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L'ultima domanda

ancora un freddo inseguimento, ancora una lunga sparatoria
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L'ultima domanda
Almanacco West 2014


Scheda IT-TX-al14

"Perché si legge una storia così?" si chiedeva Vincenzo Oliva a proposito degli Almanacchi 2012 e 2013. Incredibile dictu, tocca a noi riproporci con altrettanta perplessità il medesimo quesito.

Che l'Almanacco del West sia impreziosito dalla carta patinata e dagli editoriali tematici, tra i quali spicca quello dedicato a Giuliano Gemma, è noto a tutti, ma questo non ci pare una giustificazione per ospitarvi storie che, a voler essere buoni, non possiamo definire meglio che insulse. Eppure, Gemma e collezionismo compulsivo a parte, non troviamo un solo valido motivo per raccomandare la spesa dei 6 euro necessari ad acquistare l'albo in questione.

Non è facile giudicare un lavoro del genere. Pertanto ciò che seguirà non sarà una recensione articolata ma, piuttosto, una sequenza di impressioni regalateci dalla lettura de I rapitori. Impressioni che, tra l'altro, evidenziano come la povertà del soggetto sia solo malamente tamponata da una ripetitività di frasi e situazioni che, da parte di un autore che scrive Tex da quasi sette anni e del quale stiamo ancora aspettando la prima storia davvero convincente, lascia perplessi.

Le prime dieci pagine sono diluite in un modo che rende accettabili persino le interminabili discese da cavallo sceneggiate da Claudio Nizzi.

L’inizio e l'incontro con i tre uomini di Morton sono ripresi da La legge di Starker (qui Tex si tuffa per salvare il tipo nel fiume, là Tex si gettava sui cavalli in corsa per fermare la diligenza; in entrambi i casi poi giungeva sul luogo dello scontro a fuoco). Tuttavia, qui, in aggiunta, Tex si sente in dovere di dare delle esaurienti spiegazioni a Logan e ai suoi due compari mentre loro continuano a stare in sella di fronte a lui, quindi in posizione di superiorità, tattica e psicologica. Da notare che occorre attendere il termine delle "spiegazioni" e la consueta dimostrazione di tiro, prima che Tex si presenti, mostrando la patacca. Da notare, inoltre e soprattutto, che Logan definisce Tex "una specie di eroe". Gran prova di sceneggiatura e di conoscenza del personaggio, non c'è che dire.

Cuore spezzato
Almanacco del West 2014, pag.143 - disegni di Orestes Suarez

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Cuore spezzato<br>Almanacco del West 2014, pag.143 - disegni di Orestes Suarez<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

La svenevole Margaret sembra fuoriuscita da uno dei tanti romanzi d’appendice del diciannovesimo secolo e non ha tutti i torti il "fidanzato" a dire di lei «È così innamorata, così ingenua... così stupida.»; non ricordiamo di aver mai visto un personaggio femminile simile su Tex, nemmeno nelle storie di Gianluigi Bonelli degli anni Cinquanta.

Non manca il solito avvertimento dato al pard occasionale, per sé e per i suoi due compari: «Se diventerete una zavorra, non esiterò a scaricarvi.»

Non manca neppure la classica vignetta di pensiero, in cui uno dei personaggi ricorda al lettore smemorato che Tex "ha grinta da vendere". Alcune pagine più avanti, uno dei compari del pard occasionale ci ricorda pure che Tex è un "tipo in gamba" .

Il bozzettismo è ripreso dalla storia con protagonista Lord William Hodson (L’uomo di Baltimora) e il personaggio di Jimmy Parker, in parte, lo ricorda.

Una domanda diventata mitica, rivolta da Tex a Padre Mateo nell'altrettanto mitico Mercanti di schiavi di Claudio Nizzi e Manfred Sommer («Come l'ha presa A-Tu-Nah?») rivive nel fondamentale quesito: «E il padre l'ha presa bene? », facente parte del toccante dialogo tra Tex e il pard occasionale (dopo la madre defunta di Margaret, spunta fuori pure la nonna).

Tex non conosce il territorio dove si dovrebbero nascondere i banditi, ma è un asso nello scovare le tracce: è mai possibile che debba farsi guidare dal pard occasionale e dai suoi due compari, che procedono per "ipotesi" e per "tappe"?

Segue la solita dimostrazione di "sangue freddo" da parte di Tex che affronta la forza selvaggia della natura, questa volta incarnatasi in un orso, il quale - poverino - se ne stava in pace nella sua grotta prima di venire disturbato da Tex (che si permette pure di dare dell' "ospite indesiderato" al povero orso).

Si continua con la solita scena del capo cattivo che uccide il suo sottoposto, che se la fa sotto appena vede Tex e se ne vuole andare, e con la consueta frase di ammonimento rivolta agli altri uomini: «Hanno appena ricevuto una lezione su cui meditare».

Ritroviamo pure il complice babbeo (stavolta Jimmy Parker) che, incompreso e sottovalutato dal capo della banda, si fa sorprendere e dà il via alla sequenza madre delle storie di Faraci, ossia l’interminabile sparatoria, con successiva resa dei conti finale.

Prima della sparatoria infinita
Almanacco del West 2014, pag.55 - tavola di Orestes Suarez

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Prima della sparatoria infinita<br>Almanacco del West 2014, pag.55 - tavola di Orestes Suarez<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

In ogni inquadratura della sparatoria Tex non è impavido, bensì ostenta coraggio; non è naturalmente abile nell'uso delle armi bensì ostenta la sua bravura con mosse acrobatiche e una varietà di tiri (rotolando a terra, in girata, incrociando le braccia ecc.) degni di Trinità e dell'eroina di Resident Evil. Quando viene ferito (Tex viene quasi sempre ferito e, nelle rare occasioni in cui sono comparsi i pards storici, sono stati feriti loro), è quasi con fastidio che si rivolge a Logan, preoccupatosi per lui, e ostenta la massima abnegazione nel prodigarsi per il compare gravemente ferito.

Arriviamo alla sequenza finale con la gonnella in lacrime e lo psicologo Tex in azione: «Qualunque cosa le avessimo raccontato, lei non ci avrebbe mai creduto. Sarebbe rimasta nell'illusione di rivederlo vivo, un giorno. Finendo per soffrire ancora di più.» C'era bisogno di tutta questa spiegazione per giustificare il fatto di aver riportato indietro il cadavere di Parker?

Peccato per i disegni di Suarez, stavolta non al livello del suo Texone d'esordio (I ribelli di Cuba) ma certo meritevoli d'una sceneggiatura migliore di questa.

E così, giunti al fin della licenza, la fatidica domanda torna ad affacciarsi beffarda. Confessiamo di non essere riusciti a dare una risposta. Ma nemmeno un redivivo Asimov, probabilmente, potrebbe.

Almanacco del West 2014 - Gennaio 2014 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 176 pagine - 6,00€ - Annuale

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