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Come un cane

la nuova graphic novel di Crippa-Ponticelli-Celestini
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Come un cane
 


Come un cane

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Brasile, una favelas.
Tra miseria e criminalità di strada Paulinho, un ragazzo privo della mano destra, cerca di imporre la sua diversità invece di subirla. Con l'unico linguaggio che conosce: quello della violenza.

"One-shottone" da 120 pagine formato comic-book, scritto da Alex Crippa, disegnato da Alberto Ponticelli e colorato da Oscar Celestini, viene presentato a Lucca 2007 "COMEunCANE", la prima grafic novel dedicata al sanguinoso mondo del free-fight clandestino.

Edito in Francia e Belgio da KSTR (a colori) e in Italia da Edizioni BD (in b/n).

Cover<br>disegni di Alberto Ponticelli, colori di Oscar Celestini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

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Anche l'edizione italiana sarà pubblicata a colori.
Di seguito potrete leggere una presentazione dell'albo curata dall'ideatore e sceneggiatore della storia e, inoltre, avrete modo di gustarvi alcune tavole tratte da entrambi le edizioni.
Ringraziamo per la collaborazione Alex Crippa, Alberto Ponticelli e Oscar Celestini.

Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.

Il Monco

Questo il titolo originale, poi scartato in favore del più incisivo COMEunCANE. Ma il senso sta tutto là lo chiamano "il Monco" quando non è nessuno, solo un povero psicopatico incazzato col mondo, e lo chiamano "il Monco" anche quando diventa un campione di vale-tudo, un lottatore senza mano imprevedibile e con una tecnica di calci letale.
Paulinho è alla continua ricerca di un'identità , ma non può prescindere dalla sua diversità . Non può nascondersi, deve mostrarsi. Il suo difetto deve diventare un pregio, il suo handicap una qualità. Come dice Horacio, suo allenatore e maestro di vita: "Il mondo ti vede come sei. Tu fagli vedere chi sei".
Perché cose come l'aspetto, l'immagine, i soprannomi, sono superficiali per definizione e ciò che conta davvero è come siamo dentro. Ma visto che viviamo in un mondo reale fatto di cose e persone, e non in un mondo perfetto fatto di idee, dobbiamo prima o poi mostrare all'esterno questo nostro io interiore, non credete?
Per questo, probabilmente, ho scelto il fumetto come forma espressiva per le mie storie: contenuto e immagine sono imprescindibili.
E per lo stesso motivo ho scelto per questa storia sulla diversità e il riscatto sociale un lottatore come personaggio e il ring come ambiente: non c'è niente di più esplicito, metaforico ed estetico di un uomo che lotta a mani nude per dimostrare che è il migliore.
Tavola 1 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 25 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 57 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

Rabbia

Respira! Prendi tempo! Riprendi fiato!
Altro tema fondamentale di questa storia è la Rabbia con la R maiuscola: la rabbia del reietto, del diseredato, di chi non è accettato dal mondo e allora reagisce aggredendolo. L'aggressività non passa inosservata ed è questo che vuole l'arrabbiato: vuole attenzione. Mettersi in mostra. Stare al centro del ring.
In uno sport aggressivo come la lotta, la rabbia è un'arma a doppio taglio: aiuta ad affrontare l'avversario, a non temerlo, ma senza il controllo ti fa perdere lucidità e concentrazione, ti si ritorce contro e può mandarti al tappeto. Questa è una delle prime lezioni che Horacio impartisce a Paulinho.
In questo ragazzo disperato e vagabondo, Horacio vede un potenziale campione da sbattere nel sanguinoso circuito degli incontri clandestini prima, e nelle arene ufficiali poi, quando è pronto per diventare veramente qualcuno.
E così, dopo aver scampato un regolamento di conti ed essere fuggito dalla sua favelas, senza più niente e nessuno, senza un futuro e senza un credo, Paulinho scopre la sua strada: il vale-tudo, particolare disciplina del free-fight che mischia stili vari, dalla boxe tailandese al pugilato, dalla lotta tradizionale al ju-jitsu, una forma di lotta estrema che distribuisce tecnica e forza su tutte le parti del corpo.
Per la prima volta Paulinho impara un mestiere che non sia rubare o spacciare, un mestiere durissimo fatto di regole e orari ferrei, sacrifici e fatica, rigore e dolore. Finalmente Paulinho ha qualcosa in cui credere e con cui espiare tutti i suoi peccati. Qualcosa di molto simile alla religione. Perchè la purificazione passa sempre attraverso la sofferenza fisica.
Tavola 91 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 96 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 109 - Edizione Italiana<br>disegni di Alberto Ponticelli<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

