
100 Anime,
dal digitale alla Bande Dessinèè
anteprima di Roberto Giammatteo
Molti di voi ricorderanno che, in passato, ci siamo già occupati di questa serie pubblicando un
"dossier" di presentazione in anteprima esclusiva con immagini tratte da quello che allora
definimmo "il nuovo fumetto elettronico in lavorazione da parte dello Studio Settemondi".
Ora, a più di due anni di distanza, grazie alla disponibilità degli autori, Alex Crippa & Alfio Buscaglia,
vi offriamo l'anteprima di quella che sarà la versione definitiva di 100 Anime.
Dalla "viva voce" dello stesso Alex Crippa, cominciamo col capire...
...DOVE ERAVAMO RIMASTI
100ANIME nacque tre anni fa come proposta fumettistica per il portale del
Corriere della Sera, che in quel periodo pubblicava il primo fumetto italiano concepito
per il Web, e cioè Armadel, di cui
io Alex Crippa ero uno degli sceneggiatori e Alfio Buscaglia uno dei disegnatori.
Forti del successo di Armadel, studiammo il fumetto appositamente per la rete: formato orizzontale
"widescreen", numero di tavole contenuto (una ventina) per episodio
(perché allora non tutti avevano fastweb, e nemmeno adesso comunque), ritmi narrativi sostenuti e con frequenti colpi di
scena per invogliare a cliccare la tavola successiva, contenuti linkabili (dalla cazzata di un poster cinematografico appeso
in una stanza, all'argomento corposo, tipo cos'è la Bibbia di Satana di cui parla quel tizio nel suo baloon?).
All'inizio il progetto creato da me e Alfio aveva una vena decisamente ironica e scanzonata. Trattavamo sì argomenti come
satanismo e possessioni, però alla leggera e senza prenderci troppo sul serio: più che altro ci interessava divertire il
lettore con storie sconclusionate piene di azione e una buona quantità di mostri. Una specie di
Buffy demenziale (o quasi). Ma presto ci accorgemmo che tutto ciò ci
andava un po' stretto.
Gennaio 2002: il gruppo 7Mondi capitanato dall'ammiraglio
Giovanni Gualdoni con la sua ciurma di fumettisti valica le Alpi e
raggiunge la Francia.
Destinazione: Fiera di Angouleme.
Quella fu la prima svolta. Vedemmo orde di lettori di tutte le età, i sessi e le religioni accalcarsi nei tendoni per
riempirsi le borse di fumetti (e non di cards o action figure), fummo accolti dagli editori nella zona colloqui dei loro
stand e ne scroccammo caffè e succhi d'arancia, visitammo esposizioni allestite in vari punti della città per l'occasione,
insomma, si respirava un'altra aria rispetto a quella cui eravamo abituati.
Conclusione: il mercato francese offriva più di una chance, e soprattutto c'erano importanti editori incuriositi dai nostri
disegni e dalle nostre storie.
Pazzesco!
Il cambio di rotta fu necessario: formato francese su quattro strisce, 46 tavole per episodio, personaggi più completi e
profondi, tematiche più serie, plot più complesso, narrazione più distesa e intrigante, ambientazioni e atmosfere più
dettagliate e illustrative. Eravamo pronti a ripresentare il progetto in una veste nuova. Dopo qualche tentativo con
aggiustamenti di tiro in base alle diverse linee editoriali
(Paquet e
Humanoids Associés i più interessanti) ma senza ottenere risultati,
finalmente arriviamo al contratto con la
Delcourt nel 2003 e il progetto si stabilizza, anche grazie ad
Emanuele Tenderini che diviene il nostro colorista di fiducia trovando l'atmosfera perfetta per le tavole.
Basta cambi di stile, tematiche, grafica, ecc... Il nostro fumetto diventa e rimane un thriller/horror soprannaturale
ambientato in una metropoli, con un protagonista demoniaco e misterioso e tre ragazze che si ritrovano loro malgrado a
"conviverci".


Cover del Volume 1 disegni di Alfio Buscaglia colori di Emanuele Tenderini
© 2004 Delcourt
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E poi...
...GENESI & CURIOSITA'
IL PRIMO FUMETTO FRANCESE AMBIENTATO A MILANO!
Sono cresciuto a manciate di film, libri e fumetti horror. Mi hanno sempre affascinato i mostri, le atmosfere cupe, il
macabro e il grottesco. Il sangue e il noir. Ma perché tutti i capolavori della mia adolescenza erano ambientati negli
Stati Uniti o in Gran Bretagna?
Sette anni fa mi sono trasferito a Milano e ho imparato a conoscere la grande metropoli con gli occhi di un paesano
affascinato dalle novità. Allora tutto mi sembrava grande, maestoso, curioso... ma anche, in qualche modo, morboso, cinico e
violento. Ogni grande città ha un suo lato scuro e Milano non è da meno.
Di sera si trasforma: i viali gremiti di auto e tram pieni di lavoratori, studenti, casalinghe che fanno la spesa o
semplicemente fancazzisti, si popolano di un altro tipo di traffico, il traffico dei trans e delle prostitute di tutte
le età e per tutti i gusti, il traffico dei giovani manager e dei giovani alternativi riuniti magicamente insieme dagli
happy-hour dei locali sui Navigli, il traffico degli spacciatori nelle loro riserve naturali (i parchi
pubblici), il traffico degli homeless che preparano il giaciglio per la notte nei meandri della Metropolitana o negli
anfratti della Stazione Centrale, il traffico delle ambulanze che cercano di salvare vite e quello delle volanti che,
forse, cercano di toglierle.
La luce cambia il volto della città. Quando i vecchi palazzi vengono avvolti dall'oscurità e i lunghi viali si fanno più neri e profondi, quando i
rumori cambiano, quando le gente cambia, quando tutto sembra più silenzioso e invece è solo "diverso", allora viene da
chiedersi: che c@$$o manca a Milano rispetto alla Los Angeles di Seven e alla Londra di
Dylan Dog?
Questo fu il primo punto fermo a cui io e Alfio non rinunciammo mai da quando iniziammo a complottare per dare lentamente
ma inesorabilmente vita alla nostra strana e cangiante creatura: il fumetto doveva essere ambientato a Milano, la città in
cui entrambi ci ritrovammo a convivere per alcuni anni. Le vie, le piazze, i monumenti, ogni luogo doveva essere reale,
riconoscibile e "visitabile". Sì, "visitabile" era la parola più attraente, perché si coniugava bene con la motivazione che,
forse più di ogni altra, ti spinge all'inizio a rischiare tempo ed energie per una proposta editoriale: il successo.
Anche se non lo dici o non lo ammetti, quando crei qualcosa vuoi prima di tutto convincerti che presto o tardi avrà successo,
che qualcuno leggerà/vedrà la tua opera, che ti farai sentire. E per il nostro futuro fan sarebbe stato sicuramente più
comodo ed economico visitare la metropolitana milanese piuttosto che il Central Park di N.Y. per toccare con mano i
luoghi dei suoi eroi preferiti! (Se mai succederà sarò sinceramente commosso.) Per non parlare della documentazione di cui
potevamo disporre: serve quel palazzo, ok andiamo a fotografarlo; serve quell'insegna, ok andiamo a rubarla.
Il secondo punto intoccabile erano i protagonisti, o meglio le protagoniste. Tre ragazze che si ritrovano per caso a
condividere lo stesso appartamento in V.le Monza. E qui Freud ci sguazzerebbe. Sì perché allora io, Alfio e
un altro ragazzo ci ritrovavamo a condividere proprio quell'appartamento e la situazione da tre cuori in affitto era
molto interessante per le dinamiche dei rapporti tra i personaggi.
Casa nostra era perfetta: una stanza a testa, praticamente ognuno disponeva di un monolocale privato addobbato e vissuto
secondo il proprio ego, l'ideale per differenziare personalità e carattere.
E, ancora, la possibilità di "far sentire" gli ambienti nei disegni, di farli vivere su carta proprio perché ci
vivevamo noi! La scelta di trasformarci in tre ragazze per vivere avventure horror fu dettata da vari motivi:
Commerciabilità: da anni le donne sono al potere e dettano legge. Lara Croft,
Jodie "Silenzio degli Innocenti" Foster, Buffy, Julia,
Naomi Cambpell... Negli horror cinematografici dell'ultimo decennio c'è stata una massiccia ripresa dello
slasher-movie, ossia "maniaco/mostro che uccide gruppo di teen-ager americani (ovviamente)". E in ognuno di essi,
fateci caso, quando il conto alla rovescia si assottiglia e il gruppo dei superstiti pure, indovinate chi rimane e sconfigge
il mostro? Lei! Una ragazza. Forse perché una creatura (apparentemente) debole e indifesa crea più tensione e
immedesimazione, forse perché sono più fotogeniche, forse perché il machismo non è più di moda, forse perché sono più
intelligenti e sensibili dei maschietti... non ne ho idea, ma mi piace così.
Originalità: nonostante tutto, continuiamo a ritenere più originale e interessante il punto di
vista di tre ragazze normali che fanno una vita normale, chi studia, chi lavora, in una città normale, che da un giorno
all'altro si ritrovano a vivere avventure soprannaturali scoprendo man mano di essere invischiate in un piano più grande di
loro. Un mercenario 40enne in divisa sarebbe stato troppo noioso oggigiorno...
Origini: io e Alfio ci siamo conosciuti nel lontano '96 lavorando insieme su una mini-serie
creata da Diego Cajelli e pubblicata dalla SF Edizioni dal titolo
Randall McFly. Fu il mio primo lavoro retribuito nel mondo dei comics. Tre studenti di un college svizzero
affrontavano avventure alla X-Files, dai classici alieni ai segreti dell'alchimia, in modo molto goliardico e divertente. Io
scrissi soggetto e sceneggiatura di tre episodi (la serie era di sei) e per me fu una grande palestra, sia per la scrittura
che per l'affiatamento e l'amicizia che mi legò allo zio Alfio. Da allora non ci siamo più tolti di testa il numero tre, e
prima o poi dovevamo creare un fumetto nostro con tre protagonisti... meglio se femmine! Le prime versioni di 100ANIME
conservavano ancora quella vena goliardica e leggera di Randall McFly, persa poi strada facendo. Ma non del tutto,
devo ammettere.
Randall McFly disegni di Alfio Buscaglia
© 1996 degli autori
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Il terzo punto intoccabile era la tematica. Forse ho già detto che uno dei miei generi preferiti è l'horror?
Rispetto alle prime bozze di storia e ai primi schizzi dei personaggi il tono è passato dal comico al serio, ma la tematica
di fondo non è mai mutata: il Maligno.
Trovo affascinante il mondo dei demoni e il mostruoso in generale, ma ho una passione particolare per l'Inferno Cristiano,
quello dantesco per intenderci. Confesso che non considero troppo originali le opere che trattano Satana e affini
perché ormai è un argomento abbastanza sviscerato (ma d'altronde quale non lo è nel 2004?), ma trovo ancora attraente la
figura del demone per le sue valenze concettuali: il Bene che non può esistere senza il Male, il fatto che i
demoni in origine erano angeli ribelli, l'idea di un orribile luogo di punizione per i peccati umani, i demoni che
propongono patti e tentano gli umani a peccare nonostante questo orrore.
Inoltre, lo ammetto, è anche più facile costruire un mondo a metà tra il reale e il soprannaturale quando questo aspetto è
già universalmente riconosciuto e accettato. Le mie variazioni alla tematica horror più celebre (forse seconda solo al mito
del Vampiro...) riguardano soprattutto il contesto e le motivazioni del personaggio principale (un demone, appunto) i
cui veri scopi e le origini si scoprono solo nel corso dei tre volumi. Riguardo le figure dei dannati e gli scorci di
Inferno che ogni tanto si vedranno abbiamo preso direttamente spunto dalla Divina Commedia, aggiustando solo poche
cose per renderle più "fumettose".
L'impianto infernale coi suoi 9 Cerchi e le sue punizioni rispettano l'originale di Dante, uno degli scrittori più
visionari e geniali di tutti i tempi. Perché negarlo?
Il quarto punto... bè, il quarto punto è il più fico.
Nel '99 io e Alfio convivevamo in un appartamento di Milano da quasi un anno, ma poi dovemmo trasferirci. Insieme a un mio
amico, il terzo coinquilino, cercammo casa e, tra i vari annunci di un giornale, spiccava quello di un trilocale in
V.le Monza di 100 metri quadri assai economico rispetto a tutti gli altri. Corriamo a vederlo e ci si presenta un ampio
appartamento con un lungo corridoio dritto che dava su tre stanze separate, più una cucina abitabile.
La cosa curiosa era che l'appartamento era completamente arredato e ancora pieno di vestiti e oggetti personali del
precedente inquilino. Dava l'impressione che fosse stato abbandonato improvvisamente lasciando tutto come era: il letto
sfatto, le stoviglie nel lavandino, i vestiti in giro. La cosa decisamente più curiosa era che fu proprio così!
L'agente immobiliare, una scorbutica 60enne in menopausa, ci disse che il precedente inquilino era sparito da un giorno
all'altro: da qualche mese nessuno l'aveva più visto né sentito al lavoro o in giro, né lui si era fatto più vivo.
Niente di niente, sparito nel nulla.
La proprietaria dell'appartamento, una vecchissima contessa della Milano bene, fece pignorare tutti i mobili e gli oggetti
di valore per rivalersi dei mesi d'affitto persi, ma presto si accorse che non si trovava nessuno disposto ad abitare lì.
Nessuno tranne noi!
La cosa ci affascinava troppo e, per gente cresciuta a pane e fumetti, ci sembrò stupido rifiutare una simile situazione...
Se poi aggiungiamo che tutti quei beni pignorati passavano di proprietà a noi da contratto in cambio di una riassettata e
pulizia generale dell'appartamento, il gioco era fatto.
E che pulizie, ragazzi: trovammo un casino di bottiglie di whisky vuote, foto di lui con una lei che poi scoprimmo essere la
sua ex che l'aveva lasciato (trovammo la sua lettera d'addio che diceva di apprezzare il fatto che lui stesse cercando di
smettere di bere, ma lei doveva tornare a casa sua, nell'Est!), foto del bimbo di lei, disegni fatti dal bimbo stile
Profondo Rosso (vabbé, magari questa non era proprio così...) e, dulcis in fundo, un barattolone pieno di monete,
63.250 di vecchie lire, che a noi fece l'effetto del ritrovamento di una valigetta piena di banconote sporche.
Non potevamo non trarre qualcosa da tutto questo...
Ed ora è il momento de...
...LA STORIA
In quattro anni di permanenza in quell’appartamento quel povero uomo non venne mai a tormentare le nostre notti, ma in compenso ci ha
regalato un buono spunto per la nostra storia. Lo voglio ringraziare e spero non se la passi male, dovunque sia finito.
“100ANIME” racconta la nostra storia, o meglio l’inizio di una nostra storia, e si sviluppa in quel modo speciale e assurdo che solo nel mondo
dei fumetti è possibile. Ma che ci piacerebbe tanto vivere di persona, almeno una volta. Bè, c’eravamo andati vicino.
E così, queste tre ragazze tra i 20 e i 25 anni trovano casualmente casa assieme e iniziano a convivere nel nostro ex-appartamento.
L’agente immobiliare ha detto loro di un certo Claudio che prima abitava lì e poi è sparito misteriosamente, forse è morto…
ma l’affitto è decisamente basso per rifiutare.
Da subito però le ragazze avvertono una presenza inquietante in casa: ombre sfuggenti, rumori strani, fumo di sigaretta dal nulla…
che diavolo succede?
Quel Claudio è forse tornato
Perché la portinaia sostiene di vederlo?
Claudio è ancora vivo?
Sì e no.
Una sera Claudio in persona appare in casa e parla alle ragazze. Ma di Claudio ha solo l’aspetto. Il corpo senz’anima, per la precisione. Il tizio
che sta parlando alle ragazze è in realtà un Demone Inferiore venuto sulla Terra con un compito ben preciso: recuperare
cento anime dannate fuggite dall’Inferno e nascoste in questa metropoli.
Sparsi per il mondo vi sono dei Varchi Terra/Inferno usati dai demoni per concludere i loro affari con noi umani. Uno di questi Varchi si
trova proprio a Milano ma fu manomesso da qualcuno e così diversi dannati sono riusciti ad approfittarne per fuggire.
Al demone serviva un corpo per rimanere qui in incognito e Claudio fece al caso suo: un alcolizzato senza amici né parenti, in una casa
anonima come tante. Si impossessò del suo corpo spedendo la sua anima all’Inferno prima del previsto. Da allora Nèdnama,
questo il suo nome da demone, si nasconde in quell’appartamento uscendo e rendendosi visibile solo il necessario.
Ma le ragazze cosa centrano?
Le ragazze hanno “invaso” il suo covo e ora conoscono il suo segreto. Ma forse non è solo questo. Un filo sottile
e inscindibile le lega a lui, come scopriranno nel corso degli episodi. Grazie a loro Nèdnama riesce a catturare alcuni dannati, dannati per
esempio che uccidono donne innocenti o rapiscono bambini ma sono impossibili da identificare per la polizia. Le ragazze sono le uniche a
sapere e si sentono responsabili di tutto questo. E sanno anche che non c’è da scherzare con un demone, reale e concreto, e dotato di poteri
soprannaturali. Soprattutto quando scoprono che una di loro sta sviluppando a sua volta dei poteri inquietanti…
La città ha ora un nuovo lato oscuro. Loro si nascondono tra noi. Erano come noi ma furono condannati alla dannazione eterna, di cui portano i
macabri segni addosso. E adesso hanno una seconda chance. Sono liberi dai Cerchi Infernali e nessuno può fermarli. Tranne un
demone e tre ragazze. Alcuni dannati ripetono i peccati che compivano da vivi, altri hanno conti in sospeso da sistemare, altri ancora fanno
quello che non hanno mai potuto fare in vita. Ma tutti sembrano muoversi secondo un preciso piano.
Si stanno forse organizzando?
Cosa c’è veramente dietro questa colossale fuga?
...I PERSONAGGI
Angela De Sanctis, detta Angie, si è trasferita da Torino a Milano per studiare legge, ma in realtà l’ha
fatto per godersela lontano dai suoi, a spese dei suoi. Look dark, è affascinata da tutto ciò che è oscuro, misterioso, horror. Sa anche qualcosa
di occultismo e satanismo. È la dura del gruppo, l’action-girl che sfonda le porte a calci per entrare dove non si deve entrare e che non si fa
scrupoli a usare un oggetto soprannaturale a suo personale piacimento.


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Angela De Sanctis, Angie
disegni di Buscaglia
© 2004 Delcourt
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Manuela Thorne, detta Manu, è la più grande e matura. È un’artista, nel senso che ha girato l’Europa facendo la pittrice
bohemienne, ma anche realista, nel senso che ora per vivere si ritrova a fare il grafico free-lance per un’agenzia pubblicitaria di Milano. La sua
sensibilità e curiosità la rendono la detective in gonnella del gruppo.


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Manuela Thorne, Manu
disegni di Buscaglia
© 2004 Delcourt
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Chiara Bellato, detta Chiara, ha l’aspetto della classica bellona bionda ma dentro è tormentata come poche. Stava per sposarsi
con l’amore della sua vita, ma fu abbandonata all’ultimo minuto. Nozze e casa appena acquistata da buttare nel cesso. Per questo ha deciso di
iniziare una nuova vita in un appartamento in condivisione con altre ragazze (rigorosamente!). Continua a fare la commessa in un negozio di
moda in centro, ma presto si accorge che la sua vita non è più la stessa. A volte ha delle strane visioni di fatti di sangue accaduti in passato in
alcuni luoghi della città. Non le era mai successo prima. E, purtroppo per lei e per le altre, questa non è l’unica cosa “strana” che la riguarda…


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Chiara Bellato, Chiara
disegni di Buscaglia
© 2004 Delcourt
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Nèdnama, detto Nèd ma solo in sceneggiatura, è il vero protagonista della serie. Demone Inferiore spedito sulla Terra per
recuperare anime fuggite, si nasconde nel corpo di un umano e si è stabilito nel suo appartamento. Può apparire e sparire a suo piacimento,
entrare e uscire dagli specchi, allungare gli arti, aprire voragini nel terreno per rispedire i dannati all’Inferno e poi richiuderle come se non fosse
successo niente. Quando è a caccia viene fuori la sua natura demoniaca trattenuta a stento sotto la pelle umana. La sua forza è bestiale. Ha un
unico punto debole: la sacralità. Non può entrare nelle chiese ed è allergico all’acqua santa. Fuma quasi sempre, un piacere che può godersi
solo ora che ha un corpo umano. Spesso la sua presenza è annunciata dal fumo bianco che espira.
Claudio Cordella è un uomo che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il suo corpo ora appartiene a Nèdnama, la
sua anima è finita all’Inferno nel Cerchio dei Suicidi. Ma lui non doveva morire. Quello non era il suo momento. Claudio non accetta né accetterà
mai la cosa. Per questo sta progettando di fuggire lui stesso dall’Inferno…
...IL PIANO DELL' OPERA
La versione francese del 1° volume esce i primi di settembre, mentre quella italiana, edita dalle
Edizioni BD verrà presentata a fine ottobre a Lucca.
È una specie di grande prologo in cui vengono presentati fatti e personaggi, contesto e modus operandi.
Le ragazze si trasferiscono nel famigerato appartamento e fanno la conoscenza di Nèdnama. In quei giorni i giornali milanesi parlano di
inspiegabili suicidi di donne in metropolitana avvenuti a mezzanotte.
In realtà il responsabile è uno dei cento che Nèdnama sta cercando, un lussurioso. Bisogna darsi da fare. Alla fine Chiara scoprirà una cosa
che cambierà per sempre la sua vita.
Nel 2° volume vengono rivelati alcuni segreti: chi ha fatto fuggire le cento anime dannate dall’Inferno e perché, quale è il vero scopo
della missione di Nèdnama, perché i dannati ora si stanno organizzando e cercano di fermarlo, perché lui deve difendere Chiara.
Si parla di un ricercato n°1, un leader dei dannati.
Il tutto sullo sfondo di una Milano deserta d’agosto, in cui una vecchia setta di fanatici
religiosi attivi negli anni ’60 e condannati all’Inferno come eretici è tornata a operare nella loro ex-sede: una clinica abbandonata in un parco.
Nel 3°terzo e ultimo volume (per ora) scopriamo tutta la verità sul caso Chiara, cosa le è successo e perché, e quanto c’entra
Nèdnama.
È il momento della resa dei conti. È lo scontro tra il demone cacciatore e la sua preda n°1, di cui viene rivelata l’identità, gli scopi e lo strano
legame col suo predatore. Nèdnama farà un grosso passo avanti per la sua missione, ma il cammino è ancora lungo per portarla a termine.
E non privo di ostacoli. Primo fra tutti lui medesimo...
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