ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineSpecial ReportPrecedenteSuccessiva




uBC @
T
ORINO COMICS

Dampyr/Brendon
Gea/Mystère


uBC@Torino uBC @ Torino Comics 2000
Report di Daniele Alfonso.

Ben cinque conferenze bonelliane nel calendario della tre giorni torinese dedicata alle nuvole parlanti. Purtroppo abbiamo mancato l'incontro con i disegnatori di Dylan Dog, Giampiero Casertano e Luigi Piccatto, ma eccovi un completo resoconto degli altri quattro appuntamenti...

Conferenza Dampyr
Sul palco:
Mauro Boselli, Maurizio Colombo, Alessandro Baggi, Nicola Genzianella e Maurizio Dotti.

Capitanata da un Boselli in gran forma, la squadra degli autori di Dampyr si presenta sfoggiando una maglietta nera con il logo della testata, e subito iniziano a fioccare le anticipazioni su Harlan Draka e il suo mondo. Sui Maestri delle Tenebre, ad esempio. Primo, nel n.1 sono definiti "esseri alieni", ma non si tratta affatto di extraterrestri come qualcuno aveva pensato, bensì di una razza originaria del nostro pianeta, antichissima e misteriosa. Secondo, impossibilitati a riprodursi, i Maestri formano una "famiglia" non molto numerosa, e inevitabilmente destinata a diminuire di numero, anche per via delle rivalità fra i suoi membri. Terzo, i Maestri sono molto diversi fra loro: alcuni sono cacciatori e guerrieri, altri preferiscono condurre un'esistenza mite e ritirata; alcuni hanno assunto aspetto umano, altri hanno forme imprevedibili; alcuni sono malvagi fino al midollo, altri no. In particolare, non è detto che il padre di Harlan (che, diciamolo subito, non è Gorka) sia necessariamente un nemico.

(23k)
Dampyr, copertina di Riboldi
(c) 2000 SBE
   
Il disegnatore Alessandro Baggi tiene ad evidenziare che Dampyr ha una caratterizzazione grafica e stilistica innovativa, e nel futuro vedremo che le tavole si affrancheranno sempre più dalla classica griglia bonelliana di sei vignette, proponendo layout inusitati come, ad esempio, splash page doppie. Il protagonista è sì ispirato al Ralph Fiennes di "Strange Days" («ma più nel carattere che nell'aspetto», dice Boselli), ma i suoi tratti somatici non stati definiti con precisione, al fine di lasciare ai vari disegnatori la massima libertà di interpretazione. Ovvero, a differenza di quanto sta facendo Giancarlo Berardi su Julia, si punta sulla differenziazione grafica. «E' un fumetto concepito per non annoiare nè i lettori, nè gli sceneggiatori, nè i disegnatori», dice Boselli in tono scherzoso, confermando che in futuro i tre protagonisti viaggeranno in tutto il mondo, arrivando anche a Mosca, in Namibia e nel sud degli Stati Uniti. La serie avrà sempre una sua continuity, e almeno all'inizio il personaggio principale sarà in continua evoluzione, fino al raggiungimento della piena conoscenza dei suoi poteri e del ruolo di Dampyr. Al momento, ci sono già 24 sceneggiature pronte, tutte scritte da Boselli e/o Colombo con l'intenzione di «esplorare l'intero spettro dell'avventura», mantenendo sempre un'aderenza alla realtà del nostro mondo: in DP 1 il luogo preciso dove si svolgono gli avvenimenti non è specificato, ma il secondo numero sarà ambientato a Sarajevo, quindi è ovvio che si tratta della Guerra di Bosnia.

Dotti, che dice di non gradire molto l'horror, è tuttavia contento di lavorare su questo personaggio, di cui apprezza il lato di eroe romantico. A conferma della varietà dei soggetti, Genzianella ci informa che al momento sta lavorando su una storia di stampo sentimentale. Boselli, però, si affretta a precisare che l'azione giocherà sempre un ruolo principale nelle avventure di Harlan Draka, che «è uno che mena, ma che non se la mena».

Con l'intenzione di aggiungere un po' di pepe alla già vivace conferenza, il sottoscritto interviene riferendo di un paio di interessanti critiche lette lurkando i newsgroup (vedere il Dopolavoro). La prima riguarda l'uso eccessivo della violenza, e la seconda denuncia un'errata interpretazione del mito originale del Dampyr, che sarebbe stato stravolto, a cominciare dalla grafia errata del termine. Molto puntuali le risposte degli autori. E' vero che "Il figlio del diavolo" è una storia molto cruda, ma la violenza c'è perché è necessaria, ed è mostrata senza alcun compiacimento. Dampyr n.1 voleva proprio essere un numero shock, una «pietra lanciata nello stagno», tuttavia senza raggiungere il parossismo, perché gli autori affermano di non gradire affatto lo splatter. Riguardo al mito del Dampyr, Boselli mostra una preparazione davvero notevole, citando numerosi miti vampireschi tutti diversissimi tra loro. Il succo del discorso è che, fra i tanti miti esistenti, Boselli&Colombo ne hanno scelto uno in particolare, reinterpretandolo secondo la loro sensibilità. La grafia della parola Dampyr è una trasposizione nella nostra lingua di un termine che, nel suo idioma d'origine, è scritto anche con un diverso alfabeto: "Dampyr" è una scrittura corretta come lo è "Dhampyr", o altre possibili varianti.

