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Artiglio della tigre, L'

il miagolio della tigre e il pigolio dell'aquila
Scheda di  |   | tex/


Artiglio della tigre, L'
IT-TX-587-588


uBCode: ubcdbIT-TX-587-588

Artiglio della tigre, L'
- Trama

Tex e Carson giungono a San Francisco su richiesta del loro vecchio amico Tom Devlin, per affrontare nuovamente la Tigre Nera e distruggere la sua organizzazione. Messi sulle tracce della Tigre da un informatore cinese amico di Mike Tracy, prima Carson e poi Tex cadono nelle grinfie del vecchio nemico, bramoso di avere finalmente la sua vendetta.

Valutazione

ideazione/soggetto
 1/7 
sceneggiatura/dialoghi
 1/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 30
data pubblicazione Set 2009 - Ott 2009
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbAndrea Venturi
copertine
Tex 587<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 588<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Dagli amici mi guardo io

I sogni di potenza, la volontà di vendetta e quella che un tempo fu l'affascinante utopia della Tigre Nera s'infrangono sulle rocce della Valle del fiore rosso.
Il Cattivo creato da Claudio Nizzi viene ucciso dal suo ormai svogliato creatore, ma non attraverso Tex - privato quindi di tale onore ed onere nonché della sua funzione di giustiziere/punitore - né tramite una qualche Giustizia divina, bensì per mano del capo della Polizia di San Francisco, di colui cioè che aveva chiesto l'aiuto di Tex.
Tralasciamo le osservazioni generali su soggetto e sceneggiatura, che sarebbero pressoché identiche a quelle fatte decine di volte in passato (per esempio, vedere la recensione de "I fratelli Donegan" nn.526-527), e concentriamoci su ciò che più ci ha colpito di questa storia e che costituisce l'ennesima artigliata di Nizzi al mito di Tex. Già ne "Le foreste dell'Oregon" avevamo assistito a qualcosa di simile tra Tex e Gros-Jean, ma il modo in cui qui viene tratteggiato il rapporto tra Tex e l'amico di sempre Tom Devlin segna un passo in avanti nel confezionamento del topos nizziano che potremmo intitolare "Tex umiliato dagli amici".
All'arrivo di Tex a San Francisco, lui e Tom si salutano e si stringono la mano come due vecchi commilitoni, con tanto di brindisi iniziale e di mini riflessione sul valore dell'amicizia ("...sennò gli amici a cosa servono?", Tex, pag.12). Tuttavia, già nel corso del primo albo, il rapporto da pari a pari, o meglio ancora con Tex come primus inter pares, muta drasticamente e mentre Devlin sembra un vecchio genitore, non uso a certi metodi sbrigativi, ma saggio e prudente, Tex assomiglia sempre più a un ragazzaccio scapestrato e un po' duro d'orecchi, il classico spaccamontagne dall'ego smisurato che tratta il genitore come un matusa, ma che non riesce a combinarne una di giusta.
