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Furia Comanche

Come finì l’“immortale” che osò sfidare Tex Willer
Scheda di ,  |   | tex/


Furia Comanche
Tex 645-646


uBCode: ubcdbIT-TX-645-646

Furia Comanche
- Trama

Il guerriero Comanche Wasape, precedentemente catturato da Tex e Carson, viene impiccato a Fort Worth. Egli tuttavia non muore ma, fuggito dal forte, sfrutta la sua fama di immortale per mettersi alla testa di un gruppo di rivoltosi e riprendere le scorrerie contro i bianchi. Dopo avere scoperto che l’impiccagione è stata una messinscena, i due pards si mettono sulle tracce dei militari che ne sono gli autori. Trovatili già cadaveri, i nostri difendono un piccolo convoglio diretto a Scotsville e poi l’intera cittadina dalla furia degli attacchi di Wasape. Lanciatisi poi sulle tracce dei sopravvissuti Comanches, i due pards sconfiggono i due bianchi ideatori del complotto, complici di un affarista di Denver che vuole mettere le mani sulle terre dei Comanches, e quindi affrontano Wasape in uno scontro mortale presso le Lame di pietra.

Valutazione

ideazione/soggetto
 5/7 
sceneggiatura/dialoghi
 6/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 75
data pubblicazione Lug 2014 - Ago 2014
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbPasquale Ruju
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbErnesto Garcia Seijas
copertine
Tex 645<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 646<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Balla con le Aquile<br>Tex 646, pag.57 - Tavola di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Il ranger immortale

Commento di G.Loi

Dopo il gotico e vampiresco Vladar visto il mese precedente nelle pagine dell'ultimo Texone, Tex e Carson affrontano di nuovo un avversario fortemente caratterizzato, Wasape, sanguinario capo Comanche che si vanta, convintamente, di essere addirittura... immortale. Partendo da uno dei fondamentali sottogeneri del Western, ossia gli scontri fra soldati e indiani, e da un altrettanto classico canovaccio, cioè il complotto degli speculatori bianchi per scatenare una guerra ingiusta e appropriarsi i territori dei pellirosse, Pasquale Ruju inserisce un'interessante variazione sul tema: una finta esecuzione capitale che avrà imprevedibili effetti sul "condannato" e finirà per travolgere i suoi stessi mandanti.

Una storia tutta azione, sangue e polvere da sparo, con torme di indiani che non esitano a scagliarsi contro carovane, ranch e addirittura un'intera città, sempre validamente fronteggiati dai due rangers, perfetti nel ruolo d'impavidi castigamatti che, pur nella drammaticità degli eventi, non rinunciano, e per fortuna, a qualche momento di sana ironia.

Due albi di divertimento allo stato puro, quindi, con personaggi delineati in modo netto ma non per questo banale, così come la trama risulta più articolata e studiata di quanto potrebbe apparire a una prima, superficiale lettura. Abbiamo apprezzato, in particolare, l'evoluzione psicologica dell'antagonista principale e dei suoi rapporti contrastati con i fratelli di razza, nonché l'interazione fra i due pards e i cittadini di Scotsville, la cui strenua difesa dagli indiavolati Comanches di Wasape occupa quasi l'intero secondo albo.

Ma la sfida principale di Ruju è stata di far confrontare l'invincibile Tex con un "guerriero immortale", con il serio rischio d'impantanarsi in una riedizione del Paradosso dell'Onnipotenza (la forza inarrestabile che incontra l'oggetto inamovibile) e riuscendo invece a cavarsela con eleganza, senza tradire né le premesse di fondo né il carattere dei personaggi, sia pure a prezzo d'una tutto sommato perdonabile forzatura (v. sezione Incongruenze); perdonabile, considerato il più che apprezzabile risultato finale.

Complessivamente buoni i disegni del grande Ernesto Garcia Seijas, erede spirituale di Erio Nicolò nella rappresentazione di un "bel" Tex (mentre il suo Carson non è all'altezza di quello del maestro di Firenze) ma ancora non bene a suo agio nelle scene d'azione, che qui purtroppo abbondano, e talvolta esagerato nella caratterizzazione dei personaggi, come se gli mancasse un pieno equilibrio tra il registro della commedia e quello dell'avventura.

La storia non è perfetta e non può certo definirsi un capolavoro, ma è fresca, divertente, briosa, ottima nei dialoghi, con i due satanassi perfettamente in parte. Per quanto ci riguarda, Ruju al momento rappresenta il miglior Tex in edicola. Per una definitiva consacrazione, attendiamo che si cimenti con l'intero quartetto, se mai ciò avverrà.

