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Jean Van Hamme Disegni e copertina: William Vance CULT COMICS - EDIZIONI PANINI n.4 "Spads" - 46pp - 00.03 ![]()
Traduzioni / Colori:
Il colonnello Amos, sentendosi vicino alla verità, incalza pressantemente il generale Carrington e la sua assistente, il tenente Jones. Nel frattempo XIII, spedito in un campo di addestramento militare, se la deve vedere con l'ambiguo colonnello Mac Call e con Betty, una ragazza che sembra sapere qualcosa sulla morte del capitano Rowland.
La trama di questo episodio si dipana ancora una volta con brio e ritmo: le inevitabili lungaggini vengono contrappuntate da un'ironia di fondo che alleggerisce la narrazione. Il punto forte della sceneggiatura è naturalmente la caratterizzazione dei personaggi, mai semplicistica nè convenzionale. Importante in questo senso anche il formidabile disegno di Vance, capace di creare una galleria di attori di carta veramente indimenticabile.
Nel frattempo il colonnello Amos prosegue la sua indagine volta a far luce sull'oscuro passato di XIII, che sembra ora essere stato identificato come un certo Tanner. Amos fa visita ad uno zio di Tanner, ma ad aprirgli la porta è la Mangusta, che, grazie ad un travestimento, tende una trappola al colonnello e al suo assistente. Amos, tuttavia, capisce giusto in tempo l'inganno, riuscendo a catapultarsi fuori dalla casa prima che questa esploda. Intanto XIII, spedito da Carrington in un campo di addestramento delle SPADS, il più agguerrito nucleo militare americano, si fa alcuni amici, come l'avvenente sergente Betty, e alcuni nemici, come il borioso Quinn. Scampato il pericolo, Amos torna in fretta e furia al Pentagono, dove accusa apertamente il generale Carrington di essere a capo del complotto. Il generale, indignato, si toglie la camicia, mostrando al colonnello di non avere alcun numero tatuato sul petto. Amos rivolge allora le sue insinuazioni al tenente Jones, che gli aveva consegnato il dossier Tanner, ma la donna si è già volatilizzata, fuggendo in macchina; Jones si dirige in elicottero verso il campo addestramento delle Spads, con l'intenzione di recuperare XIII. Intanto questi scopre che il capitano Rowland non sarebbe morto durante la guerra. Decide così di chiedere maggiori spiegazioni a Betty, passando con lei l'ultima notte al campo. Prima tuttavia si vendica su Quinn, fracassandogli una scrivania in testa. Amos si reca insieme al giudice Allenby in un cimitero: il colonnello ha infatti scoperto che ad essere seppellito nella tomba di un certo Jason Fly è nientemeno che il capitano Rowland, ucciso un anno prima da due proiettili al petto. La deduzione è semplice: ad uccidere il presidente Sheridan fu veramente Rowland, che era stato dato morto proprio grazie alla complicità di Allenby, che viene riconosciuto come il n.VI. Il giudice, vistosi scoperto, aggredisce Amos, ma il colonnello viene aiutato dal provvidenziale arrivo di una donna vestita a lutto. Betty racconta a XIII di aver rivisto Rowland dopo la sua presunta morte. L'uomo stava parlando in un bar con il colonnello Mac Call. XIII capisce immediatamente che Mac Call è l'anello mancante della catena, ma, ancor prima di poter reagire, si trova la pistola del colonnello puntata alla testa. La donna vestita a lutto si rivela essere Kim Rowland, che accompagna Amos sino alla casa di Henry Sheridan, dove si trovano anche il generale Carrington e l'ammiraglio Heideger. E' tempo di spiegazioni: Heideger rivela come Kim, oltre ad essere figlia di Carrington, sia anche un agente segreto, il cui primo compito era stato quello di infiltrarsi negli ambienti di estrema destra. Lì vi aveva conosciuto Rowland e, innamoratasene, l'aveva sposato. Quando l'uomo, dopo la sua presunta morte, ricomparve, rivelando a Kim di essere stato scelto per una missione che avrebbe cambiato il mondo, la ragazza, recuperato l'istinto da agente segreto, fece il suo gioco, tenendosi, nel frattempo, in contatto con i suoi capi. Intanto Mac Call sta continuando a minacciare XIII e Betty, ma, in un momento di distrazione, viene sorpreso e tramortito da Jones. La donna conduce gli amici su un elicottero, decollando insieme a loro. Ma il velivolo non è stato rifornito, e in più a bordo si nasconde anche un altro uomo armato. Nel frattempo il racconto prosegue: putroppo Rowland non era che una pedina, così Kim non riuscì a capire in tempo quale fosse il suo bersaglio. Dopo aver ucciso il presidente Sheridan, Rowland venne assassinato, ma, prima di morire, riuscì a rivelare a Kim il nome di chi gli aveva sparato: la Mangusta. Heideger aveva fallito, non sarebbe mai riuscito a risalire ai veri mandanti dell'omicidio Sheridan. Ma Carrington ebbe un'idea geniale: far credere ai mandanti che Rowland fosse ancora vivo. Il generale trovò un uomo adatto allo scopo, Jason Fly, e, con una plastica facciale e un addestramento curato dalla stessa Kim, lo rese identico in tutto e per tutto al capitano Rowland. Ma il piano andò nuovamente in fumo: qualcuno aveva tradito, e Fly sparì - gli agenti della sua scorta vennero trovati massacrati - per poi ricomparire tempo dopo. Vivo, ma completamente privo di memoria (vedi n.1). L'uomo a bordo è Quinn, ma XIII, con l'aiuto di un lanciarazzi, riesce a tramortirlo, impossessandosi del suo paracadute, con il quale si butta insieme a Betty e Jones. I tre cadono in acqua, ma sono salvi. Amos riflette sconsolato sul suo ruolo, abilmente manovrato sin dall'inizio dell'indagine. Ma Henry Sheridan lo rincuora, confessandogli di riporre molta fiducia in lui. Sheridan ritiene di essere certo che gli Stati Uniti saranno vittima di un colpo di stato, in occasione delle manovre militari organizzate dall'attuale presidente. Confida dunque molto sia in Amos che in XIII, che secondo i suoi calcoli, dovrebbe nel frattempo aver trovato l'anello mancante della catena (Mac Call) e forse anche un testimone (Betty).
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