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Keep It Simple, Pasquale!

Tex e Carson mattatori, che divertono come da tanto non succedeva
Recensione di  |   | tex/


Keep It Simple, Pasquale!
Tex Gigante 30


Scheda IT-TX-G30

Una bella storia, senza fronzoli, avventurosa, perfettamente texiana, scritta con l’evidente intento di intrattenere e divertire il lettore. Riuscendoci.

Basterebbero queste poche parole per descrivere l’ultima fatica di Pasquale Ruju, che qui firma il suo secondo texone consecutivo. Abbandonate le atmosfere gotiche e tenebrose dell’anno passato, stavolta Tex e Carson si trovano alle prese con una losca tratta di esseri umani ambientata nel profondo sud degli Stati Uniti, dove lo schiavismo non è mai stato veramente abolito e dove un brutale ex colonnello confederato e un giudice avido e senza scrupoli soggiogano la popolazione locale con la paura e la violenza, cercando di coinvolgere anche la bella e determinata proprietaria di una casa da gioco che non intende cedere alle prepotenze.

Ingredienti super classici, che tuttavia su Tex funzionano sempre, se usati nel modo corretto.

Un gentiluomo e una donna piena di sorprese
Tex gigante 30, pag.91 - Tavola di Massimo Rotundo

(c) SBE 2015

Un gentiluomo e una donna piena di sorprese<br>Tex gigante 30, pag.91 - Tavola di Massimo Rotundo<br><i>(c) SBE 2015</i>
avventura allo stato puro e ottimi dialoghi, con la coppia di pards perfettamente in parte

La storia, intendiamoci, non è impeccabile. Diverse lungaggini e spiegazionismi di troppo macchiano sia l’inizio sia le ultime pagine, che sembrano quasi inserite per allungare il brodo di una trama lineare e sufficientemente articolata che si sviluppa al meglio in tutta la parte centrale dell’albo. Niente fronzoli, dicevamo, ma semplicemente Tex: avventura allo stato puro e ottimi dialoghi, con la coppia di pards perfettamente in parte, sorretti da dialoghi brillanti frutto di autentica passione e sintonia con i personaggi, e non di stanca riproposizione di frasi fatte inserite "per contratto", come spesso ci tocca leggere da altri autori. Promossa a pieni voti la sceneggiatura, quindi, tanto da far risaltare al meglio un soggetto che poggia su un’idea indubbiamente interessante, pur non essendo poi sviluppato al meglio e lasciando, appunto, un retrogusto di chiusura affrettata proprio nella parte finale.

Tex non scorda le buone maniere!
Tex gigante 30, pag.131 - Tavola di Massimo Rotundo

(c) SBE 2015

Tex non scorda le buone maniere!<br>Tex gigante 30, pag.131 - Tavola di Massimo Rotundo<br><i>(c) SBE 2015</i>

Ruju non si perde né in pesanti approfondimenti psicologici né in eccessivi arzigogoli narrativi, ma non per questo rinuncia a tratteggiare diversi personaggi interessanti, tra i quali spicca sicuramente Eleanor Hood. In pieno spirito bonelliano, le cui psicologie erano solo apparentemente semplici, anche Ruju crea ottimi personaggi, i cui tratti caratteristici emergono naturalmente da azioni e comportamenti, e non pedantemente raccontati o descritti (anche qui, il riferimento ad altri autori presenti e passati non è casuale). Centrare un personaggio femminile interessante su Tex non è facile, rischiando sempre di esagerare in un verso o nell’altro, ma non è questo il caso, e la pur breve partita a poker fra Eleanor e Carson è qualcosa che ricorderemo a lungo.

Duellando sotto la pioggia
Tex gigante 30, pag.190 - Tavola di Massimo Rotundo

(c) SBE 2015

Duellando sotto la pioggia<br>Tex gigante 30, pag.190 - Tavola di Massimo Rotundo<br><i>(c) SBE 2015</i>

Massimo Rotundo è un disegnatore di grande valore, dal segno morbido e dettagliato, che in SBE ha prodotto cose egregie su Brendon. Il suo lavoro su questo texone lo definiremmo discontinuo, alternando tavole di ottimo livello ad altre più tirate via, soprattutto nella parte finale. Tex, in particolare, non sembra molto azzeccato, e in generale non troviamo convincenti le scene d’azione più movimentate, mentre l’ambientazione cittadina funziona bene e molti primi piani sono assai pregevoli. Va anche detto che tutta la parte della tempesta, da cui il titolo, ha obbligato Rotundo a un tour de force, sviluppandosi interamente sotto una fitta pioggia battente, cosa che per un disegnatore rappresenta sempre una sfida e un impegno non da poco. Onore al merito, quindi.

Un ottimo albo, divertente e ben scritto, capace di far dimenticare i suoi peccati veniali senza troppa fatica.



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