quali quelle richieste da questo tipo di storia. Il suo tratto dinamico risalta maggiormente quando vi è di mezzo l'egiziano piuttosto che in altri tipi di avventure ("Il ritorno del Maestro").

(24k)
El Morisco e Nephret
di Letteri (c)1998 SBE

Particolare cura presta ai dettagli, sia in termini di oggetti sia di personaggi, quanto mai necessaria in questa situazione, per evitare di creare confusione al lettore, già stupito per la presenza di strani personaggi calati direttamente dall'Antico Egitto.

Bella la figura di Jesse, il cui orgoglio di ranger risalta nonostante il calo della vista: i diversi stati d'animo traspaiono anche grazie al tocco del suo pennello.
Una parola vorrei spenderla anche su Raza il cui dilemma interiore oltre che da testo è reso anche dai disegni: magica, e sottolineante il suo cambiamento, l'uscita dalla "Cantina" dopo avere eliminato il messicano che si prendeva beffe di lui (ultima vignetta di pag.43 nel n.454).



GLOBALE
 

Svelare il passato di El Morisco forse è stato più facile del previsto, giacché si avevano notizie sulle sue capacità ma scarse informazioni sulla sua gioventù: bravo è stato Boselli a ricostruire i pezzi mancanti di quel periodo e soprattutto a mostrare un aspetto "negativo". Infatti, il nostro medico è sì archeologo, ma, anche se fin di bene, è stato un profanatore di tombe: questo aspetto "sinistro" se si vuole è ben evidenziato dalla copertina del n.452, con un Morisco particolarmente truce.
Oltre a ciò ci viene anche svelato il suo vero nome, Ahmed Jamal, ed il fatto che ha anche avuto una donna, almeno dichiarata, la bella Nephret. Particolarmente ben riuscita è la figura del comanchero Raza: speriamo in un suo ritorno.
 

 


 
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