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Massacro!

un rinnegato, il buio e una pistola con un colpo solo
Scheda di  |   | tex/


Massacro!
IT-TX-108-109


uBCode: ubcdbIT-TX-108-109

Massacro!
- Trama

In missione verso la catena dei Mogolloni, dove sono state avvistate diverse bande di Apaches Broncos, Tex giunge a Goldeena e si imbatte in Fraser, baro, trafficante di armi e rinnegato. Scoperto a barare e cacciato a frustate, Fraser si vendica inducendo gli Apaches a razziare Goldeena e a massacrarne gli abitanti, per poi cercare rifugio in Messico. Sulla via della salvezza ci sono però Tex, Carson e un distaccamento di rangers decisi a fare giustizia.

Valutazione

ideazione/soggetto
 6/7 
sceneggiatura/dialoghi
 7/7 
disegni/colori/lettering
 7/7 
 95

Recensione

data pubblicazione Ott 1969 - Nov 1969
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGiovanni Luigi Bonelli
copertina di ubcdbAurelio Galleppini (Galep)
disegni (matite e chine) di ubcdbGiovanni Ticci
copertine
Tex 108<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1969 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 109<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1969 Sergio Bonelli Editore</i>
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Annotazioni

La morte non ha fretta

Tex ha incarnato molte volte la figura dell'angelo vendicatore, al cui fianco cavalca la morte, e molte altre ha lasciato che fosse il destino a decidere della sorte di criminali della peggior fatta. Ma il trattamento che riserva a Fraser è tale da rendere unico, e a tutt'oggi sorprendente, l'epilogo di una storia drammatica e cruda.
Isolato dai pochi Apaches in fuga, Fraser raggiunge trionfante la foresta, certo di essere ormai in salvo. Ma Tex lo bracca senza sosta, lo minaccia, lo tormenta e lo schernisce, annunciandogli che la morte lo sta seguendo e che lo ghermirà solo al sopraggiungere del buio, perché "non ha fretta". Fraser tenta l'ultima carta, quella della derringer, ma fallisce: troppo frettoloso nel fare fuoco, come sempre.
È la fine della pista: sfinito e martoriato dalle ferite, Fraser implora Tex di ammazzarlo, ma invece della pallottola liberatoria, riceve un regalo, che ha però le sembianze di un pesante fardello. Tex gli lascia una pistola e con essa la possibilità di scegliere, ma anche di soffrire ancora, di provare angoscia e rimorso, di vedere gli spettri dei morti di Goldeena; un duro ma giusto castigo per un rinnegato che "non merita una morte rapida".
Tutta la vicenda è percorsa dalla violenza e dalla crudezza, a partire dalla punizione inflitta a Fraser lungo la main street di Goldeena e dal racconto degli alberi con "frutti a due gambe e con il collo storto", per arrivare sino al crudele massacro degli abitanti di Goldeena, in parte vendicato da una donna dai lunghi capelli biondi che vede morire il marito e combatte coraggiosamente i suoi assassini, trascinandoli con sé nell'incendio del General Store.
Di questo affresco fatto di pallottole, polvere, fuoco, fiamme, esplosioni, ferocia e vendetta, è perfetto esecutore il maestro Giovanni Ticci, qui al suo secondo impegno su Tex e alla sua seconda storia capolavoro.

Note e citazioni

  • Seconda storia di Tex disegnata da Giovanni Ticci dopo "Vendetta indiana", n.91.
  • Si tratta della versione a fumetti del miniromanzo di Giovanni Luigi Bonelli intitolato il "Il massacro di Goldena", edito dalla Casa editrice Audace nel 1951 e corredato da cinque illustrazioni realizzate appositamente da Aurelio Galleppini e da diversi disegni ricavati da vignette apparse in storie precedenti. È l'unico dei quattro romanzi scritti da G.L. Bonelli ad avere come protagonista Tex Willer. Del miniromanzo venne fatta una ristampa anastatica nel gennaio 1977 a cura dell'A.N.A.F Associazione Nazionale Amici del Fumetto, come supplemento al trimestrale di cultura grafica "Il Fumetto" del febbraio 1977.
  • La cittadina di cui si racconta nel miniromanzo e in cui si svolge il massacro è Goldeena, che però nel titolo perde una "e" e diventa Goldena. Nella prima edizione della versione a fumetti rimane Goldeena, mentre cambia nelle successive, a partire dalla ristampa TuttoTex, così come nell'edizione 2008 del miniromanzo (cfr. nota relativa). Si tratta di una cittadina immaginaria, forse ispirata ad una tale "Golden", sita però in Colorado, non in Arizona.
  • Rispetto al miniromanzo, la versione a fumetti risulta edulcorata sia nei termini (scompaiono epiteti quali "porco, porci, sporcaccioni, figli di maledette cagne rognose" e imprecazioni come "perdìo"), sia in alcune parti del racconto (ad esempio, viene eliminato il riferimento all'"indice... portato via di netto" da Tex a Fraser nell'incontro al "Red Ace Saloon", così come la scena in cui le prigioniere di Goldeena vengono massacrate dagli Apaches in fuga); scompare ogni riferimento a Dinamite; gli uomini di Goldeena non accompagnano Tex, Carson e i rangers sulle tracce degli Apaches e così non ha più ragion d'essere la drammatica scena del miniromanzo in cui, alla vista dell'incendio di Goldeena, uno degli abitanti grida con disperazione un nome di donna e Tex, con "un visibile tremore della bocca" colto solo da Carson, proclama: "Questa è l'ora di dimenticare le leggi degli Uomini, per ricordare solo la Legge della Vendetta."
  • Ovviamente la trasposizione è stata contestualizzata al Tex degli anni Settanta, con Tex e Carson già "congelati" all'età che dimostreranno dal n.91 in poi, mentre nel romanzo il periodo texiano di riferimento è più o meno quello corrispondente agli albi n.7-10, quando Tex indossava la camicia rossa senza taschini e cavalcava Dinamite, e Carson aveva i capelli "lunghi" (cfr. pag.39, 1a edizione, Tex: "Non vorrei che ti capitasse di trovarti da solo nel mezzo di una masnada di Apaches ben decisi a levarti il fastidio di portare sulla testa dei capelli lunghi come i tuoi!"). Tra l'altro, alcune delle vignette da cui sono stati ricavati i disegni a corredo del romanzo provengono proprio dalla storia "Il dio puma" a pag.45-98 del n.9 "L'ultima battaglia".
  • Il messaggio pubblicitario della quarta di copertina della prima edizione del romanzo può essere considerato un esempio della tendenza popolare di far vivere gli eroi dell’immaginario collettivo, attribuendo loro caratteristiche proprie di un essere vivente. Nella fattispecie, sono le memorie di Tex a tramandare direttamente le sue avventure:
    "Avete letto le avventure del prodigioso Tex Willer? Se non avete ancora acquistato gli albi della serie del Tex, affrettatevi a farlo, potrete leggere in questi albi le più belle ed eccitanti avventure tratte dalle memorie di uno dei più celebri rangers del West! TEX WILLER, l’intrepido cavaliere, l’imbattibile tiratore, vi trascinerà ed entusiasmerà!"
  • La differenza più importante tra il romanzo e la versione a fumetti riguarda il finale: nel romanzo, Tex ferisce Fraser alla spalla sinistra, lo disarma colpendolo alla mano destra e poi gli spara ad una gamba, abbandonandolo quindi alle belve della foresta. Nella storia a fumetti, il confronto finale è prolungato e Tex ferisce Fraser ben quattro volte, disarmandolo al quinto colpo, per poi lasciargli la sua stessa Colt con una sola cartuccia: è a Fraser, rimasto solo col "suo tremendo bagaglio di ricordi, rimorsi e angosce" che spetta la scelta finale. Per un'analisi delle due tavole finali della storia e della sua "conclusione letteraria", si veda il saggio di Luca Brunori dal titolo "Il "massacro" di Tex" a pag.42-43 di "Gian Luigi Bonelli dal romanzo a Tex" (a cura di Enzo Linari, Catalogo della mostra di Certaldo Alto 20.04-12.05.1991, Glamour International Production, 1991).
  • In settembre 2008 il romanzo è stato pubblicato in una nuova veste editoriale e allegato all'albo a colori intitolato "Sul sentiero dei ricordi", n.575, per festeggiare i sessant'anni di Tex e i cent'anni dalla nascita di GL Bonelli. Per la nuova copertina è stata usata un'illustrazione realizzata da Galep nel 1970 per un poster che venne allegato all'albo n.122 "Sulle piste del Nord" e successivamente anche al Tex Tre Stelle, mentre le illustrazioni a mezzatinta dello stesso Galep hanno lasciato il posto a quelle a colori di Aldo Di Gennaro (per alcune note biografiche, vedi il sito ufficiale). La nuova pubblicazione contiene inoltre una presentazione di Giovanni Ticci e un intervento di Sergio Bonelli dal titolo "Un "duro" nel Far West" (pag.7-20).
