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Unico indizio le scarpe da tennis


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Sergio Gerasi


Ti sei occupato della timeline in flashback. Quali sono state le fonti di ispirazione per la realizzazione delle tavole? Hai utilizzato tecniche particolari?
Le tavole sono state realizzate a mezzatinta, ovvero con dei grigi ottenuti diluendo la china nell'acqua. Le fonti principali di ispirazione sono stati i volti realmente esistenti dei protagonisti e alcuni film non colorati come "La Vita Agra".
Quali sono state (se ci sono) le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare nella realizzazione delle tavole?
No, dai, diciamo che ormai, dopo quattordici anni di onorate pubblicazioni, non ho riscontrato grandi difficoltà. L'esperienza paga, alle volte.
Descrivici il tuo modo di lavorare... dalla lettura della sceneggiatura alla realizzazione della tavola completa.
Il mio modo di lavorare è piuttosto canonico e classico: ricevo la sceneggiatura, in questo caso dal Barzi, la leggo e tendenzialmente cerco di capirla; realizzo - non sempre - degli storyboard di massima per vedere la composizione della tavola nel suo insieme e decidere la posizione delle figure, dopodiché passo a fare una matita pulita e abbozzata per poi rifinire con le chine. Tutto da copione, diciamo.
In qualche modo, ascoltare la canzone di Jannacci, ti ha aiutato a immergerti nell'atmosfera dei primi anni 60 del secolo scorso?
Jannacci (e la sua musica) lo conoscevo già sin dalla tenera età, così come Gaber (G&G nda).. nel sapore di quegli anni e in quelle atmosfere ci ero già entrato tempo fa, quando con Davide iniziammo a parlare di questo progetto e a immaginarci come trasportare in fumetto le sue canzoni. Tutto accadde per l'appunto dopo "G&G", credo ormai quattro anni fa.
Tavola tratta da Unico indizio le scarpe da tennis<br>disegni di Sergio Gerasi<br><i>(c) 2014 ReNoir</i>

Marco "Wil" Villa


Quali sono state le fonti di ispirazione per la realizzazione delle tavole? Hai utilizzato tecniche particolari?
Sono un patito di cinema, perciò per inquadrature e storytelling mi sono ispirato al modo di raccontare dei film dell’epoca in cui la vicenda è ambientata. Per il disegno, tenevo accanto al tavolo gli autori che più mi piacciono (è da un anno intero che albi di Domingo Mandrafina, Alessandro Poli, Al Williamson, Massimo Carnevale, José Luis Garcia-Lopez sono di casa lì di fianco).
Tecniche particolari? Direi di no... forse oggi l'unica cosa che rende il mio lavoro particolare è che l'ho fatto tutto a mano, senza l'uso del digitale, che dovrò imparare a usare per forza (sono stato minacciato sia da Davide sia da Sergio, quindi meglio imparare in fretta).
Quali sono state (se ci sono) le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare nella realizzazione delle tavole?
I soliti chiodi fissi che non abbandonano nessuno: anatomie, pieghe, prospettive ed equilibrio "neri/bianchi". E devo dire che ogni tanto ho sentito il "peso" dell'opera (in senso positivo, sia chiaro!). Quindi ogni tanto emergeva l’ansia da prestazione: quel non sentirsi mai all'altezza..
Descrivici il tuo modo di lavorare... dalla lettura della sceneggiatura alla realizzazione della tavola completa.
Partivo con la lettura della sceneggiatura e con la produzione di un layout molto veloce che serve a creare lo scheletro della pagina. Il layout passava sotto gli occhi di Barzi e Gerasi per approvazione. Subito dopo lo riportavo sulla tavola squadrata, perché di solito gli attori dei miei layout erano i manichini strutturali, quindi dovevo solo scolpirli e vestirli. Poi la china, generalmente, per questo lavoro arrivava dopo qualche mese: abbiamo speso tempo a produrre molte matite prima di partire con il ripasso. Quando ripasso uso pennelli. Con le misure di questi ultimi sono stato molto altalenante: passavo da una misura 9 a un 5 per poi adottare un 7.
Tavola tratta da Unico indizio le scarpe da tennis<br>disegni di Marco Villa<br><i>(c) 2014 ReNoir</i>

Come si è svolta la collaborazione con Riccardo Nunziati per le tavole che questi ha realizzato a matita?
Riccardo ci è stato di grande aiuto, è un bravo disegnatore e inchiostratore, purtroppo non siamo stati molto in contatto mentre lui realizzava parte delle matite, ma il risultato è stato soddisfacente. Si trovava comunque sotto il controllo di Barzi, che per questo lavoro è stato come un fratello maggiore e un allenatore, quindi mi fidavo. Poi Riccardo è un grande.
In qualche modo, ascoltare la canzone di Jannacci, ti ha aiutato a immergerti nell'atmosfera dei primi anni 60 del secolo scorso?
Sono sincero: no. Per il semplice motivo che, non solo quella, ma tutte le canzoni di Jannacci descrivono (alcune anche meglio) la Milano di quel tempo. Spero di aver reso il più possibile le sensazioni che passano all’ascolto di quei brani.
Barzi ti ha costretto ad ascoltare a oltranza "El portava i scarp del tennis"? ;-)
No, no, ma ho cercato io stesso di ascoltare tutto il possibile di Enzo!
Tavola tratta da Unico indizio le scarpe da tennis<br>matita di Marco Villa<br><i>(c) 2014 ReNoir</i>

Riccardo Nunziati


Come e quando sei stato coinvolto nel progetto "Unico indizio le scarpe da tennis"?
Avevo già fatto una prova per ReNoir
qualche giorno prima e, in attesa di assegnazione, sono stato contattato da Davide per sbrigare il "lavoro sporco": realizzare qualche tavola a matita un po' in corsa per chiudere nei tempi previsti il progetto a cui stava lavorando con Marco e Sergio. Confesso all'inizio una certa titubanza anche per la velocità che mi si richiedeva, ma dopo aver visionato il pdf con le tavole dei bravissimi Marco Villa e Sergio Gerasi, e aver letto la sceneggiatura di Davide, ho accettato con entusiasmo. E mi ritrovo adesso più ricco di una collaborazione che vorrei sicuramente ripetere.
Descrivici il tuo modo di lavorare... dalla lettura della sceneggiatura alla realizzazione della tavola a matita.
Sono un dinosauro. Lavoro su carta e realizzo la tavola finita quindi interamente a pennello, china, brush e pennarelli graduati per gli elementi tecnici o i particolari minuti. Il primo passo è la lettura della sceneggiatura di una sequenza di tavole per le quali realizzo subito un layout di base molto accennato: generalmente quattro tavole in un A4 da fotocopia, giusto qualche pupazzetto per decidere campi, controcampi e regia in genere, cercando di dare una lettura la più fluida, comprensibile e piacevole possibile.
Dal layout in piccolo passo alla definizione degli ingombri su quella che sarà la tavola finale per la quale ho già realizzato la gabbia. Lavoro in formato piuttosto grande, appena superiore all'A3. Una volta definita la matita, decidendo generalmente anche gran parte delle masse di nero da aggiungere in inchiostrazione, passo all'inking con gli strumenti che vi ho prima accennato. Per questo progetto mi sono naturalmente fermato alla matita affidando le chine e l'uniformità del risultato finale all'eccellente Marco Villa.
Tavola tratta da Unico indizio le scarpe da tennis<br>matite di Riccardo Nunziati<br><i>(c) 2014 ReNoir</i>

Come si è svolta la collaborazione con Marco Villa che ha inchiostrato le tavole che hai realizzato a matita?
Non potendogli passare fisicamente le tavole (entrambi lavoriamo su carta), ho scansionato le mie matite, dopo aver apportato le correzioni richieste, e passati i file in High-Res via Web. A lui non è restato che stampare le matite in ciano nel formato che desiderava (un qualunque altro colore di base al di sotto della china sarebbe fastidiosamente visibile poi in stampa) e inchiostrare con la tecnica che preferiva.
La comunicazione e l'affiatamento sono fondamentali in questi casi e il buon Marco si è dovuto pure rivedere tutti i miei primi piani dei vari personaggi, troppo lontani dal suo stile grafico, per uniformarli al suo tratto. Colgo qui l'occasione per ringraziarlo della professionalità e del rispetto che ha sempre avuto per il mio lavoro, pur sapendo che era solo fatto in funzione del suo.
In qualche modo, ascoltare la canzone di Jannacci, ti ha aiutato a immergerti nell'atmosfera dei primi anni 60 del secolo scorso?
L'ascolto delle canzoni indicate da Davide, dei film e della documentazione fotografica sono fondamentali per immergersi a pieno nel mondo che si vuol raccontare. La spensieratezza di quel periodo, ma anche la profonda consapevolezza di un dramma appena conclusosi; e il tipo di inquadrature, le luci dei film dell'epoca, il tipo di narrazione, le parole usate, i toni. Senza lo studio di tutto ciò, non sarebbe possibile rendere credibile il mondo che si vuole narrare e trascinarci dentro il lettore.
Barzi ti ha costretto ad ascoltare a oltranza "El portava i scarp del tennis"? ;-)
Ancora questa canzone? Vi prego, bastaaaaaaaaaaaaaa!!!
Tavola tratta da Unico indizio le scarpe da tennis<br>matite di Riccardo Nunziati, chine di Marco Villa<br><i>(c) 2014 ReNoir</i>

Unico indizio le scarpe da tennis
160pp, 15x21 cm, bianco e nero
brossurato - € 14,90
cartonato - € 19,90
ReNoir Comics

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