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Iene di Lamont, Le

Quattro “castigamatti” contro i “poteri forti” di Lamont
Scheda di  |   | tex/


Iene di Lamont, Le
IT-TX-G26


uBCode: ubcdbIT-TX-G26

Iene di Lamont, Le
- Trama

Giunti a Lamont per arrestare due rapinatori di banche, i quattro pards si trovano coinvolti nella vicenda riguardante Katie Evans, un’orfana defraudata dell’eredità paterna. Grazie alla collaborazione di alcuni cittadini di Lamont, che forniscono a Tex le necessarie informazioni, i nostri smascherano la trama ordita ai danni di Katie dalla matrigna e dal suo amante, fanno arrestare alcuni "potenti" della cittadina implicati in non meglio identificate "nefandezze" e uccidono i due rapinatori.

Valutazione

ideazione/soggetto
 1/7 
sceneggiatura/dialoghi
 2/7 
disegni/colori/lettering
 6/7 
 40

Recensione

data pubblicazione Nov 2011
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbErnesto Garcia Seijas
disegni (matite e chine) di ubcdbErnesto Garcia Seijas
copertine
Tex Gigante 26<br>copertina di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Ma che avranno da ridere tanto?<br>Tex Gigante 26, pag.158, tavola di Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
I "poteri forti" di Lamont<br>Tex Gigante 26, pag.73, disegno di Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Una... crescita davvero sorprendente, per la "piccola Katie"!<br>Tex Gigante 26, pagg.33-240, disegni di Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Matrigna e figliastra<br>Tex Gigante 26, pag.77, disegni di Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Questa è la prima storia realizzata per Tex da Ernesto R. Garcia Seijas, conclusa tra il 2002 e il 2003 e a cui ha lavorato per quattro anni. Successivamente il maestro argentino ha disegnato Polizia Apache Almanacco del West 2007, Il Killer n.571-572 (2008) e La prova del fuoco n.598-599 (2010) entrambi per la serie regolare. Garcia Seijas sta ultimando la lavorazione di una storia di tre albi scritta da Mauro Boselli, prevista in uscita nel trimestre aprile-giugno del 2012 (segnalazione di Carlo Monni). Per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato anche un episodio di Julia dal titolo Delitto alla moda n.80 (2005).
  • A pag.6, nell’articolo di presentazione di Sergio Bonelli dal titolo Un altro maestro venuto dall’Argentina, l’editore recentemente scomparso precisa la ragione per cui questo Texone "è rimasto nei nostri cassetti per lungo tempo":
    E il motivo è presto detto: durante le loro periodiche riletture, infatti, l’autore dei testi, Claudio Nizzi, il sottoscritto e gli abituali redattori di "Tex" non smettevano mai di apportare qualche modifica alla trama della vicenda, cosa che inevitabilmente richiedeva un ulteriore intervento da parte dello stesso disegnatore. Oggi, finalmente, il frutto di una tanto minuziosa, perfezionistica "messa a punto" è sotto i vostri occhi...
  • A tale proposito, riportiamo un passo dell’intervista rilasciata dal disegnatore argentino a Jesus Nabor Ferreira a Buenos Aires e pubblicata il 23 settembre 2007 sul blog portoghese di Tex (traduzione italiana di Gianni Pettino, collezionista di Tex):
    Come ho detto, Sergio Bonelli è un editore ed un fanatico per il fumetto. E, aggiungo, specialmente per TEX, per cui egli controlla personalmente ogni pagina. Anche in questo Texone ancora inedito ho dovuto rifare 11 pagine perché c’erano delle donne e Sergio Bonelli non capiva il perché della loro presenza lì, in quanto non erano necessarie per la storia. Ha fatto cambiare il soggetto e ho dovuto rifare le pagine. A quanto pare, a lui non piace che appaiano molte donne nelle storie di Tex.