Suscitando una volta di più l'ilarità del pubblico, Boselli racconta di essere stato iscritto («ma solo come simpatizzante!») alla sezione vampiresca della Società Occultistica Americana, che poi ha scelto di abbandonare vista la sinistra dedizione dei suoi membri a rituali che l'autore definisce «uno schifo pazzesco!».

Conferenza Brendon
Sul palco:
Claudio Chiaverotti.

Claudio Chiaverotti ha l'aria soddisfatta, e non solo per le 70-80mila copie di venduto per numero, ma anche per la qualità della serie, del cui team di disegnatori si dice entusiasta. Anche se Brendon «ha un carattere chiuso ed è un po' stronzo» (sic), l'autore dichiara di essersi innamorato del personaggio, di cui apprezza particolarmente il ruolo di eroe solitario. I fan del Cavaliere di Ventura vorrebbero che l'appuntamento col loro eroe preferito diventasse mensile, e Chiaverotti afferma che non è escluso che si possa raggiungere l'obiettivo della mensilità, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione in merito. Per il momento, la periodicità attuale lascia a Chiaverotti un bel po' di tempo per scrivere, tanto che l'autore, dopo aver già completato 23 storie brendoniane, ha ricominciato a dedicarsi a Dylan Dog, di cui ha già scritto tre nuove storie: una di 16 pagine per i disegni di Freghieri, che sarà pubblicata nell'annuale volumone Mondadori, e altre due di lunghezza standard con i disegni di Freghieri e Rinaldi. L'avere a disposizione un po' di tempo in più consente all'autore di consegnare ai disegnatori solo sceneggiature complete, il che va tutto a vantaggio della qualità del prodotto finito. Come vengono scelti i disegnatori? In base alle loro particolari inclinazioni, naturalmente: se una storia prevede delle belle ragazze il più adatto è Franzella, se l'atmosfera è molto fantasy si chiama in causa Maroto, se ci sono delle scenografie particolari la scelta cade su Rotundo, e così via. Incidentalmente, Chiaverotti fa notare che Rotundo, il quale lavora anche per il cinema come costumista, è stato ad un passo dal vincere l'Oscar per il film "Titus". Altra segnalazione importante: è in allestimento una mostra su Brendon, che esporrà circa 120 tavole, di cui una trentina originali. La mostra, ad accesso gratuito, sarà a Ferrara fino a metà Maggio, per poi spostarsi a Torino.

(21k)
Brendon, copertina di Roi
(c) 2000 SBE
   
Quale futuro per Brendon? Non è previsto nessun particolare sconvolgimento nella serie, perché Chiaverotti preferisce non avventurarsi in una continuity serrata, che rischierebbe di saltare da un momento all'altro nel caso qualche disegnatore fosse obbligato a dare forfait per un motivo qualsiasi. In pratica, ogni storia viene pubblicata appena è pronta, senza seguire un ordine particolare. La programmazione, come d'abitudine alla SBE, viene fatta anno per anno e Chiaverotti è in grado di dare qualche anticipazione sulle prossime uscite: dopo "Le fate azzurre uccidono" (titolo dichiaratamente ispirato a "I conigli rosa uccidono", DD 24), vedremo il ritorno di Anja, quindi una storia sugli Orchi ispirata al film "Vampires" di Carpenter, un albo incentrato sul Libro di Lizard e infine una storia antologica composta da brevi episodi ad opera di Rotundo. I riferimenti al cinema sono sempre molto importanti per Chiaverotti, che si definisce un cinefilo, e si rammarica perché non gli rimane abbastanza tempo per leggere tutti i libri che vorrebbe, e nemmeno per leggere molti fumetti (e qui coglie l'occasione per dichiarare tutto il suo amore per Corto Maltese). Brendon avrà altri sceneggiatori? La risposta è stata praticamente già data: Chiaverotti si diverte a scrivere Brendon ed è avanti col lavoro, per cui non ha alcuna necessità di un aiuto.

Per concludere, vale la pena di citare una piccola nota di colore: durante lo svolgimento della conferenza, si è presentato un ghignante Stefano Goria armato di macchina fotografica. Chiaverotti, che sembra proprio avere una spiccata idiosincrasia per gli obiettivi, ha immediatamente inforcato un paio di occhialoni scuri, esclamando come al solito «Non rubatemi l'anima!... Anzi, l'Animah...»

Continua... pagina successiva: Gea e Martin Mystère
 
 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §