A spasso con Taiga

aiutati, se Tex t'aiuta
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A spasso con Taiga
 

Scheda IT-TX-542-543

Seguiteci in questa favolosa esperienza nei territori dell�Arizona: attraverso scenari mozzafiato e locations storiche fedelmente riprodotte, vi condurremo al perfetto duplicato di una cittadina del vecchio west, che vi aprir� le porte dei suoi edifici pi� caratteristici, come la prigione dello sceriffo e il saloon. Assisterete ad alcune scaramucce tra loschi individui, indiani e soldati � appositamente allestite per voi � a conclusione delle quali potrete rinfrescarvi nelle acque dei torrenti della zona e scaldarvi al caldo sole del sud.

Consigliato ai viaggiatori di una non pi� verde et�, questo viaggio si segnala per l�assoluta mancanza di sorprese, fatiche, forti emozioni e seri pericoli e per la presenza di una guida d�eccezione, un vero indiano Apache, il ribelle Taiga, che vi aiuter� a risolvere ogni vostro problema e ad esaudire ogni pi� piccolo desiderio.

Guai a fidarsi delle preview e dei titoli, soprattutto quando parlano di �imprese disperate�, �sporchi complotti�, �difese del popolo rosso� e �infami ricatti�. Si rischia di aspettarsi chiss� che e poi ci si ritrova a guardare la pubblicit� di un viaggio in Arizona, con Tex e Carson a fare i turisti per caso (o sul serio!?). In 220 pagine i nostri eroi s�impegnano al massimo per offrire al lettore un inesauribile campionario dei topoi "nizziani" dell'ultimo decennio (cfr. scheda), arricchito da una nuova perla: i due vecchietti stesi al sole a �riprendere fiato�, in attesa che arrivi Taiga a salvarli dall�ennesima magra figura.

Bellezze al bagno
Tex 542, pag.64

(c) 2005 SBE

Bellezze al bagno<br>Tex 542, pag.64<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Per 220, infinite, allucinanti, incredibili pagine, Tex e Carson corrono su e gi� per l�Arizona, tallonati da Taiga e dagli Apaches, a loro volta inseguiti dai soldati. Tante corse per non arrivare da nessuna parte: verit� e giustizia nizziane trionfano solo grazie a Taiga, che preferisce fare da s� (di nuovo) e far confessare il cattivone (di nuovo), dopo che il primo reo confesso si fa ammazzare, complice la dabbenaggine di Tex.

Nonostante i disegni del maestro Ticci, questa storia si colloca a fianco delle peggiori fatiche di Nizzi pubblicate nel 2004, quindi tra le peggiori in assoluto. Sembra quasi una miscela diabolica degli elementi pi� avvilenti de �Le foreste dell�Oregon� (n.513-514) e de �I fratelli Donegan� (n. 526-527): l�inettitudine di Tex e l�inutilit� della sua presenza, da una parte; il numero, la gravit� e la volontaria comicit� dei salvataggi e delle incongruenze, dall�altra.

Con queste premesse, buon 2006 a tutti.

C'era una volta il West...
Tex 542, pag.52

(c) 2005 SBE

C'era una volta il West...<br>Tex 542, pag.52<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Se abbiamo superato l�impulso di abbandonare la lettura di questa storia dopo le prime 50 pagine, lo dobbiamo ai disegni di Giovanni Ticci, che si conferma interprete magistrale delle ambientazioni western e dei variegati personaggi che ne sono i protagonisti, in particolare i popoli indiani e i soldati. Passano gli anni ma Ticci non delude, piaccia o non piaccia il suo tratto sintetico, in continua evoluzione.

Tuttavia, ci lasciano un po� perplessi certe espressioni enfatiche � a volte eccessivamente caricaturali � di alcuni personaggi di contorno, come gli aiutanti dello sceriffo (pag.16-17, n.542) e il messicano Raimundo (pag.88-91, n.542). Quanto al laido affarista Emmerich, nella scena di pag.111 (n.543), espressioni e posture non lo fanno assomigliare un po� a Gambadilegno? Insomma, ci sono diverse cose fuori posto, tipo il Carson di pag.11-12-42 (n. 543) raffigurato come un vecchietto sofferente e sconfitto, e un Tex un po' troppo sorridente, soprattutto mentre si sta riposando al sole e si sta godendo il soggiorno al fresco, e prima di slacciarsi il cinturone.

... e c'era una volta un vecchio eroe.
Tex 543, pag.10

(c) 2006 SBE

... e c'era una volta un vecchio eroe.<br>Tex 543, pag.10<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Che dire? Brutta conclusione d�anno, inizio ancor peggiore. Forse non � molto texiano rassegnarsi, ma dobbiamo onestamente ammettere che � considerata l�et� media dei dirigenti Bonelli e dell�autore � questo � il Tex che meglio li rappresenta e che, di conseguenza, vedremo in edicola per molto tempo ancora. Peraltro, un Tex che fa poco o niente e che quando agisce si circonda di avvocati o giudici, consente all'editore di scansare grane e accuse di vario tipo da parte di lettori e fautori del politicamente corretto. Con tutto ci�, stentiamo a capire perch� un Tex settantenne debba per forza muoversi in un universo di trame sconclusionate, contro avversari tratti dai film western di Ciccio e Franco.

Questo � il Tex asettico, apatico e apocrifo, post-GL Bonelli: non un mito, non un eroe, e nemmeno un passatempo, ma solo un prodotto di carta uscito da una fabbrica, che continua a fregiarsi del titolo di �Fabbrica dei Sogni�.

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