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Tucson!

I quattro pards contro il Ring di Tucson
Scheda di  |   | tex/


Tucson!
Tex 211-213


uBCode: ubcdbIT-TX-211-213

Tucson!
- Trama

In viaggio verso il villaggio di Cochise, Tex e Carson si trovano coinvolti in una sparatoria con alcuni Apache e dall'unico superstite morente apprendono che alcuni mercanti di Tucson, fornendo fucili e promettendo appoggio, stanno sobillando gli Apache affinché caccino i bianchi dai loro territori. Tex e Carson si recano a Tucson dove scoprono l’esistenza di un’associazione, denominata Ring, nata con lo scopo di mettere in atto una vasta speculazione nel territorio Apache. I quattro pard riuniti, dopo aver stroncato il traffico d'armi e distrutto la distilleria di whisky, smascherano un funzionario corrotto di Washington e tornano a Tucson per chiudere il cerchio sui restanti complici, che si giocano il tutto per tutto in una sparatoria all’arrivo del treno di mezzogiorno.

Valutazione

ideazione/soggetto
 5/7 
sceneggiatura/dialoghi
 5/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 70
data pubblicazione Mag 1978 - Lug 1978
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGiovanni Luigi Bonelli
copertina di ubcdbAurelio Galleppini (Galep)
disegni (matite e chine) di ubcdbGuglielmo Letteri
copertine
Tex 211<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1978 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 212<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1978 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 213<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1978 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

La pace inarrivabile

Il concetto sul quale si fonda l'idea del Ring si riassume nelle parole di uno dei suoi membri: "qui non potrà mai succedere" che indiani e bianchi convivano pacificamente "perché è ormai stato versato troppo sangue!"
Diventa quindi estremamente vantaggioso, dal punto di vista prettamente economico, provocare - invece che paventare - lo scoppio d'incidenti ritenuti inevitabili: nel futuro vi è "un'era di grande prosperità" per i commercianti di Tucson, liberi di speculare sulle terre di quelli che "dopo tutto non sono che indiani ...".
Al sogno di una "grande prosperità" solo per i bianchi si contrappone l'illusione di un "grande paese solo per Apaches": gli indiani credono ad una grande menzogna, a una storia che lo stesso Tex definisce "balorda", secondo cui "Borman e tutti gli altri amici di Winter diventeranno fratelli degli Apaches e fonderanno una grande nazione indiana".
Tra le speranze insanguinate degli uni e le tragiche illusioni degli altri si pone Tex nel suo consueto ruolo di mediatore tra due mondi che si scontrano e non si comprendono: ben sapendo di non poter replicare altrove il modello di convivenza giusta e pacifica con i suoi Navajo, Tex cerca di sventare il complotto al fine di evitare una guerra totale che segnerebbe la fine degli Apache.
G. L. Bonelli gioca questa complessa partita muovendo Tex e i suoi pard dall’ambiente cittadino di una Tucson avvelenata dall'odio, dal pregiudizio e dall’avidità, a quello desertico, dove i nostri fermano il traffico di armi e di whisky, a quello metropolitano e malsano di Washington, in cui Tex interrompe all’istante "la bella vita" che un funzionario corrotto faceva, coprendo gli intrighi del Ring. Il maestro Letteri affianca Bonelli da par suo e ci piace rilevare con quale efficacia egli caratterizzi gli alleati di Tex, in particolare Cochise e Parker, due figure storiche destinate ad avere un’esistenza a sé nell’universo di Tex.
Da tutti questi elementi esce una storia ben bilanciata, movimentata e spassosa nelle sequenze cittadine, con il Destino ad avere ancora una volta l’ultima parola, condannando ad una tragica quanto meritata fine i principali responsabili del complotto.

Note e citazioni

  • La frase parzialmente citata nel primo paragrafo del commento viene pronunciata da Fred Stone, il più fidato amico e complice di Mark Winter, l'ideatore del Ring (cfr. pag.34 del n.211). Riportiamo un frammento del lungo dialogo tra lui e Tex:
    Tex: Ti è mai venuto in mente che tanto noi come gli indiani potremmo convivere pacificamente, restando ciascuno sul proprio territorio?
    Stone: Una vecchia storia che non attacca, Willer!
    Tex: Nel mio territorio vivono tutti senza scannarsi a vicenda!
    Stone: Non lo discuto. Però qui non potrà mai succedere, perché è ormai stato versato troppo sangue!
    Le citazioni successive provengono rispettivamente da pag.71, 20 e 21 (n.211).
  • Ring significa letteralmente "circolo", ma il termine veniva usato nel West per indicare un gruppo di persone che si associavano in segreto con scopi bassamente speculativi (cfr. anche pag.48 del n.211).
  • La storia si inserisce dunque nel filone dei "bianchi speculatori ai danni degli indiani e dei loro territori", in cui due o più persone si associano, fornendo armi e whisky agli indiani e spacciandosi per loro amici, con il fine di sobillarli e indurli alla rivolta, costringendo così l’esercito a intervenire e a scatenare una campagna militare contro gli indiani a protezione dei civili: con gli indiani sterminati o rinchiusi nelle riserve, i loro territori verrebbero dichiarati liberi, divenendo oggetto di una vasta speculazione immobiliare, o depredati dell'oro (cfr. ad es. La croce tragica n.121-124 e Il grande intrigo n.141-145). La prima storia di questo genere appare nella saga di Tex già negli anni Cinquanta (Il tranello n.10-11, prima edizione a striscia pubblicata nel 1951): qui è la Compagnia delle pellicce a sovvenzionare i capi della rivolta (dei rinnegati bianchi) per far tornare le terre del Nord sotto il suo dominio ed avere il monopolio del commercio (cfr. pag. 52 del n.10).
  • In questa storia avviene il primo incontro tra Tex ed Ely Parker, Commissario per gli affari indiani di Washington, personaggio realmente esistito (cfr. ad es. http://www.farwest.it e http://it.wikipedia.org/wiki/Ely_S._Parker), a cui dà volto, fierezza e personalità il compianto maestro Guglielmo Letteri. Tex e Parker si incontreranno diverse volte, la seconda già in Agguato a Washington n.219-220, anch'essa realizzata graficamente da Letteri.
  • È interessante osservare e giustapporre Tex e Parker, due figure di "mediatori" tra due mondi in conflitto: un bianco e un indiano che camminano "lungo la stessa pista", combattendo "le ingiustizie e i soprusi", il primo adoperandosi per "ripulire il più possibile .. i territori del sud.. dalla gentaglia che vi capita", il secondo lavorando per la pace tra bianchi e indiani da una posizione di potere nella capitale statunitense (cfr. pag.41 n.213).
  • Compaiono per la prima volta anche lo sceriffo di Tucson Tom Rupert e il panciuto Paco, proprietario del ristorante Vieja Sevilla. Li ritroveremo entrambi ne Il passato di Carson n.407-409 e nella parte finale di Spedizione in Messico n.563-564, storia nella quale compare anche Jim Tipton, fratello di Bill Tipton, collaboratore di Ely Parker al Dipartimento indiano e complice di Winter.
  • Compare anche il capo Apache Cochise, fratello di sangue di Tex, apparso per la prima volta nella storia L'enigma della lancia contenuta ne Il passato di Tex n.83.
  • A pag.37-38 del n.212 Cochise nomina diversi capi indiani suoi alleati nella lotta contro i bianchi che vorrebbero scatenare una guerra sulle terre indiane: Mangas Coloradas, Delgadito, Jan-Na-Tah e Nachite. Sono tutti personaggi storici (cfr. http://www.southernnewmexico.com/Articles/People/Geronimossurrender-Skelet.html ) tranne Jan-Na-Tah.
  • A pag.102 del n.211 Tex si muove per salutare lo sceriffo ed evita il colpo sparato da Bart Muriel. Si tratta di uno dei tanti gesti salvifici della carriera di Tex (come lo spostamento casuale per accendersi una sigaretta, per accarezzare un cane, per versarsi da bere, ecc.) che gli consentono di evitare la morte grazie alla sua invidiabile fortuna. Per restare in tema, nell'albo successivo, a pag.106, la pallottola che colpisce Clem Clinton viene deviata dal portafortuna che porta al collo, salvandogli la vita.
  • L’atteggiamento dello sceriffo Rupert nei confronti di Tex è quello tipico degli onesti rappresentanti della legge di un'apparentemente tranquilla cittadina di provincia, di cui Tex viene a turbare la calma: lo sceriffo evita di prendere provvedimenti contro un uomo della reputazione del nostro ranger (cfr. pag. 32 del n.211), sorvolando sui suoi metodi "spicci", ma guarda con sollievo al momento in cui lascerà la città («Sei morti in meno di ventiquattr’ore!... la vostra presenza in paese sta facendo aumentare un po’ troppo rapidamente il numero degli abitanti di boot-hill! ...Con tipi come voi in circolazione, a uno sceriffo vengono il mal di fegato e i capelli bianchi in poco tempo!», pag.105). Tuttavia, nel caso in questione, quando Tex, che aveva appena promesso di andarsene, si reca nella sede del Tucson Herald e ne "maltratta" l’editore, lo sceriffo dà a Tex e Carson un paio d’ore per lasciare Tuscon, definendoli "un pericolo pubblico" (cfr. pag.8 del n.212). Tex risponde con un mezzo sorriso sulle labbra («Indesiderabili, eh?... Bene, bene! Prendiamo atto della vostra diffida e ci inchiniamo alla legge!») e Carson gli fa eco con un "Amen!"
  • Tex è severo e inflessibile nei confronti dei "pezzi grossi", ai quali spetta la punizione più dura, ovvero il carcere o la morte; a volte accade che sia direttamente il Destino, o la Giustizia divina, a punire il malvagio di turno. Nei confronti dei gregari, invece, Tex è spesso magnanimo: a seconda delle circostanze e del comportamento tenuto da subalterni di vario genere, Tex offre loro la libertà o una riduzione di pena in cambio di informazioni riguardanti i "pezzi grossi" oppure, talvolta, del rilascio di una deposizione firmata. In questa storia, dopo il trafficante di armi Clem Clinton anche Sam Turley e gli uomini a difesa della distilleria si guadagnano la libertà facendo alcuni nomi di complici. Tex non ha dubbi: «Quando la gente si trova nei guai sino al collo, fa di tutto per uscirne senza le ossa rotte, e se basta battersi il petto e raccontare i propri peccati, non esita a farlo!» (pag.32 n.213). Per ultimo, anche a Frank Bowie l'ex cacciatore di taglie che tende un agguato ai quattro pards alla stazione di Tucson, Tex lascia la possibilità di decidere della propria sorte: "un lungo soggiorno a Yuma o una condanna molto meno pesante" in cambio del nome di chi lo ha pagato (pag.91-92 n.213).
  • Nei confronti di Al Borman, definito da Tex "verme" (pag.60, n.212), il nostro ranger invece non è per nulla tenero (per usare un eufemismo): dopo averlo pestato ed avere ottenuto la sua confessione, gli induce di lasciare il paese, ma questi tenta di eliminare lui e Carson con un fucile da caccia. Tex risponde prontamente ferendo Borman ad una gamba e, dopo averlo colpito, lo finisce con un secco montante destro, scaraventandolo attraverso la finestra della sua stanza al primo piano: Borman cade rudemente in strada e si rompe il collo (pag.75-77 e 91).
  • Il treno che riporta Tex e i pards a Tucson è quello di mezzogiorno, un classico del western cinematografico e successivamente fumettistico sin da Mezzogiorno di fuoco (High Noon, 1952, regia di Fred Zinnemann).
  • La vicenda si conclude con Winter e Stone torturati e uccisi da cinque predoni Apache. È interessante notare come in questo caso i cattivi vengano eliminati prima che Tex abbia modo di fare personalmente giustizia, subendo la sorte che essi avevano riservato alle loro vittime. D'altro canto, la saga texiana abbonda di casi simili: cattivi che si uccidono fra loro o vengono uccisi dai loro ex alleati, si suicidano per sfuggire alla cattura, muoiono tra le fiamme purificatrici del loro covo, ecc. È esemplificativo il dialogo tra Tex e Carson davanti ai corpi senza vita di Winter e Stone (pag.112-113 n.213):