  • A proposito del testo del romanzo, a pag.18 dell'intervento di Sergio Bonelli si legge che
    "Il ricordo dell'assoluta concentrazione con cui vedevo mio padre accanirsi sulla macchina per scrivere mi ha indotto a rinunciare a quel lavoro di revisione che i più severi fra voi potrebbero forse invocare."
    Stando però a quanto dice lo stesso Bonelli a pag.20, pare invece che il "lavoro di revisione" abbia avuto luogo:
    Per anticipare le eventuali osservazioni dei più implacabili censori o filologi, vi dirò che mi sono limitato a correggere qualche errore di stampa dovuto alla fretta con cui il libro era stato redatto e passato alla tipografia, qualche involontaria ripetizione, un certo numero di imprecazioni e una frase che, in seguito, Tex non avrebbe mai pronunciato. Persino Gianluigi Bonelli, se fosse qui al mio fianco, non avrebbe motivo di aversene a male. Mi sarebbe, invece, riconoscente per aver rispettato quella frase di apertura che, quando "Il massacro di Goldena" fece la sua prima comparsa in edicola, aveva suscitato la perplessità e anche l'indignazione dei lettori più tradizionalisti e refrattari alle espressioni troppo realistiche e colorite: "Perdio, Fraser, ti ho preso con le mani nel sacco!".
    Le imprecazioni a cui si riferisce S. Bonelli riguardano i "Perdio", che vengono tutti eliminati, tranne quello nella frase iniziale, e in parte sostituiti da locuzioni quali "Dannazione!", "Maledizione", "Per l'inferno!", "Puah!", ecc. La frase eliminata è la seguente: "E un'altra cosa voglio dire a tutti prima che ci si lasci: niente prigionieri. Credo di essermi spiegato abbastanza." (1a edizione, pag.48). Quanto al resto, Sergio Bonelli non si è certo "limitato" alla correzione di errori di stampa e di involontarie ripetizioni, tutt'altro: sono stati sostituiti dei termini (ad esempio, "sporco, raduno, fortuito" al posto rispettivamente di "porco, convegno, disgraziato", pag.3, 43, 50), delle frasi (ad es. "la metteremo a ferro e fuoco" al posto di "la spazzeremo da cima a fondo", p.27) e "modernizzate" tre proposizioni in cui il capo Apache Wa-Ha-Tah si esprimeva col linguaggio all'infinito (pag.20, 31).
  • Dalla didascalia introduttiva, a pag.45 del n.108 apprendiamo che Tex si trova "nella zona arida e selvaggia che forma il confine fra il sud dell'Arizona e il Messico" e gran parte della vicenda si svolge poi nella zona dei Mogolloni. Tuttavia gli scenari (cfr. in particolare pag.47, 73, 84, 94) sembrano quelli della Monument Valley, situata nel nord dell'Arizona.
  • Tex ha incrociato Fraser sulla sua strada diverse volte, almeno cinque, e altrettante volte è stato minacciato di morte (pag.55, n.108), minacce a cui Tex non ha dato alcun peso; se fosse stato altrimenti "già da un pezzo avrei preso provvedimenti affinché la sua grossa carcassa venisse imballata con cura da un volenteroso beccamorto." ("Il massacro di Goldena", 1a edizione, pag.7).
  • Lo sceriffo Jonah Elkins ricorda, nelle fattezze, il personaggio di Link Appleyard, lo sceriffo pauroso de "L'uomo che uccise Liberty Valance" ("The man who shot Liberty Valance" di John Ford, 1962), interpretato dell'attore americano Andy Devine, uno dei grandi caratteristi del cinema western.
  • A pag.82 del n.108 scopriamo che, in gioventù, il vecchio Carson non ha lasciato solo cuori infranti ma anche dell'altro: "Fu la volta che mi fidanzai con una ragazza dai capelli gialli che dirigeva una pensione a Canyon City, ma rimediai subito lasciando il conto da pagare e saltando su un treno diretto oltre il confine del Colorado."
  • La scena di pag.67-68 (n.109) è cruda come lo era il Tex anni Cinquanta: il ranger infatti non si limita a sparare dei colpi di avvertimento verso i quattro indiani che stanno scalando la parete del canyon, ma centra in pieno uno di essi, in quel momento senza alcuna possibilità di difendersi.
  • Sfogliando l'edizione "Tex Nuova Ristampa" della storia in oggetto, notiamo diverse modifiche rispetto all'originale: ne indichiamo alcune. Già in occasione della precedente ristampa "TuttoTex" i balloon erano stati rifatti; due di essi, centrati rispetto all'originale, vanno a coprire la luna piena, che viene quindi eliminata (pag.15, vignetta in alto a sinistra e pag.36 vignetta centrale, n.109). A pag.57 del n.108 viene eliminata l'espressione di Fraser: "Lasciatemi, maledetti!" e lo stesso dicasi a pag.71 dell'albo successivo riguardo all'esclamazione "Per le fiamme dell'inferno!". A pagg.65-67, 70, 73 del n.108 tutti i balloon in cui Tex non si rivolge direttamente al proprio cavallo vengono trasformati in balloon di pensiero. A pag.104, l'espressione anacronistica di Cole "Dobbiamo squagliarcela a razzo." viene trasformata in "Dobbiamo squagliarcela senza perdere un solo minuto!". Nella vignetta in basso di pag.58 (n.109), il balloon in alto ("Dateci dentro, hombres!") viene spostato al centro, proprio sulla linea di tiro di uno dei fucili dei ranger, creando così lo strano effetto del fucile che spara al balloon! Infine, a pag.89 il finale del discorso di Tex viene modificato da "...il vicino ululare dei lupi." in "...l'ululare dei lupi.".

