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Winnipeg

Chi non muore si rivede
Scheda di  |   | tex/


Winnipeg
IT-TX-658-660


uBCode: ubcdbIT-TX-658-660

Winnipeg
- Trama

I quattro pards si recano in Canada per aiutare il loro vecchio amico Jim Brandon a fare luce su una serie di misteriosi delitti e, benché privo di un braccio e apparentemente dell’uso delle gambe, tra le persone sospette vi è anche Kid Rodelo, che a Winnipeg gestisce il "Lucky Star" saloon insieme alla sorella Dallas e al cognato Mike. Quella che si sta giocando tra Winnipeg e Selkirk è una partita molto complessa e i principali giocatori, oltre a Kid Rodelo, sono Thomas Grant, un uomo d’affari con ambizioni politiche, e un misterioso nemico di Tex resuscitato dal passato in cerca di vendetta. I quattro pards, muovendosi in un terreno impervio in cui i vari personaggi indossano - chi più, chi meno - delle maschere, verranno a capo dei vari misteri e salderanno un vecchio conto.

Valutazione

ideazione/soggetto
 2/7 
sceneggiatura/dialoghi
 2/7 
disegni/colori/lettering
 3/7 
 30

Recensione

data pubblicazione Ago 2015 - Ott 2015
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbMauro Boselli
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbAlfonso Font
copertine
Tex 658<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 659<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 660<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Coda di paglia?<br>Tex 659, pag.109 - Tavola di Alfonso Font<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> La spiegazione "ufficiale" dell'avversione di Kit Willer per il whisky<br>Dalla pagina Facebook "Tex - Sergio Bonelli Editore" - Tavola a matita di Majo<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> Mefisto? No! Il Dottor Marvel! Chi era costui?<br>Tex 660, pag.67 - Tavola di Alfonso Font<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> Piccoli screzi tra fratello e sorella<br>Tex 658, pag.18 - Tavola di Alfonso Font<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Autostima a mille per i pards!<br>Disegni di Alfonso Font<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Sono ormai quasi cinquanta le storie scritte da Mauro Boselli e pubblicate nella serie regolare di Tex, a cui vanno aggiunti sette Almanacchi del West, cinque Texoni, due Maxi Tex, tre Color Tex e due storie brevi ospitate nei Color Tex "estivi" dal titolo La valle sacra Color Tex 4 e Nel buio Color Tex 6. È di recente pubblicazione il secondo numero di Tex romanzi a fumetti (collana nata originariamente come Tex d’Autore) dal titolo Frontera! n.au2 per i disegni di Mario Alberti. In occasione della quinta Fiera del fumetto di Lugano, tenutasi dal 9 all’11 ottobre 2015, è stato pubblicato un albo speciale contenente una storia di trentadue pagine dal titolo Rio Quemado, disegnata da Maurizio Dotti.
  • Questa è l’undicesima storia di Tex, l’ottava della serie regolare, per il fumettista spagnolo Alfonso Font, il cui esordio risale al 1998 con il Texone intitolato Gli assassini n.g12, sceneggiato sempre da Boselli. Gli altri suoi due albi fuori serie sono La legge del deserto Almanacco del West 2000 e Nei territori del Nordovest Maxi Tex n.5.
  • Questa storia è il seguito de Il prigioniero di Yuma n.640-642, disegnata sempre da Font, avventura che vedeva il ritorno di Philip Rainey alias Kid Rodelo, comparso per la prima volta ne I sette assassini n.463-465, disegnata da Carlo Raffaele Marcello. Nella scena conclusiva del n.642 Appuntamento con la vendetta (pag.109-114) i quattro pards e Mike Foster decidevano ai voti la sorte di Kid Rodelo, che dallo scontro con gli uomini di Vanner e dal regolamento di conti con il banchiere Hank Gradson e il suo segretario Murdock (pag.83-105 del n.642) aveva riportato l’amputazione del braccio destro e la perdita dell’uso delle gambe.
  • Il prigioniero di Yuma avrà un ulteriore seguito disegnato da Giovanni Bruzzo (fonte: il forum di Tex Willer Online).
  • Ritroviamo Dallas, nome d’arte di Molly Rainey, gemella di Philip e sorella minore di William Rainey alias Durango, morto nell’avventura precedente. Nella scena conclusiva del già citato n.642 Mike Foster, il gambler innamorato di Molly, diceva a Tex e Carson che Molly aveva accettato di sposarlo (pag.109) e che si sarebbero occupati loro dell’infermo Philip. Molly aveva preso parte insieme ai due fratelli a diverse rapine, ma non era comparsa davanti a nessun giudice per subire un "regolare processo" (cfr. quanto dice Tex a pag.71 del n.642). A Mike Foster, accolto da Tex nel gruppo composto da lui e i suoi pards («Ti sei guadagnato i galloni con la tua tenacia, Mike!», pag.104 del n.641) e ritenuto in quella storia "uno di loro" (cfr. pag.113 del n.642), era stato alfine concesso - sempre da Tex - il potere di decidere del destino dei due gemelli (cfr. la scena finale della votazione e quanto invece emerge dal dialogo tra Tex e Carson a pag.109-110 del n.659).
  • Nella storia in oggetto Molly e Mike figurano come marito e moglie, anche se in qualche occasione Molly viene definita la "donna" o la "ragazza" di Mike (o la sua "pupa"). Fisicamente Mike ricorda un altro personaggio di Mauro Boselli ossia il giocatore Jim Lane, ucciso da Jack Thunder e Monk nella già citata I sette assassini.
  • Nei suoi abiti di scena Molly è rappresentata da Font con scollature vertiginose, che ricordano l’abbigliamento di Consuelo, amante del banchiere Gradson (cfr. pag.108 del n.641 Giovani assassini).
  • William Rainey, morto definitivamente durante lo scontro con gli uomini di Vanner (pag.93 del n.642), era già comparso nell’avventura intitolata Terre maledette n.573-574, disegnata sempre da Font, verso la fine della quale, colpito da un proiettile, precipitava in un fiume in piena. Dato "ufficialmente per morto", come spiegherà in seguito a Tex e Carson il Maggiore Morrow (pag.95 del n.640 L’isola della nebbia), è lui a far evadere il fratello dal penitenziario di Yuma. Qui lo rivediamo nella scena dell’incubo di Dallas (pag.93-95 del n.659).
  • Il soprannome Dallas è un probabile omaggio al personaggio omonimo di Ombre Rosse (Stagecoach, 1939, regia di John Ford).
  • Kid Rodelo è invece il protagonista di un racconto di Louis L’amour dal titolo omonimo Kid Rodelo.
  • Il cavallo di Rodelo si chiama Tornado (pag.65 del n.658) come quello di Zorro.
  • Della già citata I sette assassini ritroviamo anche Jack Thunder, il "vagabondo" cieco che accoglie Rodelo nella sua "famiglia". Anche Thunder è un redivivo, come Durango, ma per ben due volte: la prima volta fu ferito e poi fu lasciato "per morto" dal suo commilitone Sheridan, che lo rese cieco e che in seguito cambiò vita e divenne pastore (cfr. il flash-back narrato a pag.48-50 del n.465 Jack Thunder l’implacabile); la seconda volta, durante la sparatoria all’interno della miniera di Heaven/Helltown, Thunder viene ferito al braccio da Tex, cade all’indietro e gli crolla addosso parte della galleria, seppellendolo (pag.109 del n.465). Pur essendo ormai privo del suo gufo femmina Freyr che "vedeva" per lui (pag.11 del n.465), Thunder sembra avere affinato ancora di più i suoi poteri, acquisendo capacità nettamente superiori a colui che potrebbe essere stato una delle fonti d’ispirazione dell’autore ossia Nick Parker, interpretato da Rutger Hauer nel film Furia cieca (Blind Fury, 1989, regia di Philip Noyce). Si tratta di capacità che Tex definisce "quasi soprannaturali, nel buio" (pag.103 del n.660). A parte quanto precede, Thunder sa pure suonare l’organo (pag.61-64 del n.659), usare la cerbottana e lanciare coltelli.
  • A pag.47 del n.660, nel momento in cui Tex capisce che l’organista della chiesta di Selkirk è proprio Jack Thunder, apprendiamo che "ai tempi" de I sette assassini i pards cercarono il suo corpo nella miniera, ma non lo ritrovarono. C’è da dire che i pards lasciano Heaven e il Nevada "un paio di giorni dopo" il seppellimento di Thunder nella miniera (pag.110 del n.465), mentre questi precisa a Rodelo di essere rimasto "sepolto per molto tempo" e di averci messo "lunghi giorni per trovare una via d’uscita" (pag.77 del n.659). Di conseguenza, se i pards hanno effettivamente cercato il suo corpo in quei due giorni, avrebbero ancora dovuto trovarlo là o comunque all’interno della miniera.
  • Rivediamo con grande piacere Jim Brandon, Colonnello della Mounted Police e amico storico di Tex sin dall’avventura L’orma della paura n.10-11 in cui Brandon era ancora sergente. Jim Brandon, che come gli altri amici storici di Tex compare saltuariamente nella saga, è stato protagonista di ben due numeri centenari, il primo ossia Fort Apache n.100 e l’ultimo vale a dire I demoni del nord n.600. In questa storia Brandon si vede nella prima metà del primo albo, per poi lasciare il testimone al sergente McFry della Mounted Police di Selkirk. Lo rivediamo dalla metà in poi del terzo albo in coppia con Tiger, al quale rivolge - tutte insieme - tre delle affermazioni più sconcertanti tra le tante presenti in questa storia: «Tex aveva trovato un modo per risparmiarlo! [ndr: riferito a Kid Rodelo] ...Evidentemente neppure lui è infallibile, Tiger! Devi fartene una ragione!» (pag.89 del n.660).
  • Nel dialogo tra Brandon e i suoi uomini, a pag.29-30 del n.658, si fa riferimento alla "lotta politica senza esclusione di colpi per decidere quale sarà il capoluogo della provincia di Manitoba" tra Winnipeg e Selkirk. Per qualche cenno storico sulla provincia di Manitoba si veda Manitoba. A pag.91, nell’ufficio di Thomas Grant a Selkirk, si vede una carta geografica del Distretto di Assiniboia.
  • Thomas Grant è una vecchia conoscenza di Jack Thunder, come si evince dalla loro conversazione a pag.24-25 del n.658 ("...parte dei soldi con cui ti sei comprato questa posizione appartenevano a me!...", pag.25) e da successivi accenni di Thunder, anche in presenza del Kid (pag.24-25 del n.660). Non si sa se i due si siano conosciuti quando Thunder combatteva con i "guerriglieri di Quantrill, durante la Guerra" (pag.49 del n.465, cit.) o successivamente.
  • A pag.104 del n.658 Thunder ordina a Grant di dargli un sigaro e di accenderglielo perché ha "una certa difficoltà a farlo da solo...". Non può che trattarsi di un modo per ribadire la sua posizione di potere rispetto a Grant. Difatti, senza contare tutte le altre abilità, Thunder riesce perfino a smontare, ingrassare e caricare un’arma da fuoco (pag.33 del n.660), dunque che difficoltà avrebbe ad accendersi un sigaro?
  • Durante il secondo colloquio mostratoci tra lui e Grant, Thunder gli dice, a proposito di Tex «È lui la mia nemesi! E voglio che mi guardi in faccia, quando sarà il suo momento di morire!» (pag.105 del n.658). A sua volta, poco prima di esalare l’ultimo respiro, Kid Rodelo dice a Kit: «... Non eravate voi la mia nemesi... Era il mio cattivo maestro... Jack Thunder!» (pag.113 del n.660).
  • Il poker di donne con cui il giocatore al tavolo di Mike crede di averlo battuto è la celebre mano con cui Tex batte Hogan in Gila River n.149-151, meglio conosciuta come L’ultimo poker. Qui Mike batte il suo avversario - quindi batte il poker di donne - con una "scala a colore di picche" (pag.7 del n.658).
  • A pag.13 del n.658 Rodelo dice a Brandon di avere fatto il suo "dovere di guardia armata del saloon" per cui ha ottenuto "regolare patente". Precisa inoltre di star usando la Colt "lightning" double-action Colt M1877.
  • A pag.17 del n.658 Mike dice a Dallas, a proposito di Brandon, che Tex gli "ha scritto che lo considera un fratello." Pare che Tex stia diventando un grafomane: dopo avere scoperto che nel corso di sedici anni egli ha scritto ad Ada Stark diverse lettere, nelle quali avrebbe addirittura narrato delle sue "importanti missioni" (Luna insanguinata n.651-653, cfr. pag.6-8 del n.652 Charvez il crudele), adesso sentiamo che avrebbe scritto pure a Mike Foster, un perfetto sconosciuto fino alla storia precedente. Continuiamo a fare un po’ di fatica a immaginare Tex non solo che scrive delle lettere, ma addirittura lettere nelle quali racconta le sue avventure o parla di fatti suoi. Per Tex è già tanto scrivere un telegramma, come ben sa Kit quando cerca di "spiegare" il comportamento del padre a Don Carlos Montoya, stupito che Tex stia per giungere a casa sua senza avvertirlo del suo arrivo: «Se conosceste mio padre, non mi avreste fatto una domanda del genere. Preferisce saltare su un cavallo, lui, piuttosto che prendere una matita e scrivere.» (I due rivali n.214-215)
