Spider-Man & X-Men...
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- Mario Alberti
Annotazioni su Persona IT-Alberti, Mario
Ognuno dei quattro albi che compongono la miniserie, è ambientato in un momento diverso e ben preciso della timeline del Marvel Universo.
Si passerà così dal loro primo incontro negli esordi da supereroi, con indosso i costumi originari, fino ad arrivare ai giorni nostri, passando attraverso l'epoca dark dello
In giro per la rete:
Mario Alberti: il sito
Panini Comics
Marvel Comics
Ringraziamo Mario Alberti, che ci ha fornito oltre alle immagini anche un più che corposo dietro le quinte, per la disponibilità mostrata.
Cliccate sulle immagini per vederle ingrandite.
Buona lettura.
Kick Off
Per primo mi ha contattato Francesco Meo, girando la mia mail a Andy Schmidt che ora non è più in Marvel.
Andy era editor degliX-Men e io ho buttato lì che da piccolo ero un lettore fanatico dell'Uomo Ragno e mi sarebbe piaciuto fare quello... da qui nasce l'idea di unire X-Men e Spider-Man, passata poi in gestione a Steve Wacker.
Steve mi ha proposto il soggetto per la mini scritto da Chris Gage e da lì è partito tutto.
Difficoltà
Ogni numero della mini è ambientato in un epoca diversa e quindi mi sono dovuto documentare sulle evoluzioni negli anni dei costumi di tutti.
Il primo numero, in particolare (il mio preferito, ambientato negli anni '70, conGwen e compagnia alCoffee Bean ) si svolge aNew York e ho cercato di riprodurre anche la città com'era allora;Times Square , per esempio, era sede di peep show, frequentata da papponi e prostitute... mi sono rivisto tanti film come "Taxi Driver" o "Midnight Cowboy".
Anche per laLas Vegas della prima pagina ho trovato su youtube un filmato amatoriale dell'epoca.
Ho fatto ricerche per le armi e le divise, la moda, le automobili... insomma, ho cercato di rendere il mondo in cui si muovono i supereroi un po' più reale, cosa che fa parte per me del lavoro ma a cui mi sembra non siano tanto abituati oltreoceano.
A tal punto da sorprendere tutti che non si aspettavano tanta pignoleria! Poi ci sono le cose "tecniche", tipo: come escono gli artigli aWolverine , le ragnatele sul costume diSpidey (mi sono reso conto che è un'idea geniale per dare profondità all'anatomia ma c'è da diventar matti) o la maledetta visiera diCiclope , non chiedetemi perchè ma non riesco mai a disegnarla bene!
Campo d'azione
Avevo paura che mi lasciassero troppa "mano libera" e che il mio stile sia di disegno che di impaginato potessero non piacere al pubblico.
Per fortuna le critiche sono quasi sempre state molto positive.
L'unico limite è dettato dalla censura, è un fumetto per tutti e si devono evitare sangue e pose troppo provocanti.
Un aneddoto: nella copertina del primo numero si intravedono le mutande diJean Gray e mi chiesero di allungarle la gonna.
Poi qualcuno ha preso il file sbagliato e ha mandato in stampa la versione meno casta.
Ma non ci sono state lamentele, a quanto ne so!
Realizzazione
La fase "studi" l'ho saltata proprio!
Ho preferito che i personaggi mi crescessero dentro lavorando... mi sembrava avesse senso visto che raccontiamo della loro "crescita" professionale.
Anche il layout delle pagine cerca di mostrare un'evoluzione in questo senso: più impostato all'inizio e via via più libero, sempre rispettando i limiti di leggibilità.
Ho iniziato subito con lo storyboard, un po' più rifinito dei miei soliti e illegibili sgorbi, e da lì sono passato a matite, chine e colore.
Il colore era la cosa che mi preoccupava di più: i miei non sono decisamente i colori abituali nei comics e io stesso mi domando se non tendo troppo all'effetto "vecchia crosta impolverata" che a me però piace tanto.
Ho cercato di salire un po' di saturazione ma rimango lontano dalle vistose colorazioni digitali, di solito più apprezzate dai lettori.













