ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRoughArticoliPrecedenteSuccessiva




Rough @ uBC

In questa pagina:
Dietro le maschere
Vita quotidiana
Un interno

Pagine correlate:
Scheda Adachi

Una riflessione sull'universalità dei personaggi di Adachi

Dietro le maschere
articolo di Riccardo Panichi e Martina Galea

Vi siete mai chiesti cosa si nasconda oltre la pagina di un fumetto? Tra una vignetta e l'altra, nelle intersezioni bianche? Dietro i baloons? In genere il lettore medio è abituato a godersi le sue 150 pagine, accettando la storia così com'è, cogliendo tutti i particolari, questo senza dubbio, ma accontentandosi di ciò che vede. Alla fine della lettura il nostro buon lettore chiude l'albo e torna nel mondo reale, senza porsi troppe domande sulla storia e sul mondo di fantasia da cui è appena uscito. Ma accanto a questi, esistono poi lettori fantasiosi, eclettici, che amano vagare nell'universo che la storia tratteggia, che prima di addormentarsi immaginano quello che sta accadendo ai vari personaggi, che riescono a vederne tutta la vita, non solo lo spaccato che l'autore ci offre.

(16k)
Una scena di vita quotidiana, disegno di Adachi
(c) 1987 Mitsuru Adachi
   
 
Certo, ci sono manga che delineano solo un aspetto dell'esistenza e del carattere del personaggio. E forse può risultare più difficile immaginare un Ken Shiro o un Seiya alle prese con la vita quotidiana, un po' monotona e banale. Invece, le opere di Adachi hanno quella semplice magia che permette di diventare amici dei suoi personaggi. Oltre la pagina di Rough si rivela un mondo che è così come Adachi lo descrive: la piscina, il dormitorio, le strade senza indirizzi esistono realmente, sono piccoli angoli di città giapponesi che affascinano il lettore occidentale. E le persone che ci vivono sono ragazzi normali, ordinari, che l'autore ha scelto tra mille per impersonare i suoi Keisuke e le sue Ami.

Keisuke? Due occhi, un naso, capelli scuri e un fisico con le spalle larghe: eccolo, a rapprensentare l'idea grafica di un comune adolescente giapponese. Adachi lo disegna con un tratto molto semplice, a prima vista quasi infantile. Ma basta un poco di attenzione per scoprirne la morbidezza, la plasticità, la capacità di rendere attraverso pochi schizzi un campionario di emozioni. Dietro all'apparente aridità del disegno si cela in realtà un preciso intento: quello di schematizzare al massimo le forme, i lineamenti, quasi che Keisuke potesse assomigliare ad un qualsiasi ragazzo nipponico e non inacarnarne uno in particolare. Una scelta che aiuta il lettore, anche occidentale, ad immedesimarsi completamente nel personaggio.

Il Keisuke di cui siamo diventati amici è la maschera dietro la quale si cela un'intera categoria, quella del giovane giapponese medio; così come Narita è la maschera che nasconde la categoria degli sbruffoni un poco tonti. Ogni volta che Adachi crea un nuovo personaggio, riflette, al momento di rappresentarlo, su quale sia la maschera più adatta da fargli indossare. Agisce come il responsabile del casting di un film: una volta letta la sceneggiatura, comincia dapprima a pensare quale sia, tra quelli degli attori disponibili, il volto più adatto per il protagonista, poi prosegue sfogliando il book fotografico dove sono contenute le schede dei dilettanti che si offrono per il ruolo di comparsa. Adachi considera i suoi personaggi attori in carne ed ossa, anzi...in carta ed inchiostro, che esistono anche quando l'albo viene chiuso e riposto nella libreria.

(22k)
Un tipico ambiente nipponico
di Adachi (c) 1987 Mitsuru Adachi

La prossima volta che camminate per le strade della vostra città osservatevi intorno: potreste vedere un giovane orientale, con i suoi capelli nerissimi e gli occhi allungati. Lui è un possibile Keisuke, un ragazzo che va a scuola, che mangia ramen, seduto sul tatami, che ama la piccola Ami al suo fianco ma ancora non l'ha capito. Il segreto del successo di Adachi è racchiuso in questa visione globale del mondo dei suoi personaggi: il palco è sempre lo stesso, un palco immenso che rappresenta tutta una nazione, con mille scene diverse...la casa, il campo da baseball, il bar... e sul quale, dietro le maschere di Keisuke, Ami, Narita, Hirochi, recita tutto il Giappone.

Un ringraziamento a Laura Martignago per la collaborazione nella stesura dell'articolo.
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §