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Scheda personaggio
Primo Piano
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Biografia

  India
Creato da Pasquale Ruju
Unica apparizione: 1997
scheda di Vincenzo Oliva

Primo Piano

Lei era veramente uno splendore, un sogno di fibre plastiche e metalliche, qualcosa che lo stesso Keats avrebbe potuto vedere confusamente...

Lester Del Rey, in Helen o'Loy (1938)


Nell'Alfacom del n.75, di Nathan Never, India: Katia "Janine" Albini fa esplicito riferimento ad Asimov ed alle tre leggi della robotica quali fonti di ispirazione dell'albo. Eppure e' praticamente impossibile, leggendo la storia del robot India, sfuggire alla suggestione di quel racconto dolce e tristissimo - della storia d'amore tra un uomo ed un robot di sesso femminile - che e' Elena di Tung ("Helen o'Loy") scritto 60 anni esatti fa da Lester Del Rey e che, da solo, assicura all'autore un posto nella storia della robotica secondo solo ad Asimov e Simak.

Certo la suggestione nasce dal comune destino di Helen e India, suicide per amore, culmine del processo di umanizzazione operato dagli autori; perché il soggettista e sceneggiatore dell'albo, Pasquale Ruju , ha creato una storia tutta sua.

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India al "femminile" e in versione robotica
(c) 1997 SBE
   
 
E un personaggio tutto suo... dimostrando ancora una volta di essere un maestro nel dare vita a personaggi femminili "diversi", dopo la sirena de "Il canto della sirena" nel Dylan Dog gigante n.5.

Ruju ha saputo delineare la figura di India conferendole un'umanità sommessa, appena accennata, pudica; in contrasto con la programmazione del robot, un modello C-0, che ci viene descritto come un modello da "compagnia", compagnia facilmente intuibile. Eppure, come risulta evidente dalla storia, sia India sia il suo padrone, l'industriale Koike, finiscono per andare al di la' dell'aspetto puramente "ricreativo" della loro relazione: quello che nasce tra l'umano e la robot e' amore vero.

Dove Ruju ha raggiunto i migliori risultati nella caratterizzazione del personaggio e' sicuramente nei dialoghi tra la robot e Koike, pervasi di una dolcezza sommessa e quasi dolorosa alla quale mette il sigillo l'impulso coatto, ma che appare cosi' mirabilmente umano e spontaneo, di India ad amare il suo padrone. Lo sceneggiatore sembra, comunque, costruire la storia in funzione delle ultime 8 tavole, con la scena del suicidio di India, che si spoglia della sua "umanità" (non solo in senso metaforico, ma anche fisico, strappandosi via la pelle artificiale) che le ha arrecato solo dolori, per tornare nel mare da cui era stata ripescata all'inizio dell'albo.

Paradossalmente, i disegni di Massimiliano Bertolini (per i quali rimandiamo alla recensione dell'albo) si rivelano particolarmente adatti al personaggio, conferendogli quell'espressione quasi "piatta" ma perfetta per esprimere la malizia innocente di cui India é stata rivestita: la seconda vignetta a pag.19, o le vignette di pag.23 con India, ignara, china sul cadavere di Koike sono un esempio di come un modo di disegnare apparentemente approssimativo riesca a cogliere gli aspetti caratterizzanti di un personaggio importante, infondendogli lo spirito che la storia richiede.


Index Personale

Nathan Never 1997|
75 India (Ruju/Bertolini)

 



Biografia

1997| Un piccolo peschereccio trova in fondo al mare un vecchio modello di robot femminile C-0. Koike Ryo, ricco industriale giapponese, decide di far restaurare il robot e di utilizzarlo in sostituzione di una compagna. Il rapporto tra i due diviene sempre più solido con il tempo, la robot - India - diviene anche la partner in allenamento di Koike (appassionato di Hanedakendo, particolare forma di arte marziale).

Quando Koike viene trovato ucciso, l'Agenzia Alfa è chiamata ad investigare dalla compagnia assicurativa che dovrebbe pagare un forte premio agli eredi (qualora non fossero gli assassini...). India - l'unica ad essere presente, apparentemente, al momento della morte di Koike - è al centro dell'indagine, anche se Nathan e Sigmund escludono ben presto il robot dalla lista dei sospetti (le 3 leggi della robotica sono intatte nella programmazione di India) e le indagini si concentrano sui figli di Koike: Tetsuo, il "buono", e soprattutto Kaneda, il "cattivo" e principale sospettato.

Attraverso una serie sufficientemente ben congegnata di eventi: inseguimenti, sparatorie, schermaglie legali e amorose, la storia si avvia alla conclusione con la formula (forse ormai un po' logora) del ribaltamento dei ruoli: Kaneda il "cattivo" è innocente (anche se certo non "buono") e il colpevole è Tetsuo che ha ucciso in un delirio di onnipotenza (più precisamente Tetsuo ha trovato un modo ingegnoso di far commettere l'omicidio ad una inconsapevole India durante un allenamento di Hanedakendo tra la stessa India e Koike), sacrificando la vita del padre alle sue esigenze di artista (il tema, qui accennato solo di sfuggita ed in funzione strumentale, era stato trattato con ben altra profondità da Michele Medda nel n. 70 "Istinto primordiale").

L'albo si chiude con la scena commovente, trattata con retorica sobria da autore e disegnatore, della "disumanizzazione" e del suicidio di India, vittima innocente dei giochi umani, ancorché assassina materiale dell'uomo amato.
 

 


 
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