A pag.95, Tex vuole tenere nascosti a Tom sia la soffiata di Craig, sia il suo piano serale, proprio "...per evitare che voglia unirsi a noi, magari portando un certo numero di uomini in appoggio." Tex è convinto che con "al seguito gli uomini di Tom aumenterebbero le probabilità di essere scoperti" e che comunque lui e Carson non dovranno affrontare uno scontro a fuoco. Ben sappiamo come le previsioni di Tex vengano metodicamente ribaltate e quando questi si presenta a Devlin, senza Carson, per confessare il misfatto, il dialogo tra i due è esemplificativo di questo surreale rapporto genitore-figlio (pagg.6-7):
Devlin: "Ecco cosa capita a voler fare da soli! Perché non me ne avete parlato, prima di partire per la baia di San Clemente?"
Tex: "Vuoi che inventi una scusa o vuoi la verità?"
Devlin: "La verità, maledizione!"
Tex: "Perché ci avresti chiesto di venire anche tu con i tuoi uomini e temevamo, con tanta gente al seguito, di pregiudicare la buona riuscita dell'impresa."
Devlin: "Infatti si è visto il bel risultato che avete ottenuto facendo da soli!" (si osservi l'espressione di Tom con il sopracciglio alzato...).
Tex: "Non infierire, Tom, sono già abbastanza a terra!"
Quella sera, durante l'inseguimento in carrozza, Tex prende in giro Devlin per il suo "vestito da elegantone e le scarpette da ballerino" e per la sua poca dimestichezza con i cavalli. Devlin è giustamente contrariato , ma Tex non vuole tirarsi dietro un "peso morto". Finito in trappola nel castello nero, il ranger riesce a fuggire e a liberare Carson; secondo Tex "la valle è troppo ben nascosta" ed è quindi "quasi impossibile" che un "peso morto" come Tom possa giungere in loro aiuto. Il "quasi impossibile" diventa possibile quando Tex si ritrova inerme, appeso ad una roccia a strapiombo sul laghetto e la Tigre Nera sta per affettarlo con la scimitarra: Tom appare magicamente in un barchetta con i suoi uomini e, con una mira da cecchino notturno, fredda la Tigre Nera e salva Tex dall'essere "spacciato!". Al Tex "sbruffone" non resta di meglio che autoincensarsi davanti a Carson ("Visto, vecchio cammello, che porteremo a casa la pelle anche stavolta?"), ma il vecchio cacciatore ci sorprende positivamente cimentandosi nella sua - forse unica - saggia affermazione: "Già... ma non so come sarebbe finita se non fosse arrivato l'amico Devlin..." L'amico Devlin racconterà poi di avere organizzato una squadra e di avere percorso a cavallo la stessa pista seguita da Tex, così privo di fiducia nelle doti di segugio del capo della Polizia da non lasciargli nemmeno un segnale al bivio, di modo da indicargli la svolta giusta da imboccare; meno male che quella notte, a Fairfield, un perfetto sconosciuto soffriva d'insonnia e notava la nuvoletta di polvere sollevata dalla "bestia docile e resistente" montata da Tex.
Di tutto il resto sappiamo che sarà Tom ad occuparsi, nel segno non della punizione, ma della "clemenza", con il ritorno allo status quo ante Tigre Nera: i cinesi della valle si dedicheranno ad altre coltivazioni, Lohana tornerà al suo paese e Tom conserverà la sua poltrona, forse ripromettendosi di pensarci un po' su - in futuro - prima di chiamare ancora in aiuto quel pasticcione di un Tex, ranger maldestro e amico imbarazzante, incapace di muoversi sul confine tra legge e giustizia, a tratti più pericoloso dei delinquenti della turbolenta San Francisco.