Note e citazioni

  • Questa è la nona storia per Tex di Pasquale Ruju, la quarta per la serie regolare dopo La prova del fuoco n.598-599, Mezzosangue! n.621-622 e Le catene della colpa n.625-626. È di recente pubblicazione (giugno 2014) il suo Texone intitolato L’orda del tramonto Tex Gigante 29.
  • Si tratta invece della sesta storia per Tex di Ernesto Garcia Seijas, la quarta per la serie regolare dopo Il Killer n.571-572, La prova del fuoco (cit.) e Gli schiavisti n.618-620 (quest’ultima sceneggiata da Mauro Boselli, come anche Il Killer).
  • La città di Fort Worth nacque come avamposto militare e ciò è ben messo in rilievo dalle tavole di Seijas, che raffigura edifici di vario tipo, tra cui abitazioni ed attività commerciali, posti all’esterno del fortino (cfr. pag.11, 14, 35, 56 e 89 del n.645).
  • A pag.16 del n.645 una battuta di Carson («Se solo fossimo arrivati laggiù qualche minuto prima...») fa subito tornare in mente il recente Texone L’orda del tramonto (cit.), nel quale Tex si rammaricava in tre diverse occasioni di non essere arrivato prima sui luoghi in cui diverse persone avevano trovato la morte per mano di Vladar e della sua banda (cfr. pag.43, 65, 135).
  • Che il comanche Wasape sia un cattivo o comunque un personaggio sinistro, votato al Male, è segnalato anche dalla grossa cicatrice sul lato sinistro del suo volto, tra il naso e l’occhio, forse testimonianza di un combattimento con il tomahawk, come quello che qui lo oppone a Saimath (cfr. pag.60-63 del n.645). Pure lo "scalpatore" Crane, complice del giornalista Zimmer, è qualificato negativamente da una cicatrice sul lato sinistro del viso, seppure più deturpante di quella di Wasape, che sembra averlo anche reso cieco dall’occhio sinistro (cfr. da pag.100).
  • La situazione, nonché la frase gridata da Tex ai Comanches («Aquila della Notte è qui, cuccioli di coyotes! Chi vuole sfidare la sua ira?») a pag.64 del n.645, riportano alla memoria lo scontro che oppose Tex e alcuni guerrieri Apaches Mescalero in La prova del fuoco (cit., pag.69); in entrambi i casi gli indiani, al solo sentire il nome di Aquila della Notte, perdono un po’ della loro baldanza e addirittura, nel caso dei Comanches, alcuni fuggono. Da notare che gli indiani temono Tex più dell’"immortale" Wasape.
  • A pag.32 del n.646, mentre Tex sale la scalinata interna del saloon per poi parlare con i cittadini di Scotsville, un vecchietto dice ad un suo amico, che gli chiedeva informazioni su Tex: «Come, non lo conosci? Quell’uomo è una leggenda, amico. Una dannata leggenda!» È accaduto più volte, nelle storie di Mauro Boselli, che dei comprimari si riferissero a Tex e/o a Carson usando il termine "leggenda" (cfr., ad es., pag.68 del primo albo di Salt River n.627-628 e pag.59 dell’albo n.638 di El Supremo n.637-640); come fatto per le sue storie, anche qui ci permettiamo di far presente che i due pards non sono ancora morti.
  • La scena a pag.56-57 del n.646, in cui Wasape si lancia al galoppo nella main street con le braccia stese, è una citazione da Balla coi lupi (Dances with Wolves, 1990, regia di Kevin Costner).
  • Nella scena a pag.54-55 del n.646 Wasape uccide due suoi guerrieri scampati allo scontro con Tex, ritenendoli dei "codardi" che sono "fuggiti come conigli, disonorando il sangue della" gente comanche. Per altri casi in cui il capo uccide uno o più dei suoi sottoposti, si veda L’orda del tramonto (cit.), dove Vladar uccide uno dei suoi uomini, Boris, colpevole di avergli disubbidito, e lo fa per dare un esempio (pag.126-7), mentre ne La prova del fuoco (cit., cfr. pag.21-23 del n.598) McDormand uccideva Dreyer, il quale aveva messo in dubbio la sua autorità. Ne La palude nera Almanacco del West 2008 Daniel Dumont uccideva due dei suoi uomini, il primo perché si era "fatto sorprendere come un pivello", il secondo per sbaglio (cfr. pag.100-101 e pag.137).
  • A pag.95-96 del n.646 Tex dà un’indiscutibile prova della sua abilità uccidendo Crane con un ben ragionato tiro di Winchester, che batte la superiore gittata del fucile Sharps dell’avversario. Per avere un’idea del funzionamento dello Sharps si veda Carabina Quigley (Quigley Down Under, 1990, regia di Simon Wincer), anche se qui il protagonista, interpretato da un fascinoso Tom Selleck, usa uno "Sharps Buffalo Rifle" modificato a canna lunga.
  • A pag.112 del n.646 i guerrieri Comanche superstiti non trovano il corpo di Wasape nel luogo in cui è stato travolto dalla carica dei bisonti e, mentre i suoi compagni sembrano credere alla sua morte, il fido Sewa confida che un giorno Wasape "tornerà per riprendere a combattere"; la vignetta ritrae la figura del guerriero "immortale" al galoppo - divenuta ora leggendaria - che si staglia nelle nuvole, riportando alla memoria i cinque guerrieri Comanche dell’altrettanto leggendaria "Mano di Ferro" nel finale di Deserto tragico n.69-70 (pag.64 del n.70).
  • Considerando come si evolve la vicenda, ciò che grida Wasape a Tex a pag.108 del n.646 («Se io non sono immortale, non lo sei neppure tu, Aquila della notte! E ora ti ucciderò!») e infine la grafica della copertina - con il titolo posto sopra il capo di Tex - possiamo dedurne che il guerriero immortale cui fa riferimento il titolo dell'albo non è Wasape bensì Tex.

