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ANTEPRIME
MAGGIO 2000

Zagor
destinazione
Africa!

In questa pagina:
Intervista

Andreucci
Laurenti

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Zagor
Boselli


Zagor, destinazione Africa!
Anteprima di Roberto Giammatteo

A distanza di pochissimo tempo dall'uscita di Dampyr, un altro evento editoriale vede per "protagonista" Mauro Boselli: una nuova odissea, poco americana, per Zagor. Per l'occasione, non potevamo non approfittare della sua grande disponibilità e quindi tuffatevi in questa piccola intervista e godetevi alcune immagini in anteprima per noi di uBC.

Quali sono i motivi che ti hanno spinto ad effettuare questa nuova trasferta? Motivi editoriali, com'è avvenuto la volta scorsa (vedi "L'esploratore scomparso") per cercare di risollevare il "morale della testata", o motivi narrativi, quindi l'esigenza degli autori di spaziare in altri luoghi diversi dalla foresta di Darkwood!

Marie Laveau
disegno di Mauro Laurenti
© 2000 SBE

Direi entrambi i motivi ma, soprattutto, un'esigenza narrativa. A me personalmente piace (ma anche a Burattini, visto che insieme abbiamo studiato questa trasferta africana), trovare nuovi orizzonti, nuove trame narrative. L'idea di questa saga africana era nell'aria già da quando avevo introdotto in Zagor i personaggi di Cain e Marie Laveau ("Vendetta Vudu" e "Il terrore dal mare"). Come forse ricorderete, nella storia vudu, Marie Laveau parlava di un mitico e favoloso Impero di Songhay nel cuore dell'Africa; vedeva in Zagor qualcosa dell'anima di Damballah (il famoso dio serpente). Questa saga era già prevista, ma abbiamo preparato il terreno con diverse storie più o meno tradizionali, con altri viaggi come quello in Scozia che era ancora più imprevisto (e che ha avuto un notevole successo), in modo da arrivare ad un punto in cui i lettori più tradizionali potessero accettare sei mesi di trasferta in Africa. Io stesso all'inizio non ero del tutto convinto di poterlo fare impunemente, poi, poco alla volta, mi sono deciso. In passato Nolitta diceva, giustamente, che Zagor non aveva bisogno di muoversi da Darkwood, perchè Darkwood è un microcosmo dove i Thugs arrivano, i Samurai arrivano, ed arrivano mostri e vampiri. Dopo quarant'anni, tuttavia, anche questo mondo fantastico comincia a diventare stretto. Infine, c'è comunque il bisogno di dare uno scossone come quello di sette anni fa con "Passaggio a nord-ovest". Lo scossone può funzionare o meno. Ad esempio, il "Ritorno di Hellingen" non è stato un grandissimo successo mentre il ritorno del vampiro ("Vampyr") e di Frida è stato molto più apprezzato dai lettori. Ogni tanto questi scossoni che diamo, con ritorno di vecchi eroi o con trovate nuove, servono per tener viva la serie senza che ci si addormenti sugli allori, come già successo in passato con pur ottime storie come quelle di Toninelli che erano sempre ambientate a Darkwood, e quindi alla lunga avevano un po' stancato il lettore. A Darkwood, torneremo, non c'è da preoccuparsi. Per il quarantennale, c'è in serbo un altro scossone: sto inventandomi una saga complicata e surreale, con il ritorno di uno dei personaggi più desiderati dai lettori! (prossimamente in anteprima su uBC).

Prima a Darkwood poteva accadere di tutto e il lettore ne era ben contento. Oggi il lettore chiede maggiore "realismo" al fantastico, da qui l'esigenza di ambientare lo stesso fantastico nei luoghi da cui ha origine.

Sicuramente i lettori di oggi sentono la necessità di vedere costumi e paesaggi diversi. Lo stesso vale per i disegnatori e per gli autori di testi! C'è questa esigenza di "realismo" nel fantastico che sicuramente è molto sentita. Chiaramente in Zagor ci possiamo permettere ancora notevoli libertà, però è evidente che la tribù tal dei tali è bene che abbia i suoi costumi e le sue tradizioni. E' bene fare una storia atlantidea ambientandola nel deserto del Sahara più che a Darkwood! E ci sarà una storia atlantidea disegnata da Andreucci che si ricollega in parte a quella di Mu ("Conquistadores")disegnata da Chiarolla e ambientata in Arizona, visto che le leggende geopolitiche vogliono l'America pacifica colonizzata da Mu e la costa atlantica da Atlantide.

Con la trasferta africana ritorneranno vecchi personaggi. Non pensi che tutti questi ritorni possano far credere al lettore che ci siano poche nuove idee in serbo per Zagor?

La trasferta africana ovviamente si ricollega ai personaggi miei, ciò mi consente di portare avanti una mia linea narrativa all'interno della saga di Zagor. I ritorni non li uso in maniera standard, classica. Nel passato il ritorno di un personaggio consisteva nel realizzare il remake puro e semplice delle storie precedenti. Quando ritornava un personaggio come Kandrax (vedi Zagor 129/133 e 249/251), tornavano anche tutti i personaggi e i cooprotagonisti della precedente vicenda. Al contrario, io farei tornare Kandrax in una maniera inedita, senza più personaggi vecchi ma con nuovi protagonisti, con nuove situazioni e magari con dimensioni narrative nuove. Sarei curioso di vedere gli eroi della mitologia celtica insieme a Zagor. Tutto sta nel costruire qualcosa di nuovo pur rispettando il personaggio (amico o nemico che sia).