Incongruenze

  • A pag.65 del n.108 viene fatto il nome di Marshall, il comandante dei rangers che appuntò la stella n.3 sul petto di Tex quando questi entrò nel servizio segreto dei rangers (cfr. "La mano rossa" n.1, pag.137). Dal dialogo tra Tex e Carson, Marshall pare essere ancora il loro superiore al Comando dei rangers, mentre in un'avventura pubblicata nel 1965, più precisamente a pag.121 de "La città senza legge" (n.61), Marshall veniva citato come ex comandante dei rangers e attuale governatore della California. Si tratta chiaramente di un particolare di cui G.L. Bonelli non ha tenuto conto facendo la trasposizione del romanzo, che - ricordiamo - è del 1951.

Frase:

Fraser:"Ammazzami, Willer!"
Tex: "No! Ma ti farò un regalo, Fraser. Guardala... È la tua! Una scorciatoia per arrivare dove sai senza dover passare attraverso mille infermi... C'è un solo colpo, Fraser..."
n.109 pag.88-89

Personaggi

Tex, Carson Fraser [+] baro, trafficante di armi e rinnegato Sam, Joe [+] cittadini di Goldeena Matt [+] barman del Red Ace Saloon Jonah Elkins [+] sceriffo di Goldeena Hebert capitano di un distaccamento di rangers Wo-Ha-Tah [+] Apache ribelle Piedras, Piccolo Cane, Corvo Giallo, Victorio guerrieri Apaches Josiah Cole trafficante di armi vedova Jenkins [+] abitante di Goldeena Fred [+] proprietario del General Store di Goldeena moglie [+] di Fred Bill, Sam cow-boys di un ranch attaccato dagli Apaches

Locations

Vecchie sorgenti nel sud dell'Arizona Pista di Goldeena Red Ace Saloon a Goldeena Alture della Sierrita Ufficio dello sceriffo di Goldeena Pista per la catena dei Mogolloni Culebra Creek Monti Huachuca Gola di Cedar Creek Fired Church Foresta

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