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Experimenta 97: entrate in un fumetto!
report di Paolo Ottolina

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la copertina dell'albo speciale "interattivo",
disegno di Giardo
(c) 1997 SBE
   

Live! I fumetti li abbiamo letti tutti. Qualcuno li ha pure scritti, altri ci hanno almeno provato. Ma quanti di noi hanno vissuto un fumetto? Se siete smaniosi di diventare un personaggio disegnato, allora spicciatevi: avete tempo fino al 26 ottobre.

Alla mostra ludico-scientifico Experimenta di Torino si tiene infatti un singolare esperimento (experimento, anzi ;-) legato al fumetto: uno degli stand, immerso come gli altri nel parco di Villa Gualino, è dedicato a Legione Stellare, la miniserie fantascientifica pubblicata su Zona X.

Il pieghevole offerto all'ingresso dice: "(..) ci si può calare in un fumetto, della serie "Legione Stellare", divenendone co-protagonista." Il visitatore fumettaro, incuriosito da una siffatta opportunità, entra in uno stand immerso nell'oscurità; alcune Lampade di Wood, rendono fosforescenti i personaggi della Legione disegnati da Sergio Giardo, e appicciccati "in negativo" a pareti nero pece. Il fumettaro poi si mette l'animo in pace e si prepara a sopportare un coda apocalittica: un cartello informa infatti che "l'esperienza" dura 10 minuti e "si entra una persona per volta". Per cui, il paziente fumettaro deve sorbirsi almeno 50-60 min. di fila, in piedi (se va la domenica è consigliato portarsi un comodo seggiolino pieghevole).
 


Una volta giunto il proprio, agognato, momento, in che cosa consiste "l'esperienza"? Intanto bisogna scegliere uno dei personaggi della Legione Stellare: la dura Temis Nakamura, il flemmatico Rei Noah oppure il piccolo informatore Rory. I tre sono stati, ovviamente, scelti per corrispondere alle tre possibili tipologie di visitatori: donna, uomo o bambino. Questo perché l'esperienza consiste nel farsi scattare tre foto (di fronte e dai due lati): il volto viene poi elaborato da un PC, "fumettizzato" e sovrimpresso a quello del personaggio scelto in tutte le vignette in cui esso compare.

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Mentre le tre foto vengono scattate ed elaborate, il visitatore siede su una poltrona davanti a cui è stato allestito una pannello di controllo di una astronave; una voce invita il fittizio pilota a manovrare al meglio la nave spaziale, cosa che ovviamente non si può fare poiché l'interazione non è affatto prevista. Tutta ambientazione quindi, tanto per impressionare i più piccini...

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una tavola della storia,
disegno di Giardo
(c) 1997 SBE
   

Una laser stampa poi un breve episodio (20 pagine) appositamente confezionato per Experimenta (anche se ispirato al primo episodio della serie). Le pagine, con tanto di copertina cartonata, vengono pinzate e consegnate al visitatore, che sfogliandole, troverà il proprio volto appicciccato sulle spalle del personaggio prescelto. E così il paziente fumettaro finisce in un fumetto.

L'attrattiva dell'esperienza sta, quindi, solo nella vanità del fumettaro aspirante-fumetto o nell'avidità del collezionista che vuol mettere su un albo veramente "unico" (ma chi se lo compra, poi?). L'iniziativa è lodevole, e merita magari di essere riproposta su altri personaggi; tuttavia i difetti, tecnici e pratici, non sono pochi. I tempi d'attesa sono spropositati per una fiera "di massa"; l'interattività si limita alla sola scelta del personaggio; e, ahimè, basta un minimo movimento durante i clic o una taratura difettosa degli strumenti a decapitare il visitatore (vedi immagine a fianco): quando si dice "perdere la testa per un fumetto" :-).
 

 


 
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