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Volto Nascosto

...storia d'amore e morte, in 14 puntate!
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Volto Nascosto
 


Volto Nascosto

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Recensione

Scheda

Tante sono le novità che hanno in serbo per i lettori in casa Bonelli: Demian, di Pasquale Ruju, Romanzi a Fumetti, di vari autori, Pollok di Carlo Ambrosini....
Nei mesi scorsi, poi, ci sono state le prime fughe di notizie a proposito di un progetto che coinvolgeva uno degli autori di punta della scuderia bonelliana, tra l'altro, già impegnatissimo nel portare avanti la serie che ha ideato ben 8 anni orsono.
Solo con l'uso della forza... di persuasione che ci contraddistingue, siamo riusciti a estorcere le primissime informazioni e una immagine inedita sulla sua nuova creatura:
Volto Nascosto.
Aveta capito chi è l'autore misterioso?
Stiamo parlando di Gianfranco "Magico Vento" Manfredi che, naturalmente, ringraziamo per la disponibilità mostrata.

Ambientazione e Genere

La serie è ambientata alla fine dell'ottocento tra Roma e l'Etiopia/Eritrea. Cioè lo sfondo storico è quello dell'età di Crispi e della prima avventura coloniale italiana in Africa, rimasta celebre per la disastrosa sconfitta dell'esercito italiano ad Adua.
Il genere è il kolossal epico, quello per intenderci di film come Gunga Din, Zulu Dawn, le Quattro Piume, Lawrence d'Arabia.... Di diverso c'è l'intreccio con la vicenda parallela a Roma che è una sorta di melodramma noir, cioè una storia d'amore e di morte a forti tinte.

Personaggi

La serie si comporrà di quattordici numeri che costituiscono altrettanti capitoli di un'unica graphic novel. Di nuovo rispetto alla tradizionale produzione bonelliana c'è che la serie non ha un unico protagonista: Volto Nascosto, infatti, è un leggendario guerriero/profeta islamico (inventato, ma ispirato a leggende islamiche che hanno già avuto qualche precedente di trasposizione letteraria) la cui vera identità è protetta da una maschera d'argento. Nelle storie, però, appare e scompare: è una specie di ossessione per i protagonisti veri, non un vero protagonista come Magico Vento (per intenderci).
Volto Nascosto<br>disegni di Goran Parlov<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>
Gli altri personaggi, che non sempre compaiono contemporaneamente nelle storie, sono Ugo Pastore, un giovane prima impiegato di una Compagnia Commerciale attiva in Africa, poi coinvolto con la diplomazia italiana e infine, dopo molte delusioni sofferte, adattatosi a malincuore a un oscuro incarico di contabile presso un notatio. E' il buono per eccellenza, fino all'ingenuità. Spara molto bene, ma non per uccidere, solo per difendersi in situazioni estreme. Per amore e per amicizia è sempre disposto a tutto, anche se non viene ricambiato da chi è oggetto delle sue premure.
Il suo amico, decisamente più ambiguo, è Vittorio De Cesari, un rampollo di famiglia nobile, Tenente di Cavalleria e incarnazione dell' eroe insieme avventuroso e avventurista: infatti Vittorio non ha alcun credo politico, nè valore morale da rivendicare. Per lui la guerra è solo un modo di mostrare il proprio coraggio nel modo più spericolato. Non è d'altro canto un ufficiale rispettoso e obbediente: odia la burocrazia militare, disobbedisce agli ordini, disprezza la diplomazia. Al contrario di Ugo, ha sempre successo con le donne, ma non ha alcuna considerazione per loro se non come passatempo per i momenti di ozio.
Il terzo personaggio è Matilde Sereni, una giovane romana di famiglia molto ricca, il cui salotto è ritrovo abituale di politici, affaristi e società bene romana. E' malata di nervi e sotto l'apparente ed eccitata allegria, nasconde una grande fragilità (anche psichica) e una profonda depressione. Amata da Ugo, si innamora perdutamente di Vittorio che non l'ama affatto. Insomma è un personaggio drammatico, come quello delle classiche eroine dell'opera lirica.

I Disegnatori

I personaggi sono stati creati graficamente, su mia supervisione, da Goran Parlov, che sta attualmente disegnando anche l'episodio d'apertura. Per le parti di ambientazione romana (molto scrupolose nella ricostruzione storica di quartieri e di ambienti dell'epoca) ho chiesto di avere dei disegnatori romani, proprio perchè gli scenari della Roma ottocentesca dovrebbero essere loro più famigliari.
Il secondo episodio (tutto ambientato a Roma) è stato affidato a Rotundo (datoci in prestito da Brendon). Per la parte africana, tra gli altri abbiamo messo al lavoro un notevole disegnatore turco (Burak, che per la prima volta compare in una serie bonelliana) e che può essere altrettanto attento per quanto riguarda l'ambientazione "islamica".
Tavola di Prova - 1<br>disegni di Burak<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i> Tavola di Prova - 2<br>disegni di Burak<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i> Tavola di Prova - 3<br>disegni di Burak<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

Stato dell'Arte

Attualmente lo stato dei lavori è questo: ho scritto cinque episodi e sono al lavoro sul sesto, ma ho già scritto un trattamento completo della serie dal principio alla fine, perchè trattandosi di una graphic novel tutti i disegnatori dovevano comunque aver presente l'intero sviluppo della narrazione. Il lavoro dei disegnatori, al momento, va più lento del previsto anche perchè comprensibilmente devono farsi le ossa su un'ambientazione storica e geografica che non ha molti precedenti fumettistici. Dunque la data precisa di uscita non è stata ancora fissata. Presumibilmente la serie uscirà nel 2007 (perchè non credo faremo in tempo per la fine del 2006, anche se ci stiamo provando), e sarà mensile, nel formato consueto di 94 tavole disegnate.
Resta da dire che sono molto contento che Bonelli mi abbia consentito di scrivere una serie per molti versi anomala rispetto alla sua abituale produzione e che mi permette di sfogare fino in fondo la mia attitudine al romanzone popolare. Sono anche contento di poter mettere in scena dei personaggi italiani e che parlano di un nostro passato relativamente recente, ma quasi ignorato dai libri di scuola, piuttosto che dover ricorrere come d'abitudine a scenari americani che certo mi appassionano, ma per i quali c'è già Magico Vento. Infine, la particolarità della serie, mi permette di non avere carichi sulle spalle (per chi scrive un western, Tex è un carico, come Dylan Dog per chi scrive un horror) e di poter raccontare, dunque, senza termini di paragone.


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