Fight

Questo, in sintesi, è ciò di cui si parla e cosa succede in COMEunCANE. Ovviamente non posso svelare il finale, ossia l�ultima, durissima, lezione di Horacio a Paulinho, ma posso raccontare l�inizio, ossia come tutto è cominciato, ancora prima di scrivere e disegnare.
Tutto è cominciato 20 anni fa con Rocky, inutile girarci attorno: quel film ha condizionato intere generazioni e in particolare la mia, cioè quella di chi ha visto Stallone gridare "Adrianaaaa" in tv quando aveva 12 anni e da allora ha sempre desiderato ritrovarsi nella medesima situazione, metaforica o no: con la faccia sanguinante, perdente ai punti ma mai al tappeto, e con una donna ad aspettarti fuori dallo stadio. L�'Uomo allo stato essenziale, senza fronzoli né complicazioni. Ce ne sono già troppe nella vita reale...ma al cinema, ragazzi, lì sì che trovo la pace con me stesso!
Il successo di Rocky in Italia penso sia dovuto a un misto di orgoglio nazionale nel vedere l�italo-americano che diventa una star e di estetica del cazzotto, non saprei come altro definirla: quell'emozione che arriva dritta alla pancia quando vedi qualcuno che le prende e le dà finché perde o vince. L'avevano capito secoli fa gli antichi Romani con gli spettacoli dei gladiatori, l'Estremo Oriente con la tradizione dei samurai, le tribù africane coi riti di caccia e iniziazione�insomma, lo scontro fisico ci piace da vedere e, per alcuni, da praticare.
Un capolavoro di estetica del cazzotto è in assoluto Toro Scatenato di Scorsese, uno dei miei film imprescindibili, ma anche I Guerrieri della Notte di Walter Hill che ha saputo cogliere l'aspetto urbano ed eccentrico della lotta. E non si può rimanere indifferenti di fronte a Quando eravamo re documentario su Mohammed Alì che mostra tutta la solennità della boxe, seguito poi dall�eccellente Alì di Michael Mann che ne sottolinea ancora di più l'aspetto "mitologico".
Ma dicevo prima che c'è chi gode a guardare e chi gode a praticare: Alberto Ponticelli è uno che guarda e pratica. Due volte campione nazionale di kick-boxe in passato, appassionato di qualunque sport da combattimento, collezionista di feticci di Bruce Lee e�disegnatore dallo stile personalissimo e d�impatto. Lo so, è inutile presentarlo, il suo curriculum e il suo sito (www.albertoponticelli.com) parlano da soli, ma mi preme dire una cosa a proposito della nostra collaborazione: erano anni che gli facevo la corte e c'è voluta una storia di calci e pugni per convincerlo!
Per me è stata una grande soddisfazione lavorare con Alberto e vedere come i miei personaggi e le scene di lotta prendevano forma grazie al suo talento grafico unito alla sua reale conoscenza tecnica dell'argomento. Tra l'altro, mi permetto di dire che Alberto su questo volume ha testato uno stile abbastanza "nuovo" per lui, cioè un ottimo compresso tra il realistico e il grottesco. Risultato: personaggi e combattimenti esasperati ma estremamente fisici e credibili. In altre parole, quando sfogliate le sue tavole sentirete ogni singola ginocchiata come se a riceverla fosse il vostro fegato medesimo.
Menzione speciale anche per Oscar il colorista, che si è fatto letteralmente le ossa su questo tomone che sembrava non finire più, dimostrando grande professionalità e intuito per le atmosfere. La tentazione iniziale era sottolineare certe situazioni con toni forti ed eccessivi, ma alla fine ci siamo resi conto che non stavamo realizzando un manga con teste che esplodono, ma una storia il più possibile realistica e credibile. Oscar è stato fondamentale nel costruire il giusto equilibrio tra l'effetto d'impatto ricercato apposta e questo realismo necessario, senza mai eccedere in atmosfere eccessivamente cariche o psichedeliche. Insomma, ha fatto un buon lavoro e ora ha una lunga carriera davanti a sé!
Non mi dilungo ulteriormente perché non serve. Dovete solo procurarvi il volume, mettervi comodi, aprirlo e...FIGHT!
Tavola 16 - Edizione Franco-Belga<br>disegni di Alberto Ponticelli, colori di Oscar Celestini<br><i>(c) 2007 KSTR</i> Tavola 66 - Edizione Franco-Belga<br>disegni di Alberto Ponticelli, colori di Oscar Celestini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 73 - Edizione Franco-Belga<br>disegni di Alberto Ponticelli, colori di Oscar Celestini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i> Tavola 86 - Edizione Franco-Belga<br>disegni di Alberto Ponticelli, colori di Oscar Celestini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

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