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Salt River

Che i figli non osino aspirare alla grandezza dei padri
Scheda di  |   | tex/


Salt River
IT-TX-627-628


uBCode: ubcdbIT-TX-627-628

Salt River
- Trama

Il pericoloso bandito Jack Curtiss sfugge a Tex e Carson durante un inseguimento in cui i due pards decimano la sua banda. Certi che il fuorilegge stia preparando un altro colpo con altri complici, i pards - che nel frattempo si sono riuniti a Kit, reduce dall’incontro con la dottoressa Sarah Wyatt - decidono di dividersi e di dirigersi ciascuno presso uno dei tre possibili obiettivi. Curtiss si sta preparando ad agire a Green City, dov’è ritornato Kit, che però viene intrappolato e non riesce ad ostacolare i banditi, i quali, al termine della rapina, portano via con loro tre ostaggi e la bella Sarah. Kit si getta sulle loro tracce e, insieme a Tex e Carson, che lo hanno nel frattempo raggiunto, tenta di ostacolare il successivo colpo dei banditi al treno della Gila Valley Railroad. Nuovamente intrappolato insieme ai soldati di scorta al treno, Kit fa una spiacevole scoperta e viene poi salvato dai pards durante un’infuocata sparatoria. I tre si lanciano all’inseguimento degli ultimi superstiti, sulle cui tracce vi è anche una "posse" proveniente da Green City.

Valutazione

ideazione/soggetto
 2/7 
sceneggiatura/dialoghi
 3/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 45

Recensione

data pubblicazione Gen 2013 - Feb 2013
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbMauro Boselli
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbStefano Andreucci
copertine
Tex 627<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 628<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Mr. & Mrs. Curtiss e... "Kit"<br>Tex 628, pag.65 - Tavola di Stefano Andreucci<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i> Se è di quello buono, non si rifiuta mai!<br>Tex 627, pag.86 - Tavola di Stefano Andreucci<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i> Tex cavalca nell'acqua (come nella copertina di C.Villa)<br>Tex 627, pag.27 - Tavola di Stefano Andreucci<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Questa è la quarantesima storia scritta da Mauro Boselli per la serie regolare di Tex, a cui vanno aggiunti i sette Almanacchi, i quattro Texoni, un Maxi Tex (Nei territori del Nordovest Maxi Tex n.15) e il primo Color Tex (E venne il giorno Color Tex 1).
  • È invece la prima storia di Stefano Andreucci per la serie regolare di Tex, dopo avere esordito con Eroe per caso Almanacco del West 2003. Il disegnatore romano è uno dei grandi talenti della Sergio Bonelli Editore, per la quale ha realizzato anche Zagor e Dampyr.
  • Non gioca molto a favore del mantenimento della suspense posizionare il lancio dell’albo successivo a pag.2, quando si tratta della continuazione della storia che si sta per leggere: il lettore non è ancora arrivato a pag.5, deve ancora iniziare a leggere la prima parte, che già si ritrova dinnanzi il riassunto della sua conclusione. Non è la prima volta che accade, tuttavia, partendo dal presupposto che per la casa editrice non faccia nessuna differenza, mentre per diversi lettori sì, preghiamo caldamente che venga spostato in terza di copertina.
  • Secondo quanto segnalato da Carlo Monni relativamente a La pista dei fuorilegge Almanacco del West 2013 sul sito di Tex Willer Online
    In origine Gomez avrebbe dovuto disegnare una storia in due albi, quella che poi è diventata Salt River, ma quando, dopo un anno, arrivarono in Redazione le prime venti pagine di questa storia, da un lato Sergio Bonelli le trovò troppo "autoriali" (qualunque cosa voglia dire ) e temette che i lettori della serie regolare ne sarebbero rimasti spiazzati e dall’altro la lentezza di Gomez gli fece temere che la conclusione della storia avrebbe tardato troppo. Decise così di spostare Gomez sull’Almanacco. A questo punto, Boselli scelse di accantonare l’idea iniziale e scrivere una sceneggiatura ex novo che si ricollegasse alle circa 30 pagine già scritte e consegnate a Gomez (così ad occhio, sino a pag. 61 dell’Almanacco). Allo stesso tempo scrisse un nuovo inizio per Salt River (Tutta la sequenza al Trading Post e l’inseguimento via fiume, immagino) da ricollegare a quanto aveva già scritto nel frattempo e la sceneggiatura fu affidata ad Andreucci. Per la cronaca, il progetto originale prevedeva i quattro pards al completo. Nella ristrutturazione, la parte di Kit Willer è stata tagliata dall’Almanacco e quella di Tiger Jack da Salt River. Non escludo quindi, che nelle intenzioni originarie di Boselli Ozzie Johnson (sempre che nella prima versione non si chiamasse Jack Curtiss) dovesse essere più bastardo, ma che poi l’autore abbia deciso (giustamente) di differenziarne le personalità per non farne l’uno il doppione dell’altro e che gli siano sfuggite un paio di incongruenze.
  • Sarah Wyatt è la prima dottoressa a comparire sulle pagine di Tex; la targa sulla porta di casa recita "Surgeon and physician", ma poi si scoprirà che non è né l’una né l’altra. La dottoressa più famosa del piccolo schermo è Michaela "Dr. Mike" Queen della serie televisiva Dr. Quinn, Medicine Woman (La signora del West, CBS, 1993-1998, trasmessa in Italia da Rai 1 e Rai 2).
  • Il bandito Jack Curtiss assomiglia graficamente al personaggio di Dan Reynolds, che compare in Eroe per caso, cit.
  • A pag.38-39 del n.627 la scena che raffigura Tex e Carson mentre si riposano e asciugano davanti al fuoco ci ha ricordato una scena simile disegnata dal compianto maestro Guglielmo Letteri in New Orleans n.72-73 (pag.85-90), dove i ruoli erano però invertiti (era stato Carson a salvare Tex dal fiume ed è quest’ultimo che "si desta al suono di chitarre messicane...") e Tex indossava un indimenticabile paio di mutande a righe!