  • La copertina del n.659 La chiesa sulla collina, disegnata da Claudio Villa, è molto simile a quella del n.248 Il marchio di Satana disegnata da Aurelio Galleppini (segnalazione di Giampietro Cattaneo).
  • A pag.45 del n.658 il giornalista Packard chiede che gli riaccendano il "maledetto sigaro" («Basta che non lo diciate al dottore! Lui lo considera veleno... invece per me è un toccasana!»), mentre Dallas dice che il whisky la "rilassa" e "fa bene alla voce" (pag.43 del n.659) e Carson ne offre al giovane Lin Chao per "calmarlo". Sono fortunatamente lontani i tempi della vicenda Tex vs. Codacons (vedasi anche Riflessioni sul caso Tex vs.Codacons) e in questa storia, benché il nostro Tex non si accenda più una sigaretta dopo l’altra come una volta, si fuma e si beve come dovrebbe accadere in una qualsiasi storia ambientata nel West nella seconda metà dell’Ottocento (a parte Carson, che non fuma più, ma che qui beve un filino di troppo prima di coricarsi).
  • Ritroviamo (con un certo piacere) qualche termine caduto un po’ in disuso: mentre un Mike politicamente corretto definisce Mose, l’aiutante di Kid, un "cowboy di colore" (pag.56 del n.658), Carson lo chiama invece "servo negro" (pag.112 del n.659), poco dopo aver dato del "limoncino" ad uno spaventatissimo Lin Chao, cuoco del "Lucky Star" saloon (pag.102). Sempre riguardo a Mose, Thunder lo chiama "il tuo negro", rivolgendosi a Rodelo (pag.23 del n.660).
  • Per contro, a mente di chi scrive è la prima volta che la parola "sexy" viene pronunciata nella saga, nella fattispecie da parte di Dallas a proposito del whisky, che farebbe "bene alla voce" («La rende più pastosa e sexy ...», pag.43 del n.659). La voce francese "chance" viene invece usata più volte con riferimento alla seconda possibilità concessa a Kid Rodelo (rispettivamente da Tex e Kit, a pag.54 e 84 del n.658 e da Dallas, a pag.93 del n.659), a quelle lavorative per l’ex-ranger Stevens (pag.39 del n.659) e all’ultima concessa da Tex a Jack Thunder durante il duello (Tex, pag.112 del n.660).
  • A pag.23 del n.659, nella vignetta in basso a destra, all’interno della nera figura dell’"ignoto assassino" campeggia un grosso punto di domanda.
  • A pag.46 del n.658 la guardia del corpo di mister Calver, l’ex-ranger Stevens, viene presentato come un "vecchio amico" di Carson.
  • A pag.88-89 del n.658 Dallas canta "The girl I left behind", che pare sia la "canzone preferita" di Carson, già cantata da Lena Parker ne Il passato di Carson n.407-409 e I sette assassini cit., e cantata un paio di volte anche ne Il ritorno del Maestro n.435-437. Lo stesso Carson la intona a pag.163 di Alaska! Maxi Tex n.17. È forse un po’ strano che Dallas la canti in onore del suo "buon amico Kit Carson", considerati i precedenti rapporti e il modo in cui accoglie i pards a pag.59-60.
  • A pag.24-25 del n.659, forse in sostituzione della "siesta ristoratrice" che sperava di godersi (pag.21), Carson si beve un bicchierino di whisky mentre, insieme con i pards nella loro stanza d’albergo, sta analizzando i tre casi di omicidio e l’alibi di Kid Rodelo. Una scena simile, ma con protagonisti Carson e (l’astemio forzoso) Kit in un Texone di prossima pubblicazione disegnato da Mario Rossi in arte Majo, non potremo invece vederla o comunque " la versione definitiva sarà diversa".
  • Quella di attribuire agli altri le colpe delle proprie azioni pare sia una connotazione intrinseca dei fratelli Rainey, acquisita anche da Mike Foster. Nella storia precedente i tre fratelli erano stati presentati come dei "bravi ragazzi" (cfr. l’opinione del custode Aloysius a pag.18 del n.641) successivamente traviati a causa delle "cattive azioni" del banchiere Gradson (cfr. pag.100 del n.642), opinione condivisa addirittura da Kit Willer, che non nascondeva la sua ammirazione per gli assassini (cfr., ad es., pag.102-105 del n.640 e pag.23 del n.642). Qui è Mike Foster a dare ad altri le colpe per la strada intrapresa dal Kid («Kid Rodelo era solo un ragazzo, quando le violenze del patrigno e le cattive amicizie l’hanno spinto sulla via del crimine!», pag.14 del n.658), mentre Kid Rodelo incolpa di tutto Jack Thunder («Era colpa sua e della sua banda di mostri se erano cominciati i miei guai!», pag.92 del n.660) e Dallas incolpa addirittura i pards della morte del Kid (lo riferisce Kit, pag.114 del n.660).
  • A pag.17 del n.659 si vede l’insegna de "La Prairie" hotel, lo stesso albergo in cui i quattro pards soggiornarono a Winnipeg all’epoca de La croce tragica n.121-124, meglio conosciuta come Sulle piste del nord.
  • A pag.11 del n.659 il Dottor Marvel fa la conoscenza di Tex e Carson, da lui definiti prima "due autentiche celebrità" e poi "due leggende", definizione quest’ultima usata in diverse occasioni da diversi comprimari nelle storie di Mauro Boselli - ma non solo - riguardo a Tex e/o Carson (cfr., ad es., pag.68 del primo albo di Salt River n.627-628 e pag.59 dell’albo n.638 di El Supremo n.637-640).
  • C’è chi li chiama "leggende" e c’è chi li chiama "sbirri". Ci riferiamo a Dallas (pag.110 del n.658, a pag.16 Dallas dava dello "sbirro" anche a Brandon), al "buon" Rodelo (pag.31 del n.659) e perfino agli stessi pards, che si danno degli "sbirri" da soli («Nelle nostre fauci di sbirri inghiottiamo ben altri bocconi, Brewster!» dice Tex a pag.14 del n.659). Il fuorilegge Will Ferris aveva usato il termine "sbirro" a proposito di un "rappresentante della legge" da lui ucciso («E poi che c’è di male a far fuori uno sbirro?», pag.75 del n.658).
  • A pag.90-91 del n.659 Jack Thunder tramortisce e cattura Kit senza fare troppa fatica. Certo, Kit si trova di fronte un avversario che sa muoversi al buio, ma il Nostro non sfrutta per nulla il suo istinto navajo, il fiuto, l'esperienza, l'agilità, i colpi insegnatigli dal padre e da Tiger Jack e la capacità di muoversi silenzioso, tutte doti di cui si è spesso vantato in tante precedenti storie dell'attuale curatore di Tex. I tanti detrattori del più maltrattato tra i pards di Tex possono "ammirare" altre recenti catture di Kit in Salt River (cit., due nella stessa avventura), La stirpe dell’abisso (cit.) e Delta Queen Color Tex 6, quindi in totale sono quattro le storie in cui Kit si fa rapire delle nove in cui compare, sceneggiate dallo stesso autore e pubblicate da gennaio 2013.
  • Ci sarebbe da chiedersi come fa Thunder a riconoscere Kit senza dubbio alcuno («Kit Willer...È lui!», pag.91 del n.659), semplicemente tastandogli il volto, mai toccato prima. Considerati gli accresciuti "poteri" di Thunder, è possibile che riconosca la sua voce, pur avendola sentita in due sole occasioni anni prima (cfr. pag.74 e 95 del n.465) ed è inoltre evidente che si aspettava di affrontare i quattro pards, di cui Kit è l’unico col volto giovane. Tuttavia, il riconoscimento "facciale" di Kit ci sembra un tantino esagerato.
  • A pag.105-107 del n.659 un terrorizzato Lin Chao dice a Tex di avere agito su ordine del Drago, termine che fa pensare a sette segrete, cinesi a decine armati di lacci di seta o di coltelli, fumerie d’oppio e a un capo che nasconde la sua identità dietro un inquietante mascherone, manovrando i suoi accoliti in ritrovi ben celati, pieni di trappole. Qui di cinesi ce ne sono solo tre ovvero il citato Lin Chao, la lanciatrice di coltelli Meifeng e quello che poi si rivelerà non essere affatto suo padre, vale a dire Ho Wang, questi ultimi tre complici del Drago di Winnipeg/Selkirk, identità assunta da Jack Thunder "per convincere i suoi sicari cinesi" (pag.48 del n.660).
  • «La ragazza è ancora viva... non possiamo abbandonarla! E Carson la pensa come me... Non c’è bisogno di parlarci!» Può darsi che sia così, ma lo sproloquio pensante di Tex (pag.63 del n.660) fa invece sorgere il dubbio che la fuoriuscita del gas abbia evitato l’ennesima votazione, stavolta per decidere se salvare o meno la ragazza. La prima storica messa ai voti, uscita dalla penna di Claudio Nizzi, risale al Texone intitolato I predatori del deserto n.g16, disegnato da Bruno Brindisi (cfr. pag.196-197).
  • Purtroppo, per cercare di sfuggire agli effetti del gas allucinogeno del dottor Marvel e alla trappola ordita dallo stesso Marvel e da Ho Wang (pag.57-68 del n.660), Tex e Carson la ragazza la abbandonano davvero. Verrà ritrovata più tardi da McFry e dai suoi uomini "gravemente ferita" (pag.90). Dispiace che questa ragazza, l’unica vera vittima della storia (pag.55), sia anche l’unica che probabilmente non se la caverà. Venduta dai genitori in Cina, schiavizzata da Ho-Wang e da Marvel, viene "usata" pure da Tex e Carson per affrontare la trappola che li attende tra le due porte di metallo.
  • A pag.6-7 del n.660 Rodelo e Mose cercano di scappare, allertati dalla sparatoria in corso. Tex grida a Tiger di abbattere il cavallo del Kid, visto che lui ha il fucile, mentre per Tex i due sono fuori tiro. Non si sa perché Tiger non spari anche al cavallo di Mose (... gli ci voleva un altro ordine di Tex?!). La conseguenza di tale mancanza è che Mose cede il cavallo al Kid e guadagna tempo per lui, trattenendo i pards, così che il Kid riesce a fuggire e a raggiungere Thunder (... per poi diventare l’artefice del salvataggio di Carson e Kit, e quindi anche di Tex, da pag.88 del n.660).
  • Rodelo dev’essere stato un vero fulmine per riuscire a dare il coltello a Kit, infilandoglielo nella cintola dietro la schiena, mentre questi era incatenato e lui lo stava prendendo a pugni con l’unica mano rimastagli, presente Thunder (cfr. pag.30-31 e pag.87 del n.660).
  • Come altri avversari di Tex in cerca di vendetta (in primis Mefisto e Yama), Thunder vuole dapprima catturare lui e i pards per ucciderli in seguito, magari facendoli soffrire e così assaporare la sua vendetta, lungamente attesa. Qui però Thunder - che dice di volersi battere con Tex "ad armi pari ... nell’assoluta oscurità" - lo affronta con cerbottana e coltelli, mentre a Tex lascia la colt "con sei pallottole" (senza contare quelle rimastegli nel cinturone, cfr. pag.78, 82-84, 97 del n.660). Il risultato non si fa troppo attendere.
  • La definizione più appropriata per Mike Foster è indubbiamente quella di uomo zerbino, non solo per il comportamento che tiene durante tutta la storia nei confronti di Dallas, ma anche per la decisione finale di "seguirla per tutto il Canada" (pag.114 del n.660) dopo esserle già corso dietro nonostante lei lo avesse minacciato puntandogli la pistola (da pag.69).
  • La scena che vede Dallas ubriaca annegare "i suoi sensi di colpa nel whisky" e poi sparare nel saloon (cfr. pag.43-51, 98-99 del n.659) nonché quella dell’incubo in cui sembra opporsi al gemello (pag.93-95 del n.659) sembrano voler porre in evidenza come anche la personalità di Dallas sia complessa e complessata, al punto da indurla a puntare la pistola contro il marito pur di raggiungere il Kid e costringerlo ad andare via con lei e - raggiuntolo - a tramortirlo prima ancora di sentire cosa stava per dirle, causandone alfine indirettamente la morte, della quale poi incolpa i pards (pag.101-114 del n.660). È comunque innegabile che Kid si comporta da mascalzone con la sorella, scaricando su di lei la sua frustrazione, come nel dialogo iniziale in cui addirittura ventila l’ipotesi di suicidarsi (pag.18-20 del n.658) o quando sdegna il suo aiuto e la manda via in malo modo (pag.26-28) e in successive occasioni, in cui comunque rifiuta di confidarsi con lei riguardo ai suoi piani e a Thunder ("per tenerlo lontano" da lei e da Mike - si giustifica lui, pag.92 del n.660).

Incongruenze

  • Durante la scena della partita a poker le carte scartate sono tre (pag.8 del n.658) mentre avrebbero dovuto essere quattro (cfr. pag.10, dove sono effettivamente quattro).
  • La camicia di Carson dovrebbe avere le frange solo sul petto e sul dorso, mentre Font la disegna abitualmente come quella di Tiger, con le frange anche sulle spalle e sulle maniche.
  • A pag.29-30 del n.658 nel quartier generale della Mounted Police di Winnipeg si intravede la bandiera canadese con foglia d’acero, che fu però adottata nel 1965. Per alcune notizie su questo argomento si veda Flag of Canada (segnalazione di Giovanni Liverani).
  • A pag.14 del n.659 il dottor Marvel dice a Tex e Carson di chiamarsi in realtà "Brewster! Teddy Brewter!" Quindi Brewster o Brewter?
  • Parafrasando il lancio del recente cartonato Frontera! ossia "Un Tex così non l’avete mai visto!", possiamo certamente dire che anche un Kit così non l’abbiamo mai visto. A pag.22 del n.658 Kit si rivolge al padre nel modo seguente: «Dove sta il problema, pa’? Perché quella faccia? Forse ti rode che stavolta il tuo giudizio sulle persone abbia fatto cilecca... che Kid Rodelo non sia in fondo quel mostro irrecuperabile che credevi?» ottenendo da Tex una risposta ironica. Subito Kit si scusa, dicendo a Tex che non voleva marcargli di rispetto, ma ormai la frittata è fatta. Nel corso della storia Kit farà più volte l’"avvocato difensore" di Rodelo (ad es. pag.50, 53-55 del n.658, pag.16-20 del n.659), per poi nutrire dei dubbi nei suoi confronti e vederli infine dissipati, ma che questo padre e questo figlio - da sempre perfettamente in sintonia, perlomeno fino alla precedente storia con Rodelo - abbiano un diverbio e una pressoché costante divergenza di opinioni, per di più a causa di una carogna subdola e complessata come il Kid, è qualcosa che speravamo di non dover mai vedere.
  • E speravamo anche di non dover mai vedere i pards fingere l’uno con l’altro. Nel corso del lungo dialogo con Kit (pag.16-20 del n.659) Tiger gli dice che, riguardo alla caduta da cavallo del Kid, lui e Tex hanno "annusato puzza di bruciato", ragion per cui Tex gli "ha domandato di non perderlo di vista", ciò che lascia Kit allibito («È da non credersi!»). Da queste e dalle successive battute emerge chiaramente che Tex non si fida di Carson e di suo figlio; non solo Tex recita di fronte a Carson quando Rodelo cade da cavallo («Kid esce definitivamente dall'ombra del sospetto!», pag.62 del n.658), ma non lo fa nemmeno partecipe dei suoi sospetti perché - spiega Tiger - Carson ha votato con Kit "per la libertà del Kid" (... anche se poi "si comporta come se lo detestasse", pag.18) e men che meno dice qualcosa al "figliolo", autodefinitosi "testa dura" (pag.49), probabilmente perché deve ancora prendere "coscienza della realtà" (Tex, pag.49). La frattura operata all’interno del quartetto nella storia precedente si amplia: i pards non sono più complici, affiatati, nella testa l'uno dell'altro e portatori della stessa idea di Giustizia, ma si nascondono le cose - fingendo l’uno con l’altro - perché manca la fiducia, perché Tex e Tiger ritengono che la capacità di valutazione dei due Kit sia obnubilata.
  • I quattro pards sono tutti eccellenti cavalieri e dovrebbero sapere che anche solo per stare "in sella in modo fantastico" (lo dice Kit quando vede Rodelo a cavallo, pag.59 del n.658) non basta stare seduti e tenere saldamente le redini - magari con tutt’e due le mani - ma ci vuole un buon controllo di gambe (cfr. difatti l’affermazione di Tex a pag.26 del n.659). Di conseguenza, che i sospetti circa la caduta "a peso morto" da cavallo del Kid (pag.59-62 del n.658) siano venuti "fin dal principio" solo a Tex e Tiger - mentre Kit e Carson si sono lasciati "ingannare" dalla recita del Kid - sembra proprio confermare che Kit è "accecato da una mal riposta simpatia per quella giovane canaglia" (Tiger, pag.17 del n.659) mentre Carson è "un vecchio babbione", la cui capacità di giudizio è stata dominata dal "sentimentalismo" o offuscata dalla "senilità" (lui stesso, pag.110). Si confrontino inoltre la decisione di Carson nella "famosa" votazione e il suo comportamento in questa storia con quello che egli aveva detto dei due fratelli Rainey per buona parte dell’avventura precedente (ad es. pag.98,99-105 del n.640) e di Kid Rodelo dopo avere salvato Donna Parker (cfr. pag.105 del n.465).
  • Alla fine di votazioni, discussioni, dubbi, sospetti, ripensamenti, ecc. pare tuttavia che questo Kit abbia avuto ragione nel "dare una seconda chance" ad una tra le "peggiori canaglie" ossia Kid Rodelo (cfr. pag.87-88 del n.658), al punto da poter affermare che Kit ha capito Rodelo prima ancora che Rodelo capisse sé stesso (cfr. pag.92 del n.660). Secondo la sottoscritta è altrettanto vero che non esiste nulla - nel carattere di Kit - che possa fargli provare simpatia/ammirazione per un criminale dagli "occhi freddi" che ne I sette assassini (cit.) ha ammazzato gente a sangue freddo provandoci "gusto" (Latimer, pag.90 del n.464 Helltown); che possa indurlo a "puntare" su di un vigliacco che per ben due volte si è fatto scudo di Donna, che ha seminato cadaveri anche nella sua seconda comparsata (cacciatori di taglie, un oste, le guardie carcerarie, i rurales a difesa di una banca, cfr. inoltre la scena a pag.76-80 del n.642) e che in questa storia ammazza uno degli sgherri di Grant praticamente a bruciapelo quando avrebbe potuto disarmarlo (cfr. pag.88 del n.660), al di là del fatto che in origine fosse un "bravo ragazzo", divenuto "un prodotto" delle "cattive azioni" di Gradson (Kid, pag.100 del n.642, cfr. anche quello che dice Carson a pag.110 del n.660). Come può Kit provare simpatia per un criminale che - infermo o meno - lo considera "odioso" e gli dà dell’idiota (pag.27, 110-111 del n.642) e che - sarà pure per finta - lo tratta nel modo rappresentato nella scena a pag.28-31 del n.660? E probabile che la risposta stia nel significato dell'espressione con cui Thunder/l’autore-curatore presenta Kit Willer incatenato a Rodelo ossia il suo alter ego.
  • Quanto al fatto che Kit affermi di avere "imparato" dal padre "a dare una seconda chance alle peggiori canaglie" (pag.87 del n.658), ricordiamo che Tex ha lasciato andare parecchi criminali, ma sempre in quanto convinto delle sue decisioni e assumendosene la piena responsabilità. In alcuni casi la libertà era il premio dato al gregario per una sua soffiata o per la delazione che consentiva di ingabbiare il "pezzo grosso"; in altri casi il bandito - che Tex riteneva realmente pentito - decideva di cambiare radicalmente vita e si alleava con Tex e i suoi pards contro gli ex complici; in altri casi ancora Tex semplicemente invitava il nemico sconfitto ad allontanarsi, intimandogli di fuggire il più lontano possibile se voleva continuare a vivere, senza che vi fosse alcun tentativo di recupero del delinquente, senza paternalismo, senza alcun atteggiamento di comprensione. La liberazione di Rodelo è invece conseguenza della "maledetta votazione" ossia del "modo" architettato da Tex per risparmiarlo, votazione proposta dallo stesso Tex ben sapendo quale ne sarebbe stato l’esito, da un Tex che - nonostante l’opinione che aveva del Kid e contrariamente a ciò che gli diceva l’istinto - sceglie di affidarsi al destino, ritenendo di non poter "consegnare un ragazzo menomato alla forca" (cfr. pag.54 del n.658, pag.99 e 109-110 del n.659, pag.89 del n.660).
  • A pag.96 del n.658, terminata la sparatoria nel corso della quale Tex elimina Will Ferris e Darryl Loman, si vede una bottiglia di whisky vuota a metà. Due pagine dopo Tex spiega all’inserviente dell’hotel che la bottiglia era drogata e che lui non beve mai prima di addormentarsi perché vuole "avere il sonno leggero e i riflessi pronti" quando si trova in posti pericolosi, cosa che evidentemente non vale per Carson, del quale però - sempre Tex - ci dice che "è convinto di reggere bene l'alcool". In effetti, non può non reggere bene l’alcool colui che - prima di andare a dormire - se ne scola una mezza bottiglia, bottiglia nella quale c’è "tanto narcotico da stendere una famiglia di grizzly" (uno dei compari di Ferris, pag.92). Dalla predetta sequenza non solo emerge che Tex ha fatto da balia al suo vecchio (e assetato) pard, usandolo anche come esca (pag.101), ma che lo ha accudito fino al punto di spogliarlo e metterlo a letto: difatti Carson sta ronfando beato in maglia da notte quando arrivano gli attentatori, mentre quando cadeva "sul letto come un sacco di patate" era vestito, cappello e cinturone compresi (pag.98). Ci pare sia questo il vero "colpo" all’"amor proprio" di Carson, non tanto il fatto che di lui Grant potesse non aver "sentito parlare, quassù nel selvaggio Nord" (pag.83).
  • Strano che una cantonata come quella di Carson che si scola mezza bottiglia di whisky prima di addormentarsi nel corso di una missione non sia stata corretta nemmeno in sede di revisione. A meno che in redazione pensassero si trattasse di cioccolata! (nota di G.Loi)
  • A pag.46-47 del n.659 Tex entra nel "Lucky Star" saloon, insieme a Tiger, mentre Dallas sta cantando e sorprende Kit intento a guardarla («Ti godi lo show, figliolo?»). Tex prende in giro il figlio sorridendo («Se al posto nostro fosse entrata l’intera banda di Jack Thunder, forse non te ne saresti nemmeno accorto...») e questi, invece di ribattere a sua volta scherzando - o comunque a tono - gli risponde serio, con la fronte aggrottata, manco fosse stato beccato con le mani... nella marmellata («Diavolo!... È solo che la ragazza ha con sé una colt e quindi la tengo particolarmente d’occhio! Ti assicuro che è solo per questo che ... Ehi! Strano esempio ti è saltato in mente!...»). Una situazione simile si verifica nella seconda parte di Salt River, cit. (cfr. pag.98 del n.628 Una donna in ostaggio).
  • Il dialogo tra Tex e Carson a pag.108-111 del n.659 completa le affermazioni precedentemente fatte da Tex a proposito del Kid nel suo colloquio con Dallas («Credevo anch’io che la dura lezione l’avrebbe cambiato! Per questo, e perché non potevo consegnare un ragazzo menomato alla forca, gli avevo concesso una possibilità... ma ho commesso in fin dei conti un errore di valutazione!», pag.99 del n.659) e rappresenta la spiegazione - da parte dell’autore ai lettori - di ciò che effettivamente accadde in occasione di quella che lo stesso Tex definisce la "maledetta votazione". Potremmo usare l’espressione di un Carson d’antan nella già citata L’ultimo poker ossia "capolavoro truffaldino", se non fosse che tutto si può dire tranne che sia un capolavoro, per lo meno non uno texiano. Proponendo la votazione, nei modi e nei termini precisati nel dialogo, Tex ha dunque scelto di affidarsi al destino, ossia ha scelto di non assumersi le sue responsabilità di leader del quartetto. Alla luce del dialogo di cui sopra e di tutte le sue implicazioni, la frase pronunciata da Tex a conclusione della storia precedente («Questa volta ho seguito il vostro parere, hombres! Speriamo di non dovercene mai pentire!», pag.114 n.642) fa ancora più specie, perché Tex sembra attribuire a Kit e Carson la "colpa" per l’esito della "maledetta votazione", di cui solo a posteriori Tex si assumerà la responsabilità, peraltro solo parziale («È soprattutto per questo che l’ha fatta franca! Ed è colpa mia!»; «Non prenderti tutta la responsabilità, vecchio cammello! Fui io a proporre quella maledetta votazione!», pag.109).
  • Nel volere a ogni costo salvare capra e cavoli, ovvero mostrare che il Kid non è proprio del tutto buono, che non è per un ravvedimento morale vero e proprio che salva i pards, lo sceneggiatore mette in bocca al Kid parole davvero improbabili (cfr. il dialogo tra Rodelo e Carson a pag.92 del n.660). Che la rabbia profonda ed esacerbata di un uomo con la biografia di Rodelo passi così, quasi magicamente, portandolo in pratica a sovvertire il suo pensiero, è molto dura da mandar giù. Non che sia impossibile, sia chiaro, ma normalmente è necessario un percorso terapeutico di parecchi anni, oppure un grado di autocoscienza e capacità di autoanalisi che hanno pochissimi individui (nota di Vincenzo Oliva).
  • A pag.102 del n.659 nell’intento probabilmente di confermare che il sistema di Tiger "per far parlare i prigionieri è infallibile, ma alquanto sanguinario", Font disegna il Nostro mentre digrigna i denti e contemporaneamente storce la bocca, rendendo ben poco onore al nostro Tiger il quale - più o meno come Tex - dovrebbe incutere timore e rispetto con la sua sola statura di uomo (oltre a quella fisica, beninteso! ;-)).
  • Tiger è l’unico dei pards che non ha dubbi di sorta: sa che «Un serpente cambia spesso pelle, ma non può mutare la sua natura!», ha capito subito che Rodelo ha finto cadendo da cavallo e che sta mentendo a tutti loro e continua a ritenerlo "uno spietato assassino", al contrario di Kit, che invece continua a difenderlo, accecato - lo accusa Tiger - da "una mal riposta simpatia per quella giovane canaglia" (pag.16-20 del n.659). Temiamo tuttavia che anche Tiger comincerà ad essere roso dal tarlo del dubbio dopo la "sparata" di Brandon a proposito della liberazione di Rodelo da parte di Tex («Tex aveva trovato un modo per risparmiarlo!... Evidentemente neppure lui è infallibile, Tiger! Devi fartene una ragione!» (pag.89 del n.660), del quale Tiger poco prima si era detto "sinceramente ammirato" (pag.68-69).
  • Ciò che fa sembrare Tex infallibile, senza esserlo, è la sua volontà di affrontare qualunque situazione con coraggio e senza paura, prendendo decisioni e assumendosi rischi e responsabilità che - a tutti gli altri uomini dell’universo fumettistico in cui vive, eccetto i pards - farebbero probabilmente tremare i polsi. Può anche sbagliare, il suo "leggendario fiuto" può pure fare cilecca, ma Tex si assume la responsabilità delle sue decisioni e alla fine - pur tra mille avversità e al netto di vittime innocenti - risulta sempre vincente. Nella storia in oggetto, Tex dubita del Kid fino a poche pagine dalla fine (quando Kit e Carson gli raccontano chi è stato a farli fuggire, quindi indirettamente a salvare anche Tex), ad un certo punto egli è perfino certo della sua colpevolezza (pag.11 del n.660), e pronuncia frasi sulle disgrazie che "spesso avvelenano i caratteri migliori", sulle mele marce che "non si risanano", sul suo "errore di valutazione" (pag.54 n.658, pag. pag. 49, 110 del n.659), che non fanno che mettere in rilievo quanto la "maledetta votazione", da lui stesso indetta, fosse in contrasto con la sua opinione e il suo istinto. È tuttavia evidente che Tex non ha mai creduto (nemmeno forse sperato) che "la dura lezione" avrebbe cambiato Rodelo (cfr. pag.99 del n.659), ma che ha avuto ragione nell’inventarsi un modo per non mandarlo al patibolo (cfr. pag.114 del n.660), affrontando però una crisi di coscienza che non attiene ad un eroe della sua caratura. È in questa crisi, oltre al fatto che è Kid Rodelo a salvare lui, Carson e Kit, che Tex risulta - di fatto - perdente.
  • «Resta giù, Meifeng! Il vecchio bastardo non potrà mai più frustarti!... Ma c’è ancora...» dice Tex alla povera Meifeng, che lo sta chiamando. Resta giù? E cosa sarebbe cambiato se fosse restata giù, invece di sollevarsi come una bambola rotta, come mostrato dalla successiva vignetta di Font? (pag.61 del n.660) Non si sarebbe presa ugualmente la pallottola esplosa da Marvel? Tex lo aveva intuito poche pagine prima che Meifeng poteva "essere una pedina sacrificabile" (pag.58) e infatti la sacrifica, mandandola da sola ad affrontare la trappola nonostante sia una donna (e per due vecchi galantuomini come Tex e Carson ciò dovrebbe contare) e sia ferita. Alla faccia di «Io e Carson non facciamo del male alle donne!» (pag.54) (segnalazione di Giorgio Loi).
  • A pag.87 del n.660 uno dei due sgherri di Grant che accompagnano Rodelo nella prigione di Kit usa il coltello "per scalzare quella ferraglia dal muro" (non si sa chi abbia le chiavi). Quindi Kit ha manette e catene ai polsi quando Rodelo lo libera. Poche pagine dopo, quando è nei corridoi in cerca della cella dove si trova Tex, non solo Kit ha i polsi liberi, ma ha addirittura recuperato il cappello. ;-)
  • «Ho recitato bene la commedia, allora! Davvero credevi volessi inscenare un duello sulla sedia a rotelle?... Mi sono inventato quell’assurdità per impedire a Thunder di ucciderti su due piedi!» dice Rodelo a Carson quando lo libera (pag.91 del n.660). D’accordo. Ma per inscenare la "commedia" Rodelo ha trovato il tempo di mandare qualcuno a prendere la sua sedia a rotelle - che si trovava al saloon o al suo ranch - per portarla nei sotterranei (pag.75-77)?
  • A pag.103 del n.660 Tex racconta a Kit di aver fatto cadere Thunder in un "vecchio trucco" scagliando il cinturone. Ora, come possa Tex essere riuscito anche solo a slacciare la fibbia di metallo - figuriamoci poi a lanciare il cinturone - senza che Thunder se ne accorgesse e percepisse la sua posizione, considerate le sue "capacità quasi soprannaturali, nel buio", è un vero mistero («Avrei sentito anche il fruscìo della tua colt uscire dalla fondina, se tu avessi voluto provarci...» diceva Thunder a Rodelo poco dopo aver suonato il finale della Toccata e fuga in Re Minore di Bach nella chiesa di Selkirk, pag.64 del n.659).
  • A pag.53 del n.658 a Mike che difendeva Dallas e il suo sogno di "rifarsi una vita onesta" con lui, Tex rispondeva: «A quanto pare, hai fatto una scommessa e l’hai vinta, Mike! La stessa scommessa che abbiamo fatto noi!.. quando, dopo la morte di Durango, abbiamo dato una chance a lei e a suo fratello Kid Rodelo!... e tu sai bene che non ho mai avuto dubbi sul fatto di affidare a te la ragazza... ma su quel giovanotto dalla pistola facile avevo invece una ben diversa opinione!...» A giudicare da come si comporta Dallas a partire almeno da pag.69 del n.660, pare invece che la scommessa l’abbiano persa tutti. Da notare poi che Tex, che aveva "affidato" Dallas (rimasta impunita dei suoi crimini) a Mike, permette che la donna se ne vada dove le pare, forse sperando che se ne occupi quel mollaccione di marito («La mia Dallas non ha mai fatto nulla di male.» dice Mike a pag.15 del n.658, dimenticandosi delle rapine) disposto "a seguirla per tutto il Canada" (pag.114 del n.660).
  • «Tu e Carson gli dovete la vita!... Questo per me estingue ogni vecchio debito!» dice Tex ai suoi pards riferendosi al Kid nella vignetta conclusiva della storia; un enfatico suggello che dovrebbe sottolineare il riscatto in extremis dell'uomo che tante divisioni ha creato tra i pards e non solo. Sinceramente, non potevamo immaginare una chiusura peggiore. Non solo Tex non accenna minimamente ad ammettere la cantonata presa, né rende merito al figlio e a Carson di averci visto giusto sul giovane ex fuorilegge, a differenza di lui e Tiger, ma "concede" addirittura il suo perdono da "ogni vecchio debito". Davvero? In primo luogo, pensavamo che la morte fosse già un saldo sufficiente per qualsiasi debito. Tex, o almeno il Tex che conosciamo noi, non ha mai infierito nemmeno sul peggior avversario di fronte alla morte (basti pensare a Lucero), quindi la frase di Tex suona decisamente stonata e fuori luogo. Al contrario, sia Tex sia i suoi pards avrebbero avuto un bel debito nei confronti del Kid, debito che la di lui morte ha provvidenzialmente saldato, per non parlare del bel mucchio di rimorsi (e della figuraccia) che Tex si porterà al cospetto del cadavere di un ragazzo da lui ingiustamente e lungamente sospettato. (nota di Giorgio Loi)

Frasi

  • Tex: «Vogliamo solo prendergli le misure, all’esimio mister Grant!»
    Brandon: «Parlando di misure, spero che tu non ti riferisca a quelle di una cassa da morto!»
    n.658, pag.69
  • Brandon a Tiger, sul Kid : «Tex aveva trovato un modo per risparmiarlo!... Evidentemente neppure lui è infallibile, Tiger! Devi fartene una ragione!»
    n.660, pag.89
  • Tex : «Kid Rodelo doveva dimostrare qualcosa a sé stesso ... e doveva farlo senza di noi. Tutto qui! In un certo senso ci è riuscito! Tu e Carson gli dovete la vita!... Questo per me estingue ogni vecchio debito!»
    n.660, pag.89

Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger Jim Brandon Colonnello della Mounted Police e amico storico di Tex William Rainey [+] alias Durango, compare nell’incubo di Dallas Philip Rainey [+] alias Kid Rodelo, rapinatore di banche e assassino, fratello minore di William Molly Rainey alias Dallas, ex cantante da saloon, sorella gemella di Philip Mike Foster giocatore, marito di Dallas e socio dei due gemelli Thomas Grant direttore, presidente e proprietario della filiale della Compagnia delle pellicce di Selkirk Bedloe segretario di Grant Mose aiutante negro di Kid Rodelo, al quale è molto affezionato James ufficiale della Mounted Police di Winnipeg McFry sergente della Mounted Police di Selkirk Douglas giovane agente agli ordini di McFry Nichols agente agli ordini di McFry Henry Calver [+] proprietario terriero Stevens ex-ranger del Texas e guardia del corpo di Calver Zeb Robbins [+] commerciante (solo citato) Doug Packard giornalista del "Manitoba Free Press" dottore di Winnipeg Lin Chao cuoco cinese del "Lucky Star" saloon, adepto del Drago Darryl Loman [+] assassino agli ordini di Grant Will Ferris [+] ladro agli ordini di Grant Jerry frequentatore del "Lucky Star" saloon becchino di Selkirk Jack Thunder [+] avversario cieco dai molti talenti, veste i panni dell’organista della chiesa di Selkirk Sommers pastore della chiesa di Selkirk (solo citato) Todd barman del "Lucky Star" saloon Ho Wang [+] vecchio cinese che si esibisce nel "medicine show" del genero, complice di Thunder Meifeng danzatrice e lanciatrice di coltelli, ubbidisce a Ho Wang Theodore "Teddy" Brewster alias Dottor Marvel, complice di Thunder

Locations

Winnipeg Canada "Lucky Star" Saloon a Winnipeg dei fratelli Rainey e Mike Foster villaggio centrale della riserva Navajo, Arizona Selkirk Manitoba, Canada ufficio di Thomas Grant ranch di Kid Rodelo, fuori città Quartier generale della Mounted Police di Winnipeg "Red River" Saloon a Winnipeg stalla di Winnipeg ospedale di Winnipeg casa del commerciante Zeb Robbins uffici della Mounted Police di Selkirk "Manitoba" saloon a Selkirk Selkirk hotel chiesa di Selkirk prateria del Manitoba "La Prairie" hotel a Winnipeg "Manitoba Free Press" giornale di Packard territorio tra Winnipeg e Selkirk camera dei coniugi Foster, al "Lucky Star" saloon sotterranei del vecchio magazzino abbandonato casa del Dottor Marvel a Selkirk stalla di Selkirk

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