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La legge in Tex

dilemmi morali a colori
Recensione di  |   | tex/


La legge in Tex
Color Tex 7


La legge in Tex

Scheda IT-TX-C7

Cambiamenti in Bonelli

La Sergio Bonelli Editore sta affrontando questo particolare periodo di crisi generale dell’editoria proponendo un profondo rinnovamento editoriale, aspetto che si evidenzia da due punti di vista: l’utilizzo del colore su svariate testate, come dimostrato dalle recenti miniserie e dal nutrito gruppo di speciali estivi, e un maggiore sfruttamento del suo personaggio principale, quello con il maggior venduto, Tex, che vede aumentare il numero degli albi speciali e di conseguenza quello degli autori coinvolti nella realizzazione delle storie.

Una collana come Color Tex, arrivata al settimo numero ad agosto, sembra unire questi due assunti. Si tratta di una pubblicazione semestrale che alterna all’interno delle sue uscite storie brevi realizzate dagli autori più disparati, ad altre più corpose, di 160 pagine, sempre comunque inferiori quindi per lunghezza alla classiche avventure texiane proposte sui due numeri della serie regolare.

Questo settimo numero, La strada per Serenity, è stato realizzato dall’inedita coppia Roberto Recchioni ai testi, autore quasi esordiente sul personaggio, di cui ha realizzato solo una storia breve su un Color precedente, e Pasquale Del Vecchio ai disegni, artista che ha ormai un rapporto consolidato con Tex, dato che pur essendo solo alla quarta storia, è dal 2007 che si cimenta con il mondo texiano.

Arrivo a Serenity
Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.53

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

Arrivo a Serenity<br>Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.53<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>

I due realizzano una storia piacevole, soprattutto dal punto di vista grafico, grazie alla colorazione del gruppo GFB Comics che ben si sposa con il segno lineare e classico di Pasquale Del Vecchio. L’artista pugliese è ormai a suo agio con le atmosfere western, dopo aver affrontato i ritmi convulsi della New York di Nick Raider e le realtà oniriche di Napoleone; il suo stile narrativo non è mai statico, e a spiccare sono le inquadrature mai banali, soprattutto nelle vignette in campo lungo. L’aspetto meno riuscito è purtroppo la raffigurazione dei quattro pards, momento sempre delicato da affrontare per ogni disegnatore che si cimenta con la serie: soltanto Kit Carson ci sembra all’altezza delle interpretazioni passate, mentre gli altri tre pards, soprattutto Kit Willer, vengono raffigurati in maniera incerta.

Tex in azione
Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.15

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

Tex in azione<br>Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.15<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>
Non particolarmente evocativa la copertina di Claudio Villa, raffigurante la scena di un massacro, nonostante la colorazione ad acquarello come di consueto accurata.
Discreta l’incursione di Roberto Recchioni nel western texiano. Se la sua sceneggiatura, come di consueto per lo scrittore romano, è tecnicamente perfetta, con ritmo e montaggio che rimandano ad una scrittura cinematografica moderna e avvincente, con dialoghi secchi e ben riusciti, tra cui spicca sicuramente la frase pronunciata da Kit Carson, è il soggetto a mostrare qualche pecca, presentando più di qualche incongruenza. È veramente arzigogolato il modo in cui i quattro pards entrano nella vicenda, il confronto tra un giudice ex ranger e un medico capo malavitoso, causato dal sequestro di una famiglia di agricoltori che non è neppure conosciuta da Tex e compagni. Il piano architettato dai "cattivi" non pare tra i più riusciti, e il voler mettere in mezzo a tutti i costi Tex Willer non rende merito alla presunta genialità del capobanda, dottor Gallegher, dato che ovviamente l’intero gruppo criminale viene sgominato abbastanza agevolmente dai quattro pards.

La parola a Kit Carson
Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.30

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

La parola a Kit Carson<br>Tavola di Pasquale Del Vecchio, pag.30<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>

Più interessanti sono alcuni sottotesti: sembra quasi che ci sia un confronto, purtroppo appena abbozzato, tra due stili di intendere la legge, quello, sempre personale, di Tex improntato però alla difesa degli innocenti, e quello vendicativo del vecchio ranger, che sembra quasi voler aprire una faida con il suo nemico giurato.
Maggiormente significativo appare il tema di fondo, il sequestro di persona e la legittimità o meno della scelta di scendere a patti con i criminali, con il quesito espresso chiaramente su chi sarebbe stato da ritenere responsabile delle eventuali morti degli innocenti. Si tratta di un dibatto ancora attuale adesso in Italia, dopo la lotta al terrorismo degli anni ’70 e la legge sul blocco dei beni dei familiari delle vittime dei sequestri negli anni '80, e che si ripresenta in ogni occasione in cui un nostro connazionale è sequestrato in giro per il mondo, senza che purtroppo ci sia un Tex Willer che possa risolvere la situazione.

Al di là di questi collegamenti non si sa quanto consapevoli con la contemporaneità, ma che dimostrano la modernità delle storie di Tex, il Color si rivela ancora una volta una serie che non possiede ancora una sua linea editoriale precisa, diviso tra la sperimentazione dei nuovi autori e la necessità di mantenere i richiami alla classicità texiana, e soprattutto rischia di essere sorpassato da una collana come Album Tex che propone vicende che possono godere di scelte cromatiche maggiormente spettacolari e con uno stile decisamente più moderno.

La strada per Serenity, Color Tex n.7, testi e disegni di Roberto Recchioni e Pasquale Del Vecchio - volume brossurato - b/n - Sergio Bonelli Editore - 5,50€

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