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Sog. e
Sce. Claudio Nizzi
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Soggetto di impronta classica: New Orleans e' tra le grinfie di una potente e temuta organizzazione criminale che estende i suoi tentacoli sulle attivita' commerciali della citta'; Tex arriva e, in un paio di giorni, rimette a posto ogni cosa. La differenza, rispetto ad analoghe storie del passato, e' che si segnala, a capo dell'organizzazione, un recente nemico di Tex: la Tigre Nera. La prima apparizione di questo curioso personaggio era sembrata piu' interessante e convincente e il suo rifugio, scavato nelle viscere delle montagne del Colorado, era decisamente piu' originale del solito covo al centro delle paludi. Finale da fumetto dell'horror con una riga di zombi che esce dalla terra per difendere la Tigre Nera e la bella Lohana, personaggio che andava decisamente piu' approfondito.
Dal punto di vista della sceneggiatura Nizzi con la prudenza che lo contraddistinge non si discosta di molto dall'impostazione bonelliana di questo tipo di storie. Schermaglie iniziali su un battello del Mississipi, primi indagini a New Orleans dove negri del woodoo vengono messi a tacere dai propri compagni un attimo prima di rivelare a Tex informazioni decisive, la palude che serve da rifugio all'organizzazione: insomma Nizzi ha sostituito Lola Fuente (alias la Maschera di Ferro) con la Tigre Nera e il gioco e' fatto!
Deludente il fatto che Nizzi non abbia sfruttato quasi per niente le potenzialita' della Tigre Nera: le sue capacita' di trasformista (come nella precedente apparizione egli interpreta il doppio ruolo di capo e membro dell'organizzazione) risultano appena svogliatamente accennate; l'odio che manifesta per Tex non ha nulla di originale essendo di pura "mefistiana" impronta e, nel finale della storia, dopo essersi ritirato nel suo rifugio per l'umidita' della notte (!!), si limita a scappare promettendo di ritornare per vendicarsi. Francamente si ha l'impressione che la figura della Tigre Nera sia servita solo da richiamo per i lettori e nulla piu'. Lohana, con la sua devozione per la Tigre Nera, poteva essere un personaggio molto interessante ma Nizzi non la inserisce mai nel vivo della trama della storia.
Un discorso a parte riguarda l'incursione nel modo dell'horror con gli zombi che escono dalla terra per aggredire Tex. Un'incursione affrettata al punto che il drammatico lascia quasi lo spazio al ridicolo: una piccola pattuglia bene addrestrata di zombetti che emerge baldanzosa, a comando, dalle rispettive tombe e che, sempre a comando, vi torna dopo aver incassato un po' di piombo. Un caso di zombi si era gia' visto nella saga texiana ai tempi delle prima vicenda con Yama protagonista ma la sceneggiatura di Bonelli era stata allora decisamente piu' credibile e convincente.
  

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Fabio Civitelli
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la splendida Lohana, disegno di Civitelli
(c) 1997 SBE
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Valido come sempre. Dopo averci mostrato una indimenticabile Boston sotto la neve, Civitelli ritorna a New Orleans (l'aveva già visitata in una delle ultime storie scritte da G. L. Bonelli) e il suo disegno rimane preciso e accurato.
Edifici, piazze e vie riccamente illustrati e poi una gradevolissima incursione nel suggestivo ambiente della palude dove Civitelli si rivela un autentico maestro nel gioco dei chiaro scuri.
  
Complessivamente la storia si salva (piu' per merito del disegnatore che dello sceneggiatore) ma rimane forte la sensazione dell'occasione male sfruttata.
Abbiamo accennato al fatto che questa vicenda e' un re-make di una precedente storia bonelliana che ha visto come protagonista Lola Fuente: nel confronto la storia di Nizzi perde in mordente e ritmo pur avendo a disposizione personaggi con potenzialita' interessanti come la Tigre Nera, Lohana e Omoro. Sara' la prevenzione verso Nizzi dopo alcune delle sue ultime scialbe apparizioni, sara' l'inevitabile confronto con il MaxiTex uscito contemporaneamente con la conclusione di questa vicenda, confronto tutto a favore del lavoro di Segura che definirei un piccolo capolavoro, ma l'impressione complessiva che e' c'erano tutti i presupposti per costruire una storia decisamente migliore.
Le copertine? Mitiche come sempre specialmente quella dell'album conclusivo, (La notte degli zombi) suggestiva come poche.
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