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Orizzonti d'ignavia

Tex e Kit nella Legione Straniera
Recensione di  |   | tex/


Orizzonti d'ignavia
Maxi Tex 11


Scheda IT-TX-m11

Nell'Inferno dantesco gli ignavi occupano il girone detto Antinferno. Sono le anime di coloro che non seppero operare il bene per viltà, che si risparmiarono invece di prodigarsi per una qualsiasi causa e che ora sono costretti a versare lacrime e sangue per farne pascolo ai vermi.

L'Inferno "texiano" ce lo eravamo sempre immaginato popolato da diavoli bonaccioni con corna e forconi, pronti ad accogliere pezzi grossi, banditi, truffatori e assassini destinati a spalare carbone nelle caldaie di Messer Satanasso. Nel contempo i quattro pards erano dei "tizzoni d'inferno" determinati a sfidare il diavolo in persona pur di acciuffare un criminale e riparare un torto.

Tuttavia, nel cammino intrapreso da Claudio Nizzi e dalla redazione bonelliana per proporre un Tex sempre più umano e un'ambientazione sempre più realistica, anche l'inferno si è dovuto adeguare: forconi, tizzoni, corna e caldaie sono stati eliminati per far posto a gare di corsa e di tiro, marce infinite al ritmo di UN-DUÈ! UN-DUÈ! UN-DUÈ!, escursioni nel deserto, pulizie di pavimenti e abbronzature naturali, punizioni che riflettono perfettamente la mancanza di energia morale e la viltà di coloro che le subiscono, nella fattispecie i due Willer, padre e figlio.

"Fort Sahara" è questo tipo di inferno e molto di più: è la celebrazione dell'ignavia di Tex, della sua degradazione morale, del suo ozio infingardo

"Fort Sahara" è questo tipo di inferno e molto di più: è la celebrazione dell'ignavia di Tex, della sua degradazione morale, del suo ozio infingardo, qualità che vengono ribadite pagina dopo pagina con un'ammirevole costanza, pari alla lentezza che contraddistingue gli accadimenti, i dialoghi ripetuti, l'infelice questionare di Carson e Kit e l'ininfluente sentenziare dell'"eroe". Solo Tiger si salva da questa caporetto, solo lui è accorto e reattivo, tanto da rimediare alla stupidità e alla vanagloria del "grande cacciatore".

Il soggetto non era una novità, ma potevano esserlo la presenza di una compagnia della Legione Straniera, la storia della sua diserzione all'epoca della vittoria dei Juaristi e l'avventura vissuta da Tex e Kit come infiltrati in divisa, costretti a misurarsi con le privazioni, la ferrea disciplina e le dure punizioni di un corpo militare europeo. E invece il racconto non parla di questo, o ne parla solo marginalmente, preferendo concentrarsi sui protagonisti, figurine sbiadite e prive di nerbo, fotografate in situazioni inopportune, spesso imbarazzanti, peggio ancora umilianti, perennemente in cammino verso orizzonti che non son certo di gloria.

La dura vita della legione
Maxi Tex 11, pag.186

(c) 2007 SBE

La dura vita della legione<br>Maxi Tex 11, pag.186<br><i>(c) 2007 SBE</i>
I disegni - spiace dirlo - sono in perfetta sintonia con questa rappresentazione di Tex tutta al negativo: tanto perfette sono le figure di animali in primo piano nelle vignette panoramiche, quanto spente e indefinite sono le fisionomie dei protagonisti, spesso indistinguibili l'uno dall'altro, come Tex e Kit in uniforme da legionari.

Che dire? Resta il consiglio di Virgilio a Dante: "non ragioniam di lor, ma guarda e passa". E dimentica, se puoi.

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