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Quattro assi e un Jolly

Il ritorno di Antonio Segura
Recensione di  |   | tex/


Quattro assi e un Jolly
Maxi Tex 15


Scheda IT-TX-m15

Antonio Segura, autore spagnolo del 1947, rappresenta sicuramente un’eccezione all’interno del ristretto numero degli sceneggiatori di Tex: nonostante la prima storia cui ha collaborato risalga ormai al 1997, i suoi testi sembrano esclusivamente destinati alla serie MaxiTex, inizialmente destinata ad ospitare le sceneggiature degli scrittori ospiti, alla loro prima apparizione all’interno dello staff (è stato proprio il caso di Segura e prima e dopo di lui di Berardi e Manfredi).
Riesce allora difficile capire fino in fondo la scelta della casa editrice per cui tutte le storie da lui realizzate, se ne possono contare ormai sette, siano sempre state destinate solo ed esclusivamente a questa collana, se non legandola evidentemente ad una sua generica difficoltà ad adeguare il suo stile narrativo al personaggio Tex e in special modo al suo mondo narrativo.

Il Tex di Ortiz
Maxi Tex 15, pag.260 - Disegno di José Ortiz

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

Il Tex di Ortiz<br>Maxi Tex 15, pag.260 - Disegno di José Ortiz<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

Tale impressione pare suffragata da questa sua ultima fatica, frutto nato, come di consueto, dalla collaborazione con il disegnatore, suo conterraneo, José Ortiz, vero e proprio maestro del bianco e nero. Come nella loro precedente storia, Maxi Tex 13 Lungo i sentieri del West, accompagnano Tex attraverso le ambientazioni classiche del Far West (analogia sottolineata anche dall'editore Sergio Bonelli, nell'articolo introduttivo), in una storia tutta azione tra indiani, mormoni, allevatori di cavalli, corse all'oro, impegnandolo in differenti indagini sulle tracce di cinque evasi, identificati con le carte dei quattro Assi e del Jolly.

In alcuni frangenti pare che la minore conoscenza di Segura del personaggio, accompagnata certo dalla sua maestria di sceneggiatore, gli permetta di presentare dei soggetti insoliti, con temi trattati poco nei sessantatré anni di vita del personaggio, e presentandoli comunque in maniera differente. Si trovano così ambienti inconsueti, come le concessioni minerarie, e anche i personaggi di cui Tex si circonda, compresi i comprimari che appaiono in poche vignette, risultano peculiari e ricchi di personalità, come il giornalista editore Norton e l'aspirante scrittore Jack.

Il giornalista Norton
Maxi Tex 15, pag.70 - Disegno di José Ortiz

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

Il giornalista Norton<br>Maxi Tex 15, pag.70 - Disegno di José Ortiz<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>
A stonare maggiormente, e non poteva essere diversamente, è la caratterizzazione di Tex stesso, impegnato in lungo inseguimento, caparbio oltre ogni dire, ma più concentrato a capire il motivo per cui i ranger che lo accompagnavano in missione sono stati uccisi, piuttosto che a riacciuffare i fuggitivi. Tali aspetti si accompagnano ad alcune incertezze nella sceneggiatura, con Tex responsabile moralmente della brutta fine di uno degli evasi, l'innocente Apache Puma Nero, e perfino della seguente ribellione indiana. A testimonianza poi della scarsa conoscenza del personaggio di Segura basta rimarcare come durante l'avventura non si faccia mai riferimento al ruolo di Tex come Agente indiano e capo dei Navajos, oltre al fatto che in alcune scene non seppellisce alcuni cadaveri che semina per strada, aspetto realistico ma che contrasta un vero e proprio dogma Texiano!

Un tris di canaglie
Maxi Tex 15, pag.10 - Tavola di José Ortiz

(c) (C) 2011 Sergio Bonelli Editore

Un tris di canaglie<br>Maxi Tex 15, pag.10 - Tavola di José Ortiz<br><i>(c) (C) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>

Dal punto di vista grafico, buona l'interpretazione di Ortiz, il disegnatore spagnolo, alla soglia degli ottant'anni, sicuramente uno dei punti di riferimento del personaggio, che salvo alcune imprecisioni nella seconda parte della storia (alcune figure sono forse delineate con troppa legnosità), e in alcuni primi piani, stupisce non soltanto per la velocità con cui macina tavole su tavole, riuscendo sempre a mantenere un buon livello di resa grafica, ma per la facilità con cui riesce a cambiare le varie ambientazioni, trovandosi sempre a suo agio nelle scene d’azione, brillando soprattutto, grazie al grande bilanciamento del bianco e nero, nelle scene notturne.

Maxi Tex 15, "L'ora del massacro", di Antonio Segura e José Ortiz, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2011, brossurato, 306 pp., 6€

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