  • Nel flash-back di pag.68 (n.627) quello che sembra lo sceriffo di Laredo, esaudendo la richiesta di Jack Curtiss, approccia Tex e Carson nel modo seguente: «Questo mio amico ha espresso la curiosità di incontrare due leggende del West...». È già accaduto che dei comprimari si riferissero a Tex e Carson usando il termine "leggenda", tuttavia ci permettiamo di far presente che i due non sono ancora morti (segnalazione di Giorgio Loi).
  • La scena a pag.40-41 del n.627 ricorda quella a pag.23-24 (cfr. anche pag.32) di Morte nella nebbia n.556-557, con la differenza che là Kit acquistava cavalli per la riserva Navajo, qui manzi.
  • Anche uno dei due Navajos che scortano il bestiame insieme a Kit è lo stesso di Morte nella nebbia (cit.), cioè Ahzay, il giovane guerriero che, quando Kit si allontanava per andare ad avvertire Bronco Lane, lo seguiva di nascosto e lo aiutava, per poi venire successivamente catturato e ferito e quindi rischiare di essere impiccato dallo sceriffo Langdon e dai suoi uomini (pag.56-70 di Uccidete Kit Willer! n.557).
  • Lo sceriffo Langdon era alla guida di una "posse" formatasi tra i cittadini di Angel Rock per dare la caccia ai rapinatori della Utah Bank (pag.62 di Morte nella nebbia, cit.); qui la "posse" viene organizzata da Will Baxter, commerciante di Green City, la cui banca è stata rapinata dalla banda di Jack Curtiss.
  • Come in Morte nella nebbia (cit.), Kit è costretto a lasciare ai suoi due compagni l’incarico di scortare la piccola mandria: in questo caso l’imprevisto è rappresentato dal ritrovamento del giovane Apache Lobito, feritosi dopo essere riuscito ad uccidere un puma, coronamento di una prova d’iniziazione affrontata per dimostrare il proprio valore (cfr. pag.44-49 del n.627). Kit medica le ferite del ragazzo e decide poi di ricondurlo alla sua tribù.
  • A pag.52 (n.627), peccando di falsa modestia, Kit dice una sciocchezza («Ho solo fatto ciò che chiunque altro avrebbe fatto al posto mio!»), prontamente rilevata dalla dottoressa Wyatt («Non è vero! In questi luoghi selvaggi tutti pensano a salvare la loro pelle, non quella degli altri...»). Kit ha solo fatto ciò che è giusto e forse è tutto qui quello che avrebbe dovuto dire.
  • Appaiono fuori luogo sia lo stupore di Kit dinanzi alla pretesa di Lobito di portare con sé il puma ucciso («Che cosa mi tocca sentire!», pag.47), sia l’atteggiamento di Ahzay («Forse il ragazzo Apache è stato toccato dal Grande Spirito!...», pag.49), non solo perché gli indiani sono molto rispettosi verso le loro tradizioni e credenze religiose, ma anche se si considera che una prova d’iniziazione, anche più rischiosa di questa, l’aveva affrontata un giovane Navajo delle Terre Alte, diventato poi amico di Kit: ci riferiamo a Nehdi, figlio dello sciamano Manchas, feritosi nell’impresa di uccidere un’aquila (cfr. ancora Morte nella nebbia, cit., pag.5-21). Cfr. inoltre con pag.53 (n.627), dove Kit spiega alla dottoressa ciò che lui stesso avrebbe dovuto rispettare pienamente - seppure non condividendolo - e cioè che «Fa parte della cultura indiana credere che lo spirito dell’animale ucciso dia la sua forza al cacciatore!» Si osservi infine che, nelle pagine conclusive di Uccidete Kit Willer! (n.557, cit.), anche Nehdi uccideva un puma, non col pugnale bensì con un solo colpo di Winchester, seguendo gli insegnamenti di Kit.
  • In questa storia sono presenti altri riferimenti alla metà indiana di Kit, il più importante dei quali lo incontriamo durante la breve sequenza tra la fine di pag.51 e la prima vignetta di pag.52 (n.627) dove Kit si erge in tutta la sua fierezza di fronte al vecchio Apache che lo aveva scambiato per un bianco e pronuncia la più autentica tra tutte le battute che gli vengono messe in bocca nel corso della storia, ossia: «Guardami bene, vecchio!...». Successivamente, l’essenza Navajo di Kit riemerge in occasione di una conversazione con la dottoressa («Ho il mio pemmican! Noi Navajos ci accontentiamo di poco!», pag.57) e quando Kit cerca di convincere suo padre a lasciarlo galoppare avanti a loro per andare ad avvertire i soldati («Sono un Navajo! So come accelerare il ritmo dosando le sue forze... », pag.49 n.628). Ritorna poi per bocca di Tex, riguardo alla capacità di Kit di scoprire le tracce cancellate («...ma non abbastanza bene da ingannare un Navajo!», pag.99) e di Jerry Lovett che, mentre sta picchiando Kit, dice: «È un mezzo indiano, boss! Guarda! Se lo scazzotti non fa una piega!» (pag.69).
  • Nella scena a pag.80-81 (n.627), mentre padre e zio stanno bellamente prendendo in giro Kit e il suo prorompente entusiasmo per la dottoressa Wyatt, Carson definisce quest’ultima come «Praticamente decrepita!» (pag.81), allorché Kit ne dà un’età «prossima alla trentina». Sempre scherzando, vorremmo ricordare al vecchio Carson che - applicando il ragionamento per analogia - sua figlia Donna è "quasi" decrepita, visto che ha ormai più di venticinque anni (cfr. Il passato di Carson n.407-409 e I sette assassini n.463-465).
  • La presa in giro continua a pag.98 (n.628) quando Tex commenta nel modo seguente gli "importanti sviluppi" relativi all’identità della dottoressa: «Mmm...Mi verrebbe da dire che non hai molta fortuna con le innamorate, ragazzo mio!» A dire il vero, più che di una presa in giro pare trattarsi di una ramanzina bella e buona condita con un po’ di commiserazione, visto anche il riferimento che Tex fa, sorridendo, al "debole" di Kit per la dottoressa e al fatto che "per ben due volte" gli ha risparmiato la vita. D’altronde, visto quello che combina Kit in questa storia, non sappiamo proprio come dar torto al genitore un po' deluso.
  • Il registro della presa in giro sembra invece connotare lo scambio di battute tra Curtiss («Il degno figlio di Tex Willer! Un serpente velenoso e sempre pronto a mordere, esattamente come il padre!») e Jerry («È peggio di un diavolo scatenato!») dopo che Kit si prende la seconda botta sul cranio durante la sua permanenza nel vagone di testa (pag.66 n.628): ma cosa ha fatto Kit per meritarsi l’ammirazione dei banditi e il paragone con Tex? Cosa?
  • Senza indagare quanto sia appropriato il termine "innamorata" usato da Tex in riferimento a Sarah Wyatt (pag.98 del n.628), segnaliamo le presenze femminili che, nel corso della saga, hanno avuto importanza per Kit, chi nella veste di compagne di avventura (Nauha ne La montagna misteriosa n.15 e Mahena in L'agguato n.25); chi in quella di ipotetici flirt (Dora Elmer in Piutes! n.23; Irma, la ragazza mormone con cui Kit tenta di ballare ne La grande minaccia n.276-277; Linda Colter in Yukon selvaggio n.412-414) o di flirt conclamati (Carmen, la ragazza messicana del Texone La cavalcata del morto n.g27, pag.76; Donna ne Il passato di Carson n.407-409 e I sette assassini n.463-465) o di promessa sposa (Manuela Montoya ne I due rivali n.214-215) o, infine, di promessa sposa defunta (Fiore di Luna ne L'uomo senza passato n.423-425).
  • È un evento più unico che raro, dunque merita una nota: a pag.99 (n.627) Kit esibisce la stella di ranger!
  • A pag.110 Kit si libera dalle corde sfregandole su dei cocci di bottiglia trovati sul pavimento della cantina; dal modo in cui era legato, gambe e braccia, forse non sarebbe potuto arrivare alla lama nascosta nel tacco dello stivale, come invece fa per liberarsi dalle corde durante l’incendio nel vagone del treno (pag.88-89 del n.628).
  • Così come a pag.9 (n.628) anche a pag.68 Tex e Carson arrivano sul luogo in cui presumono che Kit abbia dato battaglia ai banditi, ma mentre nel primo caso lo scontro c’era stato e Kit non vi aveva proprio preso parte, nel secondo lo scontro non si è ancora verificato e Kit si trova già prigioniero dei banditi.
  • Nel corso di questa storia Kit si becca ben quattro botte in testa, tutte con il calcio della pistola (pag.108 n.627; pag.61 e 65 n.628) tranne l’ultima (con la canna, pag.71). Di queste quattro botte, due le piglia al momento in cui viene intrappolato e due dopo, superando, in ogni caso - a mente di chi scrive - i numerosi traguardi raggiunti in merito dal Tex di Claudio Nizzi.
  • Il vecchio Carson deve avere un angelo custode, o i banditi una pessima mira, visto che, quando rimane appeso al costone, dopo che Tex si è lanciato sul carro contenente il carbone (pag.72-79 del n.628) - e nonostante il fuoco d’inferno - se la cava solo con un graffio alla caviglia sinistra.
  • A pag.111 (n.628) Kit e Carson sparano alla corda con cui stanno per allungare il collo alla signora Curtiss, arrivando in tempo per salvarla, come fa Tex salvando Ahzay in Morte nella nebbia (cit.) e, prima ancora, salvando Kit ne Il passato di Carson (cit.).
  • Tra le dichiarazioni fatte da Kit, c’è almeno una previsione che si avvera: a Curtiss, che gli chiede dov’è Tex, risponde: «Molto lontano da qui... ciò non significa che primo o poi non ti troverà, Jack... e allora ti consegnerà a un giudice per farti impiccare... o nel migliore dei casi ti riempirà di piombo!» (pag.66).

Incongruenze

  • Questo giovane mezzosangue che si comporta da sbruffone inconcludente non sappiamo chi sia, ma certamente non è Kit Willer: il suo comportamento con il vicesceriffo di Green City, che al contrario di lui fronteggerà i banditi, riportando una ferita («All’Inferno! Non è in grado nemmeno di reggersi in piedi! Meglio non contare su quell’idiota!», pag.96 del n.627); il suo modo di approcciare il telegrafista («Non discutere, mezzemaniche!», pag.97); i pensieri («Curtiss ha pensato a tutto...I suoi sono già in città e domattina pensano di ripulire la banca senza incontrare resistenza... Ma si sbagliano! », pag.100) e le frasi da smargiasso («Il farabutto che riuscirà a seppellirmi non è ancora nato!... », pag.104; «A volte è meglio agire da soli, piuttosto che circondarsi di buoni a nulla!», pag.107) stanno lì tutte ad enfatizzare il successivo fallimento di Kit, la sua ingenuità, la totale assenza di quell’intuito per cui il padre va tanto famoso. La successiva presa di coscienza di Kit («... e io mi sono fatto mettere fuori gioco come un pollo!...», pag.110; «Mi sono fatto fregare da quei fuorilegge!...», pag.112; «... E non mi piace che mi si prenda in giro!», pag.114) avrebbe un valore se poi fosse capace di riscattarsi, di far dimenticare i suoi errori, mentre invece ciò non accade. Anzi, le frasi da sbruffone si moltiplicano («...Dopo il tiro mancino che mi hanno giocato, ho una gran voglia di menar le mani!», pag.12 del n.628; «Nessun altro ha osato sfidare l’ultimatum dei banditi!», pag.13; «Quei bastardi mi vedranno solo quando saranno a tiro della mia pistola... non lascerò loro il tempo di lanciare l’allarme né quello di pregare!», pag.17; «Ma immagino che siano troppo stupidi per capirne il significato... », pag.26, riferendosi ai tre banditi di retroguardia e ai segnali di fumo; «Sono un Navajo! So come accelerare il ritmo dosando le sue forze... », pag.49) senza che a tale impeto verbale seguano dei fatti concreti, se escludiamo la sgroppata, l’arrampicata, il salto sul treno, uno sparo alla corda, il ferimento di un bandito e l’atterramento di Carl, imprese che non bastano certo a qualificarlo come «Il degno figlio di Tex Willer!... » (pag.66).
  • A pag.12 del n.628 Kit ricompare in scena con indosso il cappello, mentre ne era partito privo da Green City, quando si era gettato all’inseguimento dei banditi (pag.114 del n.627).
  • Kit ha anche entrambe le pistole (cfr. pag.12-17 n.628), mentre ne aveva ricevuta solo una dal vicesceriffo di Green City (pag.114 del n.627), dopo essere riemerso dalla scuderia in cui era stato rinchiuso.
  • Nella scena da pag.61 a pag.71 (n.628) Kit viene colpito più volte in vari punti della testa e sul volto. Tuttavia, dopo essere stato liberato dal vagone in fiamme, appare fresco come una rosa (cfr. ad es. pag.95), senza più alcun segno.
  • I capelli di Sarah, descritti da Kit come "ramati" (pag.81 n.627), diventano chiari nell’albo successivo (cfr. da pag.59).
  • La scena di pag.77 (n.628) sembra quasi svolgersi al rallentatore, con il bandito che prende la mira e intanto pensa «I miei pards l’hanno distratto! Addio, vecchio ranger!» e Tex che, a sua volta, ha tutto il tempo di pensare «Quel balordo sta per sparare a Carson!» e poi fare fuoco, mentre il bandito è ancora nella stessa posizione, con il braccio a penzoloni!
  • Tex fa pensare al professor Mario Monti quando, a pag.43 (n.628), parla di "gradiente" (cfr. anche il pensiero di Kit, pag.50) e quando, a pag.73, si rivolge ai macchinisti, chiedendo loro: «Potete far subito ripartire il vostro ordigno?». Ci mancavano solo "per favore" e "grazie". Non bastava «Fai ripartire questa caffettiera, amigo!»?
  • A qualcuno potrebbe venire in mente il modo in cui Tex si fece intrappolare ne Il grande intrigo n.141-145 (pag.61 del n.141 La trappola) e giustificare il modo in cui Kit si fa infinocchiare da Sarah (pag.108 n.627): tuttavia, mentre almeno Tex veniva attirato nella stanza del "Silver Star" da un'irresistibile Myra Solano che vi si trovava già all'interno, Kit viene invitato da Sarah ad entrare nella sua scuderia - dove "è dannatamente buio" - mentre lei resta all’esterno a qualche metro di distanza. Com’è possibile che il tanto nominato "sangue Navajo" e l’esperienza di tutta una vita al fianco di Tex non portino Kit ad avere il minimo sospetto?
  • Visto che la prima volta non gli era bastata (n.627, pag.106-108), a pag.59 (n.628) Kit si fa nuovamente "piccionare": cambia l’imbroglione - che non ha più il "visetto d’angelo" (pag.65) di Sarah - non cambia il modo. Con parole gentili e convincenti Kit viene condotto dove vuole il malfattore, che gli cede pure il passo, di modo che Kit entra nella trappola tutto da solo, per poi venire preso alle spalle. Kit vede i tre soldati legati mentre Sarah è in piedi, libera, quasi sorridente e senza nemmeno un accenno di paura e ancora non capisce! Tuttavia, stavolta, Kit non si prende subito la botta in testa: ha la prontezza di reagire, colpire e disarmare l’imbroglione, per poi liberarsi del complice, dopo però che Sarah lo aveva salvato, impedendo al predetto complice di sparargli; indi, mentre Kit continua a non nutrire nessun sospetto verso la donna - come confesserà candidamente più tardi («Peste! A quanto sembra, mi sono fatto davvero infinocchiare come un imbecille! Ma chi avrebbe potuto immaginare...?», pag.64) - questa lo colpisce col calcio della pistola. Qui non ce la fa a reagire; pare che veda con la coda dell’occhio Sarah che sta per sferrargli il colpo, ma - cavallerescamente - sta fermo e se lo prende (pag.61). Se almeno fossero state invertire la vignetta di sinistra e quella centrale (e quest’ultima fosse stata leggermente modificata), forse l’effetto sarebbe stato un filino meno eclatante.
  • A pag.87 del n.628, Tex non si ricorda neppure di avere un figlio: salterebbe giù dal treno in corsa per inseguire i banditi in fuga se non fosse per Carson, che si accorge del vagone in fumo (segnalazione di Giorgio Loi).

Frasi

  • Kit: «Guardami bene, vecchio! C’è anche del sangue indiano in me. Il sangue di mia madre Lilyth, della nazione Navajo.»
    n.627, pag.51-52

Personaggi

Tex, Carson, Kit Jack Curtiss [+] capo di una banda di rapinatori Jed, Bud [+] uomini di Curtiss uccisi da Tex Buzz traghettatore Corvo Giallo [+] indiano amico di Buzz Ahzay, Carlito indiani Navajo Diaz allevatore, fornitore di manzi della riserva Navajo Lobito giovane Tonto Apache salvato da Kit Tonio, Anatah indiani Tonto Apache Sarah Wyatt Curtiss moglie e complice di Curtiss, si spaccia per medico a Green City Bob ubriaco che molesta Sarah Drayson sceriffo di Green City Tobey vicesceriffo di Green City vicesceriffo di Green City che affronta i banditi sceriffo di Cottonwood sceriffo di Prescott Wilson vicesceriffo di Prescott Morris [+] banchiere di Green City, ucciso dai banditi Will Baxter commerciante di Green City, forma una posse per inseguire i rapinatori Lee, Rob, Desmond cittadini di Green City, riportano in città gli ostaggi liberati albergatore di Green City, ostaggio della banda Curtiss fabbro di Green City, ostaggio della banda Curtiss impiegato della banca di Green City, ostaggio della banda Curtiss Elmer, Bone, Rob [+] retroguardia della banda, impiccati dalla posse Lee, Pablo, Delgado, Ryan, Hoss [+] banditi uccisi durante la sparatoria sul treno e successivamente Jerry Lovett [+] bandito che tende la seconda trappola a Kit Carl [+] bandito ucciso da Baxter durante la sparatoria finale Red macchinista o fuochista del treno

Locations

Salt River Canyon Arizona baracca del traghettatore Regione del Tonto Rim ranch del señor Diaz Pista della Sierra Tonto Creek Apache Reservation capanna della medicina nella riserva Green City casa di Sarah Wyatt a Green City Sunset saloon a Green City rifugio dei banditi Cottonwood Prescott scuderia di Cottonwodd ufficio dello sceriffo di Cottonwood ufficio dello sceriffo di Prescott ufficio del telegrafo di Prescott ufficio dello sceriffo Drayson a Green City ufficio del telegrafo di Green City pista per Green City arroyo treno della Gila Valley Railroad Silver Mountains passo di Rocky Bend cisterna di Paiute Plains baracca sulle rive del Tonto Creek

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