Note e citazioni

  • Quarta storia di Andrea Venturi per la serie regolare, circa tre anni dopo "Documento d'accusa" n.548-549. Crediamo che Venturi debba fare ancora un po' di strada prima di appropriarsi definitivamente del suo Tex, che per certi versi e in diverse inquadrature, è debitore sia a Claudio Villa, sia a Giovanni Ticci. La Tigre Nera è raffigurata in modo eccessivamente caricaturale (sembra quasi il "Nosferatu il vampiro" di Friedrich Wilhelm Murnau, 1922), vi sono alcuni errori di prospettiva e almeno un paio di scene (la rissa a Chinatown e la lotta con i due giganti cinesi) presentano dei risvolti comici più adatti a Capitan Miki che a Tex. Ma San Francisco e Chinatown vivono di anima propria, tanto che sembra quasi di sentire i suoni delle vie del centro e il chiacchiericcio e i profumi del quartiere cinese. Interni e esterni ricercati e paesaggi di ampio respiro completano questa buona prova dell'artista bolognese, che attendiamo di vedere in azione su sceneggiatura di Mauro Boselli.
  • Si tratta della terza storia in cui Tex affronta la Tigre Nera; le avventure precedenti sono "Un artiglio nel buio" n.381-384 e "Il ritorno della tigre nera" n.443-445. La prima è ambientata a Leadville, nel Colorado e Tex e Carson arrivano sul posto su richiesta del loro amico Mac Parland, agente della Pinkerton; la seconda è invece ambientata a New Orleans e i quattro pards accorrono alla richiesta di aiuto dello sceriffo Nat Mac Kennet; i seguaci della Tigre Nera sono malesi a Leadville, mentre a New Orleans sono i negri del Voodoo (si veda la scheda personaggio relativa alla Tigre Nera: www.ubcfumetti.com/pers/tigrenera.htm).
  • In tutte e tre le storie la Tigre Nera riesce a catturare Tex e Carson, facendoseli poi sfuggire e fuggendo a sua volta.
  • A pag.16 l'autore, attraverso Tex, mette le mani avanti e ci avvisa: "Sembra che qui stia succedendo qualcosa di molto simile a ciò che accadeva a Leadville [...] la prima volta che abbiamo avuto a che fare con lui." Egli ripropone infatti la struttura della prima avventura in una sorta di versione ridimensionata, cannibalizzando alcune sequenze, in particolare: il testimone ucciso attraverso la finestra; corridoi e cunicoli per arrivare alla stanza segreta con il testone della Tigre; i pards attirati in trappola da una soffiata; la trappola tesa da un gruppetto di bifolchi (ma con esito ben diverso); il travestimento della Tigre Nera, che gli consente di controllare i membri della sua organizzazione; l'eliminazione dell'affiliato che non è riuscito a catturare e/o uccidere i due pards; Tex e Carson (nella storia in oggetto, solo Tex) presi in trappola nel covo della Tigre; le esternazioni folli, le manifestazioni di odio contro i bianchi e i sogni di potere della Tigre; il racconto dei suoi viaggi e della sua trasformazione da principe in Tigre Nera; la lotta contro i due giganti.
  • Citiamo l'aneddoto riportato da Carlo Monni sul forum di Tex Willer Online (www.texwiller.net): "In origine Nizzi aveva un progetto ambizioso, per il quale avrebbe voluto arruolare anche Ticci, per una serie di storie concatenate tra loro ed affidate a disegnatori diversi in cui Tex avrebbe inseguito la Tigre Nera fin nel Borneo, dove, dopo varie peripezie, si sarebbe trovato fianco a fianco col suo nemico contro gli Inglesi usurpatori. Il progetto fu respinto e Nizzi si risolse a scrivere la storia che abbiamo appena letto. Echi di questo progetto abortito li troviamo (e non è un caso, secondo me) nella domanda che la Tigre fa a Tex e nel dialogo che ne segue. ("Uno come te avrebbe dovuto schierarsi al mio fianco, anziché combattermi con tanto accanimento!", cfr. pag.91-93)" (Segnalazione di Carlo Monni).
  • Per Mike Tracy, Venturi pare essersi ispirato alla caratterizzazione che ne ha dato Claudio Villa in "La congiura" n.354-357; rispetto al Mike somigliante a Erroll Flynn immaginato da Raschitelli ("La costa dei barbari" n.85-86) e poi ripreso da Aurelio Galleppini e Guglielmo Letteri, il Mike di Villa è più anziano, più basso, grassottello e non ha certo il carisma da uomo d'azione. Riguardo a Tom Devlin, è probabile che Venturi abbia preso come modello il Tom tratteggiato da Magnus ne "La valle del terrore" dove appare in divisa, con i capelli ondulati e la scriminatura a destra.
  • Il capo della polizia storicamente non era nominato dal sindaco bensì da una Commissione statale (Segnalazione di Carlo Monni). È probabile tuttavia che il sindaco avesse abbastanza potere da minacciare la poltrona del capo della polizia (cfr. pag.14).
  • A pag.17-20 vediamo un poliziotto sospetto seguire con lo sguardo l'uscita di Tex e Carson dal comando di polizia; prendere una carrozza; giungere al Golden Bay e pagare il vetturino; percorrere scale e atrio per vendere le notizie apprese a Lohana. Rivedremo ancora il poliziotto spione a pag.83, ma non verrà smascherato né di lui si saprà più nulla.
  • A pag.39-40 entra in scena Lin-You, che secondo Mike potrebbe essere a conoscenza di alcune informazioni sul traffico d'oppio. Ricordiamo tuttavia che tra i tanti amici di Tex a San Francisco vi è anche un cinese ossia (guarda caso) Lim-You, conosciuto all'epoca dello scontro con la Setta del Drago di Ah-Toy in "Quartiere cinese" n.171-175 (Segnalazione di Carlo Monni). Non si sa se Lim-You abbia mantenuto la gestione della casa da gioco di Dupont Street (cfr. pag.65 de "L'ora della violenza" n.173), ma sicuramente gestisce una fumeria d'oppio (cfr. "La tragedia della "Shanghai Lady" n.309-310). Aggiungiamo che sia Mike, sia Tom conoscevano bene Lim-You.
  • Dopo aver percorso strade, scale e atrii in compagnia del poliziotto corrotto, a pag.26-28 seguiamo Jimmy Craig mentre attraversa due corridoi e un salone e scende giù per una botola per arrivare - in ritardo - nella sala delle riunioni della setta. Nell'albo successivo l'inseguimento della carrozza di Lohana - da parte di Tex e Tom in carrozza e poi di Tex a cavallo - dura ben quindici pagine (esclusa la sosta alla locanda).
  • Deve essere abbastanza ostico il discorso circa l'aumento del traffico dell'oppio e della diffusione tra i bianchi, visto che, nell'arco di una trentina di pagine, viene ripetuto quattro volte: da Tom a pag.13; da Sam a pag. 38; da Tex a pag.44; da Lin-You a pag.45.
  • A pag.64-65 Lin-You suggerisce a Tex come comportarsi con il vecchio cinese:"Devo avvertirvi che Tao-Chen è cieco. Gradirà un'offerta in denaro perché è molto povero, ma dovrete usare tatto per non offenderlo.". Tex prende il consiglio decisamente alla lettera, tanto che questo è il suo approccio: "Grazie per aver accettato di riceverci, Tao-Chen. Vorremmo darti una prova tangibile della nostra gratitudine, ma temiamo di offenderti...".
  • A pag.105 Tex vorrebbe prendere alle spalle i banditi, ma invece viene preso alle spalle lui, così come successo a Carson tre pagine prima. Il nostro eroe si guadagna un calcione nello stomaco e un bagno nelle acque della baia, ma viene prontamente soccorso da un vecchio pescatore con tendenze ipocondriache.
  • A pag.14 del n.588 la Tigre Nera è sicura della vittoria, ma Carson ripone assoluta fiducia nel suo pard: "Ti fai delle illusioni se speri che possa cadere in qualche nuovo tranello! D'ora in poi starà, non con due, ma con quattro occhi spalancati! E prima che tu possa rendertene conto, sarà lui a mettere le grinfie su di te!" Non sappiamo quanti occhi Tex abbia usato nell'impresa di alzare la sua soglia dell'attenzione, ma il risultato è che cadrà nel tranello della Tigre e che non sarà lui a mettergli le grinfie addosso, bensì Tom.
  • A pag.16 Tom non solo è "un vero damerino" ma sembra addirittura la reincarnazione di Mandrake (Mandrake the Magician, personaggio creato da Lee Falk nel 1934). Non sorprende perciò che l'intelligenza di Tex sia degna di quella del fido Lothar (Segnalazione di Giorgio Loi).
  • Il racconto della Tigre Nera a pag.53-54, riguardante la scoperta della valle abitata da cinesi e l'idea di convincerli ad estendere le coltivazioni d'oppio, è una citazione da una storia dello stesso Claudio Nizzi "La nave perduta" n.328-329 (cfr. pag.25-32 de "Gli spiriti del deserto" n.329) (Segnalazione di Adriano Bianchi).
  • A pag.69 viene mostrato chiaramente che la Tigre Nera e Lohana non sono mai diventati amanti; i due condividono l'appartamento principesco, ma dormono in stanze separate (Segnalazione di Carlo Monni).
  • Da vero eroe quale egli è, Tex progetta di "mettere le grinfie sulla Tigre Nera e farci scudo di lui per aprirci la strada" (pag.75), così come aveva effettivamente fatto con Lohana nella predente avventura a New Orleans, durante l'attacco degli zombi.
  • La storia finisce a tarallucci e vino con una sorta di amnistia generalizzata: "clemenza" per i cinesi della valle, tra i quali si nasconde anche Chang, l'assassino del vecchio cieco Tao-Chen; "indulgenza" per Lohana, che forse non avrà "gravi colpe sulla coscienza", ma è comunque complice di un criminale; nessuna punizione per il poliziotto corrotto, che manco viene smascherato. Dei gestori delle case da gioco, complici della Tigre Nera, non si fa alcun cenno.

Incongruenze

  • A pag.14 (vignetta centrale) Tom dice che il sindaco gli ha dato un mese di tempo per trovare i responsabili dell'assassinio del figlio; nella vignetta successiva, i mesi sono diventati due.
  • A pag.39 Mike consiglia a Tex di recarsi a Chinatown per chiedere informazioni sul traffico d'oppio ad un cinese di nome Lin-You che ha con Mike un debito di sangue. Visto che Mike è un ex poliziotto, ex sottoposto del capo della polizia e suo amico da anni, non si capisce perché aspetti l'arrivo di Tex e Carson per fornire un aggancio così importante, invece di comportarsi da bravo cittadino, nonché amico, e confidarlo a Tom (si confronti inoltre la nota riguardante Lim-You, personaggio che sarebbe potuto essere un ben più solido aggancio).
  • A pag.44 Tex e Carson si stanno intrattenendo con Lin-You nel suo negozio a Chinatown. Lin-You chiude la porta a chiave e consiglia ai pards di "parlare a bassa voce...a Chinatown anche i muri hanno orecchie!" non pensando che, oltre alle orecchie, forse hanno anche gli occhi; il problema, in questo caso, non è tanto di muri quanto di vetrate, quella della porta e quella della larga vetrina, attraverso le quali tutta Chinatown può vedere il vecchietto a colloquio con due cow-boys...). Ad ogni modo, ad un certo punto, Tex si accorge della presenza di una spia e, perdendo qualche secondo per aprire la serratura della porta, si getta all'inseguimento proclamando: "Maledizione! Sta scappando! Ma lo acciufferò, quant'è vero che mi chiamo Tex!" Ovviamente Tex (Tex?) non riesce ad agguantare il cinese e tanto meno Carson, che lo segue a ruota. I due se ne tornano da Lin-You per "ricordargli la promessa di farci parlare con quel suo conoscente bene informato." Il cinese è ora in pericolo ma a Tex non viene in mente di farlo proteggere, né alla Tigre Nera di farlo eliminare. Tra i due avversari, il meno sprovveduto è sicuramente il malese; non si occupa del pesce piccolo ma, attraverso Chang, riesce ad eliminare il pesce grosso, ossia Tao-Chen, a conoscenza del segreto della Valle del fiore rosso.
  • A pag.48 Tex riflette su quanto accaduto a Chinatown: "Dovevamo aspettarcelo di essere sorvegliati. La Tigre nera avrà i suoi informatori, e non mi stupirei che ne avesse anche all'interno del Dipartimento di polizia. Quel balordo è riuscito a scappare, ma un altro prenderà il suo posto." Tex si dà dell'idiota ma si guarda dal prendere qualsivoglia precauzione, ciò che costerà la vita al vecchio cinese cieco (dandosi così perfettamente ragione, NdC).
  • A pag.50, dopo che Tex ha appena concluso il discorso circa gli informatori della Tigre Nera, lui e Carson parlano tranquillamente in presenza del cocchiere.
  • A pag.54 dopo essere entrati alla Babylon House sfondando la porta d'ingresso, Tex dice a Craig: "Per conto della polizia stiamo svolgendo un'indagine sul traffico d'oppio che si svolge in questa città." A mente di chi scrive è la prima volta che Tex dice espressamente di stare indagando per conto della polizia, quanto meno a San Francisco. La precisazione ci pare poi inopportuna, considerato quanto detto da Tom a pag.15 circa l'impossibilità di procedere a perquisizioni nelle case da gioco ("Impossibile, senza un mandato. E non riesco a ottenerlo perché quella gente ha protettori molto in alto."). Se Craig fosse stato più scaltro e meno debole, per cercare di allontanare i sospetti da sé e dalla Tigre Nera non avrebbe dovuto far altro che mostrarsi indignato e minacciare di denunciare l'intrusione ai "protettori molto in alto" (cfr. quello che dice Carson a pag.50).
  • Non è dato sapere per quale motivo a pag.57 Tex chiuda in tal modo l'interrogatorio di Craig "Pensaci sopra: tra un paio di giorni torneremo e tu dovrai darci l'informazione che ti abbiamo chiesto.". Quando mai Tex concede due giorni di tempo per avere un'informazione? Sembra fatto tutto in modo di dare il tempo a Craig per organizzare al meglio la trappola. Tra l'altro, a pag.58, alla domanda di Carson: "Credi che si deciderà a saltare la barricata?", Tex risponde: "Ne dubito, ha troppa paura. [...] Da dove arrivi l'oppio non lo sa davvero. [...] I segreti importanti, la Tigre Nera li tiene per sé." Nonostante ciò, a pag.94 Tex deciderà di non poter ignorare quella che chiama una "soffiata", non sospettando minimamente che possa trattarsi di una trappola (al massimo sarà "un viaggio a vuoto").
  • A pag.61 Tex e Carson si recano all'appuntamento con Lin-You. Chinatown è in festa e, pur aspettandosi di essere seguiti (cfr. pag.48), Tex pensa bene di non prendere precauzioni: "Se anche fosse, non possiamo farci niente. Come fai, in questa ressa, ad accorgerti se qualcuno ti sta alle costole?" (Come fai? Tra tanti esempi, cfr. pag.44-45 de "Il laccio nero" n.172). Da notare che i tre lasciano quasi subito il centro in festa per inoltrarsi in una zona isolata, disseminata di baracche, in una delle quali vive il vecchio Tao-Chen; non si può certo dire che in una zona del genere ci sia "ressa".
  • La battuta di Tex a pag.63 "...teniamo gli occhi aperti..." suona come un epitaffio, considerato quello che succede poco dopo. Tra l'altro, i due pards commettono l'ennesima leggerezza entrando insieme nella baracca, quando sarebbe bastato che Carson restasse fuori, di copertura.
  • È degna di un vero eroe la scena di pag.91, con Tex che minaccia l'impaurito maggiordomo Atticus di fargli esplodere la testa "come un cocomero".
  • A pag.95, deciso a verificare se l'informazione di Craig è una vera soffiata o un "viaggio a vuoto", Tex si risolve a non avvertire Tom per non essere costretto a portare in "passeggiata" i suoi uomini. Servirebbero "solo se dovessimo affrontare uno scontro a fuoco, ma non è il nostro caso." afferma Tex; per Carson, è "difficile" dargli torto, ma forse ha solo fretta e vuole impedire al suo pard di costringerlo a "saltare la cena".
  • A pag.98 Tex e Carson arrivano alla baia di San Clemente con due ore di anticipo rispetto alla presunta consegna del carico d'oppio. In tal modo costringono i banditi in agguato a cambiare i loro piani e ad attaccarli nel bosco invece che sulla pista. Il bello è che con tutti i banditi "nizziani" che hanno mancato il bersaglio cercando di ammazzare i pards, questi di San Francisco - che pare abbiano un ben diverso scopo "Badate a non ammazzarli... ci servono vivi!" - sono quelli che sparano meglio. Infatti, ad un certo punto (pag.103) Tex si deve addirittura gettare a terra per schivare due pallottole (Segnalazione di Emilio De Rensis). Qualche pagina dopo, mentre si sta asciugando per via del bagno notturno, Tex pensa positivo, convinto del fatto "che i beccaccioni che ci hanno teso l'agguato dovevano aver ricevuto l'ordine di non ucciderci. I loro proiettili non ci arrivavano mai davvero vicino."
  • A pag.27 Tex si preoccupa per la buona riuscita del suo piano: "...essendoci su questa strada solo le nostre carrozze, temo che standogli alle costole si finisca prima o poi col destare la loro attenzione." La preoccupazione risulterà un po' tardiva e la Tigre Nera avrà modo di dare del babbeo a Tex, esclamando trionfalmente:"...E tu ci sei cascato!...Lohana si è accorta che la seguivi con un'altra carrozza e si è finta lepre per trascinare il cacciatore nella trappola!".
  • A pag.31 Devlin è preoccupato che Tex possa essere scoperto, ma il ranger lo rassicura: "Non stare in pena per me. Ne ho passate di peggio e me la sono sempre cavata." Tom spera di vederlo ritornare con Carson e Tex lo liquida con un lapidario "Contaci!". Come al solito, le previsioni di Tex si realizzano sempre... ma all'incontrario!
  • Fenomenale il Tex di pag.47 che, trovando aperta un delle finestre del castello, invece di subodorare una trappola, pensa a dover "dire grazie al domestico colpevole di questa negligenza."
  • A pag.49, Tex viene preso in trappola dalla Tigre Negra e dai suoi seguaci. La vignetta in basso a sinistra ci mostra Tex con la mano destra vicinissima al calcio della pistola, mentre nella vignetta successiva un cinese gli blocca il braccio e altri due lo immobilizzano. Generalmente un fulmine con la pistola, Tex stavolta non riesce nemmeno ad estrarla!
  • I seguaci cinesi della Tigre non hanno armi da fuoco e Tex ne deduce che "Si sentono troppo al sicuro per averne bisogno..." (pag.50); ammettiamo pure che sia così e che i cinesi, considerato anche il fatto che si tratta di operai e contadini, abbiano solo qualche coltello. Tuttavia quanti sono e dove sono? A pag.53 la Tigre Nera accenna ad una "comunità", ma quando Tex viene intrappolato, di cinesi ne vediamo una decina; forse sono una quindicina in tutto, considerate le guardie al portone e alla cella di Carson. Si tratta degli stessi cinesi che perlustrano la riva e che fuggono all'arrivo della polizia. Dovevano esserci dei cinesi anche di guardia alla caverna ("L'unica uscita è la caverna che stanno già sorvegliando." Tigre Nera, pag. 69), ma pare che anche questi fuggano appena visti i poliziotti (cfr. pag.114). Durante il duello con Tex, la Tigre Nera spara almeno sette colpi al di fuori delle mura del castello, ma non si vede nemmeno uno dei membri della comunità, inclusi donne e bambini.
  • A pag.68, visto che "le ricerche potrebbero andare per le lunghe" e convinto che Tex non abbia la "minima probabilità di fuggire" la Tigre Nera si ritira nel suo alloggio per dormire, visibilmente preoccupato per Lohana che ha "avuto una giornata faticosa". Tex invece non lo preoccupa affatto e non immagina che questi - invece di fuggire - possa andare a cercare Carson: una decina di cinesi cercano Tex vicino alla riva, ma a guardia della cella di Carson ce n'è solo uno (i due incapaci di guardia al portone non li contiamo).
  • A pag.76 la sentinella picchiata da Tex si sta reggendo alla cancellata, con il braccio destro infilato tra le sbarre fino al gomito, quando Tex la colpisce di nuovo. Considerata la posizione, il cinese avrebbe dovuto essere sbattuto sulla cancellata e addirittura rimanervi appeso, ma invece cade sul pavimento del corridoio (Segnalazione di Salvatore Vaccaro).
  • A pag.86 la Tigre Nera riappare in scena vestita di tutto punto (ma non era andato a dormire?) e si accorge della presenza di Tex, armato solo di un bastone. Da qui ha inizio un lungo balletto: inizialmente la Tigre Nera vorrebbe fuggire attraverso un passaggio segreto, ma viene fermato da Tex; i due ingaggiano una sfida scimitarra-bastone e poi scimitarra-scimitarra; prima di tentare l'assalto finale, il malese tenta di portare Tex dalla sua parte, accomunandosi agli uomini rossi ingiustamente perseguitati dai bianchi e sempre difesi da Tex; disarmato da Tex, fugge, approfittando dell'intervento di Lohana che impugna la sua scimitarra ("Fuggi, mio signore! Ti proteggerò!); a pag.98 si procura una pistola, ma invece di impallinare Tex, armato solo di scimitarra, continua a scappare; giunto all'esterno del castello, esplode sette colpi verso Tex, ferendolo all'ultimo e sempre continuando a scappare; Tex lo disarma, poi lui disarma Tex e alla fine il ranger finisce appeso a una roccia a picco sul laghetto in totale balia della Tigre Nera, uscendo pertanto sconfitto dallo scontro con il principe malese.
  • A pag.111 Tex viene salvato da un micidiale colpo di fucile sparato da quel "peso morto" di Tom Devlin (cfr. pag.29), che prima di farsi passare l'arma aveva esclamato: "Per tutti i diavoli! Tex è spacciato!" Si osservi che Tex riteneva il soccorso da parte di Tom "quasi impossibile, perché la valle è troppo ben nascosta."

Frase

  • Tex:"Maledizione! Sta scappando! Ma lo acciufferò, quant'è vero che mi chiamo Tex!"
    n.587, pag.46

Personaggi

Tex, Carson Tom Devlin amico dei pards e capo della polizia di Frisco Agente di polizia corrotto Irving ispettore di polizia Sumankan [+] alias Harry Scott alias Tigre Nera, principe malese profugo Lohana serva devota della Tigre Nera Jimmy Craig [+] proprietario della Babylon House Frank proprietario di una casa da gioco e complice della Tigre nera Atticus maggiordomo di Craig Chang, Tao-li seguaci della Tigre nera Mike Tracy amico e proprietario dell'Hotel Alameda Lin-You informatore di Mike Tao-Chen [+] vecchio cieco Charlie, Sammy buttafuori nel locale di Craig Hernando gestore di una locanda sulla strada per Sacramento Wong traghettatore

Locations

San Francisco ufficio di Tom al Comando di polizia Golden Bay casa da gioco e covo della Tigre Nera sotterranei della Golden Bay Babylon House casa da gioco gestita da Jimmy Craig Black Stallion casa da gioco citata da Craig Hotel Alameda Chinatown quartiere cinese di San Francisco negozio di Lin-You a Chinatown fumeria della Babylon House baia a una decina di miglia a nord di Frisco sotterranei della Golden Bay strada per Sacramento locanda gestita da Hernando Fairfield valle del Fiore rosso interno del Castello nero sotterranei del Castello nero

Elementi

Traffico di oppio Ritorno della Tigre Nera Cinesi di San Francisco Rapimento e ricatto Imboscate e inseguimenti Polizia di Frisco

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