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100anime - Tomo 3

...la fine?
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100anime - Tomo 3
 


100anime - Tomo 3


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Anteprima

In occasione dell'ultima edizione del Festival de la BD di Angoulême, 25/28 gennaio ’07, praticamente in contemporanea con l'Italia grazie alle Edizioni BD, verrà pubblicato il terzo e conclusivo volume di 100anime, la saga horror scritta da Alex Crippa, disegnata da Alfio Buscaglia e colorata da Emanuele Tenderini.

Approfittiamo ancora una volta, non c'è due senza tre, della disponibilità di Alex Crippa che, come già in passato, ci farà conoscere contenuti, curiosità e retroscena della saga in generale e dell'ultimo episodio in particolare.
Ringraziando gli altri autori per la disponibilità mostrata, vi ricordiamo di cliccare sulle immagini per ingrandirle. Buona lettura.

La Fine

E tre. La Trilogia ora è completa. Il numero perfetto. “Il Traditore” è il volume più riuscito della serie 100ANIME, dopo “La Città dei Dannati” e “Vittime”. Di solito si dice così di ogni nuova opera pubblicata o che sta per uscire (o almeno dice così l’autore medesimo). Non si può non parlare bene delle proprie creature per quanto orribili siano (nel caso di un horror, tanto meglio) ma questa volta io, Alfio e Manu siamo particolarmente soddisfatti della nostra ultima creatura.
Sarà che finalmente ora tutti i nodi vengono al pettine (il cerchio si chiude, il mosaico è completo, ecc…), sarà che finalmente ora capiamo chi è veramente il Traditore, sarà che finalmente ora il povero Claudio Cordella ha la sua vendetta (ma non come si aspettava…), sarà che finalmente ora le tre ragazze vedono compiersi il proprio destino, soprattutto Chiara e il suo pancione dal contenuto misterioso… insomma, sarà che in tre anni da quando ho scritto il primo volume un po’ di cose sono cambiate intorno a noi e dentro di noi come autori (professionalmente e personalmente) questo terzo volume è quello che meglio rappresenta la colorata giostra di “100anime”. Chi l’avrebbe detto che sarebbe finita così? Ora vi spiego perché.
Layout<br>disegni di Alfio Buscaglia<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>
Il bello di questo mestiere, per inciso “creare storie”, è che ti stupisci sempre di te stesso, nel bene e nel male: non succede MAI che un autore immagini e pianifichi una serie e questa venga realizzata esattamente come l’aveva concepita. In corso d’opera ci sono così tante variabili che è impossibile mantenere integra al 100% l’idea originale. A volte capita che tu concepisca una storia in tre parti e all’ultimo momento l’editore ti imponga di realizzarla in due: ommioddio e adesso come faccio, cosa tolgo, che personaggi elimino, è impossibile rinunciare anche solo a una virgola delle mia strabiliante idea!!!
E invece è possibile, eccome. E spesso il risultato migliora. Oppure puoi anche scoprire che mentre tu stai scrivendo la tua storia esce al cinema un film o in libreria un romanzo con un’idea simile… e adesso!? Cambio tutto o modifico quel poco necessario a non accusarmi di plagio? Ma l’idea l’ho avuta prima io!!! Certo, vallo a spiegare agli avvocati di Spielberg.
Layout<br>disegni di Alfio Buscaglia<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>
Insomma, tutte queste informazioni apparentemente inutili servono a spiegarvi che sì, la nostra saga preferita è stata concepita 3 anni fa in un modo preciso e con le idee chiare, ma no, non è rimasta esattamente tale e quale, perché in corso d’opera ha subito parecchie modifiche e stravolgimenti tutti convogliati, incanalati, e infine esplosi come una bomba al napalm al centro dell’Inferno ne “Il Traditore”. Fortunatamente il 99% di queste modifiche sono dovute esclusivamente al nostro gusto e stile personale, evolutosi e consolidatosi nel tempo, e non a imposizioni dall’alto. Meno male.
Layout<br>disegni di Alfio Buscaglia<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

L'Imbuto

Il titolo di questo terzo volume è “Il Traditore” (chi segue la saga capirà perché e, forse, tirerà un sospiro di sollievo) ma personalmente l’avrei intitolato “L’Imbuto”, titolo formalmente più cacofonico ma concettualmente più indicativo. Immaginatevi un bambino immerso in una piscina stracolma di pezzi di Lego, un po’ come Zio Paperone nella sua vasca di monete d’oro. Questo bambino può costruire qualunque cosa desideri con tutti quei pezzi, e stiamo parlando di miliardi di pezzi di Lego: può costruire un castello diroccato su una collina con tanto di fantasmi all’interno, una limosuine con campo da tennis, Moby Dick a grandezza naturale, il Pentagono invaso dagli alieni… non c’è limite alla fantasia! Ma purtroppo c’è limite allo spazio: la costruzione del bambino deve stare all’interno di una teca di vetro, e deve starci bella comoda, in modo che chiunque passandoci accanto possa notarla e, magari, soffermarsi ad ammirarne i particolari. Ma quel bambino è dannatamente egoista e non vuole rinunciare a un solo pezzo del suo Lego… però deve farlo, è obbligato, altrimenti la sua costruzione non potrà essere esposta e non verrà vista da nessuno. Una bella fregatura, no? E allora: Panico, Terrore, Raccapriccio. Che fare?! Costruire un mini-castello con mini-fantasmi? Realizzare solo la coda di Mody-Dick? Costruire solo il Pentagono senza alieni o viceversa?! Aiutoooooooooo!!!
Tomo 3 Cover<br>disegni di Alfio Buscaglia, colori di Emanuele Tenderini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>
Ma ecco che, quando tutto sembra perduto e la morte ha già sguainato la sua falce, arriva magicamente e inaspettatamente in nostro soccorso l’IMBUTO. Lo so, non è un oggetto particolarmente attraente, niente a che vedere con spade laser o sacri graal. L’imbuto è un sempliciotto e sa fare una sola cosa, ma la fa da dio: trattiene il GROSSO e lascia passare il FINE.
E così quel bambino egoista è costretto a infilare tutti i pezzi del suo immenso Lego in quel bruttissimo imbuto e alla fine si ritrova con qualche piccolo pezzo nero, qualcuno bianco, un puntino nero, qualche linea, due guanti, due scarpe e un paio di short rossi che lui non indosserebbe mai. Li assembla alla meno peggio e osserva il risultato: un topo. Un topo vestito. Magari un topo parlante… perché no? Ci si potrebbero fare miliardi e comprare altri pezzi di Lego…
Il mio metaforico imbuto, ottenuto dopo anni di gavetta e ancora da perfezionare, trattiene le grosse cazzate e fa passare le idee più fini, più semplici, più chiare. In altre parole, le idee NECESSARIE. Questa è la parte difficile del mio lavoro di scrittore. Come del lavoro di disegnatore e del lavoro di colorista. L’arte del fumettista è accumulare idee fino a esplodere e poi rinunciare, con gran dolore e drammaticità, al 90% di esse. Perché ogni creativo, in fondo, è un bambino egoista che sguazza in una piscina piena di Lego.
Tomo 3 - Tavola 4<br>disegni di Alfio Buscaglia, colori di Emanuele Tenderini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>
Per quanto professionale e cinico puoi diventare, sarà sempre dura rinunciare a una tua idea, QUALUNQUE tua idea, anche la peggiore. Perché è TUA, capite? Non c’entra niente l’originalità o la genialità, anche se all’inizio, quando le nostre idee vengono partorite, sono SEMPRE originali e geniali. È una questione di puro possesso. Di proprietà. “Mai affezionarsi alle proprie idee”, mi disse una volta un copywriter che detestavo. Ma aveva ragione. Perché una storia, grande o piccola che sia, funziona non per QUANTE idee riesci a cacciarci dentro, ma per QUALI. L’imbuto è spietato, ma l’imbuto funziona.
Tomo 3 - Tavola 5<br>disegni di Alfio Buscaglia, colori di Emanuele Tenderini<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>

Il Quadernone Rosso

Tre anni fa avevo un quadernone a quadretti rosso (e ce l’ho ancora) dove annotavo a mano qualunque idea, trovata, soggetto, bozza di storia, struttura, schema, stronzata mi passasse per la testa che ritenevo giusto inserire nel mirabolante mondo di 100anime. Di quegli appunti solo un minima parte è poi finita nella versione definitiva della trilogia. Che tristezza, da un lato, ma che sollievo, dall’altro: immaginatevi di ficcare un rinoceronte dentro una gabbia per canarini…100anime uncut avrebbe fatto questo effetto, se non peggio.
Ma io sono un sentimentale e mi sono sempre chiesto che fine fanno le idee scartate e abbandonate dal proprio creatore. Esiste un purgatorio dove vengono radunate in attesa di essere ripescate o spedite definitivamente nel dimenticatoio per l’eternità? Oppure muoiono e basta, cessando di esistere? Magari aveva ragione Platone e tutto inizia e finisce nel suo Iperuranio, il grande magazzino universale delle Idee. O forse queste idee si reincarnano in qualcos’altro, un’altra avventura, un nuovo personaggio, una singola scena che in quella storia non funzionava ma funziona invece in quest’altra. Di qualunque “religione” siate, preghiamo tutti insieme per quelle povere idee partorite e poi abbandonate al loro fato.
Tomo 3 - Tavola 15 china<br>disegni di Alfio Buscaglia<br><i>(c) 2007 Edizioni BD</i>


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