Salta direttamente al contenuto

Dieci anni dopo

Un diavolo in gonnella irrompe in Paradiso
Scheda di  |   | tex/


Dieci anni dopo
IT-TX-567-568


uBCode: ubcdbIT-TX-567-568

Dieci anni dopo
- Trama

Tra le mire espansionistiche dell'allevatrice Rhonda Carpenter vi sono anche i territori della comunità quacchera di Paradise, guidata dai fratelli Glendon. Toccherà a Tex e Carson ergersi in difesa degli inermi quaccheri e di un altro allevatore della zona, Basil Mannix, a cui la diabolica donna ha fatto rapire il figlio.

Valutazione

ideazione/soggetto
 2/7 
sceneggiatura/dialoghi
 2/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 42
data pubblicazione Gen 2008 - Feb 2008
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbRossano Rossi
copertine
Dieci anni dopo<br>Tex 567<br><i>(c) 2007 SBE</i> Sangue in Paradiso<br>Tex 568<br><i>(c) 2007 SBE</i>

Annotazioni

Nel nome dei fratelli

Non c'è nessuna regola che impedisca di usare i personaggi di G.L. Bonelli, ma speravamo che, dopo il "caso Mefisto", un ritrovato buon senso e l'auspicato rispetto per i lettori e per la memoria dei creatori di Tex avessero imposto una sorta di moratoria dei "ritorni" o, altrimenti, la creazione di storie non meno che all'altezza di tali eventi.

Nel caso dei fratelli Glendon, ci si chiede se non sarebbe stato meglio lasciarli in cammino verso la Terra promessa piuttosto che riproporli in una storiella che li vede preda di una ricca allevatrice di bestiame, con tanto di sceriffo corrotto, amore impossibile e tragedia finale, quest'ultima risultata forse indigesta a molti vecchi lettori. A parte questo, la storia non presenta macroscopiche incongruenze (se non nell’infelice titolo del primo albo), ma nemmeno episodi che scuotano dall'abituale torpore, nonostante il mucchio di polverosi ricordi che i due quaccheri riportano alla mente. Sono loro a trascinarci nella lettura di questi due albi e, tra un'imprecazione, un sorriso mesto, uno sbuffo, tante spiegazioni, qualche baggianata e la figuraccia di Tex nell'ufficio dello sceriffo, si riesce persino ad apprezzare il segno "civiticciano" del bravo Rossano Rossi, in netto miglioramento rispetto all'esordio di tre anni fa.

In conclusione, il ritorno dei quaccheri è una storia che si colloca un gradino più su rispetto al dis-livello della recente produzione nizziana, ma se rappresenta il meglio che ci si può aspettare da Claudio Nizzi, allora è il caso di ridiscendere quel gradino e tornare nello scantinato (o nei sotterranei), lasciando in pace il passato di Tex e i personaggi che ne hanno fatto la storia.

Note e citazioni

  • Rossano Rossi è qui alla prima prova sulla serie regolare dopo l'esordio avvenuto nell'Almanacco del West 2005 "Il fuggitivo".
  • La cattivona Rhonda Carpenter troneggia in primo piano nella copertina dell'albo n.568. Bisogna risalire al n.364 ("Il medaglione spagnolo") per trovare un'altra donna in copertina, per un totale di sette copertine della serie regolare nella gestione Galep. Per Claudio Villa si tratta del primo e, per ora, unico caso (nella serie regolare).
  • I fratelli Marcus ed Elia Glendon compaiono per la prima volta in "Terra promessa" nn.146-149, avventura storica del 1972-73 che inizia a Cedar City, piccolo centro dello Utah da cui partivano le carovane dirette verso la California. Tex e i suoi pards incontrano i fratelli Glendon e la comunità quacchera proprio a Cedar City e si offrono di fare loro da guida nel lungo viaggio verso la California, in seguito all'assassinio della loro guida Ely Kanab. Dei due fratelli, Marcus è quello magro, longilineo, silenzioso, professa il suo credo ma cerca anche "di capire il punto di vista del signor Willer" ("Kento non perdona" n.148, pag.35); Elia invece è grassottello, fa spesso sermoni con l'indice puntato verso l'alto e fa perdere la pazienza a Tex, liberando un Cheyenne che questi aveva catturato. Tuttavia, nella scena conclusiva ("Trading post" n.149, pag.48-49), mentre le caratterizzazioni restano le stesse, le fisionomie vengono erroneamente invertite: vediamo quindi il fratello Elia, ma con la fisionomia di Marcus (e viceversa), interrompere la proposta di Tex ("Foste gente diversa, potrei invitarvi a offrirci un paio di buone bottiglie e...") con la mitica "Abominio!..." seguita da una citazione dalle Sacre Scritture. Carson non può fare a meno di commentare: "Ch'io sia impiccato!... Marcus Glendon ha certo un mucchio di buon senso, ma il fratello Elia deve avere più segatura che cervello nel suo cranio." Claudio Nizzi ripropone i due personaggi nella giusta versione (Marcus ragionevole; Elia quacchero ortodosso), mentre fa evolvere l'ortodossia di Elia in una sorta di fanatismo che lo condurrà addirittura sulla strada della violenza estrema fino al tentato omicidio.
  • La storia si inserisce nel filone classico delle guerre per il possesso del bestiame e dei territori di pascolo, in cui ricchi latifondisti cercano di scacciare dai pascoli i piccoli allevatori e i proprietari delle fattorie. Nella fattispecie, Rhonda Carpenter vorrebbe impiantare nella vallata un allevamento di cavalli da corsa (pag.47).
  • A parte il taglio di capelli e gli abiti estremamente accollati, la ranchera ambiziosa Rhonda Carpenter assomiglia non poco alla maliarda Tessy Malone de "I cavalieri del Wyoming" nn.485-487. C’è da dire, tuttavia, che Tessy usava il suo fascino femminile per manovrare gli uomini, tentando addirittura di far colpo su Tex e Carson, mentre Rhonda pare realmente innamorata del giovane Aaron nipote dei Glendon. Entrambe muoiono di morte violenta: la prima viene uccisa da un complice che aveva irretito; la seconda muore insieme ad Elia Glendon nell'incendio del fienile dove essa si incontrava furtivamente con l'amante.
  • L'allevatore Basil Mannix ha le fattezze dell’attore Van Heflin, indimenticato co-protagonista di film western quali "Il cavaliere della valle solitaria" ("Shane" di George Stevens, 1953) e "Quel treno per Yuma" ("3:10 to Yuma" di Delmer Daves, 1957).
  • A pag.15-16 del n.567 Carson si esibisce nel consueto repertorio nizziano di lamentele di fronte "alla prospettiva di andare incontro alla solita montagna di guai" accusando Tex di non saper "resistere alla tentazione di fare il buon samaritano". Il prototipo di questa scena si trova ne "Il regno del silenzio" n.381, pagg.77-78.
  • A pag.71 lo sceriffo Starr, dopo l'incontro con Tex e Carson, ricorda di aver " già sentito parlare di loro, anni fa" quando viveva a San Francisco. Accenna alla lotta tra i pard e una "banda di cinesi che praticava il contrabbando di schiavi", quindi si riferisce all'episodio narrato in "Quartiere cinese" nn.171-175.
  • A pag.72 il quacchero Ismael vede il messicano Ticho uscire dall'ufficio dello sceriffo da una porta secondaria e, considerando ciò sospetto, ritiene di doverlo riferire a Tex e Carson (in quel momento in pausa pranzo). I due si convincono che il tutto sfocerà in un agguato ai loro danni, teso lungo la pista per Paradise "in una gola molto adatta per un’imboscata" (pag.76), ciò che puntualmente accade. Ora, se consideriamo l'esito amabile del colloquio con lo sceriffo, forse è un bene che Ismael sia andato a mettere sul chi vive i pards. Tuttavia, non sarebbe stato preferibile - texianamente parlando - che Tex fosse stato sospettoso e accorto senza bisogno di suggerimenti e avesse dato prova del suo fiuto proverbiale, come succedeva ai bei tempi andati?
  • A pag.112 Carson dimostra una certa lentezza nell'analizzare la situazione venutasi a creare con il rapimento del figlio di Mannix: "Non state correndo troppo, Mannix? Non avete alcuna prova che l'ordine di rapire vostro figlio sia partito da lei...". Forse Carson si è già dimenticato che lui e Tex hanno appena affrontato gli uomini di Carpenter in un agguato organizzato da Ticho in combutta con lo sceriffo di Bishop.
  • A pag.6 del n.568, un Tex baldanzoso inforca il cavallo pensando: "Rhonda Carpenter non lo sa, ma ha un appuntamento con il sottoscritto." Tuttavia, al suo arrivo al ranch, Rhonda lo riceve sulla porta e lo liquida quasi subito ("E adesso scusatemi, ma ho altro da fare.", pag.11), tanto che il nostro Tex deve profondersi in una spiegazione in perfetto stile nizziano per riuscire a trattenerla ("Un momento! Datemi solo il tempo di spiegarvi che io e il mio pard abbiamo preso molto sul serio l'incarico che i quaccheri ci hanno affidato e che intendiamo portarlo a termine a ogni costo."). E dire che arriva persino a chiamare "provocazioni" questi suoi stentati assalti!
  • A pag.70, durante l'incursione a Paradise, Rhonda uccide a sangue freddo uno dei suoi uomini, di cui Tex si era fatto scudo. Una scena simile è apparsa nel recente Almanacco del West 2008 "La palude nera", dove però l'autore del freddo assassinio era uno spietato pistolero.
  • A pag.93 Mannix ringrazia Carson per aver liberato suo figlio e questi gli risponde: "L'ho fatto volentieri. Doug è un ragazzo simpatico." Viene da chiedersi come si sarebbe comportato il vecchio ranger se Doug gli fosse stato antipatico.

Incongruenze

  • È un errore puro e semplice quello in cui è incorsa la redazione riguardo al titolo dell'albo n.567. Se questa storia si svolgesse effettivamente "Dieci anni dopo" quella narrata in "Terra promessa", Kit avrebbe almeno trent'anni, con conseguente invecchiamento degli altri pard. Ricordiamo che dopo il salto temporale di circa dieci anni avvenuto ne "Il figlio di Tex" (n.12) e la caratterizzazione grafica ad opera di Giovanni Ticci di un Kit "maturo" e non più ragazzino ("Vendetta indiana", n.91), Tex e si suoi pards vengono "congelati" e non invecchiano più; una scelta che fu determinata indubbiamente dalla progressiva fortuna e dalle potenzialità di resistenza al tempo della serie. Ricordiamo altresì che le avventure di Tex hanno un preciso riferimento storico, la seconda metà dell'Ottocento, e che l'ambientazione storica delle vicende non dovrebbe superare gli anni Ottanta dell'Ottocento, considerato che il 1890 vede chiudersi l'epopea della frontiera. Un'avventura che si colloca storicamente nel 1880 è la celeberrima "El Muerto" nn.190-191: le lapidi dei fratelli Ordoñez nel cimitero di Pueblo Feliz recano la data del 1875 (pag.27, n.191) e viene precisato che il duello si svolge "cinque anni" dopo la loro morte (pag.30). Per questo episodio è stata formulata l'ipotesi di un "flash-forward" rispetto al presente in cui opera Tex, considerati anche altri dettagli presenti nella storia (cfr. Gianluigi Angeletti, Tex Index 101/200, inserto speciale del n.23 di Fumetto, 1997). Si potrebbe parlare di "flash-forward" anche a proposito della storia in oggetto (segnalazione di C. Monni) , ma certo si tratterebbe di una giustificazione forzata.
  • Mancava solo che lo sceriffo Starr accettasse l'invito a pranzo di Tex (pag.68) per suggellare in modo festaiolo un incontro che, viste le premesse e la smargiassata di Tex (pag.63), avrebbe dovuto godere di ben altro esito. Forse ai quaccheri il Signore "ha insegnato a non giudicare" (pag.44), ma questo non vale certo per Tex, giudice emerito di uomini. E invece, nonostante il sospetto di connivenza tra lo sceriffo e i Carpenter, ventilato dallo stesso Tex sulla base di fatti noti (pag.44), lui e Carson ascoltano sorpresi la versione dello sceriffo (pag.64-67) condita da alcuni apprezzamenti verso i quaccheri ("bacchettoni..gente ipocrita"), arrivando quasi a complimentarsi con il tutore della legge per essere "riuscito a infilarci una grossa pulce nell’orecchio". Certo che ci vogliono un Tex e un Carson veramente affamati per mandare giù la spiegazione secondo cui l’attacco subito dai mandriani di Mannix (pag.20-30) ad opera degli uomini di Carpenter sarebbe invece "una risposta a qualche attacco da loro subito in precedenza" (pag.67).
  • A pag.85 Tex afferma di avere riconosciuto Frank Bartok tra gli autori dell'agguato. Tuttavia, pur avendolo affrontato in occasione di un precedente scontro a fuoco (pag.25-30), Tex non conosce Bartok se non per averne sentito parlare da parte dei quaccheri e dei mandriani di Mannix. Nessuno gliene ha mai fatto una descrizione, né gli ha riferito particolari che permettano di identificarlo.
  • Nel linguaggio del Tex di G.L. Bonelli non sono mancati i proverbi, ma C. Nizzi ne ha fatto un uso certamente maggiore, mettendoli spesso in bocca a Tex che se ne serviva per zittire le obiezioni di Carson. L'uso che Tex fa del detto "A nemico che fugge ponti d'oro" (pag.92) mentre sta sparando verso due nemici in fuga, è invece decisamente fuori luogo, visto che il detto nasce in ambito militare e si applica ai conflitti tra eserciti, dove lasciare una via di fuga al nemico in rotta consente di evitare altri combattimenti e ritorsioni (cfr. la locuzione latina "Hosti non solum dandam esse viam ad fugiendum, sed etiam muniendam", che tradotta letteralmente significa: "Al nemico non solo bisogna concedere una via di fuga, ma anche rendergliela sicura" attribuita da Frontino a Scipione l'Africano, cfr. in http://it.wikipedia.org).
  • A pag.99 Tex si rende conto che lo sceriffo gli "ha rifilato una sfilza di frottole al solo scopo di guadagnare tempo in attesa che ci venisse scavata una fossa" e si impegna a tornare "a saldargli il conto" ("Non subito, ma puoi scommetterci che lo faremo."). L'impegno viene ribadito dopo la cattura di Rhonda: "Dimentichi lo sceriffo di Bishop. Anche a lui, prima di andarcene, dovremo presentare il conto." (pag.94, n.568). Peccato che, a conclusione della vicenda, Tex e Carson si dimentichino di andare ad arrestare lo sceriffo per recarsi invece a fare le condoglianze ad Elvin Carpenter. È solo "due giorni dopo" (pag.114) che la questione torna alla ribalta, quando i nostri vengono a sapere che lo sceriffo, del tutto indisturbato, si è dato alla fuga. Non sono granché rassicuranti le parole di Tex al riguardo: "ma lo faremo cercare e prima o poi cadrà anche lui nella rete.".
  • A pag.28 del n.568 Marcus suona le campane per far radunare in chiesa tutti gli abitanti di Paradise. Strano che Rhonda e i suoi uomini, al galoppo sulla pista per Paradise, non sentano le campane in piena notte e nel silenzio della prateria, considerata anche la posizione in cui si trovano nel momento in cui Ismael li scorge con il cannocchiale (pag.26). (segnalazione di G. Loi)
  • Le grida del fratello Elia sono più potenti degli spari: un'ode al Signore (pag.73) e il cavallo su cui si trova Marcus si spaventa, si impenna e sbalza di sella il suo cavaliere, salvato in extremis da un preciso colpo sparato da Tex alla fune. Nelle tre pagine precedenti, il povero cavallo aveva sopportato immobile e tranquillo tutta la sparatoria!
  • Dopo avere individuato il posto in cui tengono prigioniero il figlio, Basil Mannix lascia a Carson il compito di "andare in avanscoperta" e se ne va insieme ai suoi uomini, in tempo per assistere alla cattura di Rhonda (pag.77). Mannix si giustifica riferendo i timori di Carson "che l’arrivo del nostro gruppo potesse indurli a uccidere il ragazzo e a darsi alla fuga piuttosto che farsi beccare con l’ostaggio tra le mani.". Tuttavia, nonostante l'approvazione di Tex ("..spesso una persona sola ha maggiori probabilità di riuscita.") il comportamento di Mannix lascia un po' perplessi, considerato che, almeno lui che è il padre, sarebbe potuto restare a dar man forte a Carson.
  • Oltretutto la mossa non serve a niente perchè Carson vanifica non solo il suo agire in solitaria ma anche il fattore sorpresa, rischiando ugualmente di far uccidere il ragazzo (pag.81-85). Il rapitore si rivela coriaceo e Carson è costretto a passare dalle minacce ("Sei circondato! Consegnaci il ragazzo! Se non lo fai verremo a prenderti!", pag.86) al patteggiamento ("Cerchiamo di ragionare, amico! Chi ti parla è Kit Carson! Ho trovato per primo il vostro nascondiglio, ma Mannix sa dove mi trovo e presto sarà qui con tutti i suoi uomini!") senza tuttavia ottenere risultati convincenti, tanto che Doug si vede costretto a sbloccare la situazione e a "fare qualcosa per aiutare Carson" (sic!).
  • A pag.112 Tex rinviene i cadaveri di Rhonda ed Elia, seppelliti dalle macerie del fienile andato a fuoco. Considerata la mole dell'incendio, è poco credibile che i corpi siano solo un po' bruciacchiati e che gli abiti siano quasi intatti, incluso il fazzoletto a righe perfettamente annodato al collo di Rhonda.
  • A pag.114 Tex comunica a Marcus Glendon che "lo sceriffo Bishop si è dato alla fuga". In realtà lo sceriffo è Starr, mentre Bishop è il nome del paese.

Frasi

    Carson: "Voi non siete mai stato giovane?"
    Marcus Glendon: "Certo.. lo sono stato.. ma prima del matrimonio non mi sono mai appartato in un fienile con una donna.."
    n.568, pag.108

Personaggi

Tex, Carson [+] Elia Glendon capo spirituale della comunità dei quaccheri di Paradise Marcus Glendon fratello di Elia Ismael quacchero che vuole combattere Nat Mortensen confratello frustato da Bartok Zacharia, Giosuè, Efraim confratelli anziani della comunità di Paradise Aaron Glendon nipote di Elia e di Marcus, ha una tresca con Rhonda Carpenter [+] Frank Bartok soprastante del ranch dei Carpenter [+] Jack, Gentry, Linch, Evan uomini al servizio di Rhonda Carpenter, uccisi da Tex Bill, Clem uomini al soldo di Rhonda [+] Kris al soldo di Rhonda, lo uccide lei stessa Dick, John, Ridley, James mandriani del ranch di Mannix Basil Mannix allevatore di bestiame, il suo ranch confina con quello dei Carpenter Doug Mannix figlio di Basil Elvin Carpenter anziano allevatore di bestiame all'oscuro dei piani della figlia [+] Rhonda figlia di Elvin, mira ad espandere il suo ranch ai danni dei vicini Tom stalliere dei Carpenter [+] Ticho messicano al soldo di Rhonda Starr sceriffo corrotto di Bishop

Locations

Paradise villaggio situato in California Chiesa di Paradise pascoli nei dintorni di Paradise ranch dei Carpenter negozio di Aaron a Paradise ufficio dello sceriffo a Bishop ristorante a Bishop pista per Paradise ranch di Mannix baracca in cui viene tenuto Doug fienile nei dintorni di Paradise

Elementi

Quaccheri Guerra sui pascoli Dark Lady Sceriffo corrotto Rapimento e Ricatto Fuoco purificatore

Condividi questa pagina...