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Scheda personaggio
Primo Piano
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Biografia

  Abraham Reginal King
Creato da Claudio Nizzi
Prima apparizione: 1990
scheda di Marco Zucchi

Primo Piano

... questa è una storia molto romantica...

C'è stato un tempo in cui gli agenti portavano la divisa, l'uniforme del vecchio tipo, quella con il colletto chiuso e la doppia fila di bottoni, scomoda, ma dotata di personalità.

C'è stato un tempo in cui l'unica vera scuola di polizia non era quella dell'Accademia, ma la strada, ed in particolare il Bronx.

C'è stato un tempo in cui il vero insegnante non era l'istruttore, ma colui che viveva in mezzo alla gente, condividendone problemi, drammi, gioie e dolori.

Tutto questo era Abraham Reginald King, nonché ancora di salvezza per un giovane Nick Raider, appena uscito dalla scuola di polizia e sbattuto a farsi le ossa nel Bronx, al quarantaquattresimo distretto, ribatezzato qualche anno dopo, con Nick già lontano, Fort Apache, a causa dell'assedio che subì.
Quel poliziotto fu per Nick una vera scuola di vita.

Ma chi era Abe, detto anche Blackbear? Era ovviamente un poliziotto di colore, come lui stesso si definiva un vero negro, prima sbirro poi negro e siccome all'epoca l'85% dei criminali erano neri, lui odiava i neri, non i negri; alla faccia delle balle che venivano raccontate dai politici liberals, nei dibattiti televisivi e dagli insegnanti delle scuole di polizia a proposito del fatto che i neri diventavano criminali perché costretti a vivere nei ghetti.
Agli sbirri, come sottolineava, non viene chiesto di riflettere.

Con una filosofia tutta sua, che in gran parte Nick farà propria, Abe si muoveva tra il marciume del Bronx, colpendo chi doveva colpire, mettendosi dalla parte dei deboli quando necessario, ma rispettando sempre e comunque la giustizia, la legge.

(7k)
Abrham Reginald King,
disegno di Iginio Straffi
(c) 1990 SBE
   
Come ci dirà, lui non ha mai preso mance e non ha mai bevuto gratis, a sottolineare che comunque i poliziotti corrotti, in diverse forme e per diverse tipologie, esistevano, sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
Abe era un negro tutto d'un pezzo, con una coscienza da sbirro tutto d'un pezzo, che non avrebbe fatto lo sbirro se avesse voluto fare quattrini, ma il rapinatore od il pappa! E le occasioni, visto il quartiere in cui era cresciuto, non gli erano certo mancate, ma lui aveva fatto la sua scelta, completamente differente da quella dell'amico di infanzia Malcom Delaney, che, pur essendo cresciuti insieme, sposò la strada della criminalità, dedicandosi alla prostituzione, alle scommesse clandestine ed al traffico di droga.

Abe non si mise mai sulle tracce di Malcolm, pur conoscendo la strada intrapresa, lasciando che fossero altri ad occuparsi di lui; questo fino a quando venne uccisa Deborah, l'amica di infanzia di entrambi, di cui probabilmente entrambi erano innamorati.
Deborah si mise con Malcolm, ma con lo scopo specifico di scoprire tutte le sue malefatte e consegnarlo poi alla giustizia; ma non vi riuscì in quanto venne uccisa prima. Abe si diede da fare e battendo il Bronx con il fiuto di un cane da tartufi e la collera di un Grizzly, trovò le prove per incastrare Malcolm.

Nizzi ci tratteggia una figura di poliziotto vecchio stampo estremamente credibile ed estremamente vera. Con la sua narrazione oltre a descriverci la personalità dell'agente, la sua umanità, ci descrive anche uno spaccato della comunità newyorchese, quella del Bronx, con tutti i suoi problemi, realtà che verrà descritta in tanti romanzi gialli ed in tanti film.

Nizzi condisce inoltre la storia con spaccati di vita familiare, senza raccontarceli, ma lasciandoceli immaginare: due amici, la stessa ragazza, entrambi innamorati di lei; poi le strade si dividono... chissà cosa è successo alla ragazza.
Poi lei risalta fuori ed il modus vivendi di entrambi i vecchi amici ne subisce l'influenza.

La personalità di Abe è tale che, avendo fatto la sua scelta, nulla più potrà fargli cambiare idea, almeno così crede lui; il ritorno di fiamma della sua vecchia amica, la sua uccisione, lo porterà però a modificare il suo comportamento, spingendo ad agire impulsivamente in modo tale che alla fine ne subirà le conseguenza.

Quella che Nizzi ci ha raccontato, usando le parole di Nick nell'ultima tavola, è dopotutto una storia molto romantica.


Index Personale

Nick Raider 1990| 29 Missione nel Bronx (C.Nizzi / I.Straffi)

 


Biografia

29| Appena uscito dalla scuola di polizia Nick viene spedito nel Bronx, presso il quarantaquattresimo distretto, ed affidato alle cure di un vero esperto, Abraham Reginald King, il quale si preoccupa, meglio occupa, di svezzarlo, mostrandogli la dura relatà del Bronx ed inculcandogli insegnamenti che Nick farà poi propri.

Abe è un poliziotto tutto d'un pezzo, integerrimo, che combatte il crimine, quasi nel pieno rispetto della legge.
Solo di una persona non si occupa: Malcolm Delaney, suo amico d'infanzia, che ha scelto la strada dello spaccio, della prostituzione. Lascia che siano altri ad occuparsene, ben conscio che Malcolm ha preso dalla sua parte molti poliziotti, convincendoli a suon di dollari.
Quando però vede al suo fianco la bella Deborah, amica di entrambi, qualcosa si muove in lui: cerca di vederla e di convincerla a lasciare Delaney, visto il tipo d'uomo. Ma Deborah ha un compito: è un'agente infiltrata della narcotici, e deve raccogliere prove contro Malcolm. Il giorno dopo avere confessato questo ad Abe, viene trovata uccisa.
Abraham collabora alle indagini e riesce a fare incastrare Malcom, il quale giura che quando uscirà dal carcere lo ucciderà.

Tutte queste cose ci vengono raccontate in flashback da Nick, mentre sta andando nel Bronx, da Malcom, uscito una settimana prima dal carcere; Nick è appena stato al funerale di Abe, ucciso da due colpi di pistola.

Malcolm lo accoglie molto volentieri e pur ricordando le minacce a suo tempo proferite, afferma anche come mai e poi mai avrebbe ucciso il vecchio amico: infatti è proprio lui che ha chiamato Nick, per consegnarli l'assassino di Abe, il suo secondo Santana che a forza di tenergli il posto in caldo durante la sua assenza, si è talmente affezzionato che ha deciso di fare ricadere la colpa dell'uccisione di Abe a Malcolm, per toglierselo definitivamente dai piedi.

Ma non ci riuscirà perché nello scontro a fuoco che ne segue, tutti, eccetto i poliziotti, restano uccisi. E Malcolm troverà giusto il tempo di confessare di essere stato lui una decina di anni prima a fare eliminare Deborah...


 

 


 
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