Incongruenze

  • A pag.9 del n.645, vignetta in alto, il caporale Walsh presenta delle mostrine da sergente invece che da caporale, queste ultime peraltro non sempre presenti in tutte le vignette (cfr. ad es. pag.8 vignetta centrale a sinistra, pag.49 vignetta centrale).
  • A pag.24 del n.645, vignetta in alto a destra, manca la cicatrice sul volto di Wasape.
  • n.645, pag.58. «E tu non spari, Aquila della Notte?» «Il capo dei Navajos non spara a un idiota disarmato che si crede a prova di proiettile!» E' lo snodo centrale della vicenda. Wasape ha appena confermato la sua presunta immortalità, uscendo illeso da una gragnuola di proiettili, e ora sfida apertamente Tex. In tali condizioni sappiamo tutti che Tex non potrebbe sbagliare mira neppure volendo, ma narrativamente ciò non può avvenire, pena la conclusione anticipata (e affrettata) della storia. E quindi? Ruju non fa sparare Tex, ponendolo di fronte a un nemico disarmato, cosa che in altra situazione potrebbe pure starci, ma non in quella descritta. Tex e Carson sono in quel momento responsabili della sorte di un'intera città, e il ranger avrebbe la possibilità di stroncare facilmente la sicumera del suo fanatico avversario, bucandogli un braccio o procurandogli comunque una ferita tale da convincerlo della sua completa vulnerabilità (cosa che poi avverrà, a pag.104), incrinando nel contempo il suo prestigio presso i suoi guerrieri. Lasciandolo andare illeso si rende indirettamente responsabile di tutte le successive disgrazie che capiteranno a Scotsville e ai suoi abitanti. (segnalazione di G.Loi)

Frasi

  • Chasko: «Capelli d’argento! Ora Chasko prenderà la tua vita!»
    Carson: «Stai fresco! [BANG] E addio anche a Chasko! Non mi ha dato nemmeno il tempo di fare amicizia!»
    n.646 pag.77-78
  • Carson: «Parli di affrontare in due una dozzina di Comanches feroci e bene armati.»
    Tex: « Proprio così. Più un pazzo furioso convinto di essere immortale.»
    Carson: «Beh, poteva andarci peggio. Che cosa stiamo aspettando?»
    n.646 pag.90

Personaggi

Tex, Carson Wasape [+] guerriero Comanche scampato all’impiccaggione Kino [+] seguace di Wasape Sewa seguace di Wasape Tamanka uomo della medicina Comanche Colonnello Graham comandante di Fort Worth Maggiore Collins [+] dirige la "falsa" impiccagione Sergente Riley [+] complice di Collins Soldato Foster [+] complice di Collins Caporale Walsh [+] complice di Collins, ucciso a tradimento a Fort Worth Capitano Dawson di Fort Worth Lew soldato agli ordini di Dawson Chasko [+] capo Comanche, segue Wasape Saimath [+] guerriero Comanche, si oppone a Wasape Meredith entraîneuse nel saloon di Fort Worth oste del saloon cameriere negro del saloon Johnson affarista a capo del complotto contro i Comanches Crane [+] cacciatore, complice di Johnson Zimmer giornalista e fotografo, complice di Johnson Bud Summer [+] fattore di Scottsville ucciso dai Comanches Archie Mulligan fattore di Scottsville Margaret moglie di Archie Jimmy figlio di Archie Gillian vedova di Bud Nashuka [+] capo Tonkawa, segue Wasape, ma poi abbandona la lotta Brett cittadino di Scottsville Sam Fulton fattore a cui i Comanches hanno incendiato il ranch

Locations

Fort Whort Texas "Three Stones" ranch rifugio di Wasape ufficio del Colonnello Graham a Fort Worth magazzino del Forte dispensa del Forte saloon di Fort Worth territorio del Texas Scottsville Texas campo dei Comanches saloon di Scottsville Lame di pietra formazione rocciosa Dallas Texas

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