    Tex: Il destino ha voluto che morissero per mano di quegli Apaches che essi stavano armando per spingerli a una sanguinosa rivolta!
    Carson: Una vera e tragica beffa!
    Tex: Puoi ben dirlo, vecchio mio!... Sperando in una larga messe di ricchezze e potere, hanno seminato cinicamente dolore e morte, senza immaginare che il loro solo raccolto sarebbe stato un'orribile fine in un morto villaggio ai confini dell'Arizona!
  • Sfogliando l'edizione Tex Nuova Ristampa (per il n.213 l'edizione TuttoTex) della storia in oggetto, notiamo diverse modifiche rispetto all'originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. Riportiamo qui di seguito alcune tra le modifiche più significative. n.211 Viene eliminata la nota con la definizione di store (pag.5); "abbandonati" diventa "abbandonato" (pag. 13); la seguente nota "Besh-e-gar è in lingua apache il fucile" viene modificata in "Besh-e-gar è il fucile in lingua apache" (pag. 20); "stanza 19" diventa "stanza diciannove" (pag.30); dalla frase pronunciata dallo sceriffo viene eliminato "e spaventata" (pag.33 centrale); "una quantità" diventa "un mucchio" (pag.35); "esser" diventa "essere" (pag.36); viene eliminato il commento di un bandito "Bel programma, amigo!" (pag.78, al centro); "fa" diventa "faccia" (pag. 99). n.212 La parte finale della frase di Tex "... chi altri c'entrava" viene modificata in "...chi altri era coinvolto" (pag.5); "buttar via" diventa "buttare via" (pag.7); l'inizio della frase di Tex "Solo che perda un'ora..." viene modificato in "Basta che perda un'ora..." (pag.1); nella vignetta in alto viene eliminato "poi" (pag.18); "focherello" diventa "fuocherello" (pag.20); la parte finale della didascalia "...Tex decide di approfondire il motivo della caccia degli Apaches..." viene modificato in "...Tex interroga gli Apaches..." (pag.26); "favore" viene sostituito con "appoggio" (pag.30); "quei quattro" diventa "i nostri quattro amici" (pag.41); dalla frase pronunciata da Tiger viene eliminato "Secondo te" (pag.54, in basso); la seguente frase di Tex "Innanzitutto non sappiamo quanti Apaches stanno per arrivare e, in secondo luogo, agendo col buio, perderemmo la copertura dei nostri pards!" viene totalmente cambiata: "Rischi che varrà la pena di correre solo se il numero degli Apaches in arrivo non sarà tale da rendere impossibile la nostra impresa!" (pag.55); "dar loro" diventa "dare loro" (pag.59). n.213 È stata modificata la forma verbale di "andò, potei, tentai, misero" in "è andato, ho potuto, ho tentato, hanno messo" (pag.7); l'esclamazione di Carson "Esatto!" è stata sostituita con "Giusto!" (pag.13); "niente più" viene modificato in "niente di più" (pag.19); è stata modificata la forma verbale di "venne, chiesi, si mise" in "è stato, ho chiesto, si è messo" (pag.33) e "saltò" in "è saltato" (pag.34); Parker si rivolge a Typton dandogli del "tu", quindi "Venite, venite...vostro" diventano "Vieni, vieni...tuo" (pag.43); "col" diventa "con il" (pag.45); "far" diventa "fare" (pag.47); "quel" diventa "quello" (pag.48 e 50); "arricchì" viene modificato in "ha arricchito" (pag.49); viene eliminato "Storie!" dal resto della frase pronunciata dal telegrafista (pag.53); la didascalia "Frattanto, a Dodge City.." diventa "Il pomeriggio del giorno seguente, a Dodge City" (pag.59); il pensiero dello sceriffo "Sbaglierò, ma qui sotto c’è qualcosa che non funziona.." viene trasformato in espressione enunciativa e spostato dalla vignetta di destra a quella di sinistra (pag.61); "che" diventa "cosa", mentre "pagati" diventa "pagato" (pag.91); il "tratto caratteristico e instancabile" degli Apache nella didascalia diventa il "passo instancabile" (pag.98).