Continua a parlarci di questo legame tra storia e realtà o, comunque, con un certo tipo di mitologia creata da determinati autori del fantastico.

Come sai, Nolitta si rifaceva a determinati autori, ai film della Hammer (anni '50), ai fumetti di Mandrake e Phantom. Noi ci rifacciamo ad altri autori, come Clark Ashton Smith, Lovecraft, Howard. In queste storie africane troverete atmosfere del buon Burroughs di Tarzan, di Indiana Jones, di Tintin e Mortimer!

Andrew Cain
disegno di Stefano Andreucci © 2000 SBE
   
Il viaggio di Zagor, praticamente, è già cominciato!

Attraverso la storia texana e la precedente con i Creek, arriviamo all'attuale in Louisiana con l'incontro con Digging Bill e Jacques Lassalle (in cui comincia il riallaccio con gli avvenimenti di "Vendetta Vudu"). Da lì ci portiamo verso l'Africa usando un espediente abbastanza abusato ma sempre affascinante: la ricerca di un tesoro nascosto dai pirati. Nella storia di Burattini-Chiarolla (attualmente in edicola) la caccia al tesoro di Jean Lafitte, in stile Stevenson, porta i nostri eroi su di un'isola dell'Atlantico, inseguiti da una ciurma di pirati. Una volta finiti sulle coste del continente nero un espediente narrativo porterà Zagor (sempre per un nobile motivo - cioè per salvare un amico) nel cuore dell'Africa e qui avremo due avventure scritte da me e disegnate, rispettivamente, da Andreucci e Laurenti (in ordine di pubblicazione) in cui ritroveremo personaggi che mi premeva far riapparire nelle mie storie: Andrew Cain, che ritroviamo nell'ambientazione Tuareg del deserto da cui era uscito; e Marie Laveau, la bellissima regina vudu che cerca di ricostruire in Africa il mitico impero di Songhay. Le due storie sono collegate tra loro, ma restano completamente autonome.
In Africa si resterà esattamente sette mesi. L'ultima storia sarà di Burattini e Ferri, e vedrà l'ennesimo ritorno: Liberty Sam (vedi albi 89/92 e 368/369. Personaggio amatissimo dai lettori, l'avevamo lasciato partente verso la Liberia, terra di libertà dove troverà dei "guai storici": la lotta tra i neri d'Africa e i neri d'America. Una forma di razzismo inedito.

I luoghi visitati saranno concentrati nel cuore dell'Africa o no?

All'inizio Zagor si troverà sul Niger. Poi si porta, seguendo le orme di Mungo Park verso la zona di Timbuctù ai confini del Sahel e del Sahara... e poi avremo la storia nel cuore dell'Africa, molto tarzaniana (disegnata da Laurenti) con città perdute e con la partecipazione di Marie Laveau. Appassionato come sono di viaggi ed esplorazioni, di Richard Burton, Speke, Stanley, ho cercato di mettere nelle due storie gli ambienti africani estremi, il Sahara e la foresta vergine. Nella storia sahariana ci sartanno molte infomrazioni sul deserto. Tutto però in modo molto avventuroso. Imparerete per esempio le usanze dei Tuareg attraverso la lettura! Come al solito sempre tanta carne al fuoco...

Alla fine delle storie africane, ci sarà il consueto ritorno a Darkwood. Sarà un rientro graduale?

Qui ci portiamo moooolto avanti. Il ritorno sarà graduale. Approfitteremo per far giungere Zagor a Darkwood in occasione del quarantennale (giugno 2001). A quel punto dovrà affrontare un vecchio e favoloso nemico, in una saga che dovrebbe essere disegnata nell'ordine da: Gallieno Ferri, Marco Torricelli e Marcello Dotti (ma chi lo sa? Le cose possono ancora cambiare). Prima dell'arrivo a casa, a Vera Cruz, incontreremo i parenti di Cico e anche Guitar Jim (in un incontro-scontro con Zagor), che ritroveremo più ambiguo che mai. E su un'isola dei Caraibi ci sarà una certa bella vampira... Burattini, nel frattempo si occuperà del ritorno di Bat Batterton... Avremo due estati zagoriane molto ricche (2000/2001).

Sicuramente per i lettori di Zagor tutto ciò è garanzia di continuità.

Vorrei precisare, per i lettori più tradizionalisti, che dopo questi fuochi d'artificio, avremo una serie di storie "molto tranquille", ambientate a Darkwood, con indiani, con i trapper, ai confini col Canada (la zona dei grandi laghi), che dovrebbero riportare la serie nell'alveo della tradizione. Comunque, anche le storie di cui abbiamo sinora parlato non si discostano dalla tradizione nolittiana dei viaggi avventurosi.

Abbiamo detto veramente tanto, ma ci sarà comunque ancora di più!

Ed ora una scorpacciata di tavole di Andreucci e Laurenti. Cliccate sulle immagini per vederle ingrandite.

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE

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disegni di Stefano Andreucci
© 2000 SBE
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disegni di Mauro Laurenti
© 2000 SBE

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disegni di Mauro Laurenti
© 2000 SBE

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disegni di Mauro Laurenti
© 2000 SBE

 
 


 
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