  • Come conseguenza della posticipata pubblicazione, Garcia Seijas diventa il terzo disegnatore già dello staff di Tex ad avere realizzato un Texone, dopo Aurelio Galleppini e Giovanni Ticci (segnalazione di Massimo Cappelli).
  • A pag.4, nel riquadro in alto a sinistra a fianco del titolo dell’articolo di Sergio Bonelli compare una nota redazionale nella quale viene precisato quanto segue:
    Secondo le consuetudini del lavoro editoriale, Sergio Bonelli aveva provveduto a realizzare le proprie rubriche con grande anticipo, molto prima del 26 settembre 2011, data della sua scomparsa. Questo è l’ultimo testo scritto di suo pugno per la collana "Speciale Tex".
  • Per certi aspetti, questa storia ricorda il film I quattro figli di Katie Elder (The Sons of Katie Elder, 1965, regia di Henry Hathaway), con John Wayne e Dean Martin. Ci riferiamo in particolare alla perdita della fattoria da parte del padre poi ucciso, alla presenza di un commerciante che vuole mettere le mani sulle terre della fattoria e alla "scazzottata" western. Inoltre la giovane orfana di questo Texone si chiama Katie, mentre il cognome dell’ex soprastante del padre è Elder.
  • Continuando a parlare di nomi, la matrigna di Katie, Vera, di cognome fa Cain (= Caino), tanto per identificarla in maniera chiara (segnalazione di Tommaso Sega). Si osservi che solo Billy Hoker, il capo dei mandriani del ranch, si rivolge a lei chiamandola signora Evans - come sarebbe corretto, considerato il suo stato di vedova - mentre tutti gli altri personaggi la chiamano "signora Cain".
  • Katie Evans ricorda molto, quantomeno esteriormente, la graziosissima Laura Dawson de Il tesoro del pirata n.72-73. Laura compare in scena gettandosi piangente tra le braccia di un impalato Tex e successivamente bacia sulla fronte il vecchio "nonno" Carson (pag.54-63 del n.72). In questa vicenda, sì, si può affermare che i due si comportano rispettivamente da padre e da nonno, mentre fa un po’ sorridere la frase pronunciata da Tex a pag.106: «Io le farò da padre, Kit e Tiger da fratelli maggiori, e tu.. da nonno!», anche solo considerando il fatto che i quattro pards e Katie non si parlano fino a pag.239.
  • Tex, Carson e Kit prendono a cuore anche la sorte di Nita Horton, figlia di James, padrone delle miniere di Union City, nell’avventura dal titolo Impronte misteriose n.19-20, storia dell’intrigo ordito dalla matrigna messicana di Nita e dal di lei fratello per impossessarsi delle miniere, dopo avere fatto sparire la madre di Nita (che però non era affatto morta e ricompare nel colpo di scena finale) e tentato di assassinare la giovane.
  • Più recentemente, i quattro pards proteggono la bionda Linda Colter, che aveva intrapreso un pericoloso viaggio nello Yukon alla ricerca del padre (Yukon selvaggio n.412-414). Per lei Kit si prende pure un’infatuazione.
  • Lo sceriffo Baxter viene descritto da Carson come un «tipo a posto, ma troppo vicino alla pensione per aver voglia di correre rischi.» (pag.166). In effetti la flemma del tutore della legge non pare proprio quella di un uomo d’azione: nel telegramma a Tex scrive che "non ha tempo" di occuparsi dell’arresto dei due rapinatori (pag.63); non parla al suo vice di questa vicenda, al che Tex ipotizza: «Se ne sarà dimenticato.» (pag.64); di seguito, dice tranquillamente ai pards che a lui «la cosa è un po’ passata di mente!» (pag.164). Guarda caso, l’unica volta in cui fa il duro è per zittire Tex («La vostra, a quanto pare, l’avete già detta. Ora lasciate parlare me.», pag.185).
