ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
DatabasePersonaggiSchede




Scheda personaggio
Primo Piano
Index
Biografia

  Hadija Hab' Ahmal
Creato da Gabriella Cordone e Alberto Lisiero
Prima apparizione: 1996
scheda di Vincenzo Oliva

Primo Piano

Amor omnia vincit...


Un inappuntabile maggiordomo robotico riceve le bottiglie di latte portate dal milk boy presso una splendida casa di campagna, prepara meticolosamente la colazione per qualcuno; poi si reca nella camera di una giovane e la sveglia. La donna e' bellissima, ha un'aria vagamente mediorientale; si stira pigramente ed inizia a rievocare il fastoso party tenutosi il giorno prima nella lussuosa dimora. La scena - in flashback - si chiude sulla sala del party... completamente vuota.

In tale modo ambiguo e sottilmente angosciante - degno di un capolavoro del fantastico - si gioca l'entréé in scena di Hadija Hab' Ahmal, forse il più bel personaggio femminile apparso a tutt'oggi sulle pagine di Nathan Never , e fulcro autentico del n.66 "Hadija".

(13k)
primo piano, disegno di Calcaterra
(c) 1997 SBE
   
 
Personaggio poetico e commovente, sospeso tra l'impulso a lasciarsi dominare dalle sue angosce ed il desiderio di gettarsi il passato alle spalle, Hadija viene descritta con rara maestria dai suoi creatori - Cordone e Lisiero - che fanno entrare il lettore, passo dopo passo, nell'affascinante psiche e nella strana vita della donna.

I due autori costruiscono per gradi il personaggio attraverso l'uso sapiente ed insistito della didascalia e del flashback, utilizzati per dare alla giovane (e ad un Nathan Never caratterizzato con grande finezza psicologica ed introspettiva) un'interiorità di cui per lungo tempo si erano perse le tracce nella saga di Nathan.

Lentamente si delinea la personalità di una giovane fragile e tormentata, che ha duramente sofferto; e per questo molto chiusa, timorosa della vita e dei contatti umani, con un dolore segreto che le vieta di aprirsi al mondo - e a ciò che questo e le persone che la circondano potrebbero offrirle - e che pare, sempre più, ossessionarla.

Si delinea anche, trasfigurata attraverso le scene oniriche di pag.44 e di pag.74/75, tale ossessione che domina la vita di Hadija, e che, poco alla volta, ci viene mostrata in un crescendo di tensione drammatica molto ben dosato; e che sarà infine definitivamente chiarita nelle pagine finali dell'albo: la vendetta contro la fabbrica produttrice di automobili responsabile - nella visione di Hadija, deformata dalla sofferenza provata - della morte dei genitori della giovane quando ella era ancora una bambina.

In questa situazione di parossismo in cui la donna ha ridotto la propria vita - ristrettasi alla pura ricerca della vendetta, per la quale si è fatta assumere dall'industria "colpevole": la Tice, con l'unico scopo di sabotarne i prodotti per condurla alla rovina - si inserisce come un grimaldello Nathan.

L'incontro di due solitudini, il disperato bisogno di dare e ricevere amore di Nathan - bisogno che evidentemente Janine non è in grado di soddisfare - fanno breccia nell'anima di Hadija, la cui visione monomaniacale, già incrinata dalla necessità repressa di serenità, si spezza definitivamente nella drammatica scena delle pag.87/93 in cui il pericolo mortale a cui è esposto Nathan porterà la giovane donna a vincere il terrore e l'avversione per le automobili chiedendo aiuto proprio a queste (o meglio agli automobilisti), affrontando, così, i mostri del suo inconscio che le facevano visualizzare le automobili come mortali scorpioni (e le scene con gli scorpioni saltano fuori vivide dalla pagina, permettendo al lettore un'identificazione immediata con le paure della protagonista).

La dinamicità della scena madre viene affrontata e realizzata abilmente, con un uso di grande effetto dei chiaroscuri, da un Ivan Calcaterra che aveva già reso il personaggio con grande capacità, donandogli - grazie al tratto accurato; alla luminosità talvolta dolente, talaltra malinconica, altre ancora fanciullescamente sognante del volto - una gamma completa di sentimenti, facendolo "vivere" sulla pagina e traducendo visivamente, in modo puntuale, la personalità che la sceneggiatura andava delineando per Hadija ed il lavoro di scavo psicologico - degno del miglior Michele Medda, di cui gli autori paiono aver assorbito compiutamente la lezione.