Incongruenze

  • A pag.9 del n.212 riferendosi a Borman, lo sceriffo chiede a Tex "Quello trovato morto stamattina davanti a casa sua?" Dalla domanda sembra che lo sceriffo non conosca personalmente Borman, mentre invece lo conosce bene, tanto che nell'albo precedente (pag.56-59) si trovava insieme a lui per fare una partita a poker.
  • Tra l'altro, è difficile da credere che Borman sia stato trovato morto il giorno dopo, visto che i vicini hanno sentito gli spari provenire dalla sua casa e si sono affacciati alla finestra dopo che Borman si è rotto il collo cadendo a terra dal primo piano, colpito da un massacrante pugno di Tex che lo ha fatto volare attraverso la finestra (pag.77 n.211). È impossibile che nessuno si sia accorto di un cadavere in strada, non solo i vicini disturbati dagli spari, ma anche la gente richiamata dalla sparatoria svoltasi poco dopo davanti al Tucson Hotel (da pag.79).
  • A pag.29 dell'edizione originale (vignetta in alto a sinistra, n.212) Paquito pronuncia la frase seguente: «Un rinnegato come Olford non ci penserebbe due volte a farti la pelle! Ritieni dunque che io e i miei uomini si debba scomparire, Aquila della Notte?» Vi è un errore in quanto in realtà si tratta di un dialogo, in cui la prima proposizione viene pronunciata da Tex e la seconda da Paquito, errore poi corretto nelle edizioni successive.
  • Il gruppo dei trafficanti d'armi si compone di cinque uomini (cfr. pag. 52 n.212). Tuttavia, nella vignetta in basso a pag.70 vengono inquadrati cinque uomini, mentre dovrebbero essere quattro, visto che Ben - l'uomo che stava di guardia al carro con le armi - in quel momento è legato e imbavagliato nei pressi del carro saltato in aria. Per la precisione, nella vignetta centrale (destra) di pag.70 uno dei tre trafficanti che stanno sparando (quello con la camicia chiara) viene colpito da Kit e Carson, mentre nella vignetta successiva si intravede qualcuno a terra (vengono inquadrate le gambe) e viene colpito un altro trafficante, sempre con camicia chiara, che tuttavia non dovrebbe apparire. Nell'edizione Tex Nuova Ristampa dalla vignetta centrale viene eliminato il tizio con la camicia chiara, mentre nella vignetta successiva scompaiono le gambe.
  • A pag. 79 (n.212), conclusasi la sparatoria con Tex e Tiger, Joselito si rivolge a Clem dicendo: «Se mio fratello bianco avesse consegnato subito i fucili agli Apaches, tre dei miei guerrieri sarebbero ancora vivi!». Tuttavia gli Apache uccisi sono due, non tre (cfr. pag.76).
  • A pag.21 del n.213 Tiger scaglia frecce incendiarie contro la distilleria clandestina ad Arroyo Hondo con arco e frecce comparsi dal nulla.
  • A pag.29 Turley, riferendosi al quarto dei suoi uomini, dice a Tex: "Uno di voi lo ha fatto secco nella sparatoria di ieri sera!" Tuttavia Tiger dà il via al suo attacco incendiario mezz'ora dopo la fine della cena (cfr. pag.21) e la sparatoria tra Kit e il messicano della casa aveva avuto luogo poco prima.
  • Nella scena di pag.38 del n.213 il segretario di Parker, Adams, è un uomo piccolo, grassottello e calvo; poche pagine dopo Parker si rivolge sempre ad Adams che però stavolta ha capelli corvini e baffoni (pag.46)!

