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In Giappone la tradizione teatrale e quella dello shojo manga hanno un punto in comune nel teatro Takarazuka. Questa può essere considerata la fonte dei vari personaggi androgini presenti in moltissimi manga per ragazze.

Teatro e manga: due mondi paralleli
articolo di Martina Galea

Moltissimi shojo manga (fumetti giapponesi rivolti ad un pubblico composto prevalentemente da studentesse liceali) presentano personaggi femminili spiccatamente androgini, che si mostrano decisamente ambigui e indefinibili, al punto da creare non poca confusione agli altri personaggi e soprattutto ai lettori. Il caso più celebre (purtroppo venne portato alla ribalta dalla nostra stampa nazionale solo per essere demonizzato) è quello di alcuni personaggi di Sailor Moon, conosciuto in Italia forse più come cartone animato che come fumetto.

Nel manga, Naoko Takeuchi, l'autrice, introduceva sin dalla terza serie una figura volutamente ambigua (Haruka Tenou, ovvero Sailor Uranus): pur essendo sicuramente una donna, gli atteggiamenti e l'abbigliamento erano quelli di un vero e proprio maschiaccio. Haruka è un personaggio molto forte, che domina la scena e che conquista il lettore e gli altri personaggi anche grazie a questa sua indefinibile natura. L'amicizia con Michiru (Sailor Neptune), talmente forte da sfociare in amore, è tratteggiata con delicatezza, e serve a definire ancora meglio questo personaggio così carismatico.

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Usagi riflette sulla natura di Haruka
da Sailor Moon (c) 1994 Naoko Takeuchi

In Italia, purtroppo, questo rapporto e la stessa figura di Haruka (unita poi a quelle delle tre Sailor Starlight, figure altrettanto ambigue) non vengono minimamente capiti, anzi sono usati come ennesimo pretesto per mettere al rogo i manga e i cartoni giapponesi...senza iniziare una campagna contro la ristretta mentalità di emeriti psicologi del nostro Bel Paese, vorrei riflettere e far riflettere sul perché, invece, in Giappone questi personaggi androgini sono così diffusi e così amati.

L'elenco, infatti, è lungo: storica è la figura di Lady Oscar, donna cresciuta come un uomo. Della stessa autrice di Lady Oscar troviamo Saint Just, altrettanto androgina e affascinante. Tra i manga più recenti, c'è la rivoluzionaria Utena, ideata dal gruppo Be Papas, proprio a modello di Lady Oscar. Le Starlight di Sailor Moon, già citate prima, sono tre guerriere che vivono sulla terra sotto mentite spoglie di ragazzi, comportandosi come tali. Insomma, l'elenco è lungo e variegato.

"Il Takarazuka rappresenta quindi, all'interno del mondo teatrale, quello che lo shojo rappresenta nel mondo dei manga."
   
Ma qual è l'origine storica e sociale di personaggi di tale natura? Alcuni degli autori citati hanno detto di essere stati influenzati dal teatro Takarazuka, una particolare forma di teatro nazionale. Nei primi del '900, nella cittadina omonima, nasce il Takarazuka Shojo Kagekidan, un gruppo di giovani ballerine, attrici e cantanti, che erano state riunite per fungere da intrattenimento e polo d'attrazione, nel tentativo di far aumentare il flusso di turisti nelle terme della città. Un motivo forse poco artistico, che però porto il gruppo ad un successo quasi insperato, al punto che venne istituita anche una scuola di recitazione.

Quando, negli anni '70, il movimento femminista si propagò anche in Giappone, il gruppo divenne un centro di culturale alternativo, radunando scrittrici e intellettuali con idee innovative e progressiste. Ryoko Ikeda, mamma di Lady Oscar, nata proprio nella cittadina di Takarazuka, fu anche uno dei membri di questo ambiente filo-femminista.

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Utena e l'amica Anshi
(c) Chiho Saito / Shogakukan

   
 
L'elemento che caratterizza questa forma teatrale è la composizione totalmente femminile della compagnia: mentre nel teatro No e nel teatro Kabuki recitano solo attori di sesso maschile, nel Takarazuka possono andare in scena solo donne. I ruoli maschili, quindi, risultano essere quelli più impegnativi e le attrici che li sostengono (le Otoko Yaku) sono in genere donne ombrose, che si atteggiano a maschi anche nella vita sociale, proponendosi talvolta come lesbiche.

Queste donne ambigue diventano delle vere dive all'interno della compagnia, e sono proprio loro ad aver creato lo stereotipo della donna forte e mascolina, ancora diffuso ed amato in Giappone. Ryoko Ikeda sostiene di essersi ispirata proprio a queste figure così carismatiche per creare la figura di Oscar, così come Naoko Takeuchi ha fatto per Haruka. Lo stesso Kunihiko Ikuhara, uno degli ideatori di Utena, sostiene di aver trovato nel Takarazuka uno spunto sia per la realizzazione dei personaggi sia per la sceneggiatura e le scelte registiche dell'anime. In Italia, un personaggio rapportabile a queste figure è senza dubbio Legs Weaver, anche se le origini della nostra agente Alfa sono sicuramente differenti da quelle di Oscar&co.

Il Takarazuka rappresenta quindi, all'interno del mondo teatrale, quello che lo shojo rappresenta nel mondo dei manga: entrambi sono interpretati esclusivamente da donne, rivolti ad un pubblico femminile, costellati da atmosfere sensuali e ambigue, con toni lirici e romantici. Se lo shojo arricchisce le sue pagine di merletti e petali di fiori, il Takarazuka risponde con scenografie sfarzose e floreali. I due mondi, quindi, sono strettamente connessi, e non è un caso che lo stesso manga Versailles no bara sia stato messo in scena, ottenendo uno strepitoso successo e contribuendo a creare lo stereotipo della donna mascolina.

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La locandina di
Versailles no bara


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Un allestimento del Takarazuka

Anche adesso, in Giappone, i giovani (e non solo) preferiscono l'ideale di donna forte, da cui farsi dominare. Le ragazze, poi, restano affascinate dal senpai di sesso femminile indipendente e androgino, perché rappresenta ciò che loro non riescono ad essere. Quindi, personaggi di manga e cartoni con queste precise caratteristiche, non solo sono tranquillamente accettati, perché caratterizzati da un retroterra culturale ben preciso, ma vengono anche preferiti e amati dal pubblico e dalla critica, al contrario di quanto accade in Italia, dove il bambino è considerato alla stregua di un idiota che si fa influenzare da tutto e tutti...attenti: se avete visto Kenshiro da piccoli, adesso potreste essere dei potenziali assassini!;-)

Ringrazio i Kappa Boys e gli approfondimenti da loro pubblicati in vari numeri della rivista Kappa Magazine.


 

 


 
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