L'amore visto come catarsi, come elemento salvifico, non è certo una novità: tuttavia il contrasto molto ben giocato tra la delicatezza del sentimento che nasce tra Nathan e Hadija e la sofferenza interiore della giovane nonché il crescendo del dubbio che l'amore, appunto, insinua in lei e che viene ben graduato nell'economia del racconto, fanno si che la storia si legga con partecipazione, senza pause e, quasi, con la stessa sofferenza della protagonista.

E la catarsi, compiutasi con la grande scena madre del salvataggio di Nathan da parte di Hadija, scivola dolcemente nell'anticlimax consolatorio dell'ultima tavola: con una Hadija ormai riconquistata alla vita (e sfuggita al carcere grazie agli arresti domiciliari) che balla con Nathan nell'immensa sala da ballo della sua villa; quella sala cosi' desolatamente vuota e che provocava inquietudine nelle prime pagine e che ora torna a riempirsi di gioia vera e non più fantasticata. Dunque una conclusione circolare della narrazione: tutto ha fine dove ha avuto inizio: nel mezzo la crescita della protagonista (topos privilegiato della narrativa popolare, specialmente avventurosa).

Un finale simile, quasi da happy end hollywoodiano, avrebbe potuto lasciare l'amaro in bocca; eppure Hadija sa ispirare tanta partecipazione alle proprie vicende da farsi perdonare una conclusione così scontata.

La seconda apparizione del personaggio è un cameo all'interno del n.76 "Fenice" (prima parte della storia doppia dedicata da Antonio Serra al ritorno di Susan Connery (già apparsa nella storia doppia degli albi n.11/12.

Un'apparizione che fa rimpiangere in tutto il personaggio che si era imparato ad amare pochi mesi prima. Serra inserisce Hadija in modo palesemente posticcio all'interno della sceneggiatura; ne fa un uso semplicemente strumentale ad eventuali sviluppi futuri ancora da delineare della vita di Nathan.

Il risultato è la scialba figura di un'amante dalla quale tornare occasionalmente in cerca di conforto, un'amante comprensiva e sollecita che tale conforto non fa mancare: in tutto poche tavole (pag.71/75) ma sufficienti perché il bel ricordo di Hadija perda un po' della sua brillantezza; neppure i disegni di Roberto De Angelis, altrove nell'albo in grande forma, risollevano questa apparizione dalla sua piattezza: De Angelis sembra tratteggiare Hadija distrattamente, con svogliatezza disattenta.

Per chi ha amato il personaggio Hadija sarebbe stato meglio che non si fosse tornati su di lei, ponendo le basi del suo coinvolgimento stabile nella saga di Nathan.

A questo miravano la proposta di convivenza avanzata da Hadija a Nathan a pag.73/74 di Fenice e l'accenno al desiderio di andare a vivere in campagna che Serra, nel gigante n.3, mette in bocca a Nathan durante il suo colloquio con Daro Dehner).

Ed è questo che Serra (con Stefano Vietti alla sceneggiatura) realizza nel n.91 "Il segreto di Babilonia". Realizzazione che lascia l'amaro in bocca. Tutti i timori che la Hadija in versione "rifugio dell'eroe" aveva suscitato vengono a concretizzarsi. Nathan si trasferisce nella casa della giovane donna (o, come lui stesso tiene a precisare, inizia l'operazione di trasferimento :-) ), e nel corso dell'episodio si vede quale sara' l'uso del personaggio che Serra e Vietti intendono fare: un semplice espediente letterario che serve per far parlare Nathan del caso e per esternare i dubbi e le intenzioni del protagonista. Una fine davvero un po' triste per un così bel personaggio, e i disegni certo poco espressivi di Paolo Di Clemente contibuiscono non poco a togliere la residua vita che il ricordo donava a Hadija.

Resta, ai lettori, la consolazione di poter pensare che la Hadija conosciuta ed amata nell'albo a lei intitolato era un'altra persona, una persona completamente diversa da quella vista in seguito: la "vera" Hadija è stata protagonista di un'unica storia....