Frasi

  • Borman: Da uno che passa la maggior parte della sua vita fra gli indiani non si può pretendere un comportamento civile!
    Tex: E da uno che ha passato gran parte della sua vita a combinare imbrogli ci si deve anche aspettare che bari!
    n.211, pag.57
  • Tom Rupert: Però, se aveste un po' di rispetto per le leggi...
    Tex: Quali leggi? Quelle che vengono osservate solo dalla brava gente, o quelle che vengono sfruttate dai furbastri per derubare impunemente i poveri diavoli?
    n.211, pag.93-94
  • Tex: Con l'aria che tira di questi tempi, non vorrei che qualche giovane guerriero che non ci conosce ancora, ci facesse omaggio di una bella freccia nella schiena!
    Carson: Salvo poi venir pelato vivo da Cochise, alla scoperta del fattaccio!
    Tex: Il che non ci riporterebbe in vita, però!
    Carson: Diavolo! Cambiamo discorso!
    n.212, pag.32
  • Muriel (riferendosi a Tex): Dannazione!...Quel maledetto ficcanaso dovrebbe aver trovato domicilio sottoterra da un bel pezzo, se ci fosse giustizia a questo mondo!
    Winter: Puoi rimediare tu, se vuoi!
    Muriel: A parole è facile, ma tutti quelli che ci hanno provato sono finiti a guardar l'erba dalla parte delle radici!
    n.212, pag.53
  • Tex: Tex Willer mantiene sempre la sua parola, così come mette sempre in atto le sue minacce! n.213, pag.92

Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger Phil, Rick [+] minatori uccisi dagli Apache Yuh [+] Apache ucciso durante lo scontro Quito [+] mezzosangue ucciso da Tex Mark Winter [+] ideatore del "Ring" e padrone del General Store di Tucson Fred Stone [+] proprietario dei saloon Rio Bravo e Silver Spur, complice di Winter Al Borman [+] venditore di concessioni, complice di Winter John Stark editore del Tucson Herald, complice di Winter Rick portiere dell'Hotel Tucson Paco proprietario del ristorante Vieja Sevilla Bart Muriel [+] complice di Winter Tom Rupert sceriffo di Tucson Mallory dipendente di Winter Gleeson [+] cugino di Muriel Paquito Apache della riserva di San Carlos Cochise capo Apache fratello di sangue di Tex Dingo guerriero di Cochise, guarda le spalle a Tex Quemas fratello di Dingo Clem Clinton trafficante di armi Joselito [+] capo di un gruppo di Apache Ben, Slim, Ted [+] complici di Clem Sam Turley dirige la distilleria clandestina Pedro, Miguel [+] complici di Turley Bill Tipton complice di Winter al Dipartimento affari indiani Ely Parker Commissario per gli affari indiani a Washington Adams segretario di Parker Peter telegrafista di Tucson Sam [+] telegrafista di Tucson, ricatta Stone Clem barista al Rio Bravo Saloon Frank Bowie ex cacciatore di taglie Rod [+] complice di Bowie Jim [+] capo stazione di Tucson

Locations

Territorio a poche miglia dal Rucker Canyon Tucson Hotel Tucson stanza di Tex all'Hotel Tucson Rio Bravo Saloon Silver Spur Saloon ufficio di Winter Vieja Sevilla ristorante di Paco ristorante dove cena Winter Lady Luck Saloon Land Office ufficio di Borman stanza di Borman appartamento di Winter uffici del "Tucson Herald" Territorio a sud di Tucson Catena dei monti Chiricahuas Pista di dos cabezas villaggio di Cochise catena dei monti Santa Catalina pozzi di Santa Catalina distilleria clandestina ad Arroyo Hondo stazione di Red Rock Washington ufficio di Ely Parker al Dipartimento affari indiani ufficio telegrafico a Tucson stazione di Dodge City Dodge Hotel a Dodge City ufficio dello sceriffo di Tucson stazione di Tucson casa di Frank Bowie Silver Rock città morta

Elementi

Associazione a delinquere Talpa a Washington Incursioni Apache Trafficanti di armi e di whisky Scontri a fuoco Sparatoria a mezzogiorno

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