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Attacco alla diligenza

un complotto per eliminare il Generale Davis
Scheda di  |   | tex/


Attacco alla diligenza
Tex 604-605


uBCode: ubcdbIT-TX-604-605

Attacco alla diligenza
- Trama

La diligenza su cui sta viaggiando il Generale Davis viene attaccata da dei malviventi, che rubano una cassetta contenente l'oro destinato a Fort Wingate. Non rimane alcun superstite e il corpo del generale non viene ritrovato. Tex e Carson, ai quali Davis aveva dato misterioso convegno ad Albuquerque, si gettano sulle tracce dei banditi e scoprono che anch'essi sono stati eliminati e che la cassetta non contiene affatto oro bensì delle rondelle di ferro. Continuando ad indagare, i pards ritrovano Davis, salvato e curato da degli indiani Comanches, e con il suo aiuto smascherano gli autori del complotto ordito per eliminarlo, dopo che questi aveva scoperto l’esistenza del losco traffico d'armi tra alcuni militari traditori dell’arsenale di Santa Fe e un sedicente rivoluzionario messicano.

Valutazione

ideazione/soggetto
 1/7 
sceneggiatura/dialoghi
 1/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 
 25

Recensione

data pubblicazione Feb 2011 - Mar 2011
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbRossano Rossi
copertine
Tex 604<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 605<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Il West di Rossi<br>Tex 605, pag. 17 - Tavola di Rossano Rossi<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i> Senza vergogna<br>Tex 605, pag. 104 - Tavola di Rossano Rossi<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Il disegnatore aretino Rossano Rossi è qui alla sua seconda prova sulla serie regolare dopo Dieci anni dopo n.567-568 e Il fuggitivo Almanacco del West 2005, quest’ultimo realizzato insieme a Fabio Civitelli.
  • Ritroviamo il Generale Philip Davis, personaggio creato da Claudio Nizzi, che comparve per la prima volta nella saga di Tex nell’avventura disegnata da Ferdinando Fusco dal titolo Riserva indiana n.302-304. Le circostanze dell'incontro tra Tex e Davis vennero precisate dallo stesso Davis: «Quando ero ancora colonnello, Willer mi ha salvato la pellaccia durante uno scontro con gli Apaches.» (pag.71, n.304).
  • Corbett, il capo del terzetto che assalta la diligenza, ha il volto, gli abiti e le armi del perfido Charlie Prince di Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma, regia di James Mangold, 2007, C. Prince era interpretato da Ben Foster). Il cappello indossato dal bandito panciuto è invece quello del fuorilegge Ben Wade, interpretato da Russell Crowe.
  • Per quale motivo, nella scena a pag.41-43 (n.604) Corbett nasconde temporaneamente la cassetta dietro a un cespuglio? Temeva che qualcuno potesse fare una passeggiata lungo il greto del fiume?
  • La sostituzione dell’oro con delle rondelle di ferro (pag.99 n.604) è una citazione dal Texone La grande rapina n.6 dello stesso C. Nizzi e José Ortiz (cfr. pag.58-59) (segnalazione di Giorgio Loi).
  • Sorvoliamo sulla proverbiale fortuna dei pards, che li fa incappare nel vecchio cercatore d’oro Caleb (pag.79): non solo ha assistito al crollo della vecchia miniera sulla White Mesa sotto la quale sono rimasti sepolti Corbett, la sua banda e la cassetta, ma conosce pure un’entrata di servizio alla miniera (pag.86-87). Ma che dire del vecchietto che chiede a Tex se una volta sceso nel cunicolo riuscirà ad orientarsi (pag.91) e gli dice pure dove voltare ("..sul lato destro della frana..", pag.92)? (segnalazione di Andrea Mela).
  • A pag.5 del n.605 il Colonnello Fairmont disegna su un foglio lo schizzo del volto del sergente Dagan, come fece Mefisto con i volti di Kit e Tiger a pag.42 dell'indimenticabile (sic) Il potere delle tenebre n.503. Fairmont vuole che Tex e Carson seguano Dagan, come parte di un piano per sbarazzarsi di loro: ma, a parte il fatto che ci pensa già Dagan a fare in modo che i pards non sbaglino strada, era proprio necessario fare un ritratto così preciso del volto di un complice? Complice che Tex e Carson cattureranno grazie proprio a quel ritratto e che sarà il principale testimone d’accusa contro Fairmont?
  • A pag.19 del n.605 il sergente Dagan sente il bisogno di confidarsi con sé stesso: «Ero sicuro che mi avrebbero seguito... Anche la sosta al trading post l'ho fatta per lasciare una traccia del mio passaggio». Si noti con quale premura questo militare traditore lascia una traccia per agevolare il lavoro dei due uomini che lo stanno inseguendo per mettergli il cappio al collo! Viene lecito domandarsi se, senza la traccia, i due rangers sarebbero stati in grado di stargli alle calcagna.
  • A pag.39-40 al posto dei soliti banditi pasticcioni che, pur avendo dalla loro il vantaggio della sorpresa e della posizione, riescono a sbagliare la mira e a non centrare nemmeno di striscio Tex e Carson, ecco un bel serpente a sonagli che si avvinghia alla caviglia di uno dei banditi, costringendolo a sparare e mettendo quindi sull'avviso i due rangers. Il serpente a sonagli va a rinfoltire la schiera degli animali "da avvertimento": il topo del professor Doberado (Il lungo viaggio n.515-517), il gatto di Amarillo (Muddy Creek n.519-520), le mucche e gli uccellini ne I fratelli Donegan n.526-527. L'idea dei banditi incapaci non rimane tuttavia inutilizzata, come mostrato a pag.55-59.
  • A pag.49 Tex decide di fuggire in canoa, visto che "i cavalli sono rimasti dall'altra parte" e che comunque "a cavallo non potremmo mai farcela". Chi lo sa, quello che è certo è che è il sistema più facile per capitare - guarda caso - nello stesso villaggio indiano presso il quale il generale Davis si trova in convalescenza.
  • L'autore non lesina sui dettagli imprescindibili: prima quelli relativi al matrimonio d’interesse del Generale Carrozo con "la figlia di uno degli uomini più ricchi del Messico, padrone di miniere e fabbriche" (pag.22 del n.604); poi quelli riguardanti il tepee destinato a Tex e Carson dal capo dei Comanches Bisonte Nero, "da poco rimasto vuoto perché la proprietaria, una vedova, è andata ad abitare presso dei parenti in un altro villaggio" (pag.68 del n.605). A parte la precisazione di natura condominiale, ma gli indiani non ignoravano il concetto di proprietà?
  • Se non ci soffermiamo sulla pena ridicola inflitta al generale Fairmont e al sergente Dagan (pag.109), in effetti "tutti i responsabili hanno pagato" - come dice Tex nel finale - anche quel Dug Tracy che Tex e Carson si rifiutano di inseguire in Messico per onorare un appuntamento a cena (pag.104). Tracy viene infatti ucciso dal generale Carrozo, che lo incolpa di avergli fatto rimandare la sua bella rivolta. Accade spesso, nella saga di Tex, che i cattivi si uccidano fra loro, ma a parte la figura vergognosa fatta da Tex e Carson, scopriamo che Davis è venuto a conoscenza delle circostanze della morte di Tracy "da un testimone presente ai fatti" (pag.113). Non si è fatto nemmeno lo sforzo di cercare le informazioni, magari anche con mezzi poco ortodossi (che so, un agente infiltrato?): c’è stato invece un messicano (il dottore? un bandolero? uno degli uomini d’affari seduti al tavolo del generale? cfr. pag.110-113) che si è premurato di fare avere la notizia ad un generale dell’esercito della nazione confinante.
  • Davis sarebbe anche un buon personaggio, se Nizzi non avesse preso la pessima abitudine di fargli mettere in ombra Tex praticamente a ogni sua apparizione. Questa volta lo vediamo addirittura, e in modo francamente inverosimile, scazzottare il fedifrago colonnello Fairmont (n.605, pag.94), parte che una volta era istituzionalmente riservata al nostro ranger. Ranger che, per contro, dopo il primo incontro con Fairmont sentenzia: «Uhm! Mi è sembrato sincero, e tuttavia faccio fatica a credergli fino in fondo.» con un ma-anchismo degno del miglior Maurizio Crozza. D'altronde, che il suo (una volta) infallibile occhio per giudicare le persone si fosse da tempo appannato non lo scopriamo sicuramente oggi (segnalazione di Giorgio Loi).
  • A pag.113 Carson è soddisfatto per la fine di Tracy, ma gli sfugge una lamentela: «.. avrei preferito vederlo salire coi miei occhi su una forca!» Certo, magari però mandando qualcun altro a catturarlo e magari guardando l’impiccagione stando comodamente seduto al tavolo di un ristorante!?
  • Si osservi, infine, che nessuno accenna più all’oro; c’era effettivamente un carico d’oro destinato a Fort Wingate? Se sì, è stato trafugato da Dagan? Oppure era tutto un bluff?

Incongruenze

  • Riportiamo la seguente precisazione di Carlo Monni sul forum di TexWillerOnline:
    Sono stato autorizzato da Rossano Rossi in persona a rivelarvi un paio di errori presenti nel primo albo, ma non commessi da lui, a quanto mi ha detto. Il primo lo trovate a pag. 15 ultima vignetta. La risposta alla maestrina che chiedeva se quella davanti a lei era la diligenza per Gallup, avrebbe dovuto darla il postiglione, invece il balloon è attribuito ad un anonimo passante. Può essere che in Redazione qualcuno abbia ritenuto che nella vignetta il postiglione fosse stato disegnato troppo lontano, ma rimane il fatto che non si accorda bene con il dialoghi della pagina successiva, dove la maestrina parla, appunto, col postiglione. A pag. 72 il fatto che risulti ferito alla testa il passeggero sbagliato, non è dovuto ad un errore di Rossi, ma della redazione, in cui qualcuno ha fatto confusione ed ha fatto aggiungere una ferita dove non doveva esserci e non c'era nel disegno originale.
  • Nella scena a pag.6-7 del n.604 Carson ironizza sul buonsenso dei militari e si rivolge piccato a Tex dicendogli: «Sui portatori di stellette la pensi esattamente come me, ma se ti toccano Davis scatti come una molla!» Carson dimentica di essere stato lui stesso un "portatore di stellette", salito nel tempo fino al grado di Colonnello. Non è comunque corretto affermare che i due la pensino allo stesso modo: Carson è sempre stato più rispettoso nei confronti dei militari, al contrario di Tex, che ha "massaggiato" a suon di pugni fior di generali, colonnelli e via via scendendo lungo la scala gerarchica. A disattenzioni di tale genere nei confronti delle caratterizzazioni dei personaggi, C. Nizzi non è affatto nuovo (cfr. ad es. una scena simile a pag.33-34 de La rivolta dei Cheyennes n.589).
  • Da come si svolge la scena a pag.26-31 del n.604 e da quello che dice Corbett a pag.34 («È una fortuna che non sia finita in mezzo al fiume, altrimenti non l’avremmo più trovata!»), è evidente che i banditi si limitano a sperare di prendere la cassetta, senza pianificare l’attacco in modo che il recupero dell’oro non sia questione di fortuna (segnalazione di Giorgio Loi).
  • Nella vignetta verticale lunga di pag.68 (n.604) manca la pipetta rivolta verso Carson al balloon in basso.
  • A pag.112 del n.604 alla domanda del Colonnello che chiede a Tex perché ha lasciato la cassetta al deposito della Wells, Fargo & Co., il ranger risponde: «Per un’elementare regola di prudenza, Colonnello. La sostituzione delle monete d’oro è sicuramente avvenuta qui all’arsenale e non volevamo che qualcuno, vedendoci arrivare con la cassetta, potesse mettere sull’avviso il colpevole.» Peccato che uno dei membri del complotto, cioè Dug Tracy, abbia visto Tex, Carson e la cassetta arrivare a Santa Fe, li abbia seguiti fino al deposito e sia poi corso proprio "a mettere sull’avviso il colpevole" (pag.104-106).
  • Nella scena a pag.55-59 non uno dei colpi sparati dai banditi centra la canoa sulla quale stanno fuggendo Tex e Carson; e dire che dopo la prima serie di colpi, «La sparatoria continua per un altra [sic!] decina di minuti...» Davvero un portento questi rivoluzionari! E che dire dei nostri due "eroi"? Durante il corso della sparatoria eliminano ben due bandoleros e ad uno fanno saltare di mano il fucile!
  • A pag.70 Tex compie una "bella prodezza" - come gli fa notare lo stesso Dagan - colpendolo quando questi ha ancora le mani legate. Non che sia la prima volta che accade (cfr. ad es. Il cowboy senza nome n.203 pag.65 di Guido Nolitta e I banditi della città fantasma n.539 pag.7-9 di Mauro Boselli) ma, pur trattandosi di circostanze diverse, vedere Tex comportarsi vigliaccamente non è mai piacevole.
  • Nella vignetta in basso a destra di pag.83 la pipetta è erroneamente rivolta verso Carson; la frase "Perché non glielo hai detto?" viene invece pronunciata da Tex, come dimostra il gesto della sua mano e il fatto che si rivolge a Davis dandogli del tu (Carson invece gli dà del voi).
  • A pag.85 Davis promette a Dagan che, in cambio della sua confessione, farà trasformare la sua "sicura condanna a morte in un periodo di detenzione", precisando che la condanna a morte è sicura in quanto lui stesso farà in modo che gli "venga appioppato il massimo della pena" dinanzi alla corte marziale. Stupisce dunque che ciò non accada per il Colonnello Fairmont, definito proprio da Davis come "il maggior responsabile di questo sporco affare" (pag.101). Fairmont viene infatti condannato a soli dieci anni di carcere e ci pare pertanto assurda l’osservazione di Tex ad un Carson basito (che si aspettava la forca): «Devi tener conto che nessuno dei due aveva commesso omicidi» (pag.109): non solo Farimont si è macchiato di alto tradimento, vendendo armi dell’esercito ad un rivoluzionario messicano, ma è anche il mandante dell’assassinio di nove persone e del tentato omicidio di Davis. È quindi incredibile che Davis, memore di tutto ciò e delle accuse rivolte in modo tanto plateale a Fairmont (cfr. i tre "voi" di pag.96), non abbia fatto "personalmente pressione" (pag.85) per farlo condannare alla pena capitale, condanna di cui - tra l’altro - pareva essere assolutamente certo («Mi fate pena, ma non muoverò un dito in vostra difesa quando verrete condannato da una corte marziale!», pag.97).
  • Dopo avere percorso la main street di Santa Fe con la cassetta blindata in bella mostra (pag.104-105 del n.604), Tex ci ricasca e rifà lo stesso tragitto con Carson, Davis redivivo e Dagan a testa bassa (pag.86-87). Anche stavolta viene visto da Dug Tracy (stesso saloon, stessa posizione, scena praticamente identica), che si affretta a squagliarsela. Allo sceriffo sudaticcio che confessa di avere fatto cilecca, Tex - evidentemente dimentico dell’idiozia combinata poco prima - risponde saccente: «Claro! Ha visto che eravamo ancora vivi e che con noi c’erano Dagan e Davis... Non gli ci è voluto molto per fare due più due.»
  • A pag.103 lo sceriffo di Santa Fe comunica ai pards e a Davis che Dug Tracy è riuscito a scappare. Vale la pena riportare il dialogo tra i tre amiconi, desiderosi di allungare al più presto le gambe sotto a un tavolo:
    Carson: «Non dirmi che vuoi buttarti sulle sue tracce!?»
    Tex: «Rassicurati, non ci penso nemmeno. Anche perché sono convinto che Tracy non si lascerà mettere il sale sulla coda... sa che se lo prendessero salirebbe sulla forca, e pur di evitarlo venderà l'anima al Diavolo!»
    Davis: «È anche la mia idea. Punterà verso il Messico per strade poco battute, girando al largo dai villaggi e viaggiando di notte. Meglio non illudersi di poterlo riacciuffare.»
    Si noti quanto ciò sia assurdo: se Tex avesse sempre rinunciato a inseguire i criminali solo perché questi - comprensibilmente - avrebbero fatto di tutto per evitare la cattura, non staremmo qui a parlare di Tex bensì di un personaggio col coraggio di Don Abbondio.
  • Il gaudente Carson sigilla il rifiuto all’inseguimento con una battuta memorabile: «Dovremmo rinunciare a una bella mangiata solo perché quel tanghero è riuscito a scappare?» (pag.105)
    Ci mancherebbe altro, chi si aspetta qualcosa da questi due "rangers da ristorante" e dal ragionier... pardon Generale Davis, controllore di libri contabili (cfr. pag.83)?! Magari però - tra un boccone e l’altro - qualcuno poteva fare la fatica di mandare un telegramma a Montales per chiedergli una mano e forse anche avvisarlo che in Messico c’è un matto con la pressione alta che sta per scatenare una rivoluzione!

Frase

    Davis: «Sempre in forma, Carson!»
    Carson: «Anche voi mantenetevi in forma! Alla nostra età non c'è niente di più importante.»
    n.605, pag.106

Personaggi

Tex, Carson, Tiger, Kit Davis generale dell’esercito, amico di Tex Fairmont colonnello dell'esercito a capo dell’arsenale militare di Santa Fe e del traffico d'armi Adams capitano dell'esercito Dagan sergente dell'esercito e complice di Fairmont direttore del deposito Wells, Fargo & Co. di Santa Fe Cummings direttore del deposito Wells, Fargo & Co. di Albuquerque Blade dipendente del deposito Wells, Fargo & Co. di Albuquerque portiere dell’Albergo Clarion Rose [+] maestra, muore quando la diligenza finisce nel crepaccio Hank [+] postiglione Bill [+] uomo di scorta Corbett [+] capo dei banditi che assalgono la diligenza Marvin [+] complice di Corbett Caleb cercatore d’oro Dug Tracy [+] trafficante d'armi Montero [+] messicano al soldo del Generale Carrozo Carrozo generale messicano che sta organizzando una rivolta Carlos, Jason uomini di Carrozo Bisonte Nero capo di una tribù Comanche sceriffo di Santa Fe Jimmy garzone delle scuderie

Locations

pista per Albuquerque nel New Mexico arsenale militare di Santa Fe deposito della Wells, Fargo & Co. di Santa Fe saloon di Santa Fe vecchia miniera sulla White Mesa Hotel Clarion di Albuquerque deposito della Wells, Fargo & Co. di Albuquerque pista per Santa Fe rive del Rio Grande ufficio del Colonnello Fairmont presso l'arsenale militare di Santa Fe trading post di Mescal Springs villaggio abbandonato sul Rio San Josè Rio San Josè villaggio dei Comanches di Bisonte Nero stazione di El Paso villaggio centrale della riserva Navajo

Elementi

traffico d'armi attacco alla diligenza militari traditori scomparsa generale Davis complotto golpe in Messico

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