  • Non fa una figura migliore il suo vicesceriffo Glenn: non sopporta di essere chiamato "ragazzo" (pag.57) o "figliolo" (da Tex, pag.61), ma non muove un dito per risolvere la questione dei due rapinatori. Tuttavia cammina molto, su e giù per la città, per andare ad avvisare Tex che i bagagli sono stati portati in albergo (pag.106), che lo sceriffo è tornato (pag.162), che hanno sparato a Martin (pag.167) e, dulcis in fundo, per chiamare il becchino (pag.221).
  • A pag.79 Billy chiede a Vera il suo appoggio nel tentativo di fare di Katie "il pezzo più pregiato della collezione". Già il dialogo è un po’ surreale, ma l’atteggiamento di Vera nel lasciare campo libero a Billy è incomprensibile, anche solo considerando la complessa situazione che si è venuta a creare al ranch con il ritorno di Katie.
  • A pag.106-107 Glenn insiste affinché i pards lo seguano in albergo per controllare se c’è tutta la loro roba, per evitare così "che in seguito vengano fuori delle lamentele". Su consiglio di Martin, i pards seguono Glenn. Tutti e quattro. Non bastava che ci andassero in due, mentre gli altri due proseguivano con Martin verso la casa di Hans Jorgen? (segnalazione di Giorgio Loi)
  • Da notare che i pards si separano solo in due brevi occasioni: quando Tex e Carson si recano dal notaio, mentre Kit e Tiger si occupano dei due uomini inviati dall’armaiolo Fuller a pedinarli (pag.143-144); quando Tex e Carson si recano al ranch "Circle T", mentre Kit e Tiger restano a sorvegliare la casa del dottore (pag.223). Per il resto i quattro pards sono sempre insieme (lo sa pure Fuller: «Non credo che si divideranno», pag.121); in certe vignette camminano talmente attaccati e allineati che paiono in parata (cfr. ad es. pag.83, 122-123, 134-135, 167).
  • In qualche occasione viene identificata come la "figlia di Evans" (pag.24 e 71) o la "giovane Katie" (pag.152, 183), ma per il resto Katie Evans è per tutti "la piccola Katie", benché ormai non sia "più tanto piccola", come nota subito Billy Hoker (pag.33). L’altro a rendersene conto è il maestro Seijas, che nelle ultime due pagine si fa prendere un po’ la mano, visto che aumenta, di almeno un paio di taglie, la circonferenza del "torace" dell’ereditiera minorenne (cfr. pag.239-240).
  • A pag.154 Tex e Carson si sono appena fatti cacciare dallo studio del notaio, ma il nostro ranger si ritiene ugualmente soddisfatto, tanto da lodarsi da solo, definendo lui e i suoi pards dei "castigamatti". Cosa abbiano tanto da ridere i quattro pards riuniti quando commentano la cacciata dallo studio del notaio, lo sanno solo loro e lo sceneggiatore (pag.157-158).
  • Da notare inoltre che in tutta la vicenda si sprecano le definizioni pompose riguardanti gli avversari, decisamente esagerate se si considera quanto poco avviene in realtà: si parla di "cricca di potenti" (pag.130, 167), di "padreterni" (pag.154), di "prepotenti" (pag.157), di "poteri forti" (pag.166), di "congrega di lestofanti" (pag.222), di "club di potenti" (pag.237), di una città "dominata" (pag.130), "soggiogata" (pag.222), "chiusa in una tale morsa .." (pag.167).
  • A pag.203 sentite un po’ come Tex descrive la soffiata fattagli dal cow-boy del "Circle T" circa i due rapinatori di banche: «Quel tipo mi ha detto che Hogan e Rucker si nascondono in una baracca sui pascoli del "Circle T". Mi ha spiegato come trovarla e mi ha suggerito di andarci di notte.» Tex non si fida, ma esegue.

Incongruenze

  • La figura peggiore la fa Tex, ma il comportamento di Tiger di fronte ai razzisti di Lamont è indegno di un guerriero Navajo, fratello di sangue di Tex Willer. Tiger farfuglia, quasi implora, mentre Tex zittisce e ordina, con fare arrogante e infastidito:
      Tiger: «Tex, non fare storie. Io posso..»; Tex: «Fermo lì!» (pag.37)
      Tiger: «Ascolta, Tex..Non importa se io devo..» ; Tex: «Non mi hai sentito? Siediti!» (pag.38)
      Tiger: «Meglio scegliere un altro albergo, non voglio che abbiate altre rogne per colpa mia.»; Tex :«Basta così, fratello.» (pag.82)
    A pag.45 Tiger sopporta di buon grado un paio d’insulti e attende l’invito di Tex («Che aspetti, fratello, a dargli la lezione che si merita?») prima di dire «Ora basta!» e finalmente reagire. Di nuovo, a pag.47, Tiger aspetta l’intervento di Tex prima di colpire l’uomo di Muller, ponendosi, ovviamente "Agli ordini!" del suo cosiddetto "fratello".
  • Tex dà ordini anche al vecchio Carson («Sta’ calmo e ubbidisci.», pag.58) quando questi vorrebbe lecitamente fare qualcosa di fronte al Winchester spianato del vicesceriffo («Al diavolo, Tex, non possiamo lasciare che questo sbarbatello ci sbatta al fresco!»). Niente da fare! Segue un bell’ingrandimento dei quattro cinturoni "slacciati e lasciati cadere" ai piedi dei quattro pards e mantenuti in evidenza nelle due successive vignette in cui l’aiutante di Glenn si china a raccoglierli. I quattro pards tutti insieme in galera li avevamo già visti nel Figlio del vento Maxi Tex 7 ma, a mente di chi scrive, questa è la prima volta per i quattro cinturoni slacciati simultaneamente.
  • Prima di comunicare al vicesceriffo che lui e Carson sono rangers (Kit è sempre e solo "figlio di", mai ranger), Tex si fa debitamente rinchiudere in cella e aspetta che l’aiutante di Glenn se ne sia andato: il nostro "eroe" non vuole far conoscere la sua identità "a tutti" e "a tutta la città" (pag.60-62) nel timore che la notizia induca i rapinatori "a cambiare aria" ed, evidentemente, preferisce non fidarsi neppure dell’aiutante. Da notare che Tex, Carson e Glenn continuano a parlarsi attraverso le sbarre in una scena che ha dell’assurdo, considerato anche come si conclude. Lasciamo perdere per un istante l'idiozia di Tex che risarcisce i danni a un uomo come Muller, ma perché Tex deve aspettare domattina per pagare invece di farlo subito e andarsene a dormire in albergo? Deve fare penitenza? Pagare i danni non è la "valida ragione" che serve allo sceriffo per non perdere "ogni credibilità" davanti ai suoi concittadini? (pag.65), il "motivo più che valido" per rimettere i pards in libertà? (pag.66).
  • E finalmente (si fa per dire) a pag.80 rivediamo i nostri al di qua delle sbarre, tutti belli sorridenti dopo avere risarcito il pingue Muller, proprietario del ristorante in cui non sono ammessi gli indiani. Per uscire di galera questo Tex paga un uomo che ha dei pregiudizi contro i quali egli si è battuto per tutta la vita e che ha sempre affrontato in ben altro modo! La minaccia che Tex rivolge a Muller mentre sta per lasciare l’ufficio dello sceriffo ha il sapore di un ben misero, inutile e tardivo rigurgito d’orgoglio.
  • Se lo sceriffo Baxter "non ha tempo" di occuparsi dei due rapinatori (pag.63) e Tex e i suoi pards si sono offerti "di acciuffare quei due furfanti" e spedirli "bene impacchettati" allo sceriffo ferito (pag.64), perché Tex dice che il suo "problema è quello di ammazzare il tempo aspettando che torni lo sceriffo Baxter"? (pag.103). Sa che faccia hanno e dove si trovano, che aspetta ad andare a prenderli?
  • Nonostante abbia appreso da Martin che Harry Strode è un tipo "con il pelo sul cuore" (pag.104) e dopo tutta la "fatica" che ha fatto per non far sapere in giro che "dei rangers sono arrivati in città" (pag.60) per il timore di far scappare i due rapinatori, ecco che Tex mostra proprio a Strode gli avvisi di taglia, chiedendogli pure di non dire ai due ricercati che li sta "cercando o potrebbero darsela a gambe" (pag.112)!
  • Si mettano a confronto il primo piano deciso del volto di Tex quando conferma a Carson che Martin non è in pericolo («No, credo che su questo possiamo dormire tranquilli», pag.123) con quello di pag.171 quando, guardando Martin che si è appena preso due proiettili in corpo, gli promette solennemente «Troveremo il bastardo che lo ha fatto Martin..È una promessa!» (pag.171).
  • A pag.152 Tex chiede al notaio se sia "disposto a consentire che la firma del signor Evans venga sottoposta a un esame grafologico". All’epoca in cui sono ambientate le avventure di Tex la grafologia non era certo sconosciuta ( Grafologia), ma ci saremmo aspettati di sentire fare questa proposta da un uomo di cultura, non da Tex, che ha sempre avuto un atteggiamento di dotta ignoranza di fronte ad argomenti di carattere scientifico (segnalazione di Giorgio Loi ).
  • Dopo il fucile del vicesceriffo, Tex si trova spianato davanti anche il fucile di Hank, il gorilla del notaio Bancroft, che caccia lui e Carson dallo studio del suo padrone (pag.153). Come aveva ubbidito davanti al vicesceriffo, anche qui Tex ubbidisce.
  • A pag.158, nella vignetta in alto a destra, manca la piuma all’acconciatura di Tiger.
  • A pag.166 lo sceriffo parla di "poteri forti", espressione molto in voga ai giorni nostri, soprattutto nel contesto italiano degli ultimi trent’anni, ma certo non riferibile a vicende riguardanti una cittadina degli Stati Uniti della seconda metà del diciottesimo secolo, soprattutto nella misura in cui con "poteri forti" intendiamo "quegli ambiti di potere autonomo che nella complessità di una società moderna si sostituiscono alla politica, sfruttandone le fasi di debolezza, condizionando la vita democratica senza avere alcuna legittimazione per farlo." (Cfr. notapolitica.it).
  • Kit non ci sente o è stato disattento: «Probabilmente ha provato a contrastare la cricca dei potenti, ma sono ossi troppo duri per lui» dice, riferendosi allo sceriffo (pag.167). È quello che lo sceriffo ha appena detto una pagina prima («Io ho provato a contrastare i poteri forti di Lamont, ma devo confessare il mio fallimento.»).
  • A pag.168-174 Tex chiede a Glenn di aspettare prima di avvisare lo sceriffo del ferimento di Martin e poi ancora di dargli una mezz’ora di vantaggio prima di dirgli che stanno andando al "Circle T"; l’obiettivo sarebbe quello di raggiungere per primo Strode per poterlo trattare alla sua "maniera". Non solo Tex non ci riesce, ma si fa pure zittire dallo sceriffo (pag.185), che poi gli rinfaccia di avergli voluto evitare una denuncia da parte di Vera e una condanna da parte del giudice Hatfield (pag.189-190). Saremo certamente privi di immaginazione, ma non riusciamo a figurarci Tex che riceve una denuncia per calunnia e finisce in galera per questo.
  • A pag.176 Harry ritorna al ranch dopo essere mancato "da stamattina". Anche Vera si era assentata (pag.78-79), ma al suo ritorno al ranch deve pure aver visto che Katie non c’è più. Eppure i due non ne parlano, nemmeno quando Harry fa cenno all’aggressione di Billy ai danni di Katie (pag.188-189).
  • A pag.191 Harry sta recandosi presso il rifugio dei due rapinatori di banche per organizzare un agguato a danno dei quattro pards (cfr. con pag.178). La situazione sta precipitando e Vera naturalmente si attende delle notizie da Harry al suo ritorno, ma questi si preoccupa di non turbare il sonno dell’amante: «Ne parleremo domattina. Non tornerò prima dell’alba e tu dormirai.»
  • Mentre ragiona tra sé e sé, Strode pensa che affidare ai due rapinatori il compito di far fuori "i due sbirri", lo terrà lontano "da ogni sospetto" (pag.192). Non si capisce allora perché partecipi anch’egli all’agguato (pag.210-220) (segnalazione di Emilio De Rensis ).
  • A pag.213 Kit e Tiger scoprono degli uomini appostati in attesa di impiombare Tex e Carson e invece di spararlo verso gli avversari, il colpo di avvertimento - attirando su di sé l’attenzione e dando quindi tempo ai due "vecchietti" di mettersi al riparo - lo sparano in aria. I due pards sfuggono ai colpi di fucile grazie alla (ovvia) cattiva mira degli avversari, mentre Tiger e Kit intervengono rispettivamente due e cinque pagine dopo.
  • A pag.224 Tex sta andando al ranch con Carson per portare a Vera "la notizia dell’arresto di Harry Strode", nella speranza che «l’effetto di questo annuncio possa aprire una breccia nella corazza della sua imperturbabilità.» Tra imperturbabilità e isterismo c’è una gran bella differenza (cfr. con pag.183, «Niente isterismi, madame!») (segnalazione di Emilio De Rensis), ma si sa che il nostro Tex non ha molto feeling con le signore.
  • A pag.231 il capo dei mandriani del ranch, Billy Hoker, si aggiunge alla schiera di comprimari nizziani che hanno dimostrato di saper estrarre la colt più velocemente di Tex (e Carson), il quale resta impalato ad ascoltare la confessione e poi si fa consegnare l’arma. Considerato che il vecchio Martin Elder aveva impedito a Billy di estrarre la pistola usando il manico di una zappa (pag.90-91), dobbiamo arguirne che persino Martin supera in velocità Tex e Carson.
  • Il motivo della scenata di Billy rimane comunque un mistero, visto che ha un testimone che può confermare la sua estraneità rispetto al ferimento di Martin (pag.232-233). Forse è Billy ad essere affetto da isterismo, non Vera.
  • A pag.237 sul banco degli imputati ritroviamo, tutti insieme appassionatamente, Vera, ossia un'assassina rea confessa con altre gravi imputazioni sulla testa (tentato omicidio ai danni di Martin e frode) e i membri della "cricca", per i quali non viene chiarito di cosa siano accusati, a parte la complicità di alcuni di loro nella falsificazione dell'atto notarile. In poche parole, quali siano le "peggiori nefandezze" commesse dalla "cricca" (pag.130) non è dato di sapere. Tra l'altro, visto che il processo è collettivo, avrebbero dovuto esserci anche i tre superstiti all’agguato ai pards e Billy Hoker (nella doppia veste di accusato per complicità in atto di frode e testimone contro il notaio, pag.236).

Frase

  • Glenn: «Forza, slacciatevi i cinturoni e lasciateli cadere!»
    Pag.57

Personaggi

Tex, Carson, Tiger, Kit Mitchell capostazione di Lamont Katie Evans orfana di Robert, ricco ranchero di Lamont Vera Cain vedova di Robert e sua assassina Harry Stroode soprastante del ranch "Circle T", complice di Vera Billy Hoker capo mandriano del ranch "Circle T", complice di Vera Freddy cameriere del ristorante "Steak’s Paradise" Muller proprietario del ristorante "Steak’s Paradise" dove non sono ammessi gli indiani Glenn giovane vicesceriffo di Lamont Charlie aiutante di Glenn Baxter sceriffo di Lamont Beaufort avventore dello "Steak’s Paradise" Hardy proprietario dell’Hotel "Laramie" Clem portiere dell’hotel Martin Elder amico di Robert Evans ed ex soprastante del ranch Eric Jorgen amico d’infanzia di Katie, colpito da paralisi infantile Hans Jorgen padre di Eric Nelson dottore di Lamont Thelma moglie o assistente del dottore Vic Hogan [+] rapinatore di banca Ruker [+] rapinatore di banca Luke Fuller titolare dell’armeria, fa parte della cricca Kent, Floyd uomini al soldo di Fuller Ray Bancroft notaio, ha falsificato il testament di Robert Evans Hatfield giudice corrotto Red Warren proprietario della banca locale, fa parte della cricca Hank guardaspalle del notaio Toby garzone di stalla del ranche "Circle T" cowboy del "Circle T" che incontra Tex alla segheria abbandonata Jimmy Bennet mandriano, ha visto Vera sparare a Martin

Locations

territorio a sud del Montana Lamont cittadina del Montana stazione ferroviaria di Lamont ranch "Circle T" del defunto Robert Evans cucina del ranch stanza di Katie al ranch "Steak’s Paradise" ristorante di Lamont Hotel "Laramie" a Lamont saloon di Laramie ufficio dello sceriffo Baxter cella della prigione in cui vengono rinchiusi i pards casa di Hans Jorgen casa del Dottor Nelson studio del notaio Bancroft armeria di Luke Fuller salotto del ranch "Circle T" salottino dell’Hotel "Laramie" baracca di Hillock Creek segheria abbandonata a Lamont

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