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Nodo scorsoio

Stavolta ad essere braccato e inseguito è un “buono”, ingiustamente accusato
Scheda di  |   | tex/


Nodo scorsoio
IT-TX-656-657


uBCode: ubcdbIT-TX-656-657

Nodo scorsoio
- Trama

Poco prima della sua esecuzione tramite impiccagione, il giovane ex-galeotto Timothy Russell viene liberato da due presunti complici. I due sono in realtà Tex e Carson, intervenuti su richiesta del vecchio e invalido giudice Kirkman, che ritiene il suo protetto ingiustamente accusato. Durante le indagini, i nostri entrano più volte in contatto con un personaggio misterioso, che fa ricadere su Timothy le sue azioni delittuose. Tex e Carson scoprono la relazione tra Timothy ed Alicia, figlia del ricco uomo d’affari Stanley Raymond, relazione che è il movente che fa agire l’"assassino nell’ombra". Alla fine, questi si consegnerà alla giustizia.

Valutazione

ideazione/soggetto
 2/7 
sceneggiatura/dialoghi
 2/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 

Recensione

data pubblicazione Giu 2015 - Lug 2015
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbTito Faraci
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbRossano Rossi
copertine
Tex 656<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 657<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Il "diverbio" dal quale è tratta la copertina<br>Tex 657, pag.37 - Tavola di Rossano Rossi<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i> La tresca disvelata<br>Tex 656, pag.112 - Tavola di Rossano Rossi<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • L’intervista a cui si fa riferimento nel commento è la "Conversazione con Gianluigi Bonelli" (pag.9-38) in Mauro Paganelli e Sergio Valzania (a cura di) Gianluigi Bonelli - Aurelio Galleppini, Collana L’autore e il fumetto / 6, Montepulciano (Si), Editori del Grifo, 1982.
  • Questa è l’ottava storia di Tito Faraci per la serie regolare di Tex dopo la precedente Il ricatto di Slade n.647-648. Gli albi fuori serie sono La belva umana Maxi Tex n.14, Il ciarlatano Almanacco del West 2012, La legge di Starker Maxi Tex n.16, I rapitori Almanacco del West 2014 e la storia breve dal titolo L’uomo sbagliato pubblicata nel Color Tex 4.
  • Il disegnatore aretino Rossano Rossi è qui alla sua terza prova sulla serie regolare dopo Dieci anni dopo n.567-568 e Attacco alla diligenza n.604-605, entrambe su testi di Claudio Nizzi. Rossi ha esordito con Il fuggitivo Almanacco del West 2005, realizzato insieme a Fabio Civitelli, sempre su testi di Nizzi.
  • Magari poteva essere scelto un diverso soggetto per la copertina del n.656, comunque ottimamente resa da Claudio Villa, considerato che non fa sorgere alcun dubbio su chi sia l’uomo che spara dal tetto nella scena che comincia a pag.8-9, facendo perdere così l’effetto sorpresa (che sia Tex lo si vede comunque a pag.13).
  • Se escludiamo i dialoghi e le smancerie, le disavventure amorose di Timothy Russell, incarcerato ingiustamente, e Alicia Raymond possono far tornare alla memoria la relazione tra Jim Mander e Loren Mac Kennet in Agguato tra le rocce n.68-69.
  • A pag.19 del n.656 Timothy dice a Tex: «Il giudice Kirkman mi aveva parlato molto di voi, Willer... ma non sapevo che foste anche così abile a liberarvi di un paio di manette!» e Tex risponde «Ho avuto i miei trascorsi... ma certe cose è bene non raccontarle troppo in giro...». Sarà, ma abbiamo visto Tex con le manette (dalle quali non si libera) ne Il grande intrigo n.141-145 e ne L’uomo con la frusta n.365-367, mentre nulla si sa riguardo ai suoi trascorsi da fuorilegge. Abbiamo invece visto Tex "manettaro" nei confronti di Andy Wilson in Caccia all’uomo n.183-185 di Guido Nolitta e Fernando Fusco. Si potrebbe quindi arguire che, più che a liberarsi delle manette, Tex è abile a metterle!
  • Dopo il giudice "impicca più in alto" Felsen apparso nella precedente storia Oro Nero! n.654-655 di Gianfranco Manfredi e Leomacs, ecco un altro giudice "buono", ossia il giudice Kirkman, che oltretutto pare essere amico di lungo corso di Tex e Carson (cfr. pag.22-23 del n.656). Anche nel recente Texone di Pasquale Ruju e Massimo Rotundo Tempesta su Galveston Tex Gigante 30 compare un giudice, ossia Aloysius Trent, che invece tanto buono non è e pertanto riceve da Tex un trattamento in perfetto stile gianluigibonelliano.
  • È vero che "la gente tende a esagerare", ma i commenti riportati da Fred Hansen sulla "banda" che avrebbe liberato Russell sono essi stessi un tantino esagerati («Mi hanno parlato addirittura di una banda di una dozzina di uomini!», pag.55; «E poi due uomini, da soli, non ce l’avrebbero mai fatta... Secondo tutti i testimoni, si trattava di un gruppo numeroso!», pag.105), anche considerato che non è che Tex e Carson sparino chissà quanti colpi, altro che "finimondo" (Timothy, pag.20). Il commento del vicesceriffo («Erano troppi, per noi!», pag.36) riporta invece alla memoria una frase simile pronunciata da un Tex altrettanto ignavo in Fort Sahara Maxi Tex n.11.
  • I sospetti sulla colpevolezza di Hansen sorgono sin dalla lettura del primo albo, essendo egli stato citato e definito una brava persona prima dal giudice (pag.25 del n.656), poi dal suo aiutante Ben (pag.54) ed essendo apparso in ben tre scene (pag.55-57, 100-105, 108-110), tutto ciò senza svolgere apparentemente alcuna funzione nell’ambito della narrazione. Dopo avere ammazzato quattro persone e tentato un paio di volte di sparare ai due pards, Hansen sembra avere una crisi di coscienza e aspetta Tex al suo ranch, con il fucile in mano, e rende piena confessione. Cerca quindi di farsi uccidere (pag.93-97 del n.657), ma Tex gli fa saltare di mano il fucile. Da notare che, nel corso di tutta la scena, Tex lascia le redini del suo cavallo solo quando si reca a parlare con Timothy (che, contravvenendo agli ordini ricevuti a pag.89, era sopraggiunto per uccidere Hansen...). Non le molla nemmeno quando spara ad Hansen e lo stesso vale per Carson, altrettanto impalato nella stessa posizione.
  • Durante la confessione, Tex accenna al tentativo di Hansen di uccidere Stanley Raymond per fare in modo che la figlia "attribuisse la colpa a Russell e lo odiasse" (pag.96 del n.657). Tentativo di omicidio? Non si capisce a chi /dove abbia sparato Hansen, ma di sicuro non colpisce Raymond, visto che questi cade semplicemente da cavallo. È lo stesso Raymond a sostenere che lo sparatore ha "sbagliato mira" (pag.22).
  • Vedendolo steso a letto solo per aver preso "una brutta botta" cadendo da cavallo, non sembra fare poi così paura Stanley Raymond, il cosiddetto "padrone della città", l’uomo che, con tanto di ghigno sul volto, ha appena annunciato al fattore Miller che dovrà andarsene dalla proprietà, ormai acquisita dalla banca. Stando a quanto dice Hansen, «Troppe persone che lui ha mandato in rovina sono cariche di rabbia e rancore... e, per sopravvivere, si trovano costrette a rubare.» (pag.33 del n.657), ma "tutta questa violenza" nemmeno si intuisce, preferendo la storia concentrarsi sull’amore contrastato tra la figlia di Raymond e l’ex-galeotto.
  • Del braccio destro di Raymond, Richard Trevor, anche lui "cattivo" con ghigno, sappiamo che è bravo a riacchiappare cavalli selvaggi, come mostrato nella scena a pag.59-66 del n.656. Pare anche che, insieme ai suoi uomini, abbia eseguito diversi "lavoretti" per conto di Raymond (pag.105 del n.657), ma, considerato quel poco che combina in questa storia, la sua efficacia come longa manus di Raymond sembra suggerita solo dal suo abbigliamento (camicia e pantaloni neri, cappello nero impreziosito da borchie).
  • Nel corso delle duecentoventi tavole Tex e Carson fanno saltare di mano due fucili e ben cinque pistole (pag.13, 18 e 100 del n.656 e pag.10, 63 e 97 del n.657), conseguendo un primato che pensavamo fosse rimasto ascritto a eroi ragazzini come Capitan Miki o Il piccolo sceriffo o al western umoristico di Lucky Luke. Tralasciando la scena nella quale i due pards sparano sulla folla per impedire l’impiccagione di Timothy e la scazzottata con Kurt e i suoi amici al saloon, i cadaveri risparmiati sono almeno quattro.
  • Lo sceriffo Ward (o il suo vice) ordina a Tex e Carson di lasciare la città per ben tre volte (pag.31 del n.656 e pag.37, 41-42 del n.657) e infine li minaccia (pag.57 del n.657). Anche i cittadini di Silverwood vorrebbero cacciarli (pag.75), aizzati dallo sceriffo. A parte l’iniziale breve tafferuglio con i vice dello sceriffo (pag.28-31 del n.656), per il resto gli "scontri" (si fa per dire) sono solo verbali. In occasione di uno di questi "diverbi" Tex arriva a minacciare a sua volta lo sceriffo tirando in ballo i rangers: «Volete forse sollevare un polverone, mettendovi contro il corpo dei Rangers? Accomodatevi!» Di fronte ai cittadini di Silverwood, invece, Tex sembra chinare la testa, scuro in volto, e poi se ne va («Ho una gran voglia di rompere qualche grugno...ma non cambierebbe la situazione.»).
  • Da pag.114 del n.656 a pag.10 del n.657 Tex e Carson sparano, tenendosi nascosti e senza ferire né uccidere nessuno, a Trevor e ai suoi tre uomini che avevano sorpreso insieme Timothy e Alicia nei pressi del laghetto. La sparatoria - nel corso della quale viene fatta saltare di mano una pistola e colpito il rametto di un albero - comincia proprio nel momento in cui Trevor sta per uccidere Timothy. Al termine di cotanta sparatoria contro ben quattro avversari, Carson addirittura si preoccupa "che a quei pellegrini non salti in mente di prendersela" con lui e con Tex (pag.11)!
  • La scena in cui Trevor colpisce la stampella e fa cadere il giudice (pag.59 del n.657) è una citazione da C’era una volta il West (1968, regia di Sergio Leone). Protagonisti della scena erano rispettivamente Frank (Henry Fonda) e Morton (Gabriele Ferzetti) (segnalazione di Giorgio Loi).
  • È un vero mistero come abbia fatto Kurt, di notte, a riconoscere Hansen nell’individuo tutto imbacuccato, completamente vestito con abiti scuri o neri, con il cappello calato sulla fronte e con il fazzoletto nero che gli copre il resto del volto lasciando fuori solo gli occhi (pag.46 del n.657). Tutto merito della "grande familiarità", come suggerisce Tex (pag.55)? Sarà!
  • Nemmeno questa volta a Tex è stata concessa una sigaretta. Lo stesso dicasi per il povero Carson, che tuttavia nelle storie di Faraci pare abbia fumato più di Tex (cfr. pag.39-42 del n.647 Il ricatto di Slade e pag.17 del n.648 Sotto assedio). L’unica storia di Faraci in cui abbiamo visto Tex con una sigaretta in bocca è stata La legge di Starker (cit.).
  • D’altronde, meglio non affaticare troppo i polmoni, anche considerato che, dopo la "sfacchinata" iniziale della sparatoria, con tanto di salto dai tetti, Tex e Carson percorrono non si sa quante miglia avanti/indietro tra la casa del giudice, la città, il boschetto; la casa del giudice, il ranch di Raymond, la casa del giudice; la casa del giudice, Silverwood, il laghetto degli innamorati, il boschetto, la casa del giudice; Silverwood, la casa del giudice, Silverwood, la casa del giudice, il ranch di Hansen, il luogo dello scontro finale con gli uomini di Trevor.
  • La scena finale è la più interessante di tutta la storia, con Timothy che saluta il giudice prima di lasciare Silverwood perché, pure se discolpato, non vuole restare in un luogo dove ha subito troppi torti. Non è ben chiaro perché Alicia lo aspetti fuori, per lo più abbastanza lontano, ossia al di là del recinto della proprietà del giudice (pag.112-114 del n.647).
  • Per la figura di Alicia rimandiamo alla Margaret de I rapitori (cit.). Alicia non è frivola come Margaret e non sviene sentendo le brutte notizie, ma lo sa solo Tex da dove gli sia venuta la certezza che Alicia sia "una ragazza forte". «Lo si capisce subito.», secondo lui (pag.30 del n.647).

Incongruenze

  • A pag.19 del n.656 Tex dice a Russell che, durante la sparatoria per salvarlo dall’impiccagione e poi farlo fuggire, "nessuno è stato messo in pericolo" dal piombo esploso da lui e Carson, e che comunque avevano bisogno di un "diversivo" (pag.9-18). La scena è certamente una novità sulle pagine di Tex, ma il nostro ranger è solito compiere certe azioni di notte, senza rischiare la vita di innocenti (il loro piombo non ha messo in pericolo nessuno, ma che dire di quello eventualmente esploso da altri?) e senza che vi sia qualche testimone che può notare la sua camicia giallo canarino, seppure qui in parte coperta dallo spolverino. Ricordiamo inoltre che i due pards non giungono a Silverwood all’ultimo momento, di modo da non avere altra scelta, ma arrivano il giorno prima. Hanno quindi tutto il tempo di parlare con il giudice e di tentare di convincere lo sceriffo "a riprendere in esame la faccenda", tentativo che naufraga in uno scontro all’acqua di rose tra i due vice e i due pards, ai quali poi viene ordinato di lasciare la città (pag.22-32).
  • Ricordiamo inoltre che la sparatoria in pieno giorno per favorire la fuga di Timothy viene messa in atto da Tex basandosi solo sulle parole del giudice («Conosciamo il Giudice Kirkman. Questo basta e avanza», pag.21 del n.656), che aveva a suo tempo condannato Timothy, ma che ora, ritenendolo "un uomo nuovo", è "fiero di lui". Questo Kirkman non si era mai visto nella saga di Tex e conta poco il fatto che sembra che i due si conoscano da anni (cfr. pag.22-23). Com’è nata questa grande amicizia, che un po’ ricorda quella tra Tex e Jerry Norton, anche lui perfettamente sconosciuto ai lettori texiani (Lo sceriffo indiano n.581-582)? Dobbiamo credere che il giudice è un "buono" perché assomiglia ad Abramo Lincoln, è invalido e ha un servitore negro che evidentemente gli è affezionato? Ricordiamo infine che anche Tex ha avuto un passato da fuorilegge ingiustamente accusato e perseguitato dagli sceriffi, ma lui non "si è macchiato di vari crimini", facendo parte di non meglio specificate "bande" (pag.23, 55 del n.656).
  • Tra l’altro, Timothy non è quasi mai sincero con Tex e Carson e nemmeno ubbidisce ai loro ordini di stare nascosto (cfr. pag.42,109 del n.656 e pag.16, 89, 98 del n.657) e di stare al riparo (pag.107 del n.657), ordini dati per garantire la sua sicurezza. Anche la "parola d’onore" data al giudice (pag.29 del n.657) viene vanificata (pag.98). A Tex - cioè a colui che gli salva la vita due volte e che sta lavorando per discolparlo - Timothy non dice la verità riguardo la sua storia e perfino quando il nostro ranger è convinto del contrario dopo avergli intimato di parlare guardandolo negli occhi («E credo che tu adesso mi abbia detto tutto, finalmente.», pag.81 del n.656), Timothy nasconde ancora dei segreti («Ho promesso che non avrei detto niente a nessuno...»), svelati solo verso la fine della vicenda dietro insistenza del giudice («Una promessa annullata dalle circostanze.», pag.87 del n.657).

Frase

  • Tex: «Ce ne hai messo di tempo, vecchio cammello!»
    Carson: «Ma sentilo! Credi che alla mia età si possa saltare su e giù dai tetti come una scimmia?»
    n.656, pag.20-21

Personaggi

Tex, Carson Timothy Russell giovane ingiustamente accusato di omicidio Kirkman giudice protettore di Timothy Ben aiutante negro del Giudice Fred Hansen amico del Giudice e inamorato respinto di Alicia Ward sceriffo di Silverwood Jack, Ronny vicesceriffi Stanley Raymond ricco uomo d’affari Alicia figlia di Stanley, ama segretamente Timothy Scott mandriano al servizio di Raymond Nick Lewis [+] mandriano al servizio di Raymond, testimonia contro Russell Jerry Foster [+] mandriano al servizio di Raymond, testimonia contro Russell Daniels maggiordomo di casa Raymond Richard Trevor dà la caccia a Russell per conto di Raymond Cox, Lee, Barry [+] uomini di Trevor Kurt, Burke [+] attaccabrighe del saloon Miller ranchero minacciato da Raymond moglie di Miller figlio di Miller

Locations

Silverwood Texas prigione di Silverwood ufficio dello sceriffo casa del Giudice Kirkman ranch di Raymond ranch di Trevor Black Horse saloon laghetto presso cui si incontrano gli innamorati ranch di Miller baracca di Timothy

Elementi

condannato liberato giovane ingiustamente accusato assassinio nell’ombra storia d’amore tenuta celata innamorato respinto e vendicativo

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