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Inseguimento, L'

Vince Stanton: criminale evaso, sotto scorta, braccato e inseguito.
Scheda di  |   | tex/


Inseguimento, L'
IT-TX-629-630


uBCode: ubcdbIT-TX-629-630

Inseguimento, L'
- Trama

Mentre l’uomo catturato da Tex e Tiger durante un tentativo di rapina sconta la sua pena in carcere, si apprende che in realtà è Vince Stanton, rapinatore omicida, complice del pericoloso bandito Mitch Fraser. Con l’obiettivo di farsi condurre al covo di Fraser, Tex e Tiger si recano al penitenziario per far parlare Stanton, ma questi, nel frattempo, è riuscito ad evadere. Ha dunque inizio un lungo inseguimento, che vedrà comparire in scena, oltre alla banda Fraser, anche alcuni razziatori Apache e un quintetto di fratelli con propositi di vendetta.

Valutazione

ideazione/soggetto
 2/7 
sceneggiatura/dialoghi
 2/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 
 35

Recensione

data pubblicazione Mar 2013 - Apr 2013
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbTito Faraci
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbCorrado Mastantuono
copertine
Tex 629<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 630<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Radio Willer informa i lettori tardi di comprendonio circa i recenti sviluppi<br>Tex 630, pag.51<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Sesta storia sceneggiata da Tito Faraci per la serie regolare di Tex dopo la precedente Braccato! n.623-624. Gli albi fuori serie sono La belva umana Maxi Tex n.14, Il ciarlatano Almanacco del West 2012 e La legge di Starker Maxi Tex n.16.
  • Terza storia disegnata da Corrado Mastantuono per la serie regolare di Tex dopo Missouri! n.583-584 e I giustizieri di Vegas n.601-602, sceneggiate entrambe da Mauro Boselli. Mastantuono ha inoltre illustrato il Texone intitolato Il profeta hualpai n.g21, sceneggiato da Claudio Nizzi.
  • È la seconda volta che vediamo Tiger in una storia di Faraci; la prima volta era accaduto nelle ultime pagine di Minuti contati (albo conclusivo di Evasione n.558-559), l’unica occasione in cui abbiamo visto i quattro pards tutti insieme. L’entrata in scena di uno dei pards in una storia di Faraci viene contrassegnata da una ferita o da un rapimento: a Tiger tocca la ferita (al fianco). Nel seguito della vicenda Tiger sopporta stoicamente il dolore come il Tex di Braccato! (n.623, cit.).
  • L’inizio della storia ricorda molto quello di Braccato! (cit.), che vede Jack Torrent e due suoi complici cercare di rapinare il vecchio Benson (pag.5-18). Inoltre Torrent - come fa qui Vince Stanton (pag.16-17 del n.629) - si nasconde aspettando che Tex esca di casa (rispettivamente dal trading post), mentre questi lo sorprende arrivandogli alle spalle.
  • Si osservi che la mossa di prendere alle spalle gli avversari si ripete a pag.106 (Tiger sorprende gli Apache superstiti), a pag.43-45 (Tiger sorprende Russell, che prima aveva sorpreso Stanton) e a pag.108-109 dell’albo successivo (Tex sorprende Fraser). Si confronti inoltre la scena a pag.99-100 del n.629 con quella a pag.29-30 del n.630, entrambe basate sullo schema: domanda circa il numero degli avversari + risposta + Tex che spara + l’avversario che muore + Tex che commenta (rispettivamente) «Anche meno di una mezza dozzina!» e «Adesso sono quattro.».
  • La storia manca quasi completamente di riferimenti geografici, a parte la didascalia iniziale, in cui si precisa che Tex e Tiger si trovano su "una pista a sud est del Rio Bravo, New Mexico". Per il resto, il penitenziario, il ranch razziato, la casa dei Farrell, il cimitero e il saloon si trovano in località indeterminate. Vengono citate due cittadine: Redtown, dove Tex dice che andrà a consegnare Stanton, e Barksville (forse un omaggio a Carl Barks?), dov’è avvenuta la rapina ad opera di Stanton e dei suoi complici.
  • Fa un po’ sorridere la risposta data alla spia dal direttore del penitenziario circa il nome con cui viene chiamato Stanton: «John Smith. Però potrebbe non essere il suo vero nome.» (n.629, pag.24).
  • Dopo gli angeli custodi che "non sapevano di esserlo" de La pista dei fuorilegge Almanacco del West 2013, ecco Tex e Tiger in versione "angeli custodi" volontari, al servizio di Vince Stanton (pag.79 del n.629). Tiger fa pure lavoro doppio, salvando Tex in ben quattro occasioni, di cui - tanto per stare in tema - la terza al cimitero (pag.74 del n.630; la prima a pag.71 del n.629, dal tronco d’albero che stava per travolgerlo; la seconda a pag.31-32 del n.630, da una fucilata di Marvin Farrell) e l’ultima durante la sparatoria finale, tanto da far pensare a Tex che «È bello avere un angelo custode con la mira precisa.» (pag.97).
  • Non solo angelo custode e ottimo tiratore: nel suo vero esordio in scena al fianco di Tex, il nostro Tiger ci viene mostrato da Faraci quale abile cacciatore e cercatore di tracce; capace di contare quanti sono i nemici negli attimi confusi di una sparatoria non solo di giorno (pag.29 del n.630), ma persino di notte, precisando inoltre dove si trovano (pag.102) e di individuarli anche se nascosti da rocce e alberi (pag.83), partendo da una sensazione (pag.81); in grado di ammansire un lupo (pag.55-56 del n.629) e di impressionare gli Apache solo pronunciando il suo nome, o meglio, il nome con cui lo "chiamano" (pag.107); forte al punto da far sibilare il suo coltello e uccidere un serpente a sonagli poco dopo essere stato ferito (pag.60-61 del n.630) e di resistere al fianco di Tex per quasi tutto il resto della storia, nonostante la ferita. È questo un Tiger "esagerato" nel suo esibirsi come il più perfetto tra i nativi americani, in altrettanto perfetta comunione con la natura. Ci sono tuttavia alcune altre situazioni in cui la perfezione di Tiger s’incrina: ad es. nella scena iniziale, in cui dimostra di non conoscere la zona a sud-est del Rio Bravo (pag.5-6), quando i quattro pards, avendo inseguito e seppellito criminali in lungo e in largo, dovrebbero conoscere ogni angolo del West o quantomeno dell’Arizona, del Texas e del New Mexico; nel seguito della scena all’interno del trading post, Tiger sembra guardarsi intorno (pag.11 del n.629, vignetta centrale a sinistra), ma pare non vedere quello che ha visto Tex («Mmm... Tre cavalli sellati fuori... ma solo due avventori dentro.», pag.11), considerato che, quando i due rubagalline estraggono le armi, non è affatto pronto a reagire e Tex lo deve scansare (pag.12). Tiger spara a Stanton con il winchester da posizione ravvicinata ma non riesce nemmeno a scalfirlo e questi ha tutto il tempo di recuperare il cappello e scappare dal retro (pag.13). Nel prosieguo della vicenda, Tiger dimostra poi qualche difficoltà di reazione (cfr. ad es. pag.26-27 e 89 del n.630).
  • Dopo il capo indiano che ammazza uno dei suoi guerrieri perché ha disubbidito al suo ordine («Avevo detto che la donna bianca non doveva morire. Non subito.», pag.65), ecco Mitch Fraser che ammazza uno dei suoi uomini perché contesta la sua autorità (pag.113-114). Per altri casi simili, in cui uno dei cattivi uccide uno o più dei suoi complici o sottoposti al fine di punirli o di dare una lezione agli altri, si vedano Evasione (n.558, cit., pag.37-38), L’uomo di Baltimora n.591-592 (pag.89-90 del n.591), Il ciarlatano (cit., pag.102) e La belva umana (cit., pag.18-19, 91 e 146-149).
  • Ecco un riassunto dell’azione precedente, pensato da Tex in perfetto stile "nizziano": «Dopo avere intravisto Stanton dall’alto, ci eravamo divisi per prenderlo con una manovra a tenaglia... ma madama fortuna ci ha girato le spalle!» (pag.51 del n.630). Frasi del genere si sperava di non doverle più leggere.
  • Lo stesso dicasi per la scena di pag.10-14 (n.630): cinque pagine per ripetere più volte quello che accade. Si comincia con Clive e Rick che vedono arrivare Stanton e si dividono i compiti: Rick andrà ad accogliere Stanton mentre Clive andrà ad avvisare Fraser; Stanton vede Rick e pensa che gli "è venuto incontro"; infine Tex vede i due che si sono incontrati e commenta «La mia sella contro un dollaro bucato che il nuovo arrivato è una vedetta della banda di Mitch Fraser. Ha riconosciuto Stanton e gli è andato incontro.»
  • Lo stesso dicasi per gli spari in aria, di "nizziana" memoria. A pag.88 del n.629 Tex e Tiger sparano diversi colpi in aria per dare inizio allo scontro a fuoco, durante il quale Stanton dovrebbe eclissarsi; ma non potevano almeno sparare sui piedi o nelle vicinanze degli indiani dormienti, tanto per giustificare l’affermazione del capo che grida «Ci stanno attaccando!...»?
  • Anche in questa storia di Faraci Tex non fuma nemmeno una sigaretta, lo stesso vale per i cattivi e per le guardie del penitenziario. L’unica sua storia in cui abbiamo visto Tex con una sigaretta in bocca è stata La legge di Starker (cit.).
  • Lo stesso discorso vale per il whisky; si vedono bottiglie al trading post e al saloon, Fraser bleffa circa l’apertura di una cassa di whisky per festeggiare il ritorno di Stanton (pag.16 del n.630), ma nessuno beve. Tex ha spesso la tazza in mano, ma è quella del caffè.
  • La frase pronunciata a pag.47 del n.630 da uno dei complici di Fraser («...l’unico indiano buono è quello morto.») è una citazione del celebre motto coniato dal generale statunitense Philip Henry Sheridan.

Incongruenze

  • Nel riassunto, a pag.5 del n.630, al posto di Tiger viene nominato Carson e ci si riferisce erroneamente alla coppia di eroi in azione come a "i nostri rangers". A parte ciò, la frase iniziale non è comunque corretta in quanto Tex e Tiger non lasciano affatto "evadere il bandito Vince Stanton da un carcere": ci pensa da solo ad evadere, mentre i due pards stanno recandosi al penitenziario con il proposito di "farlo cantare" (pag.30).
  • Quando Tiger, a proposito del silenzio di Stanton circa la posizione del covo dei suoi complici, afferma: «Immagino che lo abbiano già torchiato...» (pag.29 del n.629), avevo a mia volta immaginato chissà che torture o soprusi da parte delle guardie carcerarie, tipo quelli patiti da Tex ne Il grande intrigo n.141-145. E invece no: a quanto pare, la torchiatura è consistita in una semplice offerta, fatta a Stanton dal direttore del carcere - uomo evidentemente rispettoso dei diritti civili dei suoi galeotti - di "avere un trattamento migliore" se solo rivelasse dove si nascondono i suoi complici (pag.32). Da notare l’espressione preoccupatissima della guardia quando si accorge che Stanton, colpito dal detenuto, "è conciato male" (pag.35) e il tenore delle sue riflessioni: «Dannazione! Il direttore Morrison andrà su tutte le furie! Si era raccomandato di tenere d’occhio Stanton! Non doveva succedergli niente, prima che si decidesse a parlare!» (pag.36).
  • Ma perché Stanton, che potrebbe godersi l’ingente bottino di una rapina, perde tempo a tormentare il padrone del trading post, convinto - chissà su che basi - che il vecchio abbia "il resto" degli spiccioli nascosto da qualche parte (pag.7-9 del n.629)? Perché Stanton, appena evaso di galera, invece di andare direttamente al cimitero a recuperare il suddetto bottino (che, tra l’altro - morti i suoi due complici - non deve dividere con nessuno), va proprio dove il direttore del carcere, Tex e Tiger vorrebbero che andasse, cioè dritto verso il covo della sua vecchia banda, a capo della quale vi è un individuo con evidenti problemi di autostima e di nervi, che uccide o minaccia chi fra i suoi sottoposti ne contesta l’autorità o gli fa un’osservazione (pag.113-114 del n.629 e pag.78 del n.630)?
  • Tra i cinque fratelli Farrell che, in alcune occasioni, invece di chiamarsi per nome si rivolgono l’uno all’altro chiamandosi appunto "fratello" (pag.111 del n.629; pag.23, 33 e 56 del n.630) e Tex (pag.32, 49, 61 e 85 del n.630), l’appellativo "fratello" diventa uno dei termini più usati nella storia (vedi anche Tiger a pag.10 del n.629), risultando alfine fastidioso. Per quanto riguarda i quattro pards, al di là dell’amicizia virile e dei legami di sangue tra loro esistenti, il termine "fratello" è stato spesso usato nei dialoghi al posto dei nomi propri, sia nelle situazioni scherzose, sia in quelle drammatiche, ma sempre stemperate dall’ironia, e a volte persino nei confronti degli avversari. Tutto ciò per dire che non dovrebbe essere impiegato con leggerezza o a sproposito.
  • Nella scena di pag.54-56, quando Stanton si accorda con i restanti fratelli Farrell per condurli al luogo dove ha sepolto i soldi, tutti si preoccupano di Tex, ma nessuno pensa che anche i complici di Stanton li vogliano inseguire. Tex e Tiger arrivano al cimitero prima della banda Fraser, tuttavia, anche se Marvin dice di voler usare Stanton come "esca" per eliminare Tex («Non ci sarà necessario cercare Willer. In un modo o nell’altro sarà lui a trovarci.», pag.56), lui e i suoi fratelli non si preoccupano granché di stare guardinghi, tanto che è Stanton a consigliare loro di tenere "gli occhi aperti. Non si sa mai... Qualcuno potrebbe averci seguito." Come qualcuno!? Ma non stanno aspettando Tex? Quando poi Tex arriva, lo stupore è l’elemento dominante nel pensiero di quella volpe di Marvin: «Ma quello è il ranger! Come è arrivato qui?»
  • Tra pag.103 e pag.104 del n.630, quando Tex esce allo scoperto impugnando entrambe le pistole per "terminare" i quattro banditi rimanenti, sembra tanto di vedere Arnold Schwarzenegger nell’azione immediatamente successiva alla battuta «Ho sposato Rambo!», pronunciata dalla moglie, interpretata da Jamie Lee Curtis (True Lies, 1994, regia di James Cameron). Ma questo è solo l’episodio più eclatante che caratterizza questo Tex - che evidentemente si crede invulnerabile oppure sa di esibirsi per un pubblico a cui vuole assolutamente piacere - tanto da permettersi atteggiamenti da incosciente anche quando non necessari (cfr. ad es. pag.31, 96-98).
  • Il cappello di Vince Stanton connota talmente il suo proprietario che questi non se ne separa mai: ha cura di recuperarlo durante la prima sparatoria (pag.13 del n.629); gli ricompare in testa quando incontra Marvin, benché non lo avesse alla cava di pietra (pag.41); viene gentilmente conservato dagli Apache quando catturano il suo proprietario (pag.77); questi riesce a recuperarlo durante la sparatoria che infuria nella notte (pag.95); riesce pure a conservarlo quando si tuffa in acqua dalla rupe, tanto che riemerge dal fiume col suo cappello in mano (pag.44 del n.630).

Frase

  • Vince Stanton: «Ehi, vecchio!... Ora si può sapere dove avevi nascosto i soldi?»
    Vecchio: «Da nessuna parte! Sono al verde! Mi avreste ammazzato per nulla! ...»
    n.629, pag.19

Personaggi

Tex, Tiger vecchio proprietario del trading post Bolton spia nel penitenziario Morrison direttore del penitenziario Vince Stanton fuorilegge catturato da Tex e Tiger e perennemente in fuga Tom, Bill [+] complici di Stanton nella tentata rapina al trading post Mitch Fraser [+] capo di una banda di fuorilegge Marvin Farrell [+] guida i suoi fratelli rubagalline Bud, Lester, Cedric, Roddy [+] fratelli di Marvin John [+] fattore ucciso dagli indiani Apache Mary [+] moglie di John Rick, Clive, Russell [+] uomini di Fraser

Locations

pista a sud est del Rio Bravo, New Mexico trading post Redtown cittadina al cui sceriffo viene consegnato Stanton (solo citata) Barksville cittadina in cui avviene la rapina (solo citata) penitenziario casa dei fratelli Farrell ranch cimitero saloon

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