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FIERA DEL LIBRO

In questa pagina:
Luci ed ombre


Fiera del Libro Berardi e Milazzo:
di nuovo insieme?

Mini-report dalla Fiera del Libro di Torino
di Daniele Alfonso.

Il fumetto è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio all'interno della recente Fiera del Libro di Torino, grazie all'editore Lizard che, nella giornata di sabato 12 Maggio, ha organizzato una presentazione del volume "Luci ed ombre" alla presenza dei due autori: Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. "Luci ed ombre" contiene cinque liberi più o meno brevi della stimata coppia di autori genovesi, qui ripresentati in una veste editoriale pregevole, e certamente più consona alla qualità del prodotto. I cinque racconti sono "La conquista del Messico" (4 tavole), "L'inno" (24 tavole), "L'ombra cinese" (4 tavole), "Superfly" (8 tavole) e "Driiin" (4 tavole).

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"Luci e Ombre", (c) 2000 Lizard Edizioni
   
 
Pur trattandosi di una ristampa, è comunque la prima opera firmata Berardi&Milazzo da quando i due hanno divorziato artisticamente un paio di anni fa, al termine delle avventure del loro personaggio più famoso, Ken Parker. Poiché su questo divorzio sono circolate voci più o meno attendibili secondo cui i due autori si sarebbero lasciati non proprio cordialmente, il fatto che la Lizard sia riuscita a farli incontare di nuovo è stato per me un sollievo. Purtroppo Berardi non è potuto intervenire all'incontro, e Milazzo si è anzitutto preoccupato di fare le scuse a nome del suo amico e collega, assente per via di un impegno preso molto tempo prima. Solo soletto, il disegnatore ha tenuto banco per quasi un'ora, parlando non solo del nuovo volume, ma anche delle sue esperienze personali e del fumetto in generale.

Tra i molti argomenti, Milazzo si è soffermato sul suo caratteristico metodo di lavoro. Nonostante le sue tavole possano apparire molto sintetiche agli occhi del lettore, dietro di esse c'è un lavoro di matita molto lungo ed complesso (come gli stessi autori hanno dichiarato in "La terra degli eroi", KP c9), cosicché le numerosissime linee si intersecano in modo tanto complicato che solo Milazzo stesso è in grado di inchiostare le sue tavole, individuando fra le tante linee quella "giusta" da ripassare a china. Per questo Milazzo non è un disegnatore particolarmente rapido, e arriva a realizzare circa duecento tavole all'anno.

L'autore si autodefinisce «un instintivo» e, per questo motivo, per la grafica delle copertine preferisce rivolgersi alla tecnica dell'acquarello, che è appunto "istintiva", perché a differenza di altre tecniche (come ad esempio la tempera) non consente ripassi e correzioni. Generalmente, gli sfondi delle copertine sono neri perché questo mette maggiormente in risalto i colori ad acquarello. Milazzo ha usato parole dure per commentare le moderne tecniche di realizzazione del fumetto: «il computer è un mezzo meraviglioso, ma viene usato molto male» ha detto l'autore, che giudica le tavole in computer graphic estremamente fredde e poco comunicative. Secondo lui, i fumetti dovrebbero essere realizzati interamente a mano, lettering compreso.

Milazzo ha parlato anche sul suo rapporto di lavoro con Berardi, dicendo testualmente «lavorare con Giancarlo è come lavorare con un altro me stesso», a testimoniare la straordinaria intesa che ha sempre legato i due. Ed è proprio questo, secondo Ivo Milazzo, il modo corretto di fare fumetto: sceneggiatore e disegnatore devono lavorare a stretto contatto, scambiandosi costantemente idee e pareri. Come esempio, a proposito della storia "Superfly" contenuta in "Luci ed ombre", Milazzo ha rivelato di averla disegnata solo dieci anni dopo che era stata scritta, e che a lui (con l'approvazione di Berardi) si deve l'idea della particolare colorazione della storia, che vede l'uso della mezzatina per gli esterni e del colore per gli interni.

Giustamente Milazzo non vuole perdere l'occasione di tornare a lavorare con Berardi, e quindi non è affatto escluso che i due, in futuro, possano nuovamente produrre insieme qualche storia inedita. «Magari riprenderemo in mano Ken», ha detto ad un certo punto, facendomi quasi sobbalzare. Sarebbe fantastico, ma visto l'attuale impegno di Berardi con Julia e tutti gli altri impegni di Milazzo (di cui leggeremo un nuovo Magico Vento dopo l'estate) prendo in merito una posizione dylandoghiana: non ci credo, ma ci spero.

 

 


 
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