Index Personale

Nathan Never 1996|
66 Hadija (Cordone e Lisiero/Calcaterra)
1997|
76 Fenice (Serra/De Angelis) 1998|
91 Il segreto di Babilonia (Serra-Vietti/Di Clemente)

 



Biografia

1996| Hadija Hab' Ahmal è una giovane, bellissima, donna rimasta orfana dei genitori in tenera età e sempre vissuta, da allora, nella grande, sontuosa, dimora che questi avevano in campagna, con la sola compagnia del maggiordomo robot: Tony.

Per poter sostenere le spese del mantenimento della casa, Hadija, una volta raggiunta la maggiore età ha dovuto iniziare a lavorare, con un incarico di responsabilità, presso la Tice, importante azienda automobilistica.

A causa di tali impegni lavorativi la giovane deve risiedere, in certi periodi, nella Città e lasciare la tranquillità della sua casa di campagna; in tali occasioni è solita prendere in affitto - per il periodo che le è necessario - un appartamento.

(26k)
in fuga, disegno di Calcaterra
(c) 1997 SBE
   
 
Durante uno di tali periodi si troverà ad aver affittato un appartamento nello stesso edificio di Nathan Never, il quale sta trascorrendo un breve periodo di riposo, a causa dello stress da superlavoro.

Pur con le notevoli difficoltà dovute al carattere chiuso dei due (e specialmente di Hadija, che nel corso della narrazione si rivela sempre più un personaggio angustiato da problemi psicologici e da un dolore segreto che le tormenta l'anima e le fa chiudere la porta in faccia alla vita) nasce tra i due l'amore, dapprima timido, poi appassionato.

Contemporaneamente, le sorelle April e May Frain hanno ricevuto - all'insaputa di Nathan - l'incarico di investigare su alcuni atti di sabotaggio che rischiano di rovinare l'immagine pubblica della Tice: tra i sospetti anche Hadija.

L' espediente della storia d'amore di un agente inconsapevole di un'indagine parallela in corso sulla donna amata sarà riutilizzato a breve (con minor fortuna) nel n.71 "Blocco mentale", da Bepi Vigna.

Dopo alcune vicissitudini, che le portano a scoprire un caso di spionaggio industriale all'interno della Tice, April e May trovano le prove che il sabotatore altri non e' se non Hadija. Scoperto che l'indirizzo temporaneo della giovane è lo stesso di Nathan si rivolgono a lui per un appoggio logistico. Nathan chiederà loro di lasciargli eseguire l'arresto e, in una scena drammatica - durante la quale arriverà a minacciare le dimissioni dall'Agenzia Alfa - riuscirà a far digerire anche a Reiser tale procedura assai poco ortodossa.

Come si è via via esplicitato nel corso dell'albo, il movente che ha spinto Hadija al sabotaggio è l'ossessione di doversi vendicare dell'azienda che - nella la sua psiche ancora ferita e segnata indelebilmente dalla morte dei genitori - ella ritiene responsabile di tale morte, avvenuta, appunto, in un incidente automobilistico.

In una scena clou altamente drammatica, Nathan metterà Hadija di fronte ai suoi incubi ed alle sue paure. Potrà quindi salvarla dal carcere e darle la possibilità di ricostruirsi una vita e di poter, finalmente, provare la serenità della sua gioventù; quasi a prezzo della propria vita.

1997| Nel corso della difficile indagine che lo vedrà confrontarsi con la rediviva Susan Connery, e più ancora con il suo fantasma psicologico, Nathan si reca in visita a casa di Hadija, in campagna.

Il tentativo di Nathan di "esorcizzare" il ricordo della Connery, fallisce: dovrà affrontarlo ed affrontarla anche in carne ed ossa. Hadija saprà, comunque, confortarlo ed essergli vicina come egli aveva fatto con lei in precedenza. Sempre in tale occasione la giovane donna propone a Nathan - che si guarderà bene dal rispondere - di andare a vivere con lei.

1998| Dopo l'accenno al desiderio di voler lasciare la Città per una più tranquilla vita di campagna - accenno che Nathan fa durante un colloquio con Daro Dehner - e che pare sottintendere che la proposta di Hadija è stata presa in seria considerazione dall'agente Alfa, questi rompe gli indugi e si trasferisce a casa di Hadija, o - meglio - da inizio al trasferimento (quando la donna gli ricorda che ha tutto lo spazio che si possa desiderare per gli effetti di Nathan il nostro risponde testualmente: "C'è tempo, Hadija... preferisco fare un passo alla volta